Articoli con tag annozero

A Messina si muore e Vauro se la ride!

Una volta si chiamavano insulti, oggi si chiama satira. E guai a criticarla. La satira è sacra, e non importa se ad essere presi per il culo sono i morti. Ancora di più se lo sberleffo sui defunti è “necessario” per attaccare Berlusconi. D’altronde in guerra e in amore non ci sono regole.

Una bella lezione di stile ce l’ha regala, ancora una volta, l’ignobile vignettista di Annozero, Vauro Senesi, compagno di merende di Ruotolo, Travaglio e Sant’oro. Tutti martiri dell’informazione libera. Libera di insultare e offendere, ovviamente!

Leggi il seguito di questo post »

Annunci

, , , , , , , , , , , , , , , , ,

23 commenti

Zappadu “guardone”, Sant’Oro censore

santoro

Chi l’avrebbe mai detto. Il paladino dell’informazione libera, il Masaniello de noantri sempre sul piede di guerra e pronto a scendere in piazza per combattere la censura, il martire dell’editto bulgaro, sì, insomma, quello lì, Michele Sant’Oro da Annozero, è riuscito a censurare persino se stesso. Anzi ha fatto di più: ha censurato il fotoreporter Antonello Zappadu. Il personaggio del momento, quello delle migliaia di foto scattate a Villa Certosa, colui che ha ripreso i festini del Berlusca e ha immortalato l’ex premier ceco Mirek Topolanek col gentil membro a penzoloni. Ebbene sì, quel Michele di un Sant’oro, pur avendo tra le mani un’intervista esclusiva di Zappadu, l’unica concessa alle televisioni, ha preferito cestinarla. Il motivo? Non è dato saperlo.

Certo, la notizia di un Sant’Oro censore potrà sembrare incredibile a tutti coloro che pendono dalle labbra dell’oracolo salernitano e da quelle della sua cricca di compagni di merenda, da Travaglio a Ruotolo, un po’ di meno per chi ha capito ormai da tempo che razza di personaggio è costui.

zappaduA raccontare come sono andati i fatti, in esclusiva per Fuorionda News e Malarablog, è Salvatore Zappadu, fratello di Antonello, che ne cura i rapporti con la stampa:

«L’intervista – racconta Salvatore – richiesta in maniera pressante e con la garanzia dell’esclusiva, era stata registrata, in oltre un ora di domande e risposte, ad Olbia lunedì 1 giugno e, per questioni di par condicio, era stata programmata per l’ultima puntata di Annozero, quella appunto andata in onda giovedì 11 giugno. Il giornalista del programma, Corrado Formigli, nel frattempo aveva composto il servizio in 7,30 minuti, programmati per la messa in onda. La decisione del direttore Santoro, giustificata come dimenticanza per via della diretta, appare non solo una censura nei confronti di un fotoreporter pesantemente preso di mira dal potere berlusconiano, ma un presente non di poco conto verso colui che, piaccia o no, detiene ancora il potere mediatico nel sistema televisivo italiano. Santoro compreso».

Questo è quanto ci ha riferito telefonicamente il fratello di Antonello Zappadu. Probabilmente anche il fotoreporter più discusso del momento, aveva creduto, come in tanti d’altronde, al fantomatico giornalismo duro e puro del signor Sant’Oro. La cosa più divertente, però, è la ridicola la giustificazione di Sant’Oro che dice di essersi dimenticato di mandare in onda l’intervista a causa della diretta. Ma come, tu giornalista d’assalto, che hai in esclusiva il personaggio del momento, ti dimentichi di mandarlo in onda? Caro “Michele chi?” hai due possibilità: o passi per coglione o passi per censore. A te la scelta. E che scelta… (do.mal.)

votami-su-oknotizie

, , , , , , , , , , ,

9 commenti

San Vauro Martire protettore dei vignettisti proscritti

vauro

Rieccolo Sant’Oro Masaniello, pronto a preparare la Resistenza per difendere il suo Vauro Senesi, l’ignobile vignettista che scherza sui morti dell’Abruzzo, sol perché la satira può permettersi di fare lo sberleffo a chicchessia. E non importa  se per attaccare Berlusconi e il suo governo si prendono per il culo i terremotati e ancora di più si strumentalizzano i defunti di quella immane tragedia: la guerra è guerra e ogni guerra ha i suoi morti. In questa caso quelli dell’Abruzzo!

Com’era prevedibile Marco Travaglio e Sabina Guzzanti, martiri dell’informazione libera capeggiata da San Michele da Annozero, hanno avviato la causa di beatificazione di Vauro, da ieri protettore dei vignettisti proscritti. Un film già visto e rivisto: si grida al regime, alla censura, si fanno girotondi a viale Mazzini sulle note di Bella Ciao (stonata, ovviamente, da Sant’Oro martire).

