Articoli con tag Agazio Loiero

Un premio Laqualunque!

agazio_hopeLa più bella di oggi la pubblica Calabria Ora a pagina 14. Tenetevi forte perché questa è ancora più stravagante dei calzini turchese del giudice Mesiano.

Il prossimo 24 ottobre a Catanzaro il gioioso presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero Laqualunque, riceverà il “Premio Vincenzo Restagno” da parte del Circolo culturale “Paleaghenea” di Roghudi (RC), con la seguente motivazione: “Gentiluomo della politica, esempio di concretezza, efficienza e risolutezza della pubblica amministrazione, ha saputo coniugare impegno e spirito di servizio. Artefice della crescita del Mezzogiorno degli ultimi anni è stato promotore di eccellenti iniziative volte allo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia”.

Leggi il seguito di questo post »

, , , , , , , , ,

10 commenti

C’è chi ci mette il cuore, chi la faccia… di bronzo

ndranghetaTorno a parlare, ahimè, della Calabria. Com’era prevedibile l’arresto di Giovanni Strangio, il superlatitante accusato di essere mente ed esecutore della strage di Duisburg dell’agosto 2007, ha scatenato la solita stucchevole processione di complimenti e dichiarazioni di facciata: «I più vivi apprezzamenti a magistratura e forze dell’ordine…»«…una speranza per un futuro senza crimine», «è stato sancito un altro durissimo colpo alla ‘ndrangheta…» e bla.. bla… bla…

Tra le tante, una merita di essere riletta. Quella nientepopodimenoché del presidente della Regione Calabria Agazio Loiero: «La cattura di Giovanni Strangio – dice Loiero – a coronamento di un’indagine internazionale complessa, mi auguro possa avviare una nuova primavera di legalità a San Luca e in Calabria».

Certo che sentire parlare Loiero di «primavera di legalità» è c0me immaginare Pietro Pacciani presidente dell’associazione vittime del mostro di Firenze. Proprio lui, governatore di una regione, la Calabria appunto, con il Consiglio regionale più indagato d’Italia: 33 inquisiti su un totale di 50. Esattamente i 2/3 esatti dell’intera assemblea, senza distinzione di colore o partito politico, e con accuse che vanno dall’associazione mafiosa alle truffe all’Unione europea (reato che va molto in voga in Calabria) passando per il voto di scambio, le estorsioni, le infiltrazioni, la corruzione e la concussione.

Nuova primavera di legalità? Neppure il buon Cetto Laqualunque sarebbe riuscito a spararne una migliore!

Ma d’altronde, non fu lo stesso Loiero che alla domanda di un giornalista: «Le pare possibile che nel suo Consiglio regionale ci sono 33 deputati inquisiti?», candidamente rispose: «No, così tanti no, secondo me sono qualcuno in meno! E in fondo qui in Calabria se uno non ha almeno un avviso di garanzia vuol dire che non conta proprio niente».

Ora capisco perché per la nuova campagna pubblicitaria della Calabria, profumatamente remunerata dalla Regione e affidata a Gennaro Gattuso, hanno scelto l’accattivante slogan “Noi ci mettiamo il cuore”, perché la faccia, quella di bronzo, ci ha già pensato qualcun’altro a metterla.

votami-su-oknotizie

, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

2 commenti

Ichino, se a tia u stage non ti piaci, fatti i cazzi toi!

Calabresi

C’è puzza di magagna dietro l’appassionata difesa del futuro dei giovani calabresi, da parte di Giuseppe Bova, presidente del Consiglio regionale più indagato d’Italia. Quello calabrese, appunto. La magagna si chiama “voucher formativo”, la puzza la sente Pietro Ichino, giuslavorista e senatore del Partito democratico (stessa area politica del governo calabrese, per intenderci), ripetutamente minacciato di morte dalle nuove Brigate rosse.

La vicenda riguarda i cosidetti “voucher formativi” istituiti dal Consiglio regionale della Calabria e destinati ai migliori 250 (poi divenuti 500) laureati calabresi. Ciascuno dell’importo di 1.000 euro mensili per 24 mensilità, con uno stanziamento complessivo di 6 milioni di euro, per metà rivenienti dal bilancio regionale, per l’altra metà da contributi del Fondo sociale europeo. In sostanza, i 500 migliori laureati calabresi, con voto di laurea 110/110, saranno impegnati per due anni in stages formativi nelle pubbliche amminsitrazioni calabresi. «Al termine dei 24 mesi di stage – sostiene Bova – dovrà essere la Calabria a dimostrare come vuole utilizzare le sue migliori intelligenze».

