1. #1 di giovanna il 5 novembre, 2009 - 12:29 pm

    Condivido l’articolo della Ginzburg. Gesù rappresenta il dolore dell’uomo. Un uomo che è stato ucciso solo per aver predicato amore, fratellanza e uguaglianza.
    Consiglio di ascoltare 2 canzoni del grande Fabrizio De Andrè: “Preghiera in Gennaio” e “Si chiamava Gesù”. Di una bollezza e poetica straordinaria. Ricordando che Faber era ateo ma amante del personaggio del Cristo.

  2. #2 di fab il 5 novembre, 2009 - 8:09 pm

    il crocifisso si può togliere ; ma non con le motivazioni date dalla Corte per cui sarebbe una minaccia alla libertà religiosa e al diritto dei genitori di scelgiere come educare i figli
    Se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso il problema risiede in lui e non nella croce

    Negli scontri ideologici tra integralismo laicista e cattolico il crocifisso è solo un espediente

    L’Europa fessa contro il crocifisso nelle scuole.

  3. #3 di Bruno il 6 novembre, 2009 - 12:32 pm

    “Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti,” eh?
    Non è il tribunale per i diritti dell’uomo a farsi le pippe con la curvatura dei piselli…
    “Credibile?” tanto quanto gli altri.

    Nel merito della questione, è contraddittorio che lo stato italiano dica “tutte le religioni sono uguali davanti alla legge, però in tutte le aule mettiamo il crocifisso” perchè il crocifisso è anche un simbolo religioso. Lo stato dovrebbe lasciare la libertà di appendere ciò che ogni genitore ritiene sia idoneo alla crescita religiosa del figlio. L’unica alternativa altrettanto equa sarebbe vietare esplicitamente qualsiasi simbolo religioso, ma ho l’impressione che questa decisione resterebbe inascoltata come una “grida” del manzoni…
    RIPETO secondo me non è sbagliato avere simboli religiosi in aula, è sbagliato che ce li metta lo stato.

  4. #4 di MaurizioPz il 10 novembre, 2009 - 10:09 am

    Sono pienamente con quello che ha detto Ginzburg è mi chiedo perché queste idee non vengano insegnate agli studenti a scuola

  5. #5 di fantasma76 il 30 novembre, 2009 - 1:57 pm

    Nella Vita di Costantino, Eusebio dà invece una dettagliata descrizione della visione affermando di averla ricevuta dall’imperatore stesso; secondo questa versione, Costantino stava marciando col suo esercito quando, alzando lo sguardo verso il sole, vide una croce di luce e sotto di essa la frase greca “Εν Τουτω Νικα” (“Con questo vinci”), reso in latino come In hoc signo vinces, “Con questo segno vincerai”. Dapprima insicuro del significato della visione, Costantino ebbe nella notte un sogno nel quale Cristo gli spiegò di usare il segno della croce contro i suoi nemici. Eusebio continua descrivendo il labarum, lo stendardo usato da Costantino nella sua ultima guerra contro Licinio, recante il segno ‘Chi-Rho’.

    La croce sostituisce Marte il dio della guerra, si mette sugli scudi, sugli stendardi, le spade stesse rappresentano una croce. La croce è il simbolo dell’imposizione per eccellenza, non per niente gli ideatori del natale bianco e cristiano, il KKK italiano la portano a spasso come vessillo di vittoria sull’islam.
    La croce è scandalo, il bene sta nel vangelo, nelle parole e nelle azioni di quel Cristo che sta su quell’arredo scolastico da 2000 anni, a pagare per nostre colpe, e in 2000 anni non siamo stati capaci di chiedergli scusa, e sollevare la nostra croce liberandolo da quei chiodi.

    Esodo20 1 Allora Dio pronunciò tutte queste parole:
    2 «Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù.
    3 Non avere altri dèi oltre a me.
    4 Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano,

  6. #6 di Magar il 18 dicembre, 2009 - 1:25 am

    Se il crocifisso è il simbolo del dolore dell’uomo, allora la falce-e-martello è il simbolo della fatica del lavoro, il sole-che-ride è il simbolo della bellezza della natura e la fiamma tricolore è il simbolo dell’ardente amore per la propria patria: dai, mettiamoli tutti sul muro!

    Quanta ipocrisia. Il crocifisso è, molto prima di qualunque altra cosa, il simbolo della fede nell’esistenza di una certa divinità. Per rappresentare i valori di “amore, uguaglianza, fratellanza” esistono altri simboli. Il crocifisso non rappresenta affatto “tutti”, rappresenta solo chi crede in quella specifica divinità (beh, in realtà nemmeno tutti: i valdesi non adoperano quel simbolo). Perciò un crocifisso di stato è solo un gigantesco urlo di rivendicazione della “cattolicità” di quell’aula scolastica, e dell’istituzione Stato più in generale.
    Danke, Nein. Grazie, Convenzione Europea dei Diritti Umani!

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