Strano, però, che a gridare alla censura e al regime siano proprio coloro che ogni giovedì sono puntualmente in onda sulla tv di Stato a innegiare, con i loro sermoni, alla Resistenza contro Silvio l’aggressore. Profutamente pagati, ci mancherebbe altro. Visto che insieme ai morti, la guerra antiberlusconiana ha anche i suoi costi. E che costi!

Tale è la censura che stasera Michele chi?, insieme al suo luogotenente Sandro Ruotolo e allo stempiato di Torino, sono ancora in onda con una puntata di Annozero dedicata nuovamente all’Abruzzo. Se è possibile più ignobile della precedente, nel corso della quale si procederà alla santificazione di Vauro Senesi, che a tre giorni dal suo trapasso è resuscitato e si è reincarnato in Sabina Guzzanti.  Alla cerimonia officierà padre Tonino “eccheciazzecca” Di Pietro. Dimenticavo, probabilmente si parlerà anche dei terremotati dell’Abruzzo. Poveri loro! (do.mal.)

votami-su-oknotizie

, , , , , , , , , , , , , ,

17 commenti

Ma il buffone non era Berlusconi?

Dai che dai, alla fine l’allievo ha superato il maestro. Tante ne ha dette, tante ne ha fatte che padre Marco da Annozero, al secolo Marco Travaglio, in quanto a buffonagini è riuscito ha fare di meglio di un campione del mondo come Silvio Berlusconi.

Dopo la splendida esibizione ad Annozero, dove il nostro ha scimiottato un Sant’Oro d’annata (ricordate “Bella ciao”?), riproponendo una sua personalissima versione di “Sincerità”, storpiata per l’occasione in “Silvio Pascià” (e chi sennò), di cui ripropongo il video

Marco don Chisciotte Travaglio ci prende gusto e si ripropone in versione canterino a “Victor Victoria”, il nuovo show di Vittoria Cabello in onda su La7 stasera alle 23.30. Siccome demolire una giovane cantante come Arisa era fin troppo facile, perché non provare a distruggere un mostro sacro come Franco Battiato? E allora eccolo nella riproposizione del video “Centro di gravità permanente”, con tanto di passetti di danza e abiti di scena.

Inguardabile!!!

Evidentemente quando dicevo che Marco Travaglio è più un cabarettista che un giornalista, non mi sbagliavo. Fossi per i comici di Zelig, inizierei a tremare! (do.mal.)

votami-su-oknotizie

, , , , , , , , ,

13 commenti

Caro Travaglio, fatti, non pugnette!

È proprio vero, alcune volte è meglio stare zitti e dare l’impressione di essere stupidi che aprire bocca e togliere ogni dubbio. Marco Travaglio, ieri sera, questo dubbio ce l’ha tolto. Nella sua solita requisitoria ad Annozero, il pm dell’antipolitica, non solo ha dimostrato di essere stupido, ma probabilmente anche ignorante (intenso come colui che ignora, che non conosce un determinato insieme di nozioni o una determinata materia). Dico probabilmente perché è più verosimile che il professor sò-tutto-io-voi-altri-siete-degli-ignoranti-leggetevi-le-carte-e-i-documenti, accecato dal suo odio per quella cricca di malfattori di Berlusconi & Co., abbiamo solo voluto calcare la mano più del dovuto, non pensando che qualcuno potesse stanarlo.

La predica di padre Marco è incentrata sulle recenti inchieste giudiziarie napoletane in tema di corruzione. Ovviamente sta accuorto ed evita abilmente di tirare in ballo il figlio di Di Pietro, tanto più che il papà e in studio e potrebbe rimanerci male.

Travaglio sfodera il suo solito sorriso ironico e visto che non può parlare dell’enfaint prodige di casa Di Pietro, ripiega su Alfredo Vito, descritto come personaggio chiave nella spartizione della ricca torta degli appalti pubblici. Il politico napoletano è stato condannato in via definitiva a 2 anni (pena patteggiata) con restituzione di 5 miliardi di lire ascrivibili a episodi di corruzione. Lo stesso è stato deputato fino all’aprile 2008, eletto per Forza Italia nella circoscrizione Campania 2.

E qui casca l’asino, cioè Travaglio. Il documentatissimo Marco tira fuori dal suo tacquino dei peccati la solita perla di saggezza: «Alfredo Vito – dice – ha restituito 5 miliardi di lire di tangenti, ha promesso e giurato che lasciava la politica per sempre ed infatti oggi è deputato del Popolo della Libertà».