Nei giorni scorsi si è conclusa la fase di apprendimento in aula, della durata di tre mesi, ed entro il 29 gennaio i 423 laureati calabresi saranno abbinati ai 170 enti pubblici sparsi nella regione, dalla provincia di Reggio al comune di Roccabernarda, dove inizieranno quello che è ormai per tutti “il superstage”: due anni di formazione a 900 euro al mese netti per 1.500 ore di lavoro all’anno che, tolti i weekend, significa un impegno di 5,7 ore al giorno.

ichinoL’autorevole Pietro Ichino, però, sente puzza di magagna. «È scandalosa – dice il giuslavorista in un’intervista a Corriere.itla durata di questi stage, doppia rispetto al limite di legge, e lo è anche l’entità del compenso, decisamente abnorme rispetto a quel che accade normalmente. Ho organizzato decine di stage ogni anno, in passato, per i miei studenti: non duravano mai più di sei mesi e, di norma, il compenso andava dai 400 ai 600 euro. Per il modo in cui questa cosa è stata attivata il contenuto formativo mi sembra del tutto formale, non sostanziale».

Vicenda chiusa? Proprio per nulla. Ichino scrive una lettera al governatore della Calabria Agazio Loiero e il 15 gennaio presenta un’interrogazione parlamentare al ministro del lavoro, al ministro della funzione pubblica e al ministro per le politiche comunitarie.

giuseppe-bovaPer non farla lunga, vi rimando al blog di Pietro Ichino, dove è possibile leggere il seguito della querelle, con la replica di Loiero e quella molto prosaica e appassionata di Bova, nella quale il numero uno dell’assemblea legislativa calabrese sembra dire al giuslavorista: «Ma come, noi tentiamo di offrire ai migliori giovani laureati un’opportunità per fare un’esperienza di alta formazione nella loro regione e lei ci rema contro?» Come dire: caro Ichino, se a tia u stage non ti piaci, fatti i cazzi toi!

Alla replica di Bova segue la controreplica di Ichino:

Ringrazio il presidente Bova di questa risposta molto tempestiva; essa non è, però, altrettanto esauriente, anzi elude i quattro punti decisivi della questione. In particolare:

– essa nulla dice circa la durata abnorme di questi “stage”, addirittura doppia rispetto al termine massimo fissato dalla legge (ciò che configura una grave irregolarità, suscettibile di dar luogo alla contestazione di dissimulazione di effettivi rapporti di lavoro subordinato sotto l’apparenza di stage formativi);
– non spiega che senso abbia trattenere centinaia di laureati eccellenti per due anni presso le amministrazioni pubbliche calabresi, dal momento che nello stesso tempo si danno assicurazioni sul punto che non sarà presso le amministrazioni ospitanti che i giovani troveranno il lavoro vero, al termine del biennio;
– la lettera di Bova non spiega a che cosa sia servito (e a che cosa potessero mai servire) per queste centinaia di laureati eccellenti i tre mesi iniziali di “percorso formativo di orientamento e accompagnamento all’inserimento”, da loro svolti e terminati proprio in questi giorni, trattandosi di un “percorso” del tutto indifferenziato e in nessun modo collegato alle specificità di ciascun singolo “progetto formativo”;
– la lettera non spiega, infine, quale senso abbia che questi pretesi “stage” formativi, destinati nominalmente ad addestrare i giovani interessati all’innovazione nelle amministrazioni pubbliche, si svolgano presso amministrazioni che tale innovazione non hanno ancora sperimentato: non sarebbe stato più logico, se questo fosse stato davvero lo scopo dell’iniziativa, inviarli presso amministrazioni di altre Regioni e Paesi, in modo che essi ivi attingessero il know-how e le professionalità che in Calabria fanno difetto?

Ora si capisce cosa intendeva Agazio Loiero quando per uno dei suoi libri scelse il titolo L’impossibile altrove. Una lusinga o una minaccia? Titolo che nella versione inglese potrebbe essere tranquillamente tradotto in Calabria, impossible is nothing!

