Andate e stuprate più che potete. In Italia si può!

franceschini2Guardatelo bene. Questo nella foto è Davide Franceschini, la bestia che la notte di Capodanno a Roma ha stuprato la 25enne di Genzano.

Non sono sospetti o congetture, ma certezze. È stato lui a confessare la violenza compiuta sul corpo della povera ragazza romana, a descrivere nei particolari le sevizie, a  dire di avere agito perché imbottito di droga e alcool. Quasi che questo particolare potesse essere un’attenuante.

In un Paese civile, animali di questo genere, per giunta reo confesso, sarebbero già in carcere e chissà per quanti anni. Purtroppo siamo nella Italia dei balocchi, un Paese che difende assassini, mafiosi, terroristi, serial killer, stupratori, pedofili, e abbandona al proprio destino chi subisce le violenze. Per tutelare i delinquenti si sono addirittura iinventati la figura del Garante per i diritti delle persone private della libertà personale (guai a chiamarli carcerati, si offenderebbero). E così, mentre Franceschini se ne sta tranquillo a casa (forse?), la sua vittima è in un letto d’ospedale a curarsi le ferite.

La decisione del giudice Marina Finiti di concedere i domiciliari alla bestia di Capodanno, apre uno scenario inquietante e lancia un messaggio che suona più o meno così: stuprate tranquillamente, divertitevi, confessate il reato, dimostratevi dispiaciuti e male che vada passerete qualche mese di vacanza forzata a casa.

Dicono che il magistrato abbia solo applicato le procedure. Parlano di rispetto della legge dimenticandosi, però, il rispetto della persona. Di quella povera ragazza stuprata e di tutte le altre che continueranno ad essere violentate.

Mi chiedo: come avrebbe agito il giudice Marini Finiti se ad essere violentata fosse stata lei o  peggio ancora la figlia? Avrebbe applicato allo stesso modo la legge?

Appaiono quanto mai asssurde le motivazioni che si leggono nell’ordinanza del giudice, secondo cui «è concreto il pericolo che il giovane si renda irreperibile per sottrarsi a una responsabilità per lui troppo onerosa da affrontare», così come «è concreto il rischio di recidiva specifica, desumibile dalle modalità della condotta, che denotano una specifica propensione dell’uomo alla violenza fisica». In sostanza Franceschini potrebbe fuggire e, cosa ancora più grave, potrebbe violentare ancora. E il giudice che fa? Lo lascia comonadamente andare a casa. Bella contraddizione.

Qualche anno fa la Lega aveva proposto la castrazione chimica per i pedofili e gli stupratori. Che fine hanno fatto quelle buone intenzioni? Il governo oggi  vorrebbe aumentare il numero dei soldati nelle città,  onestamente non so quanto possa servire. Credo che più che i soldati è necessaria una giustizia vera, con pene certe ed esemplari. Per alcuni reati, come appunto la pedofilia o lo stupro, la castrazione chimica potrebbe rivelarsi un ottimo deterrente. Come dire: punirne uno per colpirne cento.

Invece siamo al cospetto di un sistema giudiziario impotente. Come condannare, poi, coloro che decidono, in preda alla rabbia e alla disperazione, di farsi giustizia da soli?

la-legge-e-uguale-per-tuttiDavvero mi meraviglio che, nonostante questi episodi di violenza, ci sia ancora gente che parla di carcere rieducativo e non punitivo. Cazzate. La pena può e deve rieducare il soggetto che ruba o spaccia, ma dev’essere esclusivamente punitiva con bestie che vanno in giro a stuprare, molestare bambini, uccidere. Soggetti che devono terminare i loro giorni in carcere, gente che con la cosidetta società civile non hanno niente a che vedere.

Come se non bastassero già i nostri di stupratori, oggi sono stati arrestati i cinque rumeni che nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, violentarono una ragazza di 21 anni e picchiarono il suo fidanzato. Certo, con questo non voglio dire che tutti i rumeni sono feroci delinquenti, ma è ormai statisticamente provato che tra gli stranieri sono i maggiori responsabili di episodi criminali nel nostro Paese.