La stronzata ormai è detta ed è il sottosegretario del PdL, Alfredo Mantovano, a beccare quel Travaglio di un Marco con le mani nella marmellata. Mantovano, infatti, ha ricordato che l’unico Vito attualmente in Parlamento per il PdL è Elio Vito (ministro per i rapporti con il parlamento) e che quando l’altro Vito era parlamentare, il PdL ancora non esisteva. Insomma, come si dice in questi casi, notizia falsa e destituita di ogni fondamento!

Guai, però, ad ammettere l’errore, dire “scusate mi sono sbagliato, anche io non sono infallibile”. Per carità, sarebbe come sconfessare se stessi. E così, con quel ghigno, che più che un sorriso sembra una paresi, Travaglio come si giustifica? Candidamente afferma di aver parlato di Alfredo Vito come di “un parlamentare del centrodestra”, e che in fin dei conti non fa differenza col PdL. Come dire: l’importante è sputtanarli, se poi ci sono delle imprecisioni non importa.

Caro Travaglio, spargiti il capo di cenere e ammetti di aver detto proprio una ca…, una vera cazza…, una grande gigantesca strepitosa cazzata! (do.mal.)

votami-su-oknotizie

, , , , , , , , , , , , , ,

10 commenti

I terroristi dell’informazione faziosamente libera

RAI-ANNO ZERO

Poi dicono che parlo sempre del condannato Marco Travaglio. Come si fa a non parlarne quando è lui stesso a offrirti l’occasione per farlo. E che dire poi del suo compagno di merende Michele Sant’Oro? Gli Stanlio e Ollio del giornalismo italiano.

Ma andiamo per ordine. Conosciamo tutti il professor sò-tutto-io-voi-altri-siete-degli-ignoranti-leggetevi-le-carte-e-i-documenti, alias Marco Travaglio: giustizialista incallito, implacabile nel denunciare chi sgarra, chi si rende colpevole di furberie, chi coltiva amicizie dubbie. Anche se non costituisce reato l’aver stretto la mano a uno che dieci anni dopo è sospettato di colludere con la mafia, per Travaglio è “un fatto” e quindi una condanna. Basta solo essere sfiorati dal sospetto e sei fottuto.

Travaglio è sempre super informatissimo, con il suo malloppone di atti e intercettazioni. L’immacolata concezione del giornalismo italiano non perdona nessuno. O quasi. E sì, perché se hai la tessera di Italia dei Valori le cose cambiano. Ecchediamine! Se poi sei Antonio Di Pietro in persona o qualcuno dei suoi figli, non c’è sospetto che tiene, l’indulgenza è assicurata.
Succede così che Cristiano Di Pietro, figlio dell’Inquisitore di Montenero di Bisaccia, è indagato per corruzione. E il giudice Travaglio che fa? Intervistato da Corriere.it, dice di non conoscere le carte e che in fondo si tratta «solo di raccomandazioni». Ma come, proprio lui, che fa le pulci pure ai peluches e ti manda alla forca anche solo per una puzzetta?

Ma c’è di più. Nello stesso passaggio dell’intervista, Travaglio dice:

«…le raccomandazioni, purtroppo, non sono penalmente rilevanti visto che nel nostro ordinamento l’abuso d’ufficio è stato di fatto depenalizzato…».

Bene, leggi reato depenalizzato è già pensi a quel mascalzone di Berlusconi e alle sue leggi ad personam. Sbagliato. La depenalizzazione dell’abuso d’ufficio di cui parla Travaglio è avvenuta nel 1997, ad opera del governo Prodi. Più precisamente: la depenalizzazione in questione è stata approvata dal centrosinistra, perché Romano Prodi risultava indagato per abuso d‘ufficio, in relazione ad atti compiuti quando era presidente dell’Iri. Ma questo per Travaglio non è “un fatto”.

E passiamo all’altro campione dell’informazione partigiana. Dopo essersi preso in diretta il vaffanculo della compagna Lucia Annunziata (esatto, non di Berlusconi, ma dell’Annunziata, il che la dice lunga sulla tanto sbandierata libertà d’informazione santoriana), Michele Sant’Oro da Annozero adesso sale sulla montagna del martirio e urla tutta la sua rabbia:

«In un paese normale – sbraita il nostro Masaniello – non esiste la censura nei confronti di un giornalista che sta compiendo il suo dovere di informare l’opinione pubblica».

Caro Sant’Oro, la questione è un po’ diversa. In un paese normale non esistono giornalisti hooligans, non esistono trasmissioni d’informazione faziosamente schierate da una parte. In un paese normale  “informare l’opinione pubblica” non significa essere il portavoce di un’organizzazione terroristica (Hamas), ma raccontare nella stessa misura il dramma palestinese e quello israeliano. Caro Sant’Oro, in un paese anormale, come sostieni sia l’Italia, tu non andresti in onda neppure sull’ultima emittente locale, invece tu e la tua allegra combriccola siete in prima serata su Raidue a spese dei contribuenti. Caro Sant’Oro, in un paese normale quello anormale sei tu.