Detto questo, vi invito a guardare attentamente il video e trovare, se siete capaci, le differenze. Io non ci sono riuscito!

votami-su-oknotizie

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

6 commenti

‘A da passà ‘a nuttata!

pulcinella

Un altro terremoto politico-giudiziario che si traduce nell’ennesima tranvata per il partito di Uolter Veltroni. Come se già non bastassero le guerre intestine con lo scomodo alleato Di Pietro, la sberla delle elezioni abruzzesi e i recenti arresti di Luciano D’Alfonso, sindaco di Pescara e segretario regionale del Partito Democratico, e del deputato Salvatore Margiotta, coinvolto nello scandalo Total in Basilicata, adesso la bufera si è abbattuta sulla giunta comunale napoletana, guidata da Rosa Russo Jervolino.

Associazione per delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, abuso d’ufficio e corruzione, sono le accuse mosse a tredici persone arrestate a Napoli, tra cui anche l’imprenditore Alfredo Romeo e due assessori comunali del Pd, nell’ambito dell’indagine sulla delibera “Global service” approvata dal Comune partenopeo per la manutenzione delle strade e del patrimonio pubblico, oltre che per la gestione di mense scolastiche. Secondo i magistrati «la prospettiva ultima è quella del saccheggio sistematico delle risorse pubbliche».

E la Jervolino cosa dichiara dopo gli arresti? «Andiamo avanti». Beh, non c’erano dubbi! Dispiace dirlo, ma bisogna dare atto a Clemente Mastella che è stato uno dei pochi a mollare la poltrona quando è stato travolto da un’inchiesta giudiziaria che lo riguardava.

E tra gli indagati risultano esserci anche i parlamentari Renzo Lusetti (Pd) e Italo Bocchino (An). Proprio quest’ultimo, da un po’ di tempo a questa parte, sembra avere un certo feeling con il partito veltroniano.

Questo giusto per precisare che il malaffare e la malapolitica sono bipartisan. Non è vero Travaglio?

In ogni regione o quasi c’è una brutta storia che coinvolge ex margheritini ed ex diesse (oltre all’Abruzzo e alla Campania, il caso più clamoroso è quello della Calabria del gioioso governatore Agazio Loiero), tanto che il povero Uolter Veltroni è costretto a rinnegare se stesso: «Questo non è il mio Pd, bisogna dare vita a un soggetto politico veramente nuovo».

Ma come, il Pd era stato annunciato in pompa magna come il nuovo che avanza, come l’unica vera novità del panorama politico italiano, doveva essere quel partito innovatore che faceva della questione morale un punto d’orgoglio.

Chissà se anche dopo le vicende napoletane, Uolter parlerà  ancora di «attacchi strumentali e delegittimanti nei confronti del Pd a cui i media stanno dando grande risonanza».

Che dire, ‘a da passà ‘a nuttata. Anche per il Pd. (do.mal.)

votami-su-oknotizie

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

6 commenti

Infermieri falsi come i soldi del monopoli

sanita_mazzette

Evvai. Come se non bastassero i politici farlocchi più dei soldi del monopoli, la Calabria, quella del Consiglio regionale più pagato e inquisito d’Italia, si arricchisce di un’altra categoria di falsi d’autore: gli infermieri.

Questa la notizia riportata dall’Ansa:

Settantadue persone sono state arrestate dai carabinieri perché accusate di truffa in quanto avrebbero acquistato il titolo di studio di infermiere. I provvedimenti restrittivi, di cui 70 ai domiciliari e due in carcere, sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cosenza, Loredana De Franco, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Francesco Minisci. Dalle indagini è emerso che le persone coinvolte nell’inchiesta avrebbero acquistato il diploma di laurea da infermiere pagandolo somme tra gli 8 e i 10 mila euro. Tra gli arrestati, secondo quanto si è appreso, c’è anche il presunto organizzatore della truffa che avrebbe avuto contatti con l’università Sacro Cuore di Roma. Gli arrestati svolgevano attività di infermiere in strutture sanitarie pubbliche e private. In alcune circostanze è emerso, dalle indagini dei carabinieri, il presunto coinvolgimento di interi nuclei familiari che svolgevano tutti la stessa attività professionale. Le persone coinvolte nelle indagini avrebbero conseguito il titolo di studio dopo il pagamento di denaro e senza aver svolto nessuna attività didattica. Gli arresti sono stati eseguiti in diverse città della Calabria ed anche a Roma.