Messaggio a tutti coloro che hanno strenuamente sostenuto l’apertura indiscriminata delle frontiere europee? Ecco questi sono i frutti. O meglio, i frutti marci dell’europeismo tout court. (do.mal.)

votami-su-oknotizie

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  1. #1 di Barbara il 27 gennaio, 2009 - 11:36 am

    Ci vuole Certezza della Pena.
    Il carcere ha lo scopo di ri-abilitare? Di ri-educare? Bene. L’educazione passa anche attraverso la punizione. Piu’ è grave il fatto commesso, piu’ è severa la punizione ottenuta.
    Qui, come sostiene Malara, non ci troviamo di fronte a un presunto innocente, o, se preferite, un presunto colpevole. Qui ci troviamo di fronte a un reo-confesso. Il fatto gravissimo: Stupro.
    Ma si sa, poi l’avvocato gli consiglierà di ri-trattare, cosi’ si creerà il dubbio. La vittima sarà la vera colpevole. Diranno: era lei che mi chiedeva di farla sanguinare.Lui poverino aiutato a re-inserirsi nella società che lo accoglierà con le lacrime agli occhi. Povero ragazzo. E’ tutta colpa della droga e dell’alcool. Lui che c’entra? La droga gli è entrata in pancia da sola, l’alcool per via aerea. Poverino. Non vogliamo mica metterlo in prigione!
    Ma la cosa davvero piu’ terribile è che la ragazza è davvero lasciata sola. Sola da tutti. Anche dalla gente. Perchè il maschilismo non è passato per sempre. Esiste eccome!

  2. #2 di Barbara il 27 gennaio, 2009 - 11:38 am

    Mercoledi 28 ore 20, il Movimento per l’Italia di Daniela Santanchè chiede: certezza della pena!
    Continua la raccolta firme per avere pene piu’ severe quando si tratta di reati gravi contro la persona. Chiediamo responsabilità con dolo dei magistrati. Vi invitiamo a unirvi a noi.

    Roma ore 20 davanti Ministero della Giustizia
    Milano ore 20 piazza San Babila

  3. #3 di Marco il 27 gennaio, 2009 - 11:44 am

    Malara, la giustizia non si applica con il coltello tra i denti e il sangue agli occhi, ma con il codice alla mano. Il giudice semplicemente non ha ritenuto opportuna la detenzione preventiva in carcere dato che il giovane è incensurato e non costituisce pericolo di reiterazione del reato o inquinamento prove. Questo non vuole dire assolverlo o perdonarlo, ma applicare il regolamento in attesa della condanna che sta sicuro arriverà.
    Il tuo sfogo è quindi comprensibile ma irrazionale e populista.

  4. #4 di Domenico Malara il 27 gennaio, 2009 - 12:16 pm

    Messina, Messina… Leggi bene le motivazioni del provvedimento: secondo il giudice “è concreto il pericolo che il giovane si renda irreperibile per sottrarsi a una responsabilità per lui troppo onerosa da affrontare”, così come “è concreto il rischio di recidiva specifica, desumibile dalle modalità della condotta, che denotano una specifica propensione dell’uomo alla violenza fisica”. Nell’ordinanza si mette in evidenza la personalità violenta di Franceschini, che ha agito senza freni inibitori (sotto l’effetto di alcool e stupefacenti), e l’efferatezza dei fatti.
    Mi sembra che quanto affermi tu a difesa dello stupratore (non costituisce pericolo di reiterazione di reato o inquinamento delle prove) sia del tutto errato. Il regolamento sarà pure quello che sbandieri tu e che ha applicato il giudice che ha concesso i domiciliari a questa bestia, ma ti ricordo che siamo di fronte a un reo confesso che, secondo quando motiva lo stesso magistrato, potrebbe fuggire o addirittura reiterare il reato.
    Per quanto riguarda quella che tu definisci “giustizia con i coltello tra i denti e il sangue agli occhi”, mi sembra che con certa gente non ci possa essere indulgenza. Non chiedo la pena di morte, anche se è quello che questi animali si meriterebbero, ma solo la certezza della pena. Ma una pena che sia punitiva.

  5. #5 di roccoiemma il 27 gennaio, 2009 - 12:27 pm

    @ Barbara: nulla da dire sulla certezza della pena. Ma c’è un piccolo particolare: ciò di cui si parla in questo caso non è la pena.

