Articoli con tag facebook

Yara, chi c’è dietro il messaggio lasciato su Wikipedia?

La polizia postale di Bergamo indaga sulla pista Wikipedia (la pagina incriminata è quella relativa al film “Vesna va veloce”) dopo l’articolo pubblicato in esclusiva da “Gazzetta del Sud” martedì 1 marzo 2011.

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Papi, l’eroina che declama l’indecenza

di Domenico Malara per Il Clandestino

Benvenuti nell’Italia dei Papi. Dopo Papa Benedetto, Papi Silvio ed Enrico Papi, ecco spuntare dal nulla Donatella Papi, pigmaliona e auto-promessa sposa del reo confesso pluriomicida del Circeo Angelo Izzo. Come se già non bastassero i casini del Marrazzo-gate, di papponi e trans morti in circostanze poco chiare (è così che si dice nell’Italia dei misteri, vero?), ad allietare il Belpaese in questo calderone di trash che più trash non si può, arriva lei: l’eroina buona dei fumetti che declama a reti quasi unificate l’umanità e l’innocenza di un pluriomicida, promettendosi sua sposa.

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I politici italiani si raccontano nel web 2.0

di Domenico Malara per Il Clandestino

Webbizzati e contenti. Viviamo ormai nella Repubblica 2.0, un universo sospeso a metà tra il reale e il virtuale. Una zona franca dove l‘arte dell’impossibile diventa opportunità. Opportunità per riciclarsi politicamente, promuoversi o giocarsi una fittizia chance di carriera nel mondo dello spettacolo. Basta sbirciare dal buco della serratura di internet per accorgersi di essere di fronte ad un’Italia pizza, spaghetti, mandolino e facebook.

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La terribile piaga della Calabria? Venditti. Parola di Johnny Stecchino!

Altro che Alta Marea, Antonello Venditti ha provocato un vero e proprio maremoto. La sua sparata, decisamente infelice, sulla Calabria («Dio, ma perché hai creato la Calabria? In Calabria non c’è niente, proprio niente; speriamo che si faccia il ponte di Messina, così almeno in Calabria ci sarà qualcosa») durante un concerto nel 2008 in Sicilia, ha messo in subbuglio un’intera regione. Tutti indignati, organi si stampa, politici, comuni cittadini. La protesta è arrivata anche su facebook, con decine, centinaia, di messaggi e gruppi contro il cantautore romano.

Tutti a chiedere la sua testa, a pretendere pubbliche scuse, con la solita processione dei politici di turno che fanno a gara a chi s’indigna di più. Insomma, non c’è lodo Alfano che tenga, per i calabresi il vero caso nazionale è Antonello Venditti.

Premetto subito che sono calabrese anch’io e che il cantautore romano ha assolutamente sbagliato a pronunciare quelle parole, però mi chiedo: perché con la stessa rabbia con la quale i calabresi pretendono le scuse da Venditti non si scagliano contro la classe politica, a tuti i livelli, che ha governato e governa questa regione? Politici che molto più di Venditti ogni giorno offendono e infangano la nostra terra? Perché per le morti assurde negli ospedali calabresi, per la disoccupazione, per le navi dei veleni inabissate nei nostri mari, per il totale controllo del territorio da parte della ‘ndrangheta, nessuno dice niente o invoca le scuse di chi ci governa?

La verità è che siamo orgogliosi di essere calabresi solo quando vince la Reggina, quando passeggiamo sul Lungomare di Reggio, quando la Calabria trionfa a miss Italia o la Gregoraci sposa Briatore, quando Gattuso alza al cielo la Coppa del Mondo. Ci sentiamo orgogliosi di essere calabresi solo per la bellezza del nostro mare e per il clima mite. Salvo poi indignarci per la sparata infelice di un cantante. È un po’ come nel film “Johnny Stecchino”, quando Benigni arriva a Palermo e lo zio gli elenca le piaghe della Sicilia: l’Etna, la siccità, il traffico. La piaga che affligge la Calabria, invece, sembra essere Venditti, non un classe classe politica indegna, dalla quale nessuno ha mai preteso scuse!

Dedicata alla Calabria:

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C’è chi è uomo e chi Caporale!

Eccolo un altro partigiano dell’informazione libera, uno di quegli intellettualotti di sinistra che si credono i padreterno del giornalismo, i depositari della verità giusta ed equilibrata. Un altro componente di quella band stonata di tromboni che ti servono l’antiberlusconismo a colazione, pranzo e cena. E poco importa se per raggiungere il loro scopo buttano merda sull’Italia e sugli italiani.

Il soggetto in questione è il giornalista di Repubblica Antonello Caporale, il quale, intervenendo alla trasmissione Exit condotta da Ilaria D’Amico su La7, ha detto la sua sul Ponte sullo Stretto definendo le città di Reggio Calabria e Messina due cloache. Vale a dire due fogne.

