Israele ha un amico in più: Marco Travaglio!

Marco Travaglio

Tra un Berlusconi e un Dell’Utri speravo che il buon Marco Travaglio ci illuminasse, almeno lui, sul conflitto israelo-palestinese. Niente da fare. Mentre israeliani e palestinesi se le danno di santa ragione, Marcolino monologa nientepopodimenochè su Bettino Craxi. Beh, un tema attualissimo, non c’è che dire.

In fin dei conti su israeliani e palestinesi c’era poco da dire, visto che il professor sò-tutto-io-voi-altri-siete-degli-ignoranti-leggetevi-le-carte-e-i-documenti sull’argomento aveva consegnato il suo pensiero a l’Unità in un editoriale del novembre 1999:

Da molti anni Israele ha il record degli attentati. Nessun paese ha avuto tanti civili morti per atti terroristici, nemmeno la Colombia, nemmeno l’Ulster. Per dare un’idea in rapporto alla popolazione, è come se l’Italia avesse subìto una strage di piazza Fontana alla settimana.
Quanti stati, in quelle condizioni, sarebbero riusciti a mantenere intatte istituzioni e garanzie democratiche, in una regione dove la democrazia è quasi una bestemmia? Israele, pur con errori, eccessi e contraddizioni, ci è riuscito.
Certo, ha risposto con le rappresaglie e le incursioni per stanare stragisti e mandanti nei loro covi, nascosti nei territori occupati. Ma quale governo, sapendo che i terroristi si annidano in un luogo preciso, li lascerebbe circolare? L’unica misura strutturale adottata finora per arginare gli assalti contro le popolazioni inermi (israeliane e arabe) è un muro. Un muro a fronte di una strage di piazza Fontana alla settimana. Sdegno unanime, orrore internazionale, condanna mondiale.

Penso che, prim’ancora che della occupazione israeliana, i palestinesi siano vittime delle classi dirigenti arabe: quelle degli Stati “amici” che li hanno sempre perseguitati (dal Settembre Nero in Giordania alla cacciata sanguinosa dal Libano, e così via) e quelle dell’ Olp-Anp che li hanno sempre usati come merce di scambio.

Non ho mai scritto né pensato che “non bisogna censurare Israele”. Lo fanno tanti israeliani, figuriamoci noi. Credo che si possa e si debba criticarlo anche duramente, quando è il caso. Ma sempre ricordando quel dato: Israele, da anni, subisce una strage delle proporzioni di piazza Fontana ogni settimana. Pensiamo a come reagiremmo noi, al suo posto. Altro che muri. La contabilità dei morti dell’una e dell’altra parte non è una risposta: le rappresaglie e i raid d’ Israele, per quanto tragici, sono atti di guerra che mirano a stanare e colpire terroristi veri.
Gli attentati degli uomini-bomba puntano alle popolazioni civili e uccidono soltanto cittadini inermi, ebrei e arabi. Sugli autobus, nei ristoranti, nelle discoteche…
L’occupazione dei Territori non è frutto di una “abitudine” di Israele, ma di una serie di guerre difensive contro gli Stati arabi che per quattro volte in trent’anni tentarono di cancellare lo Stato ebraico dalla carta geografica, violando la risoluzione Onu n. 181 del 1947 che spartiva la Palestina in due stati: quello ebraico (che nacque) e quello arabo (che non nacque perché arabi e palestinesi aggredirono subito Israele per annientarlo e “ricacciare a mare gli ebrei”).
Infatti i Territori non sono stati mai annessi, e quando qualcuno – come l’Egitto – ha voluto fare la pace, sono stati restituiti (…) Oggi gran parte degli israeliani ha accettato l’idea dello Stato palestinese, mentre la maggior parte dei palestinesi non ha ancora accettato l’idea dello Stato ebraico.

Vabbè che sono passati nove anni, ma conoscendo il personaggio Travaglio nessuno si permetterebbe di mettere in dubbio la sua coerenza. Per carità. Forse dal Marco nazionale ci si aspettava che tornasse sulla vicenda per ribadire il suo punto di vista, ma è anche comprensibile che un argomento di strettissima attualità come Bettino Craxi andava affrontato. Ecchediamine! (do.mal.)

P.S.: Sul sito de l’Unità dell’editoriale di Marco Travaglio non c’è più traccia (come avrete potuto notare cliccando sul collegamento in alto), mentre c’è la risposta di Piero Sansonetti a quell’articolo. Svista de l’Unità o censura filo-palestinese? Mah…

votami-su-oknotizie

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  1. #1 di Giovanni Nostro il 9 gennaio, 2009 - 6:33 pm

    Caro Domenico,
    dopo essermi iscritto al gruppo di Facebook per il ricordo di Fabrizio De André, ho dato un’occhiata al tuo blog.
    Non entro nel merito della differenza di opinioni che abbiamo tra me e te: sono assolutamente a favore del pluralismo di pensiero e rispetto tutto.
    Riguardo a quello che dici su Travaglio, peró, mi sento in dovere di esprimere una opinione al riguardo.
    A tutti noi da orrore quello che succede nella striscia di Gaza, e sicuramente é agghiacciante come Israele stia conducendo questa sanguinosa guerra (pur senza dimenticare Hamas e le sue azioni…cmnq non é questo il punto…)
    Mi sembra esagerato che tu te la prenda tanto con Travaglio. In fondo, lui non si é mai occupato di questioni internazionale. É, per dirla cosí, uno specialista di cose (torbide) italiane. Sarebbe come pretendere che Giampiero Galeazzi che fa il giornalista sportivo si occupasse di economia…non credi?
    Saluti
    GIOVANNI NOSTRO

  2. #2 di Domenico Malara il 9 gennaio, 2009 - 7:19 pm

    Caro Giovanni, condivido il tuo pensiero sulla questione israelo-palestinese. Per quanto riguarda Travaglio, hai ragione quando dici che è uno specialista di cose torbide italiane, anche se la sua attenzione si concentra per il 90% su un unico personaggio e non penso che questo faccia bene all’informazione. Il fatto che abbia tirato in ballo Travaglio per questioni internazionali, è proprio perché è stato lui stesso a occuparsene qualche anno fa. Per esprimersi in quel modo significa che è documentato sull’argomento (a differenza di Galeazzi che non si è mai occupato di economia :) ).
    Quello che mi chiedo è perché, in un momento come questo, non ha detto o scritto nulla. Forse perché avrebbe dovuto rinnegare se stesso? Personalmente penso che non l’ha fatto perché confermare quelle sue tesi significava perdere consensi tra i suoi seguaci… Quindi meglio stare zitti.
    In ogni caso al “giornalismo” di Travaglio preferisco di gran lunga il giornalismo di Paolo Barnard. Anzi ti invito a leggere un mio precedente post sull’argomento (https://malarablog.wordpress.com/2008/12/27/giornalismo-silente-e-censura-strisciante/) e magari poi ne riparliamo…

  3. #3 di Antonino Monteleone il 9 gennaio, 2009 - 10:08 pm

    “Mentre israeliani e palestinesi se le danno di santa ragione, Marcolino monologa nientepopodimenochè su Bettino Craxi.”

    La “santa ragione” di cui parli dimostra, preliminarmente, la tua scarsa dimestichezza con il conflitto mediorientale. Prima di sentre il pensiero di Travaglio ti invito a rileggere qualche libro di storia.

    Nemmeno Enzo Biagi ti avrebbe potuto aiutare a formare un’opinione corretta se consideri il conflitto “botte di santa ragione”.

    Marco Travaglio, nel 1999, ha scritto un editoriale per giustificare il muro israeliano.

    Una cosa che mi ripugna. Un editoriale che rispetto, perché rispetto le opinioni altrui, ma che non condivido perché omette di dire tutto su Israele.

    Ma parlare di Craxi (certo che lo destesti tanto, usi le formulette – so-tutto-io-etc. etc. – ma non riesci a non seguirlo) era attualissimo visto che a Mediaset lo hanno dipinto come il più grande statista, dopo Berlusconi e Mussolini s’intende.

    Non è un politico e non ha bisogno di consensi (mi guarderei bene dal farlo al suo posto) né per scrivere né per andare in Rai.

    Spero che “coerentemente” Travaglio abbia cambiato idea. Su Israele e sul muro.

    E che tu ti occupi di più di ciò di cui Travaglio (occupandosi di chi Governa da 16 anni) non può certo fare.

    am

  4. #4 di Bruno il 12 gennaio, 2009 - 11:49 pm

    Gradieri ricevere indicazioni utili per andarmi a rileggere l’articolo in questione di Travaglio.
    Come in chimica esiste la “cartina di tornasole” per accertare alcune reazioni, cosi’ in politica esistono alcune questioni fondamentali per sapere da quale parte si sta.

    Il giudizio su quello che sta avvenendo in Palestina dal 1948 ad oggi e’ una questione fondamentale.

    Se Travaglio ha scritto quanto circola sul web allora e’ un Sionista e per sapere chi sono i Sionisti basta rileggersi gli atti sulla criminale alleanza tra Sionisti e Nazisti.

  5. #5 di Domenico Malara il 13 gennaio, 2009 - 12:07 am

    Caro Bruno, posso assicurati che quell’editoriale Travaglio lo ha scritto e lo testimonia la replica che a quell’articolo fece Piero Sansonetti, come ho riportato a margine del post. La cosa strana è che sul sito de L’Unità l’editoriale di Travaglio (filo-osraeliano) sembra essere scomparso, mentre esiste la replica di Sansonetti (filo-palestinese)… Bisognerebbe chiedere a L’Unità, non credi?

  6. #6 di tetsu88 il 14 gennaio, 2009 - 12:12 am

    Ciao, occhio a Travaglio! Vi invito a leggere: http://conosceresapere.blogspot.com/ oppure http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=86 . Grazie

  7. #7 di elioro il 16 gennaio, 2009 - 3:17 am

    Apocalisse cap. 13 (la bestia 666): Nessuno potrà comprare, vendere [far politica, giornalista, ecc] se non ha il numero della bestia …, o la kippah come Fini, Alemanno e tutti quelli che non vogliono “sospetti” dall’ADL (mafia ebraica).
    Il numero si ottiene moltiplicando per tre “la stella a sei punte”, ovvero, applicandola sulla politica, sull’economia (banche, oro, diamanti e strozzinaggi vari) e sul “monopolio di dio” (dio d’israele, nemico degli egizi, babilonesi, ecc.).

  8. #8 di elioro il 16 gennaio, 2009 - 3:45 am

    La corruzione del linguaggio comune, ha portato ad un capovolgimento generale del significato delle cose, tanto che, se volessimo rigorosamente essere contro ogni forma di razzismo, ci troveremmo nel bel mezzo di una condanna per razzismo. Dichiarare l’UGUAGLIANZA, reale, di tutte le etnie e di tutte le tradizioni, facendo bene attenzione a non citarne una se non insieme a tutte le altre, tacendo su tutte, se non possono tutte essere citate e, dando a tutte la stessa dignità, è il maggior timore dei manifestatori antirazzisti di professione.
    Il razzista è oggi, di fatto, colui che non riconosce la superiorità del ”popolo eletto”.
    L’uguaglianza, la fraternità e la libertà, come pure la pace, non sono alberi, ma frutti naturali che nascono dall’albero della giustizia, della reciprocità, della dignità e della giustizia.
    Vi è che tali frutti non sono importabili o esportabili come, in buona o cattiva fede, ci si continua ad illudere, nonostante gli evidenti risultati, puntualmente disastrosi. L’albero deve nascere, crescere e fruttificare sul posto e, per volontà del popolo interessato.
    Portare l’uguaglianza, la libertà, la pace e la “democrazia” da un popolo all’altro è come conservare il caldo in frigo per riscaldare l’inverno; il caldo diventa freddo già in partenza e, l’inverno sarà ancora più freddo grazie al contributo del caldo congelato.
    Tale è il popolo invaso con la forza dai “portatori di pace”.
    Non vi è universalità senza il profondo rispetto di tutti i popoli, di tutte le razze e di tutte le Tradizioni.
    Il razzismo è anche quando si indica e si discrimina una intera comunità, un intero popolo, un’intera razza, partendo da episodi che cinvolgono singoli individui.
    Incolpare i tedeschi, tutti i tedeschi, anche quelli appena nati, di crimini nazisti commessi da individui con tanto di nome e cognome (fra l’altro non tedeschi), è mostruoso, ed è la peggiore forma di razzismo istituzionalizzato.
    La stessa cosa è colpire il popolo palestinese, tutti i palestinesi, anche i bambini, per qualche “lanciatore di sassi”.
    Ma, velato o meno, all’origine del razzismo vi è sempre la convinzione di appartenere ad una “razza superiore” o, al “popolo eletto”; magari con un dio proprio (…), un “Got mit uns” delle SS … e “God with us,” del dollaro …
    E’ curioso che le guerre di religione sono sempre nate fra quelle che si tramandano il
    saluto con la parola “pace” (Shalom, Salam); evidentemente, se non è la parola a portare sfortuna, sono le religioni interessate alla parola “pace” ad essere cinicamente false e criminali.
    Si tratta di religioni figlie di Poseidone, (con un solo occhio o monoteiste …) e che
    vivono negli abissi delle “acque della fede, della speranza, della carità” e del pianto facile, anzi, sistematico, quindi, ingannevole. Alcune piangono per professione davanti ad un muro e, con altrettanta professione, in modo autistico, rubano ed uccidono intere popolazioni.

