Luca era gay come Walter era segretario

In questa settimana o quasi che sono mancato dalle pagine di questo blog ne sono successe di cose. Il governo ha varato il decreto antistupri, Enrico Mentana è stato trombato da Mediaset, Povia (vero vincitore di Sanremo) ha finalmente potuto raccontare la storia di sto povero Luca, Oreste Lionello e Candido Cannavò sono morti e anche il Partito democratico non si sente tanto bene.

polizia-locale_10924Ma andiamo per ordine. Qualche giorno fa mi è stato chiesto cosa ne pensassi del decreto sicurezza emanato dal governo. Posso dire che qualcosa è stato fatto, ma è ancora troppo poco. In sintesi il dl governativo prevede le ronde composte da ex agenti in congedo; niente più domiciliari agli stupratori e quindi arresto cautelare in carcere; patrocinio gratuito per assicurare una più adeguata assistenza legale alle vittime delle violenze sessuali; 2.500 agenti in più e stanziamento di fondi per 100 milioni di euro per rafforzare il sistema di controllo e di presidio del territorio; ergastolo in caso di omicidio commesso in occasione di violenza sessuale, atti sessuali con un minorenne, violenza sessuale di gruppo e atti persecutori; il nuovo reato di stalking; videosorveglianza più diffusa ed estensione da due a sei mesi del tempo di permanenza nei Centri di identificazione e espulsione (Cie).

Personalmente non credo che le tanto discusse ronde possano risolvere il problema stupri, quando invece avrei visto più efficace un provvedimento che arginasse il flusso migratorio di quegli stranieri, in modo particolare quelli dell’Est europeo, che arrivano nel nostro Paese esclusivamente per delinquere. Era preferibile, come a più riprese sostengo, il blocco temporaneo del trattato di Schengen, tanto più che questo è previsto in caso di ordine pubblico. Ma più in generale, considerato che gli stupratori non sono solo stranieri (anche se questi rappresentano lo zoccolo duro), l’istituzione della castrazione chimica. Ci sarebbe poi il solito discorso sulla certezza della pena e sulla concezione di carcere, non come luogo di villegiatura spesato dai contribuenti, ma come autentica istituzione punitiva, dove chi delinque ci pensa due volte prima di rientrarci.

La sicurezza è un argomento troppo importante, sul quale il centrodestra ha costruito quasi tutta la sua campagna elettorale, compresa quello per l’elezione del sindaco di Roma. Non è pensabile che il grido di giustizia e sicurezza che arriva dalla gente, si esaurisca in un decreto legge che fa acqua da tutte le parti. Un provvedimento che è più un palliativo che una cura vera e propria all’avanzare dell’onda criminale.

dalema_veltroniIl secondo argomento che merita approfondimento e il Partito democratico o, almeno, quel che ne resta dopo la rottura del suo leader  Walter Veltroni, legittimato dalle pseudo-primarie dell’ottobre 2007 e buttato giù dalla torre dai suoi stessi compagni all’indomani dell’ecatombe sarda. Veltroni doveva essere l’agnello sacrificale di un partito nato già morto e così è stato. Un film magistralmente diretto e interpretato da Baffino D’Alema. Era già tutto previsto, canterebbe Riccardo Cocciante. Tanto che già lo scorso 5 settembre su questo blog scrivevo:

In attesa che la “Walterloo” si abbatta sul Pd, quel vecchio volpone d’un Massimo sfodera pian piano gli artigli, in un classico giochetto da gatto col topo, che alla fine vedrà soccombente il dormiente Walter Veltroni. Un copione già visto, che ha come prim’attore Baffino che, col solito sorrisetto ironico, sottolinea chi è realmente il padrone della sinistra…

Capitolo Veltroni chiuso, archiviato e messo in cantina. Già immagino il caro vecchio Walter cosa avrà pensato: avanti il prossimo gli lascio il posto mio. Povero diavolo che pena mi fa… E in questo caso il diavolo, anche se non veste Prada, ha le sembianze di Dario Franceschini. Quando si dice il nuovo che avanza… e che cercano di venderlo per buono. L’ex Dc allevato da Zaccagnini e più recentemente ex braccio destro dell’Obama de noantri avrà il compito di guidare il corteo funebre piddino fino al prossimo Congresso di ottobre.

A fronte della solita propaganda antiberlusconia, ripresa dal “nuovo” Pd dopo che per un attimo Veltroni l’aveva messo da parte, c’è da dire che almeno una cosa buona in questi primi giorni di reggenza, Franceschini l’ha fatta: chiamare nella sua segreteria il sindaco di Torino Sergio Chiamaprino. Un politico eccellente, un personaggio per certi versi scomodo anche all’interno del suo stesso partito, uno che non ha negato possibili alleanze con la Lega. Nonostante tutto, dispiace per Franceschini e Chiamparino, ma l’identikit del leader ideale per il Pd è esattamente quello ha tracciato “Il Giornale”: laico, sociale e antifascista. In una sola parola (anzi due): Gianfranco Fini. In fin dei conti la politica non è l’arte del possibile? Se poi c’è di mezzo l’ex figlioccio di Giorgio Almirante (vai a crescere figli!), cresciuto fra busti del Duce, camicie nere e l’orbace delle divise da gerarca fascista, la politica è anche l’arte dell’impossibile.

Infine una piccola nota per Povia, il vincitore morale del Festival di Sanremo, e di quel povero Luca che gay era e gay, voleva o non voleva, doveva rimanerlo, almeno a sentire Grillini & Co. Anche Walter era segretario del Pd, ma a lui nessuno ha fatto storie. Come la mettiamo? (do.mal.)

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  1. #1 di milena paoli il 26 febbraio, 2009 - 2:11 pm

    esilarante… ci sei mancato un pò..
    mi pare che la disfatta del PD ti renda più sereno…
    ma è solo una sensazione…X FORTUNA GRILLINI.. non c’ha messo becco sulla dipartita di WALTER!

  2. #2 di Maury il 26 febbraio, 2009 - 3:09 pm

    Caspita Domenico,temevo di non leggerti piu’.Sono felice che tu sia tornato con un buon articolo,tra l’altro.Ma su questo ci ritorneremo appena posso.
    Saluti Maury

  3. #3 di Domenico Malara il 26 febbraio, 2009 - 3:12 pm

    Grazie MIlena, grazie Maury. Purtroppo alcune volte la frenesia quotidiana ha il sopravvento su tutto e ti costringe a ridimensionare i tempi. L’importante, anche dopo una breve pausa, è tornare sempre… :)

  4. #4 di Angela il 27 febbraio, 2009 - 8:49 am

    Pensavo ke dopo l’aricolo sui “reggitani” ti avessero fatto fuori………°)
    bentornato!!!!

    Luca era gay……….la giustizia era uguale per tutti……..la sinistra era coesa………tutto cambia e tutto resta uguale

  5. #5 di Ivano il 2 marzo, 2009 - 6:56 pm

    Bravo Domenico, complimenti a Luca (che non è più gay perchè gli piace la gnocca) a Walter (che non è più segretario perchè ha lasciato spazio al nuovo che avanza..) e al video della canzone: lucaeragay.it

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