I politici italiani si raccontano nel web 2.0

di Domenico Malara per Il Clandestino

Webbizzati e contenti. Viviamo ormai nella Repubblica 2.0, un universo sospeso a metà tra il reale e il virtuale. Una zona franca dove l‘arte dell’impossibile diventa opportunità. Opportunità per riciclarsi politicamente, promuoversi o giocarsi una fittizia chance di carriera nel mondo dello spettacolo. Basta sbirciare dal buco della serratura di internet per accorgersi di essere di fronte ad un’Italia pizza, spaghetti, mandolino e facebook.

Le bacheche del social network più popolare al mondo hanno ormai sostituito le piazze e comizi. Agli elettori si chiede addirittura di scegliere nome e simbolo dei partiti. Precursore Francesco Storace che attraverso il web ha perfino fondato un partito, “La Destra”. Ma è anche il caso del fuoriuscito dal Pd Francesco Rutelli e dell’ex Udc Bruno Tabacci, quest’ultimo alla costante e disperata ricerca di un centro di gravità permanente. Per la loro “Alleanza per l’Italia” hanno chiesto al popolo sovrano di internet di scegliere il simbolo del nuovo movimento politico. C’è da chiedersi se si tratta di uno slancio fin troppo democratico di partecipazione dal basso o di una cronica assenza di idee che caratterizza sempre di più la politica post-prima Repubblica.

Chi si ciba di pane e internet è il battagliero Tonino Di Pietro che dal suo blog catechizza elettori e simpatizzanti alla stregua del migliore Antonio La Trippa di decurtisiana memoria. L’ultima sua battaglia è la manifestazione “No Berlusconi day”, nonostante si voglia attribuire la paternità dell’iniziativa a un gruppo nato spontaneamente su facebook. Le adesioni nella piazza virtuale superano già le 300 mila. Bisogna capire quanto il virtuale si tramuta in reale il 5 dicembre a Roma!

Né Rutelli, né Di Pietro e neppure Berlusconi. La vera regina della rete è  Laura Scimone, palermitana di 21 anni, postatissima sui social network. Ci è o ci fa? In tanti se lo sono chiesti. I suoi video (oltre 300 mila visualizzazioni) sono ormai un cult, su tutti il tributo a Maigol Gekksson in cui la giovane Ungly Betty italiana ringrazia in modo accorato e per ben 4 minuti il suo idolo, «per la tua musica, per i tuoi balli, per come sei, per esserti dato alla gente, per essertene fregato di quello che dicevano». Rutelli e Tabacci cercano ancora nuove idee per un nuovo partito? Cliccare Laura Scimone!

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  1. #1 di lesitaliens il 24 novembre, 2009 - 11:53 am

    Come si dice a Torino, suma bin chapà

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