    No, se con tanta disinvoltura si comportano oggi come bestie, non furono più umani ieri i loro padri.
    Fu davvero un dio ad ispirare Mosé edi suoi compagni assassini a sterminare “6 milioni” di bambini egizi? Un dio avrebbe avuto bisogno che si segnassero le case per non sbagliare vittima? Anche allora, piangendo, rubarono tanto oro da farne un vitello e, sempre piangendo, poco prima, Abramo faceva prostituire Sara, sua moglie, per aumentare le sue ricchezze.
    Altro strano modo di interpretare la “bontà del popolo eletto” fu quella di re David che, per non commettere adulterio, fece uccidere il marito della sua amante (la madre di Salomone).

    E … questo è il frutto maledetto!

  9. #9 di elioro il 18 gennaio, 2009 - 8:40 am

    La strage degli innocenti non è casuale:

    In Genesi cap. 12 (nascita della pasqua, pésah ‘passaggio’), la strage degli innocenti, celebrata con l’agnello per “festeggiare” l’uccisione dei bambini da 0 a 12 anni e, con l’uovo per “festeggiare” l’uccisione delle madri incinte, non fu un incidente casuale, ma progettato nei minimi particolari per un preciso scopo “diabolico” … del “buon Dio d’Israele”.

    Lo scopo fu quello di creare un vuoto generazionale nel popolo egizio, ovvero, fare in modo che, dopo venti anni, l’Egitto si ritrovasse senza giovani soldati, senza giovani lavoratori, senza giovani coppie, ecc..

    Lo scopo, purtroppo per l’umanità, fu raggiunto e, fu raggiunto anche l’istituzione del “rito macabro della celebrazione della pasqua” …: gioire per la strage degli innocenti …!!!

    Nasce così (dal Dio d’Israele e nemico del popolo egizio …) il razzismo biblico del “popolo eletto”, padre di tutti i razzismi.

  10. #10 di Francesco il 1 febbraio, 2009 - 11:51 pm

    Ciao, ho letto l’articolo su Travaglio, e mi sono fatto delle domande: Il signor Travaglio visto che va sempre a spulciare tutti i documenti del mondo, (o così sembra fare) come mai non è a conoscenza del fatto che Hamas il 6 luglio del 2006 ha mandato una lettera che venne pubblicata sul Washington Post nella quale dichiaravano di essere pronti a riconoscere lo stato ebraico purchè si cessase il fuoco? Perchè Travaglio non parla mai di Isarele che è stata richiamata 5 volte a rispondere di violazione delle convenzioni ONU sui crimini contro l’umanità e atti di terrorismo? Perchè travaglio non ha mai letto il manifesto DER JUDEN STAAT scritto da Theodor Erzl a metà ottocento dove, già d’allora si scriveva come i sionisti si volevano impossesare delle terre palestinesi? Perchè il signor Travaglio non parla del 4 novembre 2008, giorno in cui Israele ha spudoratamente violato il cessate il fuoco infiltrandosi in Palestina e uccidendo 6 membri di hamas? Perchè Travaglio non si è mai chiesto il motivo per cui uno stato ricco e con i servizi segreti più potenti al mondo come israele, non riesce a stanare una piccolissima e povera cellula come quella di hamas al posto di bombardare scuole, ospedali, ambulanze, rifugi, case e moschee? Perchè Proprio come lei ha fatto notare, Travaglio non parla mia di Israele? Neanche nella puntata di Annozero del 15 gennaio 2009 che parlava proprio di Israele, lui ha aperto la trasmissione parlando di De Magistris. Sono un pò perplesso riguardo la credibilità di Travaglio circa quest’argomento.

  11. #11 di guido russo il 26 ottobre, 2010 - 5:48 pm

    la risposta a Francesco e’ che Travaglio non si occupa quasi mai di Israele perche’ non gli interessa piu’ di tanto ,ha espresso la sua opinione,piu’ di questo non puo’ fare.E’ un cronista politico giudiziario e su questo e’ imbattibile….

  12. #12 di franco il 28 febbraio, 2011 - 7:07 pm

    vorrei solo ricordare che con la pace con l’Egitto israele ha restituito il sinai ma l’Egitto non ha voluto Gaza,come la Giordania non ha rivoluto la cisgiordania occupata.del resto perchè israele le occupa dopo una guerra di difesa e no diconquista ? non c’è petrolio,non c’è niente.del resto i pacifisti potevano essere pacfisti anche quando hamas lanciava rzzi sui civili.

  1. I terroristi dell’informazione faziosamente libera « Il blog di Domenico Malara

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