Alle esternazioni di Caporale è seguito il disappunto, com’era prevedibile,  degli abitanti delle due sponde, con tanto di gruppi anti-Caporale su Facebook. Oltre alla presa di posizione netta da parte delle istituzioni di Reggio Calabria e Messina e di alcune associazioni di consumatori, con tanto di denuncia alla Procura della Repubblica e richiesta di risarcimento.

Comprendendo, probabilmente, la stronzata che aveva detto, Caporale in una lettera pubblicata su Facebook (il testo integrale si può leggere su Tempostretto.it), con una memorabile arrampicata sugli specchi, ha cercato di correggere il tiro, affermando che «il mio giudizio era rivolto a chi ha malgovernato quelle città».
Ergo, le cloache non sarebbero i cittadini di Reggio Calabria e Messina bensì i loro rispettivi sindaci, Giuseppe Scopelliti e Giuseppe Buzzanca. L’illuminato giornalista, dunque, ci sta dicendo di essere stato male interpretato. Ma un attimo, non era Berlusconi ad essere sempre frainteso?

Caro Caporale, capisco che l’Alzheimer è una brutta bestia, ma i tuoi 47 anni fuggono il dubbio di una qualche senilità precoce che ti fanno dimenticare di essere originario di una terra, la Campania, che in quanto a cloaca non è seconda a nessun altra regione italiana. Anche i tuoi rifiuti, signor giornalista d’assalto, hanno contribuito ad alimentare questa fogna a cielo aperto.

Nel caso, ancora, non dovessi ricordare, riguarda queste cartoline illustrare della tua bella Campania, autentico orgoglio nazionale:

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rifiuti_campania

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Quindi, illustre collega, mi sembra evidente che il termine cloaca, ossia fogna, ben si adatta alla tua Campania, prima ancora che a Reggio Calabria e Messina. E non solo per i politici che la governano!

In fine dei conti non era un grande napoletano (lui sì) come Totò che si chiedeva: siamo uomini o caporali? Evidentemente il dubbio era più che fondato: c’è chi nasce uomo e chi Caporale! (do.mal.)

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Tributo a Fabrizio De Andrè a blog unificati

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Era l’11 gennaio 1999, esattamente 10 anni fa, il giorno in cui moriva Fabrizio De Andrè, uno dei più grandi cantautori e poeti della musica italiana di sempre. Quello che meglio di chiunque altro è riuscito a raccontare storie comuni, delineare sfumature di personaggi complessi, mostrare le miserie dell’animo umano, trasformare in eroi anche i reietti, toccando ora le corde della pietas ora dello sberleffo. De Andrè ha saputo cantare l’amore, l’impegno sociale, la guerra e la pace, il dolore e l’utopia.

Domani la musica italiana ricorda il grande Faber con una serie di iniziative, la più importante delle quali quella tra le 22.40 e le 22.50, quando un centinaio di radio italiane trasmetteranno, in contemporanea con lo speciale “Che tempo che fa” di Raitre dal titolo “Fabrizio 2009″, la canzone Amore che vieni amore che vai, scelta da Dori Ghezzi come simbolo di questo ricordo.

Insieme a Beppe Amato abbiamo pensato di riproporre l’iniziativa anche sul web. Come? Così come avviene per le radio, chiunque possiede un sito o un blog, domenica 11 gennaio dedicherà un post commemorativo al grande Faber, pubblicando il video della canzone Amore che vieni amore che vai reperibile su Yotube (http://it.youtube.com/watch?v=w7u_j9vRwm8).

Abbiamo rilanciato l’idea su Facebook creando il gruppo “Tributo a Fabrizio De Andrè a blog unificati” e nel giro di poche ore hanno aderito all’iniziativa oltre 300 persone e più di 30 blog.

Altri blogger che vorranno partecipare all’evento possono contattarmi oppure lasciare il loro link sulla bacheca del gruppo “Tributo a Fabrizio De Andrè a blog unificati”, dove è anche possibile prelevare i due banner promozionali dell’iniziativa:

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Del Tributo a Fabrizio De Andrè a blog unificati ne hanno parlato anche il sito d’informazione strill.it e il portale wuz.it, del network di IBS.it, nello speciale su Fabrizio De Andrè curato da Francesco Marchetti.

