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Dentro Faber, Corsera e Sorrisi celebrano Fabrizio De Andrè

Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo di me. O anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile [Fabrizio De Andrè]

Il soprannome “Faber”, datogli dall’amico d’infanzia Paolo Villaggio derivava dalla sua predilezione per i pastelli della Faber-Castell. Ed è proprio Faber, più che Fabrizio De Andrè, il centro di gravità dell’iniziativa del Corriere della Sera e Tv Sorrisi e Canzoni, in collaborazione con la Fondazione Fabrizio De André e Rai Trade, che dall’11 marzo (in concomitanza con l’apertura della mostra “Fabrizio De Andre’ a Milano”) racconterà l’uomo che in 40 anni di attività artistica, tredici album in studio, gode di un livello di popolarità altissimo anche a 12 anni dalla morte, avvenuta a Milano l’11 gennaio 1999 (era nato a Genova il 18 febbraio 1940).

Qui di seguito l’anticipazione del primo degli 8 dvd in edicola dall’11 marzo:

L’iniziativa è stata curata dalla Fondazione De André, grazie alla disponibilità di eccezionali materiali inediti messi a disposizione dalla Rai e con la collaborazione di Vincenzo Mollica.

“Dentro Faber” è la raccolta definitiva che riunisce in 8 eleganti dvd, ricchi di materiale inedito, realizzati da “Studio Azzurro”, la vita, la musica, le esperienze e le passioni di uno dei maggiori interpreti del nostro tempo. La storia di Fabrizio De André è raccontata attraverso un percorso tematico. In ogni dvd, infatti, oltre alle migliori canzoni dell’artista proposte in versione integrale, ritornano i luoghi, gli incontri, le testimonianze che mescolano gli episodi cruciali della sua vicenda pubblica con i momenti più significativi della vita privata.

Gli amanti del grande Faber potranno, così, compiere così un viaggio dentro le sue parole, ascoltando le esecuzioni delle canzoni tratte da concerti live e conoscere da vicino la sua storia personale attraverso le interviste dei suoi amici cantanti, da Ivano Fossati a Enzo Jannacci, e quelle dei familiari, di Dori Ghezzi e di molti altri testimoni. Ad accompagnare il pubblico nella scoperta del percorso artistico e umano di Fabrizio sarà suo figlio, Cristiano De André, voce narrante di ogni dvd.

Ogni uscita della raccolta è accompagnata da un libretto, introdotto dal critico televisivo Aldo Grasso, che contiene le immagini, gli scritti e gli autografi di De André.

Il piano dell’opera:

11 marzo: L’amore
18 marzo: Gli ultimi
25 marzo: Le donne
1 aprile: L’uomo, il potere e la guerra
8 aprile: Genova e il Mediterraneo
15 aprile: Il sacro
22 aprile: L’anarchia
29 aprile: Poesia in forma di canzone

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Libertà di stampa a 4 centesimi a rigo

Prendo spunto da un’interessante riflessione di Antonino Monteleone per parlare di giornalismo ed editoria in Calabria. Lo scorso 30 luglio si sono celebrate le esequie del quotidiano La provincia cosentina e in questi giorni anche Il quotidiano della Calabria sta vivendo una crisi analoga, a causa del disavanzo economico dell’ultimo bilancio. I primi a farne le spese saranno, ovviamente, i giornalisti che rischiano, bene che vada, la cassa integrazione.

Parto dal presupposto che quando chiude battenti un qualsiasi mezzo di comunicazione è un male per tutti. Un male per la gente e anche per l’informazione. Ma al di là della vicenda che sta interessando Il quotidiano della Calabria, vorrei approfondire due passaggi che evidenzia Antonino Monteleone nel suo post. Il primo:

“L’informazione in Calabra ha un valore compreso tra i 4 ed 10 centesimi al rigo”

Vero, verissimo. Ma siamo sicuri che la colpa è solo ed esclusivamente degli editori? Se c’è chi paga 4 centesimi a rigo evidentemente c’è chi accetta quella miseria. Ergo: io ti sfrutto perché so che tu sei disponibile a farti sfruttare.
Quello che bisogna chiedersi, invece, è perché tanti giornalisti o aspiranti tali si rendono complici di questa situazione e non denunciano? Potrei capire gli aspiranti giornalisti, molto spesso ragazzini, che lo fanno per ottenere il tesserino di pubblicista (è anche qui ci sarebbe da fare un discorso molto lungo e anche scomodo), ma i giornalisti professionisti con quale dignità accettano di scrivere per 4 centesimi a rigo? E non rispondetemi per bisogno, perché non ci credo proprio.
Forse aveva ragione Montanelli quando sosteneva che «la servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni ma una tentazione dei servi».

In un altro passaggio Antonino scrive che tutto questo:

“… fa il gioco di chi l’informazione non la vuole al servizio della popolazione. Ma di interessi economici e di interessi politici. Che spesso coincidono”

Giustissimo anche questo. Ma ditemi quale giornale o altro mezzo di comunicazione non risponde a interessi economico-politico-affaristici. Non credo ce ne siano, considerato che ormai è la pubblicità a dettare i ritmi delle notizie e dell’informazione.
Esempio: se io politico spendo un tot in pubblicità sul tuo giornale, è “normale” che tu non scriverai in modo obiettivo su di me, ma lo farai solo in un’unica direzione e anche in modo morbido, molto morbido. Così come ci sono giornali che inevitabilmente sono legati a questo o a quella lobby politica e non potranno mai fare un’informazione obiettiva. E allora di che stiamo parlando?

Chi lavora in un giornale o in una televisione tutto questo lo sa bene e accetta le regole del gioco. Per questo motivo diffido sempre di chi parla di libertà di stampa e poi è parte integrante del sistema. Bisogna scegliere se essere realisti o idealisti. Entrambe le cose, mi dispiace, non è possibile. (do.mal.)

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