Anche i gay fanno oh!

gay

Ridicoli e insopportabili. Chiarisco subito che non ho nulla contro i gay, d’altronde ognuno è libero e ha diritto di vivere la propria sessualità come meglio crede. Da un po’ di tempo, però, l’omosessualità è uscita dal suo contesto ordinario, che dovrebbe essere quello dei comportamenti privati, per essere brandita come un’ideologia. Cosicchè, chi non condivide l’ideologia gay rischia di essere additato come “omofobo”.

Dove per “omofobi” non si intende – come l’etimologia vorrebbe – coloro che hanno paura dell’omosessualità, o, per estensione, coloro che hanno atteggiamenti discriminatori nei confronti degli omosessuali; ma chiunque non condivide gli obiettivi del movimento gay o si azzardi a dire, ad esempio, che è meglio che un bambino abbia un papà e una mamma piuttosto che due papà o due mamme.

Omofobo è anche chi si permette, sconfinando lo steccato del politicamente corretto, di chiamare gli “omosessuali” con sinonimi quali “froci” o “checche”. Non sia mai. Meglio “gay” che suona meglio e fa più chic.

L’ultima caccia alle streghe intentata dall’Arcigay ha come bersaglio Giuseppe Povia, accusato di omofobia per il brano che canterà a Sanremo dal titolo “Luca era gay”.  Il testo non lo conosce nessuno, ma basta quell’imperfetto “era” a scatenare le ire e le angoscie dell’Arcigay, che fa le sue deduzioni solo ed esclusivamente sul titolo della canzone che racconterebbe, secondo quanto suppone l’associazione, di un ex gay (Luca appunto) guarito grazie alle teorie riparative di Joseph Nicolosi, cattolico integralista americano. Oltre che  per un’intervista rilasciata da Povia a Panorama, dove lo stesso  cantante dichiara che «gay non si nasce, ma lo si diventa in base a chi frequenti».

A conti fatti, l’Arcigay si dice pronta a bloccare il Festival se la Rai non prende posizioni contro il brano, definito dal presidente dell’Arcigay, Aurelio Mancuso, «uno spottone clerical-reazionario».

Il bersaglio, dunque, non è solo Povia, ma anche e soprattutto la Chiesa cattolica. Curioso, visto che gli omosessuali, più che dalla Chiesa, sono stati perseguitati dalle grandi ideologie anticristiane del XX secolo, il nazismo e il comunismo (nella Cuba tanto esaltata dall’Arci, i gay continuano a finire in galera) e lo sono tuttora da quell’islam. Per non parlare di Israele, dove l’omosessualità fra maggiorenni consenzienti ha cessato di essere un reato penale solo nel 1988, centodueanni dopo la “clericale” Italia.

Ma ammettiamo che quella di Povia sia una canzone che racconta la “conversione” sessuale di un ex gay. Perché non dovrebbe venire cantata a Sanremo? Perché non piace all’Arcigay? Anche Anna Tatangelo lo scorso anno al Festival aveva cantato la storia di un suo amico gay, ma non ci fu nessuna polemica. Probabilmente perché in quel caso il messaggio della canzone era: “Gay è bello”, diversamente dal “gay era bello, ma adesso non lo è più” del Luca di Povia.

E poi, gli omossessuali non sono quelli che rivendicano ad ogni piè sospinto i sacri valori del liberalismo, tanto da scendere ogni anno in piazza con lo spettacolo circense del gay pride? E adesso che fine ha fatto la libertà di espressione? Si dice, si scrive e si canta di tutto. Però che un omosessuale possa diventare eterosessuale no, accidenti, è troppo grossa e troppo grave. A tutto c’è un limite.

Lo sapete che vi dico? Ma andate a… Anzi no, che potreste anche divertirvi! (do.mal.)

votami-su-oknotizie

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  1. #1 di Boromir il 26 dicembre, 2008 - 11:17 am

    Solidarietà al bravissimo Povia e a tutte le persone con tendenze omoerotiche egodistoniche che decidono di curarsi per superarle. Liberi tutti.

