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Yara, chi c’è dietro il messaggio lasciato su Wikipedia?

La polizia postale di Bergamo indaga sulla pista Wikipedia (la pagina incriminata è quella relativa al film “Vesna va veloce”) dopo l’articolo pubblicato in esclusiva da “Gazzetta del Sud” martedì 1 marzo 2011.

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9 febbraio: so dove si trova il corpo di Yara, contattate il numero…

Riporto qui di seguito un mio articolo scritto per “Gazzetta del Sud” sull’incredibile scoperta fatta casualmente da Nicola Pangallo, psichiatra di Reggio Calabria, sul drammatico caso di Yara Gambirasio.

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Questa è la pagina di Wikipedia incriminata del 9 febbraio 2011 (“Vesna va veloce”) prima che venisse modificata l’1 marzo 2011 alle ore 10.20 (a cui poi sono seguite altre modifiche fino alla completa cancellazione della versione del 9 febbraio 2011):

Questa, invece, è la pagina Wikipedia con le due versioni: quella originale del 9 febbraio 2011 e quella modificata dell’1 marzo 2011, in cui si nota chiaramente l’omissione delle parole che compongono il messaggio cifrato.

Un mitomane, uno scherzo di cattivo gusto o una reale pista da seguire? Dovesse rivelarsi vero, il 9 febbraio, ben 16 giorni prima del ritrovamento del corpo della piccola Yara, qualcuno già sapeva tutto. Ma chi? (do.mal.)

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Non divida Nichi ciò che la gnocca unisce!

Chiarisco subito che non sono un fan di Nichi Vendola, ma non si può sottacere e non apprezzare l’eleganza e la correttezza del prossimo candidato premier di Sinistra, ecologia e libertà sull’affaire Berlusconi-escort.

Pedofilo, mafioso, corruttore, pidduista, evasore fiscale, ricattatore e ricattato, bugiardo, maschilista, omofobo, antisemita. È solo parte del vocabolario che solitamente usa gente come Antonio Di Pietro per riempire di insulti Berlusconi. Vendola ha dimostrato di essere diverso. In ogni senso.

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Soddisfatto e rimborsato!

Chi si ricorda di Peppe Bova? L’ex presidente del Consiglio regionale della Calabria, quello che ha tiraro fuori dal cilindro i voucher formativi destinati ai migliori laureati calabresi, idea talmente geniale da guadagnarsi le critiche dal giuslavorista Pietro Ichino. Ma soprattutto quello che per cinque anni di legislatura ce l’ha menata con la storia dell’abbattimento dei costi della politica, ovviamente per merito suo. Per essere credibile, quasi non bastasse la lacrimuccia pronta a scendere ad ogni conferenza stampa, il buon Peppe Bova aveva addirittura dichiarato che per evitare gli sprechi non usava neppure la macchina blu per i suoi spostamenti. Insomma, un moderno Savonarola pronto a fustigare il malcostume della politica scialacquona. Il Claudio Lotito della classe dirigente calabrese, pronto a battersi per una politica didascalica e moralizzata!

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I professionisti dell’antimafia

Venghino siori, venghino! Acrobati, saltimbanchi, domatori, banditori, clown, trapezisti, macchinisti, fuochisti, uomini di fatica, contorsionisti, nani, buffoni e ballerine: venghino siori, venghino a godere della magia dell’illusione al festival dell’ovvio, al circo del banale, alla sagra dell’ipocrisia.

Tutti insieme appassionatamente all’ennesima manifestazione antimafia, sabato 25 settembre a Reggio Calabria, città metropolitana, città “bella e gentile”, città della ‘ndrangheta a denominazione d’origine (in)controllata. Accorrete numerosi, donne, bambini, adulti e anziani. Sfileranno tutti quanti, dotti medici e sapienti.

Tutti hanno aderito, tutti partecipano, tutti sono onesti e tutti sono bravi. E tra i “tutti” ci sono decine di Comuni, amministratori locali, partiti e politici di ogni schieramento. Ma allora la criminalità con chi li fa gli affari? Con chi stringe accordi elettorali? Con chi si spartisce gli appalti?

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Posso desiderare la morte di Travaglio?

La domanda è semplice: posso desiderare la morte di  Marco Travaglio? E magari posso anche scegliere come questa morte dovrebbe avvenire? Posso augurarmi che, magari, qualcuno pianti una pallottola in testa a Travaglio? Mi è consentito?

Se pensassi questo, che razza di persona sarei? Noi non ci augriamo la morte di nessuno. Nemmeno di Travaglio, al quale auguriamo una lunga vita e tanti tanti nuovi libretti-for-dummies. Abbiamo tirato in ballo Travaglio non per niente. Non è un caso. Proprio ieri Travaglio si è addentrato in un ragionamento piuttosto pericoloso. Sentitelo:

«Chi l’ha detto che non posso odiare un politico? Chi l’ha detto che non posso augurarmi che se ne vada al più presto? E che il Creatore se lo porti via al più presto? Perché non si può odiare un politico? Non esiste il reato di odio».

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Papi, l’eroina che declama l’indecenza

di Domenico Malara per Il Clandestino

Benvenuti nell’Italia dei Papi. Dopo Papa Benedetto, Papi Silvio ed Enrico Papi, ecco spuntare dal nulla Donatella Papi, pigmaliona e auto-promessa sposa del reo confesso pluriomicida del Circeo Angelo Izzo. Come se già non bastassero i casini del Marrazzo-gate, di papponi e trans morti in circostanze poco chiare (è così che si dice nell’Italia dei misteri, vero?), ad allietare il Belpaese in questo calderone di trash che più trash non si può, arriva lei: l’eroina buona dei fumetti che declama a reti quasi unificate l’umanità e l’innocenza di un pluriomicida, promettendosi sua sposa.

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