Articoli con tag Satira

A Messina si muore e Vauro se la ride!

Una volta si chiamavano insulti, oggi si chiama satira. E guai a criticarla. La satira è sacra, e non importa se ad essere presi per il culo sono i morti. Ancora di più se lo sberleffo sui defunti è “necessario” per attaccare Berlusconi. D’altronde in guerra e in amore non ci sono regole.

Una bella lezione di stile ce l’ha regala, ancora una volta, l’ignobile vignettista di Annozero, Vauro Senesi, compagno di merende di Ruotolo, Travaglio e Sant’oro. Tutti martiri dell’informazione libera. Libera di insultare e offendere, ovviamente!

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San Vauro Martire protettore dei vignettisti proscritti

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Rieccolo Sant’Oro Masaniello, pronto a preparare la Resistenza per difendere il suo Vauro Senesi, l’ignobile vignettista che scherza sui morti dell’Abruzzo, sol perché la satira può permettersi di fare lo sberleffo a chicchessia. E non importa  se per attaccare Berlusconi e il suo governo si prendono per il culo i terremotati e ancora di più si strumentalizzano i defunti di quella immane tragedia: la guerra è guerra e ogni guerra ha i suoi morti. In questa caso quelli dell’Abruzzo!

Com’era prevedibile Marco Travaglio e Sabina Guzzanti, martiri dell’informazione libera capeggiata da San Michele da Annozero, hanno avviato la causa di beatificazione di Vauro, da ieri protettore dei vignettisti proscritti. Un film già visto e rivisto: si grida al regime, alla censura, si fanno girotondi a viale Mazzini sulle note di Bella Ciao (stonata, ovviamente, da Sant’Oro martire).

Strano, però, che a gridare alla censura e al regime siano proprio coloro che ogni giovedì sono puntualmente in onda sulla tv di Stato a innegiare, con i loro sermoni, alla Resistenza contro Silvio l’aggressore. Profutamente pagati, ci mancherebbe altro. Visto che insieme ai morti, la guerra antiberlusconiana ha anche i suoi costi. E che costi!

Tale è la censura che stasera Michele chi?, insieme al suo luogotenente Sandro Ruotolo e allo stempiato di Torino, sono ancora in onda con una puntata di Annozero dedicata nuovamente all’Abruzzo. Se è possibile più ignobile della precedente, nel corso della quale si procederà alla santificazione di Vauro Senesi, che a tre giorni dal suo trapasso è resuscitato e si è reincarnato in Sabina Guzzanti.  Alla cerimonia officierà padre Tonino “eccheciazzecca” Di Pietro. Dimenticavo, probabilmente si parlerà anche dei terremotati dell’Abruzzo. Poveri loro! (do.mal.)

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Annozero… Sant’Oro menouno

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Non era affatto uno scherzo architettato per rispondere pan per focaccia a Joe Violanti. Michele Sant’Oro ha davvero diffidato il suo imitatore. Fino all’ultimo ho pensato che il fustigatore degli “editti bulgari” stesse imbastendo una burla, pronta ad essere svelata nel corso dell’ultima puntata di Annozero. Invece no, è tutto vero. Il paladino dell’informazione libera e della libertà di satira si è rivelato in tutto il suo essere: rosicone e censore. Nonostante cerchi ancora di far credere il contrario.

Inizia la puntata di Annozero e Sant’Oro appare sorridente e di ottimo umore. Tiene immediatamente a precisare che il caso del suo imitatore censurato non è affatto un caso, addirittura sostiene che non c’è mai stata censura né richiesta di risarcimento danni.

A questo punto mi viene il dubbio che Sant’Oro sia totalmente all’oscuro di ciò che ha scritto il suo difensore, l’avvocato Felice d’Alfonso del Sordo, nella lettera di diffida inviata a Radio Dimensione Suono e pubblicata anche sul sito del programma. Nella missiva tra le altre cose si legge:

Con la presente diffida formale Vi intimo di cessare, con decorrenza immediata, dall’illecito comportamento.

«Vi intimo di cessare, con decorrenza immediata». Questa non è affatto censura, figuriamoci.

Ma Sant’Oro fa anche di più, detta addirittura le regole della satira. Almeno per quella che gli riguarda. Secondo il maestro unico della verità a senso unico alternato, un conto è la caricatura di Fiorello o di Max Tortora, fatta bene, una tantum; altra cosa è quella di Joe Violanti che viene ripetuta ogni giorno.

Capito: il gioco è bello finchè lo fanno loro. Se lo fanno gli altri, su di loro, sarà bene che rispettino certe regole e soprattutto che duri poco, una tantum per l’esattezza. Altrimenti non fa ridere e si rischia anche qualche diffida.

