Archivio per la categoria Costume e società

Che sia davvero un buon anno!

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TI AUGURO TEMPO
Non ti auguro un dono qualsiasi
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo per divertirti e per ridere.
Ti auguro tempo per il tuo Fare e il tuo Pensare, non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo non per affrettarti e correre, ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo non soltanto per trascorrerlo.
Ti auguro tempo perché te ne resti, tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle.
E tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno ogni tua ora come dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere, tempo per la vita.

(Poesia indiana)

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Lo spumante delle Winx? Meglio una buona aranciata

spumante-winxQualcuno probabilmente ricorderà il post che avevo pubblicato tempo addietro sulla pericolosità della bevanda per bambini Winx Club Party.
Adesso lo pseudo spumante al gusto di fragola, che nell’etichetta riporta l’immagine delle sei magiche fatine amatissime dai più piccoli, è stato preso di mira anche dal Codacons.
In questi giorni, infatti, l’associazione dei consumatori ha presentato un esposto ai Nas e alla Procura della Repubblica di Roma, per il sequestro della bibita perché «potenzialmente pericolosa».

Qui di seguito il comunicato diramato del Codacons sul proprio sito ufficiale:

Dalla lettura degli ingredienti di tale prodotto, che apparentemente possono risultare innocui, non si evince la presenza di sostanze che, in realtà, da vari studi risultano essere potenzialmente pericolose. Con l’ausilio dell’Istituto di neurobiologia e medicina molecolare e del prof. Settimio Grimaldi (Cnr), il Codacons ha fatto eseguire una valutazione per cronomatografia in fase liquida del liquido contenuto nella bibita denominata “Winx Club Party”. Dall’analisi sono state rilevate le seguenti sostanze: Acesulfame potassio, sodio benzoato, cocciniglia, azorubina, blu patent V, acido ciclamino.
Vari studi scientifici hanno dimostrato che, tra gli elementi individuati nella miscela, alcuni sono a rischio della salute dell’uomo, e in particolare:

* Acesulfame Potassio: meglio conosciuto con il nome di aspartame. Numerosi sono gli studi che sostengono la dannosità dell’aspartame; induce un aumento statisticamente significativo di linfomi e leucemie maligni del rene nei ratti femmine e tumori maligni dei nervi periferici nei ratti maschi.
* Acido Ciclamico: noto per causare emicrania e altre reazioni, può essere cancerogeno, ha causato danni ai testicoli delle cavie da esperimento. Vietato negli Usa e nella Gran Bretagna a causa del forte rischio di cancro. I ciclamati possono inoltre causare: dermatite, prurito, eczema e fotosensibilizzazione.
* Azoburina: secondo alcune ricerche scientifiche, l’azorubina, assieme ad un altro colorante sintetico, danneggia la corteccia surrenale. Questo colorante è proibito in Austria, Norvegia ed in Svezia. Le associazioni dei consumatori australiane hanno incluso l’azorubina nel gruppo di allergeni alimentari pericolosi per la salute, specie per le persone asmatiche intolleranti all’aspirina (e ai farmaci antifebbrili e antinfiammatori).
* Fonte di fenilanalina: si tratta di un amminoacido essenziale che, tuttavia, nel caso di soggetti affetti da una malattia denominata fenilchetonuria, può determinare problemi neurologici con conseguente ritardo nello sviluppo del sistema nervoso centrale nei bambini che ne soffrono.

Appare di tutta evidenza che i risultati dei saggi sperimentali condotti su roditori, topi e ratti, sono altamente predittivi dei rischi cancerogeni per l’uomo e che, pertanto, il rischio degli additivi tossici, singoli o in combinazione, è molto più alto per i bambini, essendo loro più vulnerabili ai cancerogeni chimici. Inoltre la messa in commercio di una bibita per bambini da un lato attira gli stessi, per la veste pubblicitaria che gli è stata data, raffigurante, appunto, le proprie “eroine”, dall’altro potrebbe trarre in inganno i genitori i quali, ignorando le componenti chimiche che si celano dietro varie denominazioni, ritengono, per il solo fatto di essere in commercio, si tratti di sostanza innocua per i loro figli.
Per tali motivi l’associazione si è rivolta ai Nas e alla Procura della Repubblica, affinchè intervengano disponendo se necessario anche il sequestro del prodotto in oggetto su tutto il territorio nazionale.