Di infermieri falsi, onestamente, non se ne sentiva proprio il bisogno, in una regione in cui la sanità brilla per inefficienza, tra sprechi, truffe, appalti truccati, morti sospette, diagnosi errate e medici quanto meno discutibili (per fortuna non tutti). Tra i nosocomi basti ricordare lo “Jazzolino” di Vibo Valentia, divenuto per eccellenza il centro principale della mala-sanità calabrese, dove i Nas hanno accertato 800 infrazioni e il “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo, con 40 violazioni riscontrate, riguardanti principalmente le scarse condizioni igienico-sanitarie come la muffa sulle apparecchiature per la dialisi o i ferri chirurgici posti accanto all’immondizia.

E intanto i familiari di Federica Monteleone, Eva Ruscio, Orazio Maccarone, Flavio Scutellà (nel video la testimoninza della madre), Sofia Castagnaro e Angela Scibilia, sono ancora lì a gridare giustizia.

Ma qual è, secondo il geniale governatore della Calabria Agazio Loiero, la migliore medicina per guarire i malanni della sanità calabrese? Risanare i conti in dissesto? Macché, meglio rifarsi una verginità perché «se in Calabria le cose vanno male, è colpa dell’immagine negativa che viene dai giornali» (Loiero dixit).

E per tornare vergini Loiero ha pensato bene di sponsorizzare la nazionale italiana di calcio con 8 milioni di euro. Beh, visto che devono passare le loro giornate davanti alla tv, i poveri malati ricoverati negli ospedali calabresi, almeno avranno di che esultare!

Che dire. Benvenuti in Calabria. E sperate sempre di non sentirvi mai male. (do.mal.)

Sull’argomento vi nvito a leggere anche questo post

votami-su-oknotizie

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

1 Commento

Calabria, impossible is nothing

aula_cons_reg_calabria

Anche se potrebbe sembrare il titolo dell’ultimo episodio di Indiana Jones, L’impossibile altrove è più semplicemente uno dei libri recentemente scritti dal presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero. Bel titolo, non c’è che dire, ma ancora oggi ci si chiede se quella di Loiero è una minaccia o una lusinga? Probabilmente una minaccia… lusingata.

Leggere che quello calabrese è il Consiglio più indagato d’Italia con 33 consiglieri inquisiti su un tolate di 50 (ma il numero, ovviamente, è suscettibile di variazioni), con accuse che vanno dall’associazione mafiosa alle truffe all’Unione europea (reato che va molto in voga in Calabria) passando per il voto di scambio, le estorsioni, le infiltrazioni, la corruzione e la concussione; sapere che la Calabria è da sempre una delle regioni italiane più povere ma con un Consiglio regionale tra i più ricchi d’Italia, ci si rende conto che Loiero aveva proprio ragione: a quelle latitudini l’impossibile è davvero altrove!

A proposito di costi della politica. Il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, ne ha fatto una battaglia personale, sbandierando ai quattro venti e annunciando in pompa magna la sua “cura di cavallo” che avrebbe ridotto drasticamente i privilegi della casta calabrese. Peccato, però, che nonostante la sua voglia di austerità, Bova abbia fatto passare in vergognoso silenzio l’emendamento alla manovra finanziaria regionale che ha aumentato lo stipendio dei capigruppo consiliari di oltre 1.300 euro al mese.

Non solo. Grazie all'”Operazione trasparenza” del ministro Renato Brunetta, che ha deciso di rendere noti i compensi erogati dalle pubbliche amministrazioni a consulenti e collaboratori esterni, si viene a sapere che Giuseppe Strangio, capo di gabinetto di Bova, nel 2007 ha percepito un compenso di 160.452 euro, mentre Giampaolo Latella, portavoce dello stesso presidente del Consiglio regionale, sempre lo scorso anno ha percepito qualcosa come 117.066 euro. Sono o non sono cose che fanno girare gli ammennicoli?

Ricordate lo spot di Oliviero Toscani commissionato dalla Regione Calabria? C’era proprio bisogno di spendere qualcosa come 370 mila euro per dire che i calabresi sono terroni, inaffidabili, malavitosi, incivili, i peggiori e gli ultimi della classe? E’ vero che “la verità vi renderà liberi”, dicono le Sacre Scritture, ma in questo caso la verità ha reso il buon Oliviero Toscani più ricco e la regione Calabria più povera. Decisamente meglio l’antispot che da qualche tempo gira su youtube, molto più realista e, soprattutto, senza costi aggiunti. (do.mal.)

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

6 commenti