C’è chi ci mette il cuore, chi la faccia… di bronzo

ndranghetaTorno a parlare, ahimè, della Calabria. Com’era prevedibile l’arresto di Giovanni Strangio, il superlatitante accusato di essere mente ed esecutore della strage di Duisburg dell’agosto 2007, ha scatenato la solita stucchevole processione di complimenti e dichiarazioni di facciata: «I più vivi apprezzamenti a magistratura e forze dell’ordine…»«…una speranza per un futuro senza crimine», «è stato sancito un altro durissimo colpo alla ‘ndrangheta…» e bla.. bla… bla…

Tra le tante, una merita di essere riletta. Quella nientepopodimenoché del presidente della Regione Calabria Agazio Loiero: «La cattura di Giovanni Strangio – dice Loiero – a coronamento di un’indagine internazionale complessa, mi auguro possa avviare una nuova primavera di legalità a San Luca e in Calabria».

Certo che sentire parlare Loiero di «primavera di legalità» è c0me immaginare Pietro Pacciani presidente dell’associazione vittime del mostro di Firenze. Proprio lui, governatore di una regione, la Calabria appunto, con il Consiglio regionale più indagato d’Italia: 33 inquisiti su un totale di 50. Esattamente i 2/3 esatti dell’intera assemblea, senza distinzione di colore o partito politico, e con accuse che vanno dall’associazione mafiosa alle truffe all’Unione europea (reato che va molto in voga in Calabria) passando per il voto di scambio, le estorsioni, le infiltrazioni, la corruzione e la concussione.

Nuova primavera di legalità? Neppure il buon Cetto Laqualunque sarebbe riuscito a spararne una migliore!

Ma d’altronde, non fu lo stesso Loiero che alla domanda di un giornalista: «Le pare possibile che nel suo Consiglio regionale ci sono 33 deputati inquisiti?», candidamente rispose: «No, così tanti no, secondo me sono qualcuno in meno! E in fondo qui in Calabria se uno non ha almeno un avviso di garanzia vuol dire che non conta proprio niente».

Ora capisco perché per la nuova campagna pubblicitaria della Calabria, profumatamente remunerata dalla Regione e affidata a Gennaro Gattuso, hanno scelto l’accattivante slogan “Noi ci mettiamo il cuore”, perché la faccia, quella di bronzo, ci ha già pensato qualcun’altro a metterla.

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  1. #1 di LiberaReggio il 23 marzo, 2009 - 11:17 am

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    Ciao
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