Tra i vari commenti che sono giunti dopo la pubblicazione del post “Cera una volta l’aranciata…”, anche quello di un utente che si è firmato con il nick “spumantebambini”. L’anonimo, oltre a contestare quanto vi era scritto nell’articolo, ha assunto in tutto e per tutto le difese dell’azienda distributrice della bibita, quasi fosse il legale rappresentante.

«L’azienda distributrice in Italia di “Party Frizz”, la bibita frizzante al gusto di fragola a marchio Winx, – si legge nella parte iniziale del lungo commento – dichiara che il prodotto in oggetto rispetta tutte le normative europee relative agli alimenti e gli additivi contenuti sono presenti in dosi inferiori rispetto a quanto consentito dalle disposizioni di legge. Motivi per cui la bevanda “Party Frizz” è da considerarsi sicura dal punto di vista igienico e sanitario e infondate sono talune dichiarazioni fatte a mezzo stampa volte a discriminare il prodotto in oggetto e a boicottarne l’acquisto».

Il tutto seguito da un lungo e dettagliato elenco degli ingredienti contenuti nella bevanda (esattamente gli stessi contestati dal Codacons) al fine di «rassicurare la clientela e il consumatore finale». In sostanza il signor “spumantebambini” ribadisce l’assoluta genuinità del prodotto.
Come mai, allora, a margine del commento si legge:

«Precisato tutto questo, a fronte delle perplessità suscitate e della volontà dell’azienda di perseguire un continuo processo di miglioramento qualitativo dei propri prodotti, con particolare riguardo nei confronti delle diverse tipologie dei consumatori, l’azienda informa che è stato avviato da tempo uno studio per modificare l’ingredientistica del prodotto. Già dal mese di dicembre è disponibile sul mercato una bevanda completamente naturale a base di succo d’uva e di pesca, senza conservanti, coloranti e additivi edulcoranti».

Cioè, prima si afferma che la bibita è «da considerarsi sicura dal punto di vista igienico e sanitario» e poi si dice che presto sarà disponibile una nuova bevanda «completamente naturale, senza conservanti, coloranti e additivi edulcorati». Complimenti per la coerenza!

A proposito. Lo scorso 19 dicembre ho scritto al signor “spumantebambini” per chiedere di qualificarsi con nome, cognome ed eventuale incarico ricoperto presso la “Party Frizz”, dichiarandomi disponibile a dedicare un intero post con la sua replica a difesa della bevanda incriminata. Siamo al 31 dicembre e ancora non ho ricevuto nessuna risposta. (do.mal.)

Ascolta la notizia commentata da Beppe Amato su Antenna dello Stretto nel corso della trasmissione “Non le mando a dire…”.

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Anche i gay fanno oh!

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Ridicoli e insopportabili. Chiarisco subito che non ho nulla contro i gay, d’altronde ognuno è libero e ha diritto di vivere la propria sessualità come meglio crede. Da un po’ di tempo, però, l’omosessualità è uscita dal suo contesto ordinario, che dovrebbe essere quello dei comportamenti privati, per essere brandita come un’ideologia. Cosicchè, chi non condivide l’ideologia gay rischia di essere additato come “omofobo”.

Dove per “omofobi” non si intende – come l’etimologia vorrebbe – coloro che hanno paura dell’omosessualità, o, per estensione, coloro che hanno atteggiamenti discriminatori nei confronti degli omosessuali; ma chiunque non condivide gli obiettivi del movimento gay o si azzardi a dire, ad esempio, che è meglio che un bambino abbia un papà e una mamma piuttosto che due papà o due mamme.

Omofobo è anche chi si permette, sconfinando lo steccato del politicamente corretto, di chiamare gli “omosessuali” con sinonimi quali “froci” o “checche”. Non sia mai. Meglio “gay” che suona meglio e fa più chic.

