Natura assassina? No, uomo coglione!

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L’alluvione che ha colpito il Messinese mi spinge ad una riflessione che sicuramente va in controtendenza con il solito teatrino della solidarietà e delle pacche sulle spalle, che puntuale si ripropone all’indomani di ogni tragedia. È stato così per il recente terremoto in Abruzzo (308 morti), lo era stato in precedenza, sempre per restare in tema di alluvioni, nei disatri a Soverato (12 morti) e Piemonte (23 morti e 11 dispersi) nel 2000 e quello più devastante che nel 1998 colpì Sarno e Quindici (159 morti).

Ancora una volta la storia dimostra che le tragedie in questo Paese si ripetono sempre uguali. Uguali nel loro essere sempre imprevedibili, anche quando sono annunciate. Uguali anche nell’imputare le responsabilità alla natura, definita ora “killer” ora “assassina”, dispensatrice di morte e distruzione. L’uomo, invece, è sempre vittima. Anche se costruisce le proprie case nel letto di un fiume o nel costone di una montagna. O se nei pilastri al posto del cemento armato ci mette sabbia.

L’uomo è vittima, la natura è carnefice. Pressappoco come l’alpinista disperso in montagna. I giornali titoleranno a  caratteri cubitali: “Montagna assassina”, quando forse sarebbe più onesto dire “alpininista coglione”!

Accusare la natura di essere responsabile unica dei disastri provocati dall’uomo, sollevando lo stesso da qualsiasi colpa, è a dir poco da ipocriti e vigliacchi. Le responsabilità dell’uomo sono tante e tutti i livelli: dal contadino ignorante ad uno Stato complice che strizza l’occhio all’abusivismo edilizio e si nasconde dietro bei concetti quali “pianficazione territoriale”, “sviluppo urbano del territorio”, “politiche territoriali”. La natura fa semplicemente il suo corso, accetta anche di essere stuprata, ma prima o poi chiede il conto.

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Voglio concludere con una riflessione di Antonino Gatto, uno studente messinese che in queste ore sta vivendo questa tragedia sulla sua pelle: «…a Messina, in questi giorni, sia nei discorsi dell’uomo della strada sia nelle trasmissioni che le tv locali dedicano alla tragedia, la gente non fa altro che parlare, quasi come un mantra, delle colpe della politica e dei politici locali che non hanno fatto mai nulla per migliorare le cose in questa città. Evidentemente ci piace il gioco al massacro di cercare negli altri, nel politico di turno, gli unici responsabili, ci fa sentire con la coscienza pulita, ma in fondo siamo noi che accettiamo di vivere in case costruite sul greto dei torrenti o in pendii scoscesi e disboscati, fregandocene del dissesto idrogeologico, perchè fatalisticamente accettiamo che “se una cosa deve succedere, succede”, come se noi non facessimo parte di un meccanismo, come se noi non contassimo nulla. Siamo noi che spesso accettiamo di vivere persino in case senza facciata in barba a qualsiasi senso estetico ma soprattutto in barba a qualsiasi norma sulla sicurezza, la nostra sicurezza. Siamo in una città sismica, la più sismica d’Europa, eppure hanno costruito interi quartieri in zone pericolosissime. Molta gente va a viverci, perchè “se deve succedere, succede”. Del resto non c’è nessun controllo, ma siamo noi stessi a non curarcene, fino alla prossima tragedia». (do.mal.)

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  1. #1 di Demetrio il 3 ottobre, 2009 - 4:17 pm

    Domenico hai perfettamente centrato l’argomento ma soprattutto il titolo…
    Il territorio italiano è costantemente violentato da abusivismo, cattiva gestione del bene comune, mancanza del senso civico e purtroppo facciamo anche i conti con la carenza di manutenzione, per non parlare poi dei pochi controlli e della vigilanza quasi sempre “aumma aumma”.
    La riflessione dell’amico Nino Gatto è certamente toccante, noi uomini siamo solo buoni a distruggere quello che realmente andrebbe conservato e curato…
    Tragedie come questa auguriamoci di non doverle più sentire ma…mi illudo…

  2. #2 di Dario il 4 ottobre, 2009 - 10:58 am

    Trovo patetico il sindaco di Messina che si cosparge il capo di cenere urlando contro questa natura cattiva che porta piogge torrenziali “eccezionali” sulla nostra bella citt… Visualizza altroà. Ma se non ricordo male la natura solitamente non concede licenze edilizie, meno che mai per costruire case su alvei e foci di torrenti, quindi perchè prendersela con lei? Con questo non voglio dare la colpa a Buzzanca di ciò che è successo, è sindaco solo da qualche anno e molte delle case distrutte sono molto più vecchie, quello che contesto a Buzzanca e ad i suoi predecessori, di destra e di sinistra, è l’indolenza con la quale hanno affrontato il problema del dissesto idrogeologico, spendendo malissimo i pochi fondi esistenti, non riuscendo (o volendo) a progettare interventi organici e concedendo licenze edilizie a mani piene, nella convinzione aberrante che “fabbricando case” si possa rilanciare l’economia. Nell’ultimo decennio Messina ha conosciuto un boom edilizio senza precedenti, si è costruito ovunque, quasi fosse una città in piena espansione piuttosto che una città stravolta dalla disoccupazione. C’è qualcosa di malato in questo

  3. #3 di Michele il 8 dicembre, 2009 - 11:23 pm

    Per Demetrio e Dario,io solo una cosa Voglio dirvi,e credetemi lo dico con la pace nel cuore e con l’amore di Dio:Di non dover mai Voi provare ciò che i miei cari anno provato sulla loro pelle,con questo dico anche che GIAMPILIERI è un paese storico risalente all’anno 1000/1200 e che le ultime costruzioni a VALLE sono di oltre 20 anni orsono,quindi prima di dare ragione a questo o quello,dicasi informazione errata aggiornatevi almeno per il rispetto dei nostri MORTI.
    Grazie Michele Iannello

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