  6. #6 di Marco il 27 gennaio, 2009 - 12:29 pm

    Leggi qua Malara:

    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=43780&sez=HOME_ROMA&npl=N
    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=102971
    http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2951022381
    http://notizie.it.msn.com/approfondimento/articolo.aspx?cp-documentid=13329612

    Non difendo lo stupratore, non iniziare ad attribuirmi frasi che non ho mai detto!
    Difendo la decisione del Gip e non condivido lo starnazzare populista di cui tu sei megafono.

  7. #7 di Domenico Malara il 27 gennaio, 2009 - 12:32 pm

    Caro Messina, difenderesti ugualmente la decisione del Gip se ad essere stuprata fosse stata tua madre, tua sorella o la tua fidanzata?

  8. #8 di roccoiemma il 27 gennaio, 2009 - 12:37 pm

    Domenico, mi pare un argomento un pò facile e, per certi versi, poco corretto in questo dibattito. Che vuol dire “se fosse stata tua madre…”? Che funzione abbiamo noi qui? Informarci, informare, dibattere e confrontarci con gli strumenti della ragione e della conoscenza oppure altro, che per rispetto alle vittime e ai familiari delle vittime non mi permetto di definire?

  9. #9 di Marco il 27 gennaio, 2009 - 12:41 pm

    Malara, non deviare la discussione. Ti ho portato dei link per farti leggere le parole di un giudice che si esprime a proposito della decisione del gip. Tutto il resto è giustizia sommaria del popolo che non sempre è quella giusta, specie se a farsi giustizia è la vittima stessa o i familiari. La giustizia e le regole esistono per evitare il cd Far West.
    Se leggessi i link troveresti anche le parole della ragazza stuprata che dice che non le interessa se lo stupratore è in carcere o agli arresti domiciliari, a lei interessa che paghi. E questo avverrà.
    Dunque, leggiti i link e basta populismo.

  10. #10 di Domenico Malara il 27 gennaio, 2009 - 12:46 pm

    Vedi Rocco, noi qui abbiamo la funzione di informare, confrontarci e anche indignarci, se è possibile. Siccome quello che è successo non sono cose da extraterresti e nessuno si può permettere di dire “di quest’acqua non ne bevo”, mi sembra naturale immedesimarsi nella situazione e capire come ognuno di noi avrebbe reagito.

  11. #11 di Domenico Malara il 27 gennaio, 2009 - 12:55 pm

    Messina, mi sembra che quello che devia la discussione sei tu, visto che ti ho rivolto una domanda alla quale non hai risposto. Gli articoli che mi hai linkato, così come le dichiarazioni della ragazza stuprata, li avevo già letti, ma questo non cambia la mia opinione sulla giustizia italiana e sulla decisione del Gip. Piuttosto, mi sembra che sei tu a non aver letto le motivazioni del magistrato, assolutamente in contraddizione con il provvedimento adottato.
    Per quanto riguarda la pena definitiva che ci sarà, anche su quella avrei qualche dubbio, considerando sempre il sistema giudiziario italiano. Mailat, il rumeno che violentò e uccise la Reggiani, è stato condannato solo a 30 anni. Lo sai che significa? Che male che vada tra 15 anni torna a casa, mentre la Reggiani a casa non tornerà mai più. Se vuoi altri esempi di giustizia italiana ti posso citare criminali come Erika e Omar, Pietro Maso, Fernando Carretta, Angelo Izzo… Devo continuare?
    Se ti va, vai a rileggerti due post che avevo scritto qualche mese fa: Faccialoli marcire in carcere e Abele contro Caino, vince sempre Caino…

  12. #12 di roccoiemma il 27 gennaio, 2009 - 1:04 pm

    Domenico, indignarci e immedesimarci, sì. Ma poi dire anche quel che va detto dall’esterno. E non hai certo bisogno di lezioni in tal senso, ci mancherebbe.