L’ultima caccia alle streghe intentata dall’Arcigay ha come bersaglio Giuseppe Povia, accusato di omofobia per il brano che canterà a Sanremo dal titolo “Luca era gay”.  Il testo non lo conosce nessuno, ma basta quell’imperfetto “era” a scatenare le ire e le angoscie dell’Arcigay, che fa le sue deduzioni solo ed esclusivamente sul titolo della canzone che racconterebbe, secondo quanto suppone l’associazione, di un ex gay (Luca appunto) guarito grazie alle teorie riparative di Joseph Nicolosi, cattolico integralista americano. Oltre che  per un’intervista rilasciata da Povia a Panorama, dove lo stesso  cantante dichiara che «gay non si nasce, ma lo si diventa in base a chi frequenti».

A conti fatti, l’Arcigay si dice pronta a bloccare il Festival se la Rai non prende posizioni contro il brano, definito dal presidente dell’Arcigay, Aurelio Mancuso, «uno spottone clerical-reazionario».

Il bersaglio, dunque, non è solo Povia, ma anche e soprattutto la Chiesa cattolica. Curioso, visto che gli omosessuali, più che dalla Chiesa, sono stati perseguitati dalle grandi ideologie anticristiane del XX secolo, il nazismo e il comunismo (nella Cuba tanto esaltata dall’Arci, i gay continuano a finire in galera) e lo sono tuttora da quell’islam. Per non parlare di Israele, dove l’omosessualità fra maggiorenni consenzienti ha cessato di essere un reato penale solo nel 1988, centodueanni dopo la “clericale” Italia.

Ma ammettiamo che quella di Povia sia una canzone che racconta la “conversione” sessuale di un ex gay. Perché non dovrebbe venire cantata a Sanremo? Perché non piace all’Arcigay? Anche Anna Tatangelo lo scorso anno al Festival aveva cantato la storia di un suo amico gay, ma non ci fu nessuna polemica. Probabilmente perché in quel caso il messaggio della canzone era: “Gay è bello”, diversamente dal “gay era bello, ma adesso non lo è più” del Luca di Povia.

E poi, gli omossessuali non sono quelli che rivendicano ad ogni piè sospinto i sacri valori del liberalismo, tanto da scendere ogni anno in piazza con lo spettacolo circense del gay pride? E adesso che fine ha fatto la libertà di espressione? Si dice, si scrive e si canta di tutto. Però che un omosessuale possa diventare eterosessuale no, accidenti, è troppo grossa e troppo grave. A tutto c’è un limite.

Lo sapete che vi dico? Ma andate a… Anzi no, che potreste anche divertirvi! (do.mal.)

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C’era una volta l’aranciata…

spumante-winxChi non ricorda la gustosissima spremuta d’arancia che la mamma ci preparava da piccoli per le nostre feste di compleanno? Chi la sentiva un po’ amara aggiungeva un cucchiaino di zucchero e il gioco era fatto. Bastava poco per essere felici.

Oggi le arance ci sono sempre. Ad essersi modificate sono le abitudini delle mamme. Le feste si chiamano party e la cara e buona aranciata ha lasciato il posto allo spumante delle Winx (e non è l’unico).

Segno delle mode e dei tempi che cambiano. E anche male, purtroppo.

Una buona abitudine quando si acquista un qualsiasi alimento è quella di leggere l’etichetta sul retro. Capisco che in Italia si leggono poco i giornali, ma almeno informarsi su cosa ci propinano da mangiare non sarebbe male.

Quello che molto spesso ci fa desistere dal leggere le etichette degli alimenti sono le scritte microscopiche e tutta una serie di sigle incomprensibili.

Prendiamo ad esempio lo spumante per bambini Winx Club Party. Nel retro dell’etichetta si legge:

“Bibita frizzante al gusto fragola, adatta a tutte le feste dei ragazzi.
Ingredienti: acqua, zucchero, anidride carbonica, correttore di acidità: E330, aromi naturali, edulcoranti: E950, E952, E954, conservanti: E202 E211, coloranti: E122, E131. Contiene una fonte di fenilalanina. Servire freddo. Senz’alcol”

Passi per l’acqua, lo zucchero e anche l’anidride carbonica. Ma cosa diavolo sono tutti quei codici? E la fenilalanina?

