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Italia dei Valori… e delle contraddizioni

L’11 ottobre comincerà ufficialmente la raccolta delle firme contro il Lodo Alfano. Promotore dell’iniziativa è il partito senza macchia e senza paura di Antonio “Savonarola” Di Pietro, sempre in prima fila quando si tratta di denunciare le magagne berlusconesche, ma stitico di anatemi quando gli schizzi di fango colpiscono gli esponenti dei suo partito.

Delle contraddizioni che caratterizzano Italia dei Malori, ops dei Valori, il primo ad avere qualche difficoltà a parlarne è proprio l’elettore principe Marco “don Chisciotte” Travaglio nei suoi soliloqui ad Annozero. Sull’argomento mi sono già espresso nel post Non è tutto Travaglio quello che luccica.

Che il Lodo Alfano sia l’ennesima legge ad personam per togliere dagli impicci Silvio & Co. è fuori dubbio. Ma prima di attaccare gli altri è bene spulciare tra gli affari di casa propria, anche se, come accade spesso, è di gran lunga più facile guardare la pagliuzza negli occhi degli altri che la trave nelle proprie pupille.

Qualche esempio? Ovviamente non possiamo che partiare dal Consiglio regionale più inquisito d’Italia, ovvero quello calabrese, dove c’è il dipietrista Maurizio Feraudo che è stato indagato per concussione, per aver preteso la corresponsione di parte dello stipendio del suo autista, e di truffa per domande di rimborso su missioni mai compiute.

Feraudo, però, non è l’unica mosca bianca (o nera) in IdV. L’elenco prosegue con:

Gaetano Vatiero (segretario cittadino di IdV a Caserta) arrestato nel 2006 per corruzione aggravata;
Paride Martella (ex forzista ora in quota IdV) arrestato per tangenti nel gennaio 2008. Ex presidente della Provincia di Latina, Martella è stato arrestato per gli appalti truccati dell’Acqua Latina, truffò 15 milioni di euro, indagato per concussione e associazione mafiosa;
Andrea Proto (consigliere comunale a Genova) condannato per aver raccolto la firma di un morto;
Gustavo Garifo (anche lui esponente genovese di IdV) arrestato perchè arraffava i soldi delle multe;
Orazio Schiavone (assessore foggiano) condannato per esercizio abusivo della professione di odontoiatra;
Aldo Michele Radice (portavoce di IdV in Basilicata e consigliere dell’ex ministro Di Pietro) alla sbarra dal 2006. Il Pm ha chiesto per lui 9 mesi per una storia simile a quella di lady Mastella: la raccomandazione di un manager sanitario;
– E in ultimo (ma non per demeriti, anzi), c’è un certo Leoluca Orlando (attuale portavoce nazionale di IdV). Indagato nel 1996 per corruzione aggravata e condannato nel 2005 per diffamazione aggravata.

E siccome Italia dei Valori non si fa mancare nulla, tra i suoi adepti c’è anche un tesserato P2. Si tratta del maggiore Giuseppe (detto Pino) Aleffi, candidato in Sardegna alle elezioni del 2006, in possesso della tessera numero 762 della loggia di Licio Gelli. Di questo se ne sono accorti anche i grillini (leggi qui).

Ora, come sbotterebbe il buon Tonino nazionale (vedi video in apertura, da non perdere): «È vero o non è vero» che Italia dei Valori non è poi così diverso da tutti gli altri partiti? «E se è vero – direbbe ancora Di Pietro – questo sarebbe un fatto di una gravità inaudida che andrebbe denuniato». (do.mal.)

Consiglio di leggere anche i post di Claudio Cordova e di Ewan J.

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Scopelliti “The special one”

Dopo essere risultato il sindaco più votato d’Italia, alle ultime elezioni, con oltre il 70% dei suffragi, e recentemente eletto vicepresidente dell’Anci, l’associazione nazionale comuni italiani, il primo cittadino di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, adesso sale sul podio più alto e riceve anche lo scettro di sindaco più popolare d’Italia. A incoronarlo è l’indagine Monitor Città, la ricerca che ogni sei mesi Ekma realizza per i comuni italiani.
Per Ekma, Scopelliti è il sindaco che riscuote la maggior fiducia nella propria città con il 67,4% dei consensi. Risultato che migliora quello di dicembre scorso, quando il giovane e intraprendente sindaco reggino, eletto nelle file del centrodestra, era risultato terzo.

I supersindaci di questa nona edizione dell’indagine Monitor Città, gli amministratori cioè che hanno superato un indice di consenso del 55% sono 37, mentre nello scorso rilevamento erano 40 (non sono stati rilevati tutti i sindaci eletti nella tornata di elezioni amministrative dello scorso aprile, se non i sindaci al secondo mandato): 25 appartengono al centrosinistra (erano 27 nella scorsa tranche) e 12 del centrodestra (erano 11 a dicembre 2007). Di questi 20 sono del Nord (21 a dicembre), 6 del centro (8 a dicembre) e 11 del sud (11 erano anche nel secondo semestre 2007).
Una sola donna sindaco è in classifica e si tratta di Letizia Moratti al 18esimo posto con il 58,9% di consensi. Rispetto alla scorsa rilevazione entrano nella speciale classifica dei supersindaci, superano la soglia del 55%, Alberto Valmaggia (Cuneo), Giorgio Galvagno (Asti) e Roberto Reggi (Piacenza), mentre escono Fiorenza Brioni (Mantova), Sergio Cofferati (Bologna) e Nadia Masini (Forlì).

Al sindaco Scopelliti seguono in seconda posizione Sergio Bolzonello (Pordenone) e Paolo Raffaelli (Terni) (secondo anche a dicembre) con il 65,8%. Al quarto posto Sergio Chiamparino (Torino) con il 65,7% che perde il primato che ha tenuto per tutto il 2007, Alberto Pacher (Trento) al 63%, Fabrizio Matteucci (Ravenna) al 62,4%, Girolamo Fazio (Trapani) al 61,9%, Piercarlo Fabbio (Alessandria) al 61,7%, Flavio Tosi (Verona) al 61,5%, Peppino Vallone (Crotone) al 61,2%, Massimo Giordano (Novara) al 61%, Luigi Spagnolli (Bolzano) al 60,5%, Renato Locchi (Perugia) al 59,6%, Giorgio Pighi (Modena) al 59,5%. Luigi Sappa (Imperia) al 59,2%, Leonardo Domenici (Firenze) e Graziano Delrio (Reggio Emilia) al 59%, Letizia Moratti (Milano) al 58,9%, Gabriele Melogli (Isernia) al 58%, Ippazio Stefano (Taranto) e Vito Santarsiero (Potenza) al 57,1%, Pietro Vignali (Parma) 57%, Attilio Fontana (Varese) al 56,7%, Vincenzo Zaccheo (Latina) e Stefano Bruni (Como) al 56,5%, Francesco Mario Sammarco (Vibo Valentia) al 56,4%, Vincenzo De Luca (Salerno) al 56%, Massimo Cacciari (Venezia) al 55,8%, Maurizio Cenni (Siena) al 55,5%, Gianfranco Ganau (Sassari) e Marco Zambuto (Agrigento) al 55,4%, Alberto Valmaggia (Cuneo) al 55,3%, Guido Grimod (Aosta), Nello Di Pasquale (Ragusa), Alessandro Cosimi (Livorno), Giorgio Galvagno (Asti) e Roberto Reggi (Piacenza) al 55%. (do.mal.)

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