Fenomeno Brunori, un dandy calabrese che amava la Fenech

Segnatevi questo nome: Dario Brunori, cantautore per professione, imprenditore (mancato) per necessità. Vivamente consigliato a tutti i nostalgici degli anni Ottanta e ai trentenni afflitti dal mutuo e dall’euribor. Più in generale a tutti quelli che alle discese ardite, ai gesuiti euclidei o alle contropartite considerevoli preferiscono i Super Santos, le canzoni attorno a un falò, Pertini, Bearzot, Edwige Fenech, la Panda e persino Novella 2000.

Evocare senza citare esplicitamente. Una capacità descrittiva attraverso immagini che testimonia tutto il talento di Dario Brunori, cantautore cosentino, rivelatosi come uno dei migliori prodotti discografici degli ultimi anni, vincitore nel 2009 del prestigioso Premio Ciampi per il miglior disco d’esordio con Volume Uno, prodotto dall’etichetta indipendente Pippola Music.

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Posso desiderare la morte di Travaglio?

La domanda è semplice: posso desiderare la morte di  Marco Travaglio? E magari posso anche scegliere come questa morte dovrebbe avvenire? Posso augurarmi che, magari, qualcuno pianti una pallottola in testa a Travaglio? Mi è consentito?

Se pensassi questo, che razza di persona sarei? Noi non ci augriamo la morte di nessuno. Nemmeno di Travaglio, al quale auguriamo una lunga vita e tanti tanti nuovi libretti-for-dummies. Abbiamo tirato in ballo Travaglio non per niente. Non è un caso. Proprio ieri Travaglio si è addentrato in un ragionamento piuttosto pericoloso. Sentitelo:

«Chi l’ha detto che non posso odiare un politico? Chi l’ha detto che non posso augurarmi che se ne vada al più presto? E che il Creatore se lo porti via al più presto? Perché non si può odiare un politico? Non esiste il reato di odio».

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Papi, l’eroina che declama l’indecenza

di Domenico Malara per Il Clandestino

Benvenuti nell’Italia dei Papi. Dopo Papa Benedetto, Papi Silvio ed Enrico Papi, ecco spuntare dal nulla Donatella Papi, pigmaliona e auto-promessa sposa del reo confesso pluriomicida del Circeo Angelo Izzo. Come se già non bastassero i casini del Marrazzo-gate, di papponi e trans morti in circostanze poco chiare (è così che si dice nell’Italia dei misteri, vero?), ad allietare il Belpaese in questo calderone di trash che più trash non si può, arriva lei: l’eroina buona dei fumetti che declama a reti quasi unificate l’umanità e l’innocenza di un pluriomicida, promettendosi sua sposa.

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I politici italiani si raccontano nel web 2.0

di Domenico Malara per Il Clandestino

Webbizzati e contenti. Viviamo ormai nella Repubblica 2.0, un universo sospeso a metà tra il reale e il virtuale. Una zona franca dove l‘arte dell’impossibile diventa opportunità. Opportunità per riciclarsi politicamente, promuoversi o giocarsi una fittizia chance di carriera nel mondo dello spettacolo. Basta sbirciare dal buco della serratura di internet per accorgersi di essere di fronte ad un’Italia pizza, spaghetti, mandolino e facebook.

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Un premio Laqualunque!

agazio_hopeLa più bella di oggi la pubblica Calabria Ora a pagina 14. Tenetevi forte perché questa è ancora più stravagante dei calzini turchese del giudice Mesiano.

Il prossimo 24 ottobre a Catanzaro il gioioso presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero Laqualunque, riceverà il “Premio Vincenzo Restagno” da parte del Circolo culturale “Paleaghenea” di Roghudi (RC), con la seguente motivazione: “Gentiluomo della politica, esempio di concretezza, efficienza e risolutezza della pubblica amministrazione, ha saputo coniugare impegno e spirito di servizio. Artefice della crescita del Mezzogiorno degli ultimi anni è stato promotore di eccellenti iniziative volte allo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia”.

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Opposizione turchese e stravagante!

franceschini

Complimenti a Dario Frasceschini. Il quasi ex segretario del Pd sa bene come si fa opposizione: indossando un paio di calzini turchese. E poi a sinistra si lamentano che Berlusconi governa, quasi ininterrottamente, da 15 anni. Se questo è il modo di contrastarlo politicamente, sarà davvero dura mandarlo in pensione.

Se il giudice Raimondo Mesiano è stato definito “stravagante” in un servizio giornalistico di Canale 5 (che peraltro non ho condiviso, così come non avevo condiviso l’incursione dell’obiettivo di Zappaddu nella residenza privata di Berlusconi), l’opposizione targata Partito democratico non solo è stravagante, ma addirittura ridicola.

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