Vediamo adesso cosa si nasconde dietro tutte queste sigle:

E330 Acido citrico. Non dovrebbe essere tossico o concerogeno.
E950 Acesulfame potassico. Edulcorante artificiale. Per molti cibi il suo uso non è stato approvato. The Center for Science in the Public Interest (CSPI) include questo dolcificante nella lista dei dieci peggiori additivi alimentari. Causa il cancro negli animali da esperimento e aumenta il rischio di tumore nell’uomo.
E952 Acido ciclamico. Edulcorante artificiale. Noto per causare emicrania e altre reazioni, può essere cancerogeno, ha causto danni ai testicoli delle cavie da esperimento. Vietato negli USA e nella Gran Bretagna a causa del forte rischio di cancro.
E954 Saccarina (docificante artificiale). Fin dalla sua introduzione la saccarina è stata al centro di preoccupazioni sulla sua potenziale nocività. Durante gli anni ’60 diversi studi hanno suggerito che la saccarina fosse un cancerogeno per gli animali. Da allora molti studi sono stati condotti sulla saccarina, con risultati controversi; lo studio del 1977 è stato criticato per via delle altissime dosi di saccarina date ai ratti, un valore ritenuto assolutamente irrealistico per un normale consumatore. La saccarina, infatti, si comporta come sostanza cancerogena se ingerita nella quantità di 4g/Kg in dose unica mentre le concentrazioni di tale dolcificante negli alimenti è nell’ordine de milligrammi. Finora nessuno studio ha evidenziato pericoli per l’uomo, alle dosi normalmente utilizzate.
E202 Sorbato di potassio (conservante). Non ci sono reazioni avverse consociute.
E211 Benzoato di sodio. Usato come conservante come ingannatore dei sapori (per i cibi di scarsa qualità). Causa orticaria e aggrava l’asma.
E122 Cocciniglia (colorante di sintesi). Può causare reazioni gravi ai soggetti asmatici e/o allergici all’aspirina. Vietato in Svezia, USA, Austria e Norvegia.
E131 Blu patent V (colorante). Vietato in Australia, USA e Norvegia.
Fenilalanina (Aminoacido essenziale). Nei neonati e fino alla pubertà l’accumulo di fenilalanina nel sangue, nelle urine e nei tessuti, può provocare un mancato sviluppo del sistema nervoso centrale che si traduce in un ritardo neuromotorio e psichico. Nel caso di soggetti affetti da una malattia denominata fenilchetonuria, può determinare problemi neurologici.

Non mi sembra che ci sia altro da aggiungere. Solo una cosa: ridateci la nostra cara e vecchia aranciata della mamma! (do.mal.)

Fonti: Wikipedia, Food Fugures, Psichesoma

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‘A livella!

A chi non è capitato, almeno una volta, di soffermarsi davanti a un manifesto funebre e leggere sotto il nome di questo o quel defunto epitaffi del tipo: “Padre, marito e nonno esemplare” oppure “Uomo di grandi virtù”. Mi chiedo: ma è possibile che in questo mondo ci sono solo uomini e donne esemplari e di grandi virtù? E i cattivi dove sono finiti? Oppure muoiono solo loro? In questo secondo caso inizierei seriamente a preoccuparmi al pensiero che su questa terra rimarranno solo gli stronzi!

Ma la cosa più divertente che si nota leggendo i manifesti funebri sono i titoli professionali o pseudo-nobiliari che precedono il nome del caro estinto. Come se “Cav.”, “On.”, “Avv.”, “Ing.”, finanche “Geom.” e “Dott.” (visto che al giorno d’oggi una botta di “Dottore” non si nega a nessuno) diano diritto, anche nell’aldilà, a una qualche corsia preferenziale.