  13. #13 di Marco il 27 gennaio, 2009 - 1:18 pm

    Ma cosa devio, Malara?!Te l’ha detto anche Rocco che è una domanda scorretta in un dibattito di questo tipo! Ma come credi che avrebbe reagito uno di noi se gli avessero violentato la madre? Condivido con te che ci sono molti casi in cui la giustizia ha commesso degli errori inspiegabili, ma nella fattispecie da parte tua è irritante leggere che un gip dovrebbe mettere da parte la sua professionalità per cedere alla sete di vendetta sociale nei confronti di un uomo che ha commesso un reato. E’ populismo di bassa lega, Malara.

  14. #14 di Domenico Malara il 27 gennaio, 2009 - 2:46 pm

    Se questo è populismo di bassa lega, aspetto con ansia la sentenza definitiva per ritornata a parlare delle contraddizioni del sistema giudiziario italiano. Anzi, la vignetta che ho pubblicato nel post, mi sembra che lo sintetizzi bene…

  15. #15 di Angela il 27 gennaio, 2009 - 4:40 pm

    Rispondo semplicemente dicendo: che se la giustizia in Italia esistesse davvero, non saremmo qui a parlarne tanto, poco importa se c’e’ e non e’ applicata, chiacchiere e niente piu’, ci vogliono pene severe e certe, chi sbaglia deve pagare se reo confesso , subito , senza aspettare. Aspettare cosa? che si penta? che pianga? che chieda perdono con una lettera su suggerimento dell’avvocato?
    Se davvero si pente buon per lui, per la sua coscienza e per il suo futuro.
    Ma per la dignita della vittima , per il senso di giustizia , come deterente ,ma sopratutto come condanna esemplare, chi si droga beve e poi fa cosa gli pare non va giustificato , deve espiare .
    Chi agisce in un certo modo staccato dalla realta’ solo con una pena severa riesce a tornare in se, e a capire veramente quale crimine ha commesso, altrimenti per lui e tutti quelli come lui la vita e’ un videogioco , nessuno e’ morto davvero , nessuno e’ ferito davvero, si riparte da un’altro livello con piu’ punti e piu’ medaglie .A un certo punto bisogna staccare la spina e buttare la chiave.

    Ciao Dom, non ti curar di loro ma scrivi e passa……………

  16. #16 di samanta il 27 gennaio, 2009 - 5:37 pm

    Lo stupro sta diventando un fenomeno sempre più crescente e non più una realtà della metropoli, ogni giorno qualsiasi donna si deve chiedere chi incontrerà dietro l’angolo..(ma ciò che è peggio )il rischio è di diventare doppiamente vittima non solo del proprio aguzzino ma anche di un sistema che pone i fondamentali diritti di una donna subordinati alla complessità della Norma in cui grazie a dei cavilli l’unica a pagare nel tempo e a fare i conti con cio’ che è accaduto sarà solamente la vittima dello strupro.Non sono un’esperta in materia giuridica ma ritengo, visto che ci sono,di applicare le norme in maniera più rigida affinchè un individuo possa confidare nella giustizia degli uomini e non solo in quella divina!.

  17. #17 di Luigi il 27 gennaio, 2009 - 7:44 pm

    Piccola riflessione sulle dichiarazioni rilasciate a “la Repubblica”, dal procuratore di Roma Giovanni Ferrara.

    Il procuratore Ferrara spiegando la vicenda ha detto:
    “Il compito istituzionale di valutare il caso in fatto e in diritto è nostro. Noi abbiamo applicato le norme. La legge dice che bisogna valutare le esigenze cautelari: ci siamo trovati di fronte un ragazzo di 22 anni, incensurato, che ha confessato, che vive e lavora con una famiglia che lo segue. Non c’era nessuna delle condizioni che obbligano alla custodia in carcere, sarebbe stata una grossa violazione di legge se lo avessimo tenuto dentro: non c’era un’esigenza probatoria perché ha confessato, non c’era il pericolo di fuga, restava il rischio della reiterazione del fatto, ma per essere certi che non commettesse una nuova violenza era più che sufficiente tenerlo in casa. L’esemplarità non fa parte del nostro lavoro, significherebbe andare oltre i nostri doveri. Noi rispettiamo le norme e i diritti delle persone, la politica ha altri compiti, quando cambieranno le norme ci comporteremo diversamente”.