Dopo il siparietto santoriano entra in scena il cavaliere senza macchia e senza paura Marco Travaglio. Almeno lui dirà qualcosa sulla querelle Sant’Oro-Violanti-Rds, forse il moralizzatore bacchetterà il suo compagno di merende per l’infelice scivolata sulla buccia di banana.
Macché. Chi si aspettava un Travaglio col capo cosparso di cenere («Se mi sbaglio sono pronto a cospargermi il capo di cenere, ma non credo proprio che Michele voglia censurare la sua imitazione», aveva annunciato) è rimasto deluso. Travaglio inizia a parlare di intercettazioni, prima di D’Alema poi di Dell’Utri, infine di Scajola. L’omelia di padre Marco prosegue con il consociativismo destra-sinistra quando si tratta di salvare i colleghi dalla magistratura e chiude ironicamente tirando in ballo il ministro Brunetta. Della diffida di Sant’Oro neppure un accenno. Per Travaglio guai a parlare dei presenti. Soprattutto se si tratta dei suoi compagni partigiani.

Proprio Travaglio, poi, che ha scritto anche il libro, dal titolo emblematico, “Bavaglio”. Esattamente quello che il suo amico vorrebbe mettere a Joe Violanti.

E visto che ci siano ripropongo lo scherzo di Violanti-Sant’Oro al ministro Maria Stella Gelmini. Si noti come al temine della parodia l’imitatore-dj si presenta e svela lo scherzo, fugando qualsiasi dubbio o ambiguità:

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L’Editto bulgaro di Michele Sant’Oro da Annozero

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Ma quanto è bravo e quanto è bello Michele Sant’Oro da Annozero che dal pulpito di Raidue si innalza a fustigatore degli “editti bulgari”. Lui, il difensore della libertà di satira e d’informazione, il paladino della verità a senso unico alternato, adesso che fa? Diffida il suo imitatore a non imitarlo più.

Classico caso di doppia morale comunista: soppesare e valutare le cose secondo le proprie convenienze, applicare una morale agli amici e un’altra ai nemici.

Ma veniamo ai fatti. Sembra che Sant’Oro non abbia affatto gradito la sua imitazione proposta da Joe Violanti a Morning Show su Radio Dimensione Suono. Violanti durante la trasmissione,telefona ad alcuni politici e  spacciandosi proprio per Sant’Oro li invita ad Annozero. Alla fine della parodia lo scherzo, ovviamente, viene svelato e la cosa finisce lì. Non per il Savonarola de noantri, evidentemente, visto che si è lamentato personalmente con il patron del network, Edoardo Montefusco, e attraverso il suo legale ha formalmente diffidato il network a non imitarlo più.

Il testo integrale della diffida presentata a Rds dall’avvocato Felice d’Alfonso del Sordo, difensore di Sant’Oro, è stato anche pubblicato sul sito di Annozero:

Il dottor Michele Santoro mi dà incarico di contestarVi l’abusivo utilizzo della sua identità, che Voi state ponendo in essere in modo tale da danneggiare la preparazione e la realizzazione del lavoro del mio Cliente.
Specificamente il Vostro comportamento si sta realizzando illecitamente attraverso l’utilizzazione per i Vostri scopi del suo nome e del nome della sua trasmissione con le modalità e negli ambienti propri nei quali egli effettivamente svolge la sua attività preparatoria di “Anno Zero”, generando così una inammissibile falsata percezione dell’identità dello stesso, del suo lavoro e di quello dei suoi collaboratori.
Con la presente diffida formale Vi intimo di cessare, con decorrenza immediata, dall’illecito comportamento di cui sopra, che determina danno e pregiudizio ai diritti dell’identità e della personalità del mio Cliente oltreché della sua espressione professionale e della sua attività.
Con riserva di agire per il risarcimento dei danni subiti e subendi.

Ed è proprio Joe Violanti che risponde per le rime al “dottor Michele Santoro”:

«Da quale pulpito poi viene da predica visto che la satira della Guzzanti nella sua trasmissione non mi sembra così tenera»

Ma che c’entra, dai. La Guzzanti è un’icona della satira di sinistra, lei può, lei deve. La sua è una missione affidatagli dal messia di Annozero. Deve evangelizzare, deve catechizzare le pecorelle smarrite della destra.

Indovinate, invece, chi prende le difese del Michele nazionale. Ovviamente il suo compagno di merende Marco Travaglio:

«Se mi sbaglio sono pronto a cospargermi il capo di cenere, ma non credo proprio che Michele voglia censurare la sua imitazione…  E poi voglio prima vedere la lettera, altrimenti non ci credo. Perchè non la pubblicano? Sparare su Santoro fa sempre bene alla carriera»

Forse al momento dell’arringa difensiva il professor sò-tutto-io-voi-altri-siete-degli-ignoranti-leggetevi-le-carte-e-i-documenti, ancora non aveva letto la diffida del “dottor Michele Santoro”. A questo punto aspettiamo con ansia che giovedì Marchino si cosparga il capo di cenere. A meno che quella di Sant’Oro non è tutta una montatura, studiata ad arte con tanto di avvocato, per rispondere per le rime agli scherzi di Rds e aumentare qualche punto di auditel. Chi vivrà saprà.

