Ingiustizia all’italiana

giudicidormienti

Quando, nei precedenti post ho sostenuto con forza che il sistema giudiziario italiano tutela più delinquenti e assassini, anziché vittime e persone oneste, qualcuno si è scandalizzato gridando al populismo da quattro soldi. Poi capita di leggere che per il tabaccaio che uccise il suo rapinatore nel tentativo di difendersi, sono stati chiesti nove anni di carcere, mentre per lo stupratore di Capodanno, reo confesso, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari.

Mi chiedo: c’è o non c’è un ribaltamento di quello che è il significato di giustizia? Se stupro e confesso me ne torno tranquillo a casa (certo non significa che questo schifoso non sarà condannato, ma intanto è bello che a casa), mentre se mi difendo da un ladro e in un conflitto a fuoco lo uccido, sono il peggiore dei delinquenti e vado assolutamente punito.

Mettendo a confronto i due episodi, si capisce subito che ci troviamo di fronte a una  magistratura irresponsabile che pensa solamente a difendere i suoi privilegi e non la sicurezza dei cittadini. Una magistratura troppo spesso paralizzata da incertezze dovute all’eccesso di discrezionalità, lassismo e burocratica vocazione all’utopia. Si conferma, così, l’opinione diffusa che non contano la gravità e l’allarme sociale del reato, ma l’orientamento – indipendente dalla legge – del giudice che la roulette giudiziaria ti assegna.

A questo punto non so se l’opinione pubblica, la gente comune per intenderci, considera più offensive le parole di Berlusconi («Ci vorrebbero tanti soldati quante sono le belle ragazze») o le decisioni di giudici che si fanno forti con i deboli e deboli con i forti. Non ci vuole molto per capire che non ci potrà mai essere certezza della pena se ancor prima non c’è una magistratura certa e responsabile. (do.mal.)

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  1. #1 di Marco il 4 febbraio, 2009 - 11:03 am

    Solo un populista berlusconiano come te può mettere sullo stesso piano una richiesta di condanna con una misura cautelare per poi trarre le solite conclusioni. Sai bene che la sicurezza dei cittadini nasce anche dalla politica, che la promette in ogni campagna elettorale. Da leggi come indulto e intercettazioni. Forse dovresti allargare un pò le tue analisi per vederci più chiaro e non addossare sempre la colpa ai magistrati.

  2. #2 di Marco Caruso il 4 febbraio, 2009 - 11:44 am

    Domenico, sono d’accordo con te quando parli del disastro ideologico che i magistrati hanno perpetrato nei confronti del tabaccaio: insomma, non solo lo stato non è presente a tutelarti da questi fatti, ma poi ti nega anche il diritto a difenderti…o peggio, puoi farlo, ma devi usare una lucidità che non sarebbe possibile nemanco per il miglior tiratore scelto del battaglione San Marco.

    Non sono invece d’accordo sulla scarcerazione dello stupratore di capodanno: ahinoi le regole son queste e il magistrato ha fatto ciò che doveva fare.
    Gli arresti domiciliari comunque sono solo (speriamo) il preludio a quelli definitivi in cella.
    Senza contare poi che nonostante possano apparire più confortevoli, in realtà gli arresti domiciliari sono una brutta bestia: niente visite, niente telefonate, niente uscite…
    E’ vero, hai tv, libri, videogiochi e quant’altro, ma non dev’essere proprio una pacchia…

  3. #3 di Domenico Malara il 4 febbraio, 2009 - 12:00 pm

    Caro Marco, quello che dici è vero sulla concessione dei domiciliari alla bestia di capodanno. Però appaiono quanto mai asssurde le motivazioni che si leggono nell’ordinanza del giudice, secondo cui «è concreto il pericolo che il giovane si renda irreperibile per sottrarsi a una responsabilità per lui troppo onerosa da affrontare», così come «è concreto il rischio di recidiva specifica, desumibile dalle modalità della condotta, che denotano una specifica propensione dell’uomo alla violenza fisica». In sostanza Franceschini potrebbe fuggire e, cosa ancora più grave, potrebbe violentare ancora. Mi sembra che la decisione del giudice di concedere i domiciliari, per quanto è previsti, sia una bella contraddizione.

  4. #4 di Titta il 4 febbraio, 2009 - 12:00 pm

    Non si può santificare e pontificare
    così, dando una notizia incompleta, un tanto al pezzo… è certo che raccontata così chi non grida allo scandalo, chi non può notare l’incongruenza e l’ingiustizia; io non mi occupo di giustizia e non sono avvocato ma una cosa la so, ed è che i giudici applicano semplicemente le leggi e quindi il problema non è la magistratura ma ancora una volta la politica che permette al legislatore di legiferare pensando cosa può inventarsi stavolta per togliere dai casini lui e chi per lui…(capisci a mmè)

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