    Sulla revoca della misura Ferrara aggiunge: “Tutto si può fare, ma noi la riteniamo adeguata. Il fermo dura 48 ore, poi c’è la conferma del giudice, quindi il provvedimento definitivo. Non potevamo andare oltre quelle 48 ore, lo abbiamo “arrestato” in casa, non può mettere un solo piede fuori e non può commettere altre violenze. Se dovesse allontanarsi la misura sarebbe subito revocata”.

    ———–

    Detto questo il signor procuratore ha perfettamente ragione, e sarebbe ora che noi poveri “populisti di bassa lega”, ci mettessimo l’anima in pace. La giustizia italiana è questa. Si può cambiare? E perchè no. Lo stesso Ferrara dice “tutto si può fare”.

    Certo è abbastanza inquietante sentire dire da un procuratore che “la misura è adeguata”, perchè conferma che non è solo una questione di regolamenti che imporrebbero scelte controverse. Come dire, questo signor procuratore crede proprio che lo stupratore tutto sommato, stia meglio a casuccia con mamma e papà.

    Ma attenzione, c’è di più secondo me. Perchè quello che emerge chiaramente dalle parole del signor procuratore e di tutti i suoi colleghi del resto, è che ai signori che la giustizia la amministrano, non è che poi interessi più di tanto l’argomento legato ad un eventuale cambiamento delle norme.

    Su questo tema loro al massimo ti rispondono così: “Noi rispettiamo le norme”, “l’esemplarità non fa parte del nostro lavoro”, “la politica ha altri compiti, quando cambieranno le norme ci comporteremo diversamente”.

    Salvo però poi, esprimere valutazioni personali che vanno al di là della semplice applicazione delle norme, dato che come ho riportato prima, il signor procuratore crede fermamente nella misura dei domiciliari che lui stesso non ha esitazioni nel definire “adeguata”. Quindi lui pensa che al di là di ogni pastrocchio legale e burocratico, la misura adottata sia GIUSTA (altro che cambiamento di norme!!).

    Come dire, le idee quando vuoi le sai esprimere signor procuratore. Allora perchè invece di fare il compitino, di definire “adeguata” una misura che invece offende la dignità umana, di limitarti a dire che “noi rispettiamo le norme” e che “spetta alla politica cambiarle” (cosa peraltro giustissima), non dici ad esempio, che ste norme forse sono un pò assurde e costringono i giudici a prendere delle decisioni allucinanti, e che magari non vedete l’ora pure voi, che vengano cambiate?

    Anche per evitare che un paese intero sia attraversato ogni giorno di più, da un sacrosanto desiderio che poco a poco sembra trasformarsi in vero e proprio diritto (altro che populismo!!), di farsi giustizia da solo, visto che il sistema così com’è non riesce a garantirla!

  18. #18 di roccoiemma il 28 gennaio, 2009 - 12:52 am

    Luigi, permettimi di dissentire. Sarò breve, vista l’ora. La valutazione della adeguatezza di una misura cautelare non è un’espressione di idee e opinioni personali, ma ha dei criteri, dei limiti, dei parametri di cui si è discusso in dottrina e giurisprudenza non certo per un quarto d’ora. Adeguata non vuol dire nè bella, nè giusta, nè favorevole a chicchessia. Vuol dire solo che chiuderlo in casa è sufficiente a evitare che il tizio scappi o stupri ancora o inquini le prove (non in questo caso, essendoci confessione), tutto qua. E’ una valutazione tecnica. Le idee non c’entrano una cippa.

    Cambiare le norme? Perchè no… Ma non fino allo stravolgimento… Le misure cautelari, grazie a Dio, resteranno tali. Il giorno in cui avremo una pena detentiva e punitiva prima del giudizio sarà la morte di questa già malaticcia civiltà.

  19. #19 di Marco il 28 gennaio, 2009 - 9:31 pm

    ma è ormai statisticamente provato che tra gli stranieri sono i maggiori responsabili di episodi criminali nel nostro Paese.

    Potrei vedere le fonti???? “Sicuramente” avrai basato questa affermazione su studi e ricerche dei migliori istituti di statistica internazionali…non è vero?

