Good luck president Barack Obama!

C’è poco da aggiungere, l’America è davvero un grande paese.

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Fonti: Repubblica.it e Daw

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  1. #1 di Luigi il 21 gennaio, 2009 - 12:53 am

    Pur tra mille contraddizioni, la democrazia americana in questi momenti solenni, suscita sempre un senso di sana invidia a noi che di patriottico e solenne, è rimasto ben poco…ahinoi!

  2. #2 di Angela il 21 gennaio, 2009 - 8:48 am

    Commovente, emozionante………….mi sarebbe piaciuto essere li……………

  3. #3 di Marco il 21 gennaio, 2009 - 9:35 am

    Scusa Malara, non voglio essere sempre critico ma tu mi costringi. Gli Usa sarebbero un grande paese soltanto per la solennità delle loro celebrazioni? A me sembra un pò superficiale come deduzione, non credi? Tu che ti scandalizzi tanto per i terroristi accolti in Italia e trattati bene, hai mai sentito parlare di Orlando Bosch e Emmanuel Constant? Sono due terroristi sanguinari, il primo cubano e il secondo haitiano, che oggi vivono serenamente negli Usa protetti dal governo americano. Erano a libro paga della Cia quando hanno seminato morte e violenza nei loro paesi. Questo ti sembra un comportamento da ‘grande paese’?

  4. #4 di Neclord il 21 gennaio, 2009 - 10:14 am

    Avanti a tutta forza, presidente Obama!

  5. #5 di Domenico Malara il 21 gennaio, 2009 - 10:35 am

    Caro Messina, il tuo spirito di contraddizione è unico e mi fa anche divertire. D’altronde ti chiami pure Marco, come dire: nomen, omen.
    Per tornare alle tue osservazioni, mi sembra che quello superficiale sei tu se riduci la mia affermazione “l’America è davvero un grande paese” alla sola solennità del giuramento di Obama. Personalmente ho sempre sostenuto che l’America è un grande paese, sia quando tutti cavalcavano l’onda solidaristica post 11 settembre, sia quando gli stessi che manifestavano solidarietà al popolo americano scendevano in piazza al fianco dei terroristi a bruciare le bandiere a stelle e strisce.
    Noto poi con piacere, che qualora i vari Petrella, Mambro e Battisti decidessero un giorno di tornare in Italia (sempre che madame Carlà Brunì lo consenta), troverebbero in te un ottimo avvocato difensore, paladino dei terroristi incompresi e dei perseguitati politici.

  6. #6 di Marco il 21 gennaio, 2009 - 11:51 am

    Malara, ma cosa stai farneticando?! Io paladino dei terroristi?? Dove l’avrei scritto? Io ho scritto l’esatto contrario. Ho scritto che gli Usa non sono quel ‘grande paese’ che viene raccontato dai media. E’ un paese che difende terroristi sanguinari di cui deduco che tu non abbia la minima conoscenza. Io non ho nessuno spirito di contraddizione. Ti critico quando non condivido i tuoi post. Sei tu a contraddirti quando critichi ferocemente i paesi che difendono i terroristi e poi ti lasci affascinare dalle cerimonie degli USA che proteggono e nascondono killer e stragisti come Constant e Bosch. Non lasciare morire la discussione come fai di solito. Rispondi se sei capace.

  7. #7 di Domenico Malara il 21 gennaio, 2009 - 1:00 pm

    Caro Messina, la questione è leggermente diversa da come l’hai voluta interpretata tu. Io non critico i paese di che difendono i terroristi, ma quei paesi come la Francia che per difendere questi criminali interferiscono con la giustizia(?) italiana e ci prendono per il culo dicendo che sono rifugiati politici. Che Francia e Brasile si tengano i loro di terroristi, ma che ci rispediscano i nostri per pagare il loro debito con la giustizia.

  8. #8 di Marco il 21 gennaio, 2009 - 1:18 pm

    Bravo. Sono d’accordo. Dunque, critichi Francia e Brasile perchè trattengono terroristi che andrebbero consegnati alla giustizia italiana. Ma devi sapere che il tribunale haitiano ha condannato in contumacia Constant all’ergastolo chiedendone l’espulsione dagli Usa. Anche il presidente Aristide ne ha chiesto l’immediata estradizione ma gli USA non rispondono e Constant vive libero e felice nel quartiere Queens di New York. Stesso discorso per Bosch. Fu ‘perdonato’ da Bush senior contrariamente ad una sentenza del dipartimento di giustizia americano. Bosch vive libero negli USA mentre i parenti delle vittime che trucidò a Cuba non dormono la notte. Ora, alla luce di tutto questo e coerentemente con quello che dici a proposito di Francia e Brasile, Malara, te la senti ancora di definire gli USA un ‘grande paese’?

  9. #9 di Domenico Malara il 21 gennaio, 2009 - 1:45 pm

    Messina, assolutamente sì..

  10. #10 di milena il 21 gennaio, 2009 - 2:37 pm

    …una parola a volte non basta per spiegare un Sogno!
    La linea portante che si vuol immediatamente tradurre del SOGNO americano è la conquista da parte di un non-bianco alla guida suprema dell’America che a sua volta si erge a capo di tutto il mondo.
    Non sarebbe stato possibile 60 anni fà e neanche negli anni seguenti…dal kkk clan ad Obama… questo FA GRANDE AMERICA.
    UN’altra grande lezione per noi in Italia dove i cittadini immigrati non son ancora pienamente accolti e a cui comunque manca un diritto al voto a livello di elezioni amministrative ALMENO.
    Obama è stato capace di creare un social network…ha fatto dell’America una Nazione ,una rete di gente collegata e informata e partecipante x un solo obiettivo…la gente ha scelto di credere Obama e di riconoscersi in lui ma soprattuttto in
    LEI-nell’America! Ancora una volta quella del sogno di MLKng forse.. ma anche di molte altre minoranze..di gruppi provenienti da molte etnie..storie ..fatiche di immigrazioni pacifiche o forzate, di secoli precedenti e di questo pure.
    In questo evento le diversità di partenza in groviglio di popoli e orientamenti non è stato pregiudicante ma congruente verso la novità.
    L’america è fatta di tanti SI PUO’ FARE !
    … PER quel che ne sò :uno degli impegni immediati, sul tavolo di lavoro di Obama , nei prossimi giorni sarà rendere giustizia, interessarsi dei diritti umani a Wantanamo -caso evidente – e non credo si fermi qua.. forse non tarderà a rivedere le altre ingiustizie.

  11. #11 di Marco il 21 gennaio, 2009 - 2:42 pm

    Bene, complimenti per la coerenza e il coraggio.

  1. Speciale festival di Locarno (parte terza): gli italiani e la marcia di Obama  | DaringToDo.com

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