I primi 90 anni del Divo Giulio

giulio

«Alla visita di leva il medico mi disse che avevo sei mesi di vita. Anni dopo l’ho cercato per dirgli che ero ancora vivo. Era morto lui».

È andata un po’ tutta così la vita del Divo Giulio. Molte persone e fatti gli sono passati davanti ma lui è sempre lì, con la lucidità mentale di uno studente universitario.

Otto pontificati, da Benedetto XV a Papa Ratzinger; diciasette presidenti degli Stati Uniti, da Wilson a Obama; otto leader sovietici, da Lenin a Gorbaciov.  Sette volte presidente del Consiglio, otto volte ministro della Difesa, cinque volte ministro degli Esteri, due volte ministro delle Finanze, ministro del Bilancio e ministro dell’Industria, una volta ministro del Tesoro e ministro dell’Interno, fino a sfiorare l’elezione al Quirinale, sfumata nel 1992 quando, all’indomani dell’attentato a Giovanni Falcone, il Parlamento elesse Oscar Luigi Scalfaro.

Ha attraversato quasi tutto il secolo scorso e l’inizio di quello attuale da protagonista assoluto della scena politica italiana e internazionale. Lo chiamano il Padrino, Belzebù, l’eminenza grigia della politica italiana. Lui è semplicemente Giulio Andreotti, nel bene e nel male il più grande di tutti!

Livia, sono gli occhi tuoi pieni che mi hanno folgorato un pomeriggio andato al cimitero del Verano.
Si passeggiava e io scelsi quel luogo singolare per chiederti in sposa: ti ricordi?
Sì, lo so, ti ricordi. Gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sapevano, non sanno e non sapranno, non hanno idea.
Non hanno idea delle malefatte che il potere deve commettere per assicurare il benessere e lo sviluppo del Paese.
Per troppi anni il potere sono stato io.
La mostruosa e inconfessabile contraddizione: perpetuare il male per garantire il bene.
La contraddizione mostruosa che fa di me un uomo cinico e indecifrabile anche per te.

Gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sanno la responsabilità.
La responsabilità diretta o indiretta per tutte le stragi avvenute in Italia dal 1969 al 1984.
E che hanno avuto per la precisione 236 morti e 817 feriti.
A tutti i familiari delle vittime io dico: sì confesso.
Confesso, è stato anche per mia colpa, per mia colma, per mia grandissima colpa.
Questo dico anche se non serve.
Lo stragismo per destabilizzare il Paese, provocare terrore, per isolare le parti politiche estreme e rafforzare i partiti di centro come la Democrazia cristiana, l’hanno definita strategia della tensione.
Sarebbe più corretto dire strategia della sopravvivenza.
Roberto, Michele, Giorgio, Carlo Alberto, Giovanni, Mino, il caro Aldo, per vocazione o per necessità, ma tutti irriducibili amanti della verità.
Tutte bombe pronte ad esplodere, che sono state disinnescate col silenzio finale.
Tutti a pensare che la verità sia la cosa giusta, e invece è la fine del mondo.
E noi non possiamo consentire la fine del mondo in nome di una cosa giusta.
Abbiamo un mandato noi, un mandato divino.
Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene.
Questo Dio lo sa…
…e lo so anch’io!

Tratto dal film “Il Divo” di Paolo Sorrentino

votami-su-oknotizie

Annunci

, , , , , , , , , , , , ,

  1. #1 di milena il 14 gennaio, 2009 - 4:07 pm

    Ecco un commento… vuoi la verità o anche per te è meglio una bugia?

    Per me la verità.. tutta mia su questo artico è la seguente.
    SImpatico inizio.. ironico ed essenziale ironia che contraddistingue spesso le verità su Andreotti.
    VERITA’ che è l’uomo della storia italiana e che tutti quanti dietro a lui hanno trincerato molte cose scomode che li riguardano..
    Negativo aver scelto un passo del film discutibilissimo e che – avendo conosciuto personalmente il Senatore- non gli rende giustizia neanche un pò.
    Ritengo che sia molto facile far cassetta con nomi eccellenti e ormai classificati nelle categorie dell’ovvio discorso di strada, banale.
    Di ANDREOTTI sai cosa amo e vorrei vedre altri capaci di tanto… per ultimo la grande capacità che ha avuto da anziano ed ormai arrivato “capo di tutto” o di niente..
    la grande lucidità della sua difesa, dello studio degli atti dei processi.. le chiarissime verità…e la coerenza nel guidare la sua storia personale con la grandezza con cui ha guidato l’Italia. Direi di Andreotti molte cose della persona pubblica che ho conosciuto come tutti… ma anche di quella persona che in tempo di stragi- decisioni difficili e dubbie non per un giorno ma per molti anni ha dedicato a noi tutti la vita.
    L’ho visto pregare e non in pubblico e non sotto i riflettori e non con scorte armate a proteggerlo… come invece è di altri attualmente… e per me questo basta.
    la VERITA’ è che la scuola vissuta da uomini come Andreotti e molti democristiani o politici del passato cresciuti nella Chiesa del tempo di guerra e del Concilio…oggi non c’è ed è innegabile che nemmeno le Chiese atee e laiche non hanno capacità di far emergere cuori sinceri x amore all’Italia.. personalismi e interessi particolari oggi son evidentemente lasciati governare…

  2. #2 di Marco il 14 gennaio, 2009 - 4:15 pm

    Oh ,Bruno Vespa ti fa un baffo!

  3. #3 di Marco il 15 gennaio, 2009 - 10:12 am

    milena, hai pensato che Andreotti non aveva bisogno di scorta semplicemente perchè era d’accordo con la mafia? Conosci la sentenza che lo ha assolto-prescritto?

  4. #4 di Neclord il 17 gennaio, 2009 - 4:33 pm

    Rapporti con la Mafia, Omicidi, segreti… un grande Divo. Una bottiglia di spumante in suo onore quando ci farà il dono di accomodarsi nel “girone” a lui più consono. Una vergogna italiana vivente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: