I Bronzi di Riace nel paese di Giufà

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I Bronzi di Riace in esposizione alla Maddalena in occasione del prossimo G8. È l’ultima idea di Silvio Berlusconi.

Spazio subito il campo da qualsiasi dubbio: sono di Reggio Calabria, città dei Bronzi, e sono assolutamente d’accordo con l’emigrazione temporanea delle due statue. Lo ero nel 2004, quando l’allora governatore della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, ne propose la clonazione per inviarli alle Olimpiadi di Atene; lo sono ora che la proposta arriva da Berlusconi.

Questione di coerenza, ma anche assoluta convinzione che questo è l’unico modo per valorizzare le due statue bronzee, fino ad oggi chiuse a prendere polvere nel museo nazionale di Reggio Calabria, a disposizione di qualche turista tedesco che di tanto in tanto decide di andare a visitarli.

Nel 2004 un’intera città si ribellò, sindaco in testa, e dei due Bronzi ad Atene, anzi delle copie (si trattava infatti di cloni) non se ne fece nulla. Si disse allora che le due preziose sculture dovevano essere valorizzate in loco, dovevano essere i turisti ad andare a visitarle al Museo nazionale di Reggio Calabria e non le statue a girare il mondo per fare bella mostra di sè.

Si parlò di turismo culturale, di progetti e iniziative volte alla valorizzazione delle sculture. Belle parole e nobili intenzioni, rimaste però a prendere polvere insieme ai due Bronzi nelle stanze deserte del museo reggino.

Oggi la videnda si ripete e ancora una volta si assiste alla divertente diatriba tra i favorevoli e i contrari. A fomentare il coro dei “no” è la Cgil di Reggio Calabria con il suo segretario Francesco Alì, mentre il sindaco Giuseppe Scopelliti sembra meno risoluto e più possibilista rispetto al 2004. D’altronde Berlusconi non è Chiaravallori e al premier è difficile dire no.

Sui Bronzi si spacca anche il sindacato. A favore dell’esposizione delle statue al G8 è, infatti, la Uil Calabria: «I Bronzi di Riace alla Maddalena? Finiamola con questo localismo con l’anello al naso!» è la netta presa di posizione del segretario regionale Roberto Castagna, che mi sento di condividere completamente.

Proprio così, perché per capire le ragioni del “no” bisogna prima capire i reggini, o meglio i riggitani. Davvero una brutta razza. Gente che oltre all’invidia e alla superbia coltiva anche la gelosia, in questo caso per qualcosa che neppure gli appartiene, visto che i Bronzi di Riace sono due capolavori d’arte patrimonio dell’umanità.

Ma per capire meglio chi sono i riggitani basta rileggere quel grande genio di Nicola Giunta.

Ufficialmente i motivi addotti dal fronte del “no” riguardano la pericolosità del trasporto a causa della fragilità delle due statue. Motivazione assurda e che sa tanto di presa in giro. Basti pensare, come ha fatto rilevare anche Vittorio Sgarbi, che Salvatore Settis,  direttore della Normale di Pisa e notissimo archeologo, ha organizzato una mostra della scultura a Mantova dove sono state fatte arrivare opere molto più fragili dei Bronzi di Riace, Così come è altrettanto noto che lo stesso Satrapo danzante, che è rimasto come i Bronzi sottacqua per oltre 2.500 anni, fa il giro del mondo senza alcun problema.

Di contro, le vere motivazioni vanno ricercate nel provincialismo che ha sempre contraddistinto e continua a contraddistinguere le regioni del Sud e tra queste la Calabria e ancora di più Reggio. Provincialismo che si traduce in invidia, superbia, vittimismo e parassitismo. Fin quando persisterà questo atteggiamento mentale, il Sud non riuscirà mai a risollevarsi e continuerà sempre ad addebitare il suo isolamento alle regioni del Nord. Quando invece sono gli stessi meridionali a isolarsi dal resto d’Italia. La vicenda dei Bronzi di Riace insegna. (do.mal.)

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  1. #1 di Angela il 19 febbraio, 2009 - 8:51 am

    Mamma mia Domenico e chi ti ficinu i riggitani?(taduzione per i nordisti:e cosa ti avranno mai fatto i reggini?)ahahah……..Ora a parte gli scherzi ,effettivamente la prima risposta emotiva che puo’ venire da una richiesta del genere,non puo’ che tramutarsi in :”Come abbiamo i bronzi che vengano a vederli qua’ perche dobbiamo mandarli in giro? senno’ il turismo ci perde!” Effettivamente dovrebbe essere cosi’, ma visto che le cose stanno come hai appena ben descritto ,forse la migliore pubblicita’ rimane quella di portarli in Sardegna con tutti i clamori del caso. Di sicuro negli ultimi anni Reggio citta’ e’ stata valorizzata con il rifacimento della via marina e di un po’ d’ordine di tutto il centro, mentre tutt’intorno periferie e paesi limitrofi soffrono sempre degli stessi problemi di degrado e disagio che di certo non favoriscono il turismo.Per quanto rguarda l’indole del “riggitano” non posso che essere d’accordo anche se non completamente,certo e’ vero che e’ invidioso e superbo e questo l’ho riscontrato personalmente dai racconti di alcuni amici che da turisti per il mondo, mettono in risalto i difetti dei posti visitati facendo sempre un paragone con Reggio rivalutandola ,cosa che non regge affatto.Criticare ed invidiare va bene solo se poi cerchi di migliorare la tua situazione cosa che non viene mai praticata, a favore posso dire che di buono abbiamo la generosità, l’accoglienza, la disponibilità ,l’ospitalità,purtroppo pero’ non riusciamo ad accompagnarli alla cultura ,all’operosita’,alla creativita’,anche per mancanza di strutture ,infrastutture e sovrastrutture, allora ci adagiamo e qui entra in gioco il vittimismo , sul fatto che lo stato non ci aiuta ,che siamo abbandonati etc(cosa anche vera) ma tutto cio’ ci fa rimanere fermi ad aspettare che sia sempre qualcun’altro a fare la prima mossa,e come pezzi su una scacchiera aspettiamo sempre che ci venga fatto…….scacco matto.

  2. #2 di TONINO il 23 febbraio, 2009 - 7:24 pm

    MANDIAMOLI PER SEMPRE AGLI UFFIZI DI FIRENZE O ALLA GALLERIA BORGHSE DI ROMA ED IL NUMERO DI VISITATORI CRESCERA’ INCREDIBILMENTE! GRAZIE. TONINO.

  3. #3 di ARTURI Scipione il 26 febbraio, 2009 - 12:22 am

    …ma non erano stati dichiarati ..”intrasportabili”..
    …non era stata richiesta la volontà popolare che si è espressa per il NO…
    …il Sig. Sindaco non aveva forse avallato la volontà dei cittadini..
    … non è stata forse rifiutata un vetrina più importante (olimpiadi)…
    …o è che queste decisioni sono diventate di “pelle di POLLO” cioè che comunque le tiri, riescono sempre a coprire le VERGOGNE (capisciamme’).

  4. #4 di Domenico Malara il 26 febbraio, 2009 - 12:44 am

    @Arturi
    Ancora non c’è uno studio ufficiale che dichiara i Bronzi “intraspoprtabili”. La volontà popolare era stata richiesta nel 2005 quando si era parlato di clonarli per inciarli alle Olimpiadi di Atene. In quel caso il referendum era se era giusto o meno fare delle copie dele statue e in quel caso il sindaco si era opposto. La differenza con oggi è che allora si parlava di clonazione, col rischio di farli girare per il mondo e di non far venire più nessuno a Reggio a vederli. Adesso si tratta di portare gli originali in Sardegna per i soli giorni in cui si svolgerà il G8…

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