  20. #20 di Antonio Morelli il 29 gennaio, 2009 - 9:16 am

    Domenico, noto che hai scatenato un bel dibattito.
    Partendo dal presupposto che, chi si rende colpevole di uno stupro su una donna indifesa, o abusa dei bambini, è un uomo di “quarta serie”. Il Franceschini, che si apprende essere anche “figlio di papà” purtroppo per questo paese, era incensurato, ha confessato, e nessun giudice del mondo avrebbe potuto trattenerlo in custodia in carcere, perchè come tu ben sai, dopo che confessi il crimine nella maggior parte dei casi non sussiste il pericolo di fuga, e stando recluso ai domiciliari non è teoricamente possibile neppure reiterare il reato. Purrtoppo per questo paese ahimè, sfortunato, la giustizia funziona a intermittenza. Ciò non toglie che il giudice di Roma ha semplicemente attuato la legge per come è scritto sul codice. Nulla di più. Sarebbe invece da aggravare semmai il reato di violenza sessuale e stupro, per evitare casi come questi. Ti voglio ricordare che la storia ci insegna che neppure se la moglie ammazza il marito, riesce a oltrepassare le porte del carcere.

  21. #21 di Domenico Malara il 29 gennaio, 2009 - 9:37 am

    Caro Antonio, il tuo modo di argomentare è interessante e costruttivo, diversamente da qualche altro, che avrai potuto leggere, che è funzionale solo a scatenare polemiche sterili. Ma va da sè che il buon senso non appartiene a tutti in questo mondo.
    Condivido le tue argomentazioni. Quello che volevo evidenziare io, infatti, era il paradosso di un sitema giudiziario italiano che è uno schifo. Un sistema che da più garanzie ai criminali che alle vittime. Questo lo sai che significa? Che io stasera posso uscire, stuprare una ragazza, confessare il reato e nel giro di 48 ore tornarmene tranquillamente a casa. Tu dirai: ma c’è un processo che farà andare questa bestia in carcere. Vero anche questo. Ma secondo te, questo tizio quanto rimarrà rietro le sbarre? Ti ricordo che a Mailat, il rumeno che violentò la Reggiani, gli hanno dato 30 anni. Ciò significa che questo, male che vada, se ne farà non più di 15.
    Lo sai come andrà a finire cion Franceschini? Farà qualche anno di carcere e poi sarà affidato ai servizi sociali, perché il poveretto va riabilitato e reinserito nella società. Erika De Nardo ti dice qualcosa?
    Mi chiedo: quale esempio viene dato a tanti altri giovani? Nessuno. Proprio per questo non mi sembra campata in aria la proposta dela castrazione chimica per pedofili e stupratori. Servirebbe a punire chi ha commesso il reato e ad essere da moonito a chi ha in mente di commetterlo. Non credi?

  22. #22 di Yosetta il 29 gennaio, 2009 - 9:58 am

    Caro Domenico non pensi che piuttosto che “curare” sarebbe meglio prevenire? Se ci troviamo in questa situazione così inquetante probabilmente è colpa della società “malata”, in particolare delle famiglie e delle istituzioni. Quindi, a parte le possibili misure preventive e restrittive nei confronti degli stranieri presenti sul nostro territorio, forse sarebbe meglio se ci facessimo un esame di coscienza e iniziassimo a cambiare la sociètà partendo da noi stessi.

  23. #23 di Domenico Malara il 29 gennaio, 2009 - 10:19 am

    Concordo col fatto che si deve curare e cambiare questa società malata. Ma il primo passo lo devono fare le istituzioni. Il rapporto tra istituzioni e cittadini, è come quello tra genitori e figli. Se i genitori sono troppo permissivi e indulgenti, i figli sono autorizzati a fare ciò che vogliono e vengono su male. Diversamente, sono necessarie punizioni certe ed esemplari, per ridare credibilità alle istituzioni e infondere nel cittadino quella fiducia che oggi manca. Solo allora la società potrà davvero cambiare marcia…