A tal proposito credo che sia quanto mai puntuale e illuminante l’editoriale di Aldo Grasso dal titolo “Faziosità e illusioni”.

Dimenticavo. Perché Marco Travaglio, nella puntata di Annozero dedicata al conflitto nella Striscia di Gaza, non ha detto una parola sul conflitto israelo-palestinese? Anzi, l’ha talmente depistato che ha preferito parlare del caso De Magistris. Ma che c’azzecca, come direbbe il suo amico Di Pietro, con il tema della puntata? Delle due l’una: o Travaglio si è autocensurato per non palesare le sue simpatie filo-israeliane, e quindi non urtare la sensibilità filo-palestinese del suo amico Michele; oppure si è taciuto per non rinnegare se stesso. In entrambi i casi Marco l’Oracolo ha fatto una figura, per così dire… alla Travaglio! (do.mal.)

votami-su-oknotizie

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

14 commenti

Annozero… Sant’Oro menouno

santoro_annozero

Non era affatto uno scherzo architettato per rispondere pan per focaccia a Joe Violanti. Michele Sant’Oro ha davvero diffidato il suo imitatore. Fino all’ultimo ho pensato che il fustigatore degli “editti bulgari” stesse imbastendo una burla, pronta ad essere svelata nel corso dell’ultima puntata di Annozero. Invece no, è tutto vero. Il paladino dell’informazione libera e della libertà di satira si è rivelato in tutto il suo essere: rosicone e censore. Nonostante cerchi ancora di far credere il contrario.

Inizia la puntata di Annozero e Sant’Oro appare sorridente e di ottimo umore. Tiene immediatamente a precisare che il caso del suo imitatore censurato non è affatto un caso, addirittura sostiene che non c’è mai stata censura né richiesta di risarcimento danni.

A questo punto mi viene il dubbio che Sant’Oro sia totalmente all’oscuro di ciò che ha scritto il suo difensore, l’avvocato Felice d’Alfonso del Sordo, nella lettera di diffida inviata a Radio Dimensione Suono e pubblicata anche sul sito del programma. Nella missiva tra le altre cose si legge:

Con la presente diffida formale Vi intimo di cessare, con decorrenza immediata, dall’illecito comportamento.

«Vi intimo di cessare, con decorrenza immediata». Questa non è affatto censura, figuriamoci.

Ma Sant’Oro fa anche di più, detta addirittura le regole della satira. Almeno per quella che gli riguarda. Secondo il maestro unico della verità a senso unico alternato, un conto è la caricatura di Fiorello o di Max Tortora, fatta bene, una tantum; altra cosa è quella di Joe Violanti che viene ripetuta ogni giorno.

Capito: il gioco è bello finchè lo fanno loro. Se lo fanno gli altri, su di loro, sarà bene che rispettino certe regole e soprattutto che duri poco, una tantum per l’esattezza. Altrimenti non fa ridere e si rischia anche qualche diffida.

Dopo il siparietto santoriano entra in scena il cavaliere senza macchia e senza paura Marco Travaglio. Almeno lui dirà qualcosa sulla querelle Sant’Oro-Violanti-Rds, forse il moralizzatore bacchetterà il suo compagno di merende per l’infelice scivolata sulla buccia di banana.
Macché. Chi si aspettava un Travaglio col capo cosparso di cenere («Se mi sbaglio sono pronto a cospargermi il capo di cenere, ma non credo proprio che Michele voglia censurare la sua imitazione», aveva annunciato) è rimasto deluso. Travaglio inizia a parlare di intercettazioni, prima di D’Alema poi di Dell’Utri, infine di Scajola. L’omelia di padre Marco prosegue con il consociativismo destra-sinistra quando si tratta di salvare i colleghi dalla magistratura e chiude ironicamente tirando in ballo il ministro Brunetta. Della diffida di Sant’Oro neppure un accenno. Per Travaglio guai a parlare dei presenti. Soprattutto se si tratta dei suoi compagni partigiani.

Proprio Travaglio, poi, che ha scritto anche il libro, dal titolo emblematico, “Bavaglio”. Esattamente quello che il suo amico vorrebbe mettere a Joe Violanti.

E visto che ci siano ripropongo lo scherzo di Violanti-Sant’Oro al ministro Maria Stella Gelmini. Si noti come al temine della parodia l’imitatore-dj si presenta e svela lo scherzo, fugando qualsiasi dubbio o ambiguità:

votami-su-oknotizie

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

8 commenti