Nel frattempo godiamoci uno degli scherzi di Joe Violanti:

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L’Unità spara a Brunetta ma poi precisa: la pistola era caricata a salve!

La chiamano satira. Una pistola puntata contro il ministro anti-fannulloni Renato Brunetta e un titolo che ne giustificherebbe l’esecuzione: “Guerre giuste”. Non sapendo più come collocarsi dopo la fusione di Ds e Margherita, l’Unità, lo storico quotidiano di sinistra, sta pensando seriamente di diventare l’organo ufficiale delle Brigate Rosse. La vignetta di Mauro Biani, pubblicata sull’inserto del lunedì Emme del giornale diretto da Concita De Gregorio, ne è la dimostrazione. Dispiace perché Emme è anche piacevole e divertente da sfogliare e personalmente ne sono un assiduo lettore.

Ma la satira è sacra, soprattutto se è di sinistra. In quel caso tutto è lecito e tutto è permesso. Per la sinistra, ad esempio, è satira anche quella di Sabina Guzzanti che parla di «diavoloni frocissimi e attivissimi che aspettano Benedetto XVI all’inferno» o quella di Vauro su Il Manifesto che in occasione del family day in una vignetta dice: «Oggi sarà pieno di preti, dici che è meglio se lasciamo a casa i bambini?».

Dopo la bufera abbattutasi su l’Unità, il vignettista di Emme, che sostiene di avere avuto un passato di militanza nei gruppi di nonviolenza (militanza armata, forse), taglia corto è dice: «La satira ha un suo linguaggio, ho parlato del disagio sociale dilagante». E no caro Biani, è vero che la satira ha un suo linguaggio ma deve criticare, non può offendere. Tu sei andato anche oltre, istigando all’assassinio. Non male per un nonviolento! O forse la tua pistola era caricata a salve?

E come si giustifica l’Unità? Condannando la vignetta? Macchè, meglio tirare in ballo le parole di Bossi: «La direzione dell’Unità esprime sorpresa per le reazioni suscitate dalla vignetta negli stessi ambienti che hanno sempre giustificato e tollerato gli espliciti riferimenti all’uso delle armi fatti da un autorevole esponente della maggioranza di governo, Umberto Bossi, in contesti non satirici ma evidentemente politici». Come dire: Bossi ha detto una grande cazzata, noi spariamone una più grossa!

Ricordo, infine, che l’Unità, insieme ad altri organi di stampa della sinistra (Liberazione, il Manifesto), non perde occasione per incitare alla pace, condannare le guerre, mettere in guardia il Paese dall’avanzata violenta di un nuovo regime fascista. E poi che fa? Invita qualche testa calda a giustiziare un ministro della Repubblica. Complimenti! (do.mal.)

Invito a leggere il post di Marco Panattoni

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Il Papa, Silvio e San Michele Arcangelo

Silvio Highlander compie oggi 72 anni. Nello stesso giorno la Chiesa cattolica festeggia San Michele Arcangelo. Certo, se fossi in San Michele un po’ m’incazzerei. D’altronde che s’ha da fa’, ubi maior minor cessat.
Mi rendo conto che fare della satira sul Cavaliere è come sparare sulla Croce Rossa. Meglio allora festeggiarlo con un bel blob.

Per la cronaca l’almanacco del giorno dice che il 29 settembre sono nati anche Miguel de Cervantes (1547), Enrico Fermi (1901), Lech Wałęsa (1943), Cesare Zavattini (1902), Michelangelo Antonioni (1912), Anita Ekberg (1931), Jerry Lee Lewis (1935), Nicola Di Bari (1940), Loretta Goggi (1950) e Raf (1959).

In questo giorno accadde:
490 – Prima apparizione di San Michele Arcangelo sul monte Gargano.
1911 – L’Italia, per voce del primo ministro Giovanni Giolitti, dichiara guerra alla Turchia che è intenzionata a non cederci la Libia.
1943 – Il generale statunitense Dwight D. Eisenhower e il maresciallo italiano Pietro Badoglio firmano l’armistizio al largo della costa di Malta.
1963 – Si apre a Roma la seconda fase del Concilio Vaticano II.
1963 – Prende il via in Gran Bretagna il primo tour di dei Rolling Stones.
1964 – Esce per la prima volta Mafalda, la famosa striscia a fumetti del cartoonist Argentino Quino.
1977 – Sparatoria a piazza Igea a Roma. Resta ferita una studentessa, militante di estrema sinistra.
1978 – Nel suo appartamento in Vaticano viene trovato morto Giovanni Paolo I, ad appena 33 giorni dalla sua elezione.
1979 – Il regista Martin Scorsese e l’attrice Isabella Rossellini si sposano.
1979 – Giovanni Paolo II è il primo Papa a visitare l’Irlanda.
1988 – La navetta spaziale Discovery decolla da Cape Canaveral. È la prima missione con un equipaggio dopo il disastro del Challenger del 1986.

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