Qui di seguito riporto l’elenco (ancora in via di definizione) dei blog/siti che pubblicheranno un post su Faber De Andrè e il video Amore che vieni amore che vai:

https://malarablog.wordpress.com (Domenico Malara)
http://amatoblog.wordpress.com (Beppe Amato)
http://www.photosteno.it/blog (Stefano Costantino)
http://marcoursanowords.splinder.com (Marco Ursano)
http://www.massidestri.eu/mdblog (Massimiliano Destri)
http://www.taninoferri.com (Tanino Ferri)
http://lapinpi.spaces.live.com (Margherita Accardo)
http://www.bricioladipane.blogspot.com (Lucia Schillaci)
http://www.sergiobontempelli.net (Sergio Bontempelli)
http://ilsalli.altervista.org (Saverio Autellitano)
http://www.elsuenopasado.splinder.it (Mario Bertocchi)
http://blog.libero.it/contropotere/view.php (Marco Pittalis)
http://www.binarioloco.it (Massimo Frezza)
http://www.faberdeandre.com/public/forum (Marcello Motta)
http://sonia-magnolia75.spaces.live.com/default.aspx (Sonia Canorro)
http://blog.libero.it/newzealand (Massimo Morachioli)
http://blog.ildeposito.org (Il deposito dei canti di protesta)
http://www.cercanimali.com (Sabrina Calcagno)
http://blog.demetrio.it (Demetrio Filocamo)
http://ourjov.spaces.live.com (Giovanni Nostro)
http://deandre.forumfree.net (De Andrè Forum)
http://maurobiani.splinder.com (Mauro Biani)
http://blogdonna.wordpress.com (Valeria e Lucrezia Zingale)
http://faldoni.splinder.com (Lesath Ethan)
http://www.iusrheginum.net (Associazione studentesca universitaria RC)
http://www.bibamcdj.blogspot.com (Alessandro Checchi)
http://www.myspace.com/enricogiaretta (Enrico Giaretta)
http://www.newz.it (Notizie da Reggio Calabria)
http://mauriziomorabito.wordpress.com (Maurizio Morabito)
http://equilibri.wordpress.com (Maurizio Morabito)
http://ticopalabra.blogspot.com (Tico)
http://www.soundsblog.it (Dodo)
http://www.awayfromheaven.spaces.live.com (Mirko Tommasino)
http://www.zenigada.ilcannocchiale.it (Luca Cipriani)

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Amanda Knox nel Paese delle meraviglie

amanda knox

Quando un giorno, nel corso di una conferenza stampa, mi “permisi” di affermare che le carceri italiane assomigliano più a villaggi-vacanza Valtur che a luoghi di punizione, venne giù il putiferio. Mugugni e scene d’indignazione da parte del direttore del carcere e del garante (ne sentivamo davvero la mancanza) delle persone private della libertà peronale. Perché adesso è con questa acrobazia letteraria che si chiamano i delinquenti, che detto così fa anche molto chic e buonista. Insomma, guai a parlare male dei poveri detenuti.

Mi solleva il fatto che non sono il solo a pensarla così, visto che la vergogna del sistema giudiziario e della realtà carceraria italiana è sotto gli occhi di tutti. Paradosso vuole che oggi l’assassino, il ladro e lo spacciatore, siano più tutelati della gente onesta. Chi entra in carcere può stare certo di avere assicurati tutti i comfort che fuori non potrebbe permettersi. Può fare teatro oppure giocare a calcio o a pallavolo. Una volta usciti, poi, lor signori hanno già in cassaforte un lavoro sicuro, interviste in esclusiva (ma questo dipende dal clamore e dall’efferatezza del reato. Le stragi familiari o gli atti di terrorismo sono preferibili) e libri pronti da dare alle stampe  dove raccontano le loro “eroiche” gesta come fossero bibbie da tramandare ai posteri. A che prezzo? Appena qualche anno di carcere, vitto e alloggio a spese degli italiani ovviamente.

Dei casi Carretta, Maso, Mambro, Izzo, Erika e Omar, ho già parlato in un precedente post.

La notizia di oggi riguarda Amanda Marie Knox, la principale accusata, insieme a Raffaele Sollecito, di aver violentato e ucciso Meredith Kercher, la ragazza inglese assassinata un anno fa a Perugia.

Nel carcere di Capanne si gira un film, “L’ultima città”, finanziato dalla Regione Toscana con un budget tra i dieci e i quindicimila euro. La storia racconta del viaggio fantastico di 12 detenute spinte dal desiderio di fuga. Indovinate chi è l’attrice protagonista? Proprio Amanda Knox (leggi la notizia riportata da Corriere.it).

Mi sembra giusto. Sei accusata di un tremendo omicidio e invece di trascorrere le tue giornate dentro una cella a fare i conti con la tua coscienza (sempre che ne hai una) che ti fanno fare? Un film. Ti iniziano al mestiere di attrice, nel caso in cui già non lo fossi.

Mi sembra uno spot efficace per tutti i provetti delinquenti: volete diventare famosi? Uccidete!

Adesso ditemi: l’Italia è o non è il Paese delle meraviglie?

Per fortuna c’è ancora qualcuno che s’indigna. Su Facebook da qualche settimana è nato il gruppo “La certezza della pena-Movimento per la giustizia” e anche su internet, su iniziativa di Barbara Benedettelli, è stata avviata una petizione online per la raccolta di firme da presentare al ministro della Giustizia.

Peccato che i santoni dell’informazione libera e i savonarola che pontificano e condannano da palchi e schermi televisivi, di questo non ne parlano. Probabilmente hanno altro per cui indignarsi! (do.mal.)

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