Dalla casa del padre alla villa del padrone

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Dalla casa del padre...

Dalla casa del padre alla villa del padrone. Ecco come in una sola battuta (la paternità è di Francesco Storace) si può riassumere vita, morte e sepoltura della Destra che fu e la transumanza in atto, o la deportazione volontaria, fate voi, di Alleanza Nazionale nel Popolo delle libertà.

Se usava questo come slogan per l’ultimo congresso di An, probabilmente Gianfranco Fini sarebbe stato più credibile. Ma di credibilità e coerenza all’ex figlioccio di Giorgio Almirante ne è rimasta ben poca, tanto poca che dopo aver buttato nel cesso la destra e la sua storia, adesso certifica la sua instabilità mentale (che fa rima con opportunismo politico) rinnegando ciò che egli stesso aveva orgogliosamente affermato non più di qualche anno fa: «Mussolini è il più grande statista del Novecento».

Al giornalista che gli ricorda come 15 anni fa definì il Duce il più grande statista del secolo, Fini replica: «Sono affascinato dalla sua domanda… è evidente che la risposta sia in quello che ho fatto in questi anni… la mia risposta è no, non sono dello stesso parere, altrimenti sarei schizofrenico. Un minimo di coerenza, altrimenti avremmo fatto bingo…».

...alla villa del padrone
…alla villa del padrone

Certo che sentire parlare Fini di coerenza fa un certo senso. Proprio lui che “coerentemente” ha abiurato tutto l’abiurabile possibile, financo la moglie Daniela Di Sotto (fascista della prima ora);  lui che se avesse un quotidiano tutto suo lo chiamerebbe “Svolta continua” e che nel giro i pochi anni è passato dal cameratismo alla Camera dei deputati. Il prossimo gradino sarà quello di presidente del Consiglio con Berlusconi capo dello Stato. Un copione già scritto. Il prezzo da pagare, quello che oggi è sotto gli occhi di tutti.

Ma torniamo alle esequie… ops, al Congresso di An. Forse non è un caso che gli applausi più fragorosi si sono avuti quando sul vidiwall è passato il video di Giorgio Almirante e durante l’intervento del deputato triestino Roberto Menia, il quale ha espresso forti perplessità per la fusione nel Pdl. Tutto questo prima delle lacrime di coccodrillo del buon Fini che, qualcun maligna, sembra avere avvertito i suoi di non votare per alzata di mano. Si sarebbero notate troppe braccia tese… (do.mal.)

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