  24. #24 di Antonio Morelli il 30 gennaio, 2009 - 9:11 am

    La verità e che con la castrazione chimica si risolve poco. Xkè inibisce la riroduzione e non la libido. Sarebbe invece da aggravare la pena er stupro e pedofilia. Anche se Domenico, ricordati che un minimo di punizione, in carcere esiste per chi commette questi atti. E non è una punizione statutaria, ma un tacito accordo tr adetenuti. Io mi incazzo perchè, non è possibile che una coppia non può stare mai tranquilla, neppure in macchina sua, mi incazzo perchè in 4 contro uno mi sa troppo di squadrismo, mi incazzo pure, perchè ci si lamenta del fatto che sono i rumeni a rompere le palle. Non è esattamente cosi, io sfido chiunque ad andare a trovare le nazionalità di stupratori, pedofili, ladri e saccheggiatori negli ultimi 5-6 anni. Sono certo che la maggior parte di questi criminali è di nazionalità italiana. Ti ricordo domenico che noi abbiamo assistito a una conferenza dove si lodava l’incertezza della pena, come fosse un baluardo di civiltà.

  25. #25 di Domenico Malara il 30 gennaio, 2009 - 10:23 am

    Caro Antonio,
    la castrazione chimica è una combinazione di psicoterapia coatta e cure antiormonali per inibire la libido. Lo scopo è far sì che il condannato, una volta libero, non ripeta la violenza. L’effetto di tali farmaci può variare da 20 giorni a tre mesi. In numerosi Stati Usa viene utilizzata contro pedofili e stupratori. Per quanto riguarda l’Europa, questo tipo di cura è già in uso dal 1969 in Germania (solo se il soggetto ha superato i 25 anni ed a seguito di una perizia medica), dal 1993 in Svezia (solo con il consenso dell interessato e se quest ultimo è suscettibile di divenire recidivo), dal 1973 in Danimarca (dove ha sostituito la castrazione vera e propria, cioè chirurgica: il condannato poteva scegliere tra quella o la prigione) e dal 1997 in Francia. In Norvegia è stata applicata a quattro stupratori consenzienti.

    Hai ragione quando dici che gli stupratori non sono tutti rumeni. Io, infatti, ho detto che già ci bastano i nostri e non è il caso di importarne altri dall’estero.

    Il problema, come hai puntualmente rilevato anche tu, è l’incertezza della pena. Se l’Italia avesse un sistema giudiziario degno di questo nome, questa gente marcirebbe in carcere. Invece, male che gli vada, si fanno una decina di anni e poi fuori di nuovo a delinquere e stuprare. Come dare torto a tutta quella gente che voleva linciare le bestie di Guidonia?

  26. #26 di matteo il 11 agosto, 2009 - 8:31 am

    Direi appunto in riguardo allo stupro che sarebbe nescessario punire a pugno duro quei bastardi che non sono persone,e neanche animale ma scarti della societa’,in galera a pane e acqua e la chiave via nel cesso,,carcere duro a vita,,,

  27. #27 di matteo il 11 agosto, 2009 - 8:41 am

    comunque e inutile discutere ,c’e’ ancora gente che non arriva a capire certe cose!!come Domenico
    malara c’e’ ne vorrebbero migliaia,ma purtroppo e pieno di gente che ignora quello che succede di grave in torno a noi,ci vuole pugno duro ,ormai la legge non ci tutela..

  28. #28 di VINCENZO il 11 dicembre, 2010 - 9:16 pm

    IN ITALIA I LADRI DI GALLINE SONO IN CARCERE A SCONTARE ANNI DI CARCERE.
    I CRIMINALI INVECE SONO IN GIRO E LIBERI DI FARE QUELLO CHE VOGLIONO,PERCHE’VENGONO
    PROTETTI E PREMIATI DAI NOSTRI GIUDICI? CHE INVECE DOVREBBERO FAR RISPETTARE LA LEGGE!!!
    PURTROPPO VIVIAMO IN ITALIA E IN QUESTA NAZIONE SE NE VEDONO DI TUTTI I COLORI.
    CHE VERGOGNA!!!!! NON FUNZIONA NIENTE,INIZIANDO DALLA POLITICA ALLA GIUSTIZIA E OLTRE.

  1. Le legge è uguale per tutti: a casa! « L’Impiccione Viaggiatore
  2. E lo Stato che fa? Si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità… « Il blog di Domenico Malara

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