  2. #2 di Paolo il 26 dicembre, 2008 - 11:21 am

    Ottimo articolo, contesto solo che Nicolosi sia un “integralista cattolico”.
    Vedi anche qui:

    http://passaggioalbosco.blogspot.com/2007/03/ris-basta-pregiudizi-sullomosessualit.html

    cordiali saluti

  3. #3 di massimiliano il 26 dicembre, 2008 - 11:31 am

    ottimo blog,domy.pensa che su oknotizie sono stato addirittura additato come razzista solo perchè ho detto che l’omosessualità è una malattia,e comunque non è una cosa normale.basta leggere i miei commenti alla notizia del no vaticano alla depenalizzazione dell’omosessualità.è proprio vero che c’è in giro non un’omofobia ma un’omocraziapiuttosto diffusa,in cui guai a chi parla male dei gay!ciao e Buon Natale anche se un po’ in ritardo

  4. #4 di Antonio Aprile il 26 dicembre, 2008 - 11:56 am

    anno 2009… a.C. !!
    c’è molto razzismo in quello che dite ( mi riferisco anche ai post).
    Ragazzi, meditate anche su di voi prima che sugli altri.

  5. #5 di Domenico Malara il 26 dicembre, 2008 - 12:01 pm

    Razzismo? Quello dei gay invece come si chiama?

  6. #6 di medy il 26 dicembre, 2008 - 2:44 pm

    blablabla tutti vi riempite la bocca parlando di ciò che non sapete? vi sentite autorizzati di mettere becco su tutto, l’ignoranza è una brutta bestia! irresponsabili voi che con le vostre teorie preistorike fate soffrire milioni di adolescenti. Sta religione ha proprio rotto… poracci

  7. #7 di Red il 26 dicembre, 2008 - 4:29 pm

    Sembra un ritrovo di razzisti. Omosessualità come malattia, contesto ordinario privato… ragazzi, siamo quasi nel nel 2009 e qui si sembra si essere nel medioevo!
    Perché non prendete tutti i froci e gli mettete una bella stella gialla sul petto già che ci siete? Perché sostenere che una ha il diritto di fare quello che vuole ma purché viva male e nascosto al mondo pur di non farsi vedere dai benpensanti è una forma di razzismo ancor più violenta rispetto a chi li perseguitava ma almeno aveva il coraggio di ammettere il proprio razzismo: essere razzisti sostenendo si non esserlo è ancora più vigliacco di esserlo e basta.

  8. #8 di Domenico Malara il 26 dicembre, 2008 - 8:10 pm

    @ Red
    Nessuno ha parlato di omosessualità come malattia, nè tantomeno nel post o nei commenti traspare odio e razzismo. Contrariamente all’Arcigay che discrimina e attacca chi non condivide pensiero e “ideologia” omosessuale, tanto da abusare, e anche in modo errato, del termine omofobo od omofobia.

    Il termine “fobia” indica una paura intensa, esagerata, per situazioni, oggetti o azioni che il soggetto prova nonostante spesso non ne capisca la ragione. Il fobico, posto a contatto con lo stimolo specifico temuto, presenta in genere vere e proprie crisi d’ansia più o meno intense e paralizzanti. Esempi di fobia sono per esempio la claustrofobia (paura per gli spazi chiusi o senza finestre) o l’aracnofobia (paura dei ragni). Appare decisamente fuori luogo – dunque – etichettare chi non condivide l’ideologia gay come “omofobo”. Gli stessi manuali diagnostici non elencano tra le fobie la presunta “omofobia”; e recenti ricerche (Olatunji e altri, 2004) escludono che essa possa essere definita tale.
    Ciò che viene chiamato “omofobia”, infatti, non è una malattia, ma un atteggiamento di non condivisione nei confronti dell’ideologia gay e di non approvazione nei confronti dell’omosessualità, che non significa odio o disprezzo nei confronti delle persone con tendenze omosessuali.
    Perché, dunque, la scelta del termine “omo-fobia”? Si tratta chiaramente di un tentativo intimidatorio, del tipo: “Se vuoi essere considerato una persona ragionevole – e non un malato, un fobico – devi condividere gli obiettivi del movimento gay”.

    A questo punto vedi tu chi è che mette una stella gialla sul petto, comportandosi da razzista.

  9. #9 di Cla il 28 dicembre, 2008 - 8:05 pm

    Vi prego. Mi fate solo ridere. Meno male che vado via da voi bigotti e razzisti. Siete chiusi, non capirete mai. Evviva la spagna, evviva qualsiasi paese tranne che l’italia.

  10. #10 di Saggio il 12 gennaio, 2009 - 8:42 pm

    Una immensa raccolta di stronzate.