Quando penso a questa gente (ed è davvero tanta) per cui titoli, soldi e interessi sono il principio e il fine ultimo della vita, mi viene da sorridere e penso a quel capolavoro della letteratura italiana che e ‘A livella del grande Totò:

Ogn’anno, il due novembre, c’é l’usanza
per i defunti andare al cimitero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero

Ogn’anno, puntualmente, in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch’io ci vado, e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza

St’anno m’é capitato ‘navventura…
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo, e che paura!,
ma po’ facette un’anema e curaggio

‘O fatto è chisto, statemi a sentire:
s’avvicinava ll’ora d’à chiusura:
io, tomo tomo, stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura

“Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l’11 maggio del’31”

‘O stemma cu ‘a curona ‘ncoppa a tutto…
…sotto ‘na croce fatta ‘e lampadine;
tre mazze ‘e rose cu ‘na lista ‘e lutto:
cannele, cannelotte e sei lumine

Proprio azzeccata ‘a tomba ‘e stu signore
nce stava ‘n ‘ata tomba piccerella,
abbandunata, senza manco un fiore;
pe’ segno, sulamente ‘na crucella

E ncoppa ‘a croce appena se liggeva:
“Esposito Gennaro – netturbino”:
guardannola, che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!

Questa è la vita! ‘ncapo a me penzavo…
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s’aspettava
ca pur all’atu munno era pezzente?

Mentre fantasticavo stu penziero,
s’era ggià fatta quase mezzanotte,
e i ‘rimanette ‘nchiuso priggiuniero,
muorto ‘e paura…nnanze ‘e cannelotte

Tutto a ‘nu tratto,che veco ‘a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse ‘a parte mia…
Penzaje: stu fatto a me mme pare strano…
Stongo scetato…dormo o è fantasia?

Ate che fantasia; era ‘o marchese:
c’o’ tubbo, ‘a caramella e c’o’ pastrano;
chill’ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu ‘nascopa mmano

E chillo certamente è don Gennaro…
‘omuorto puveriello… ‘o scupatore.
‘Int ‘a stu fatto i’ nun ce veco chiaro:
so’ muorte e se ritirano a chest’ora?

Putevano sta’ ‘a me quase ‘nu palmo,
quanno ‘o marchese se fermaje ‘e botto,
s’avota e tomo tomo.. calmo calmo,
dicette a don Gennaro: “Giovanotto!

Da Voi vorrei saper, vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir, per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!

La casta è casta e va, si, rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava, si, inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d’uopo, quindi, che cerchiate un fosso
tra i vostri pari, tra la vostra gente”

“Signor Marchese, nun è colpa mia,
i ‘nun v’avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa’ sta fesseria,
i’ che putevo fa’ si ero muorto?

Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse ‘a casciulella cu ‘e qquatt’osse
e proprio mo, obbj’… ‘nd’a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n’ata fossa”

“E cosa aspetti, oh turpe malcreato,
che l’ira mia raggiunga l’eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!”

“Famme vedé… -piglia sta violenza…
‘A verità, marché, mme so’ scucciato
‘e te senti; e si perdo ‘a pacienza,
mme scordo ca so’ muorto e so mazzate!…

Ma chi te cride d’essere… nu ddio?
Ccà dinto, ‘o vvuo capi ca simmo eguale?…
…Muorto si’ tu e muorto so’ pur’io;
ognuno comme a ‘na’ato é tale e quale”.

“Lurido porco!… Come ti permetti
paragonarti a me ch’ebbi natali
illustri, nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?”

“Tu qua’ Natale… Pasca e Ppifania!!!
T’ ‘o vvuo’ mettere ‘ncapo… ‘int ‘a cervella
che staje malato ancora e’ fantasia?…
‘A morte ‘o ssaje ched’e’?… è una livella.

‘Nu rre, ‘nu maggistrato, ‘nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto, ‘a vita e pure ‘o nomme:
tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò, stamme a ssenti… nun fa’ ‘o restivo,
suppuorteme vicino, che te ‘mporta?
Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
nuje simmo serie… appartenimmo à morte!”

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