  11. #11 di Angelo Ventura il 20 gennaio, 2009 - 3:51 pm

    Qui va a finire che Povia si crede davvero un cantante, se gli facciamo tutta sta pubblicità gratuita…

  12. #12 di Mario il 18 febbraio, 2009 - 3:21 pm

    Vergognati a dire queste cose. Un blog servirebbe per esporre cose intelligenti.
    Prima di tutto l’omosessualità non è un ideologia. Uno può anche nn condividere però senza offendere le persone. Essere gay non è solo un comportamento privato è una realtà come essere etero. Che male c’è amare qualcuno? Non ci sta solo la propria sessualità ma l’amore è il punto focale. Non ti sembra omofobo una persona che usa i termini checca o frocio??! Il rispetto per le persone prima di tutto. Usare termini dispregiativi non è un comportamento civile. La libertà di espressione non significa la libertà di offendere la dignità di un’altra. Bisogna essere reponsabili ad esporre una canzone del genere che sicuramente non ha un contenuto positivo.

  13. #13 di Francesco il 18 febbraio, 2009 - 11:31 pm

    Questo è quello che penso: la sessualità è un fatto privato, e finchè ognuno la vive nel rispetto degli altri, senza disturbare nessuno, si è liberi di viverla come meglio si crede. Sono profondamente contrario ad ogni tipo di atteggiamento omofobo, come sono contrario agli atteggiamenti esibizionisti espressi, per esempio, dal gay pride, proprio perchè la sessualità non è una buffonata di piazza, e gli eterosessuali non fanno certo manifestazioni per dichiarare di esserlo, dunque non ha senso che lo facciano gli omosessuali. La canzone di Povia, comunque, racconta la storia di un uomo, un “ex omosessuale” che però, attenzione, dichiara apertamente che la sua non era una malattia, e che quella che racconta è la PROPRIA condizione. Non c’è offesa, oltraggio, mancanza di rispetto nelle sue parole, solo un’accurata analisi dei motivi che possono portare un qualcuno all’omosessualità. Tuttavia, in questo caso, l’atteggiamento dell’ “arcigay” ( che mi pare una cosa ridicola, perchè anche in questo caso ci troviamo di fronte a una strumentalizzazione della sessualità ) , è decisamente insensato.

  14. #14 di Mario il 19 febbraio, 2009 - 12:48 pm

    Si la sessualità è un fatto privato ma le esternazioni affettive possono anche non esserlo no? tipo tenersi la mano o darsi un bacio o abbracciarsi in pubblico non credo che sia così scandaloso.
    Anchio non approvo l’ostentazione della manifestazione ma credo che sia un modo per farsi sentire…e non essere piu una reltà nascosta. Però credo che una manifestazioni pacifica piu sobria sia un modo per far capire alla gente che essere gay nn è uno stereotipo. xchè è gente come tutte le altre che va a lavorare studia socializza ama..forse offesa no ma mancanza di rispetto si. In un contesto pubbico come sanremo bisogna avere una grande responsabilità morale ad inviare messaggi distorti. n
    Nelle sue parole considera l’omosessualità come un problema psicologico causato dall’ambiente familiare instabile. Se voleva raccontare una storia personale non la va a raccontare in un contesto pubblico rilevante come sanremo.

  15. #15 di Domenico Malara il 19 febbraio, 2009 - 5:10 pm

    @ Mario
    Perché Anna Tatangelo (anno 2008) poteva raccontare della sua amicizia con un ragazzo gay e Povia non può cantare la storia di Luca (non di tutti gli omosessuali, attenzione) che comprende che il suo vero amore non è per un uomo ma per una donna?
    Non mi sembra che Povia abbia offeso nessuno, ha raccontato solo la vicenda di un ragazzo che crescendo ha capito di amare una donna e non un uomo. E non credo che Luca sia l’unico “gay pentito”. Che male c’è a cantarlo? Oppure parlare dei “gay” in un certo modo è tabù? Dov’è finita la tanto decantata libertà di espressione? Perché il gay pride sì e la canzone di Povia no?

  16. #16 di Francesco il 21 febbraio, 2009 - 1:16 pm

    @Mario
    Io non credo che la realtà omosessuale debba essere nascosta, ma non credo nemmeno che la canzone di Povia porti messaggi erronei o forvianti. Il cantante non offende nessuno, e d’altro canto è provato che infanzia e adolescenza critica possano portare a deviazioni sessuali ( e non possiamo dire che l’omossessualità non sia una deviazione). Ok, non c’è niente di male nell’essere gay. Ma non c’è niente di male neppure nel raccontare una storia analizzandone le cause.

  17. #17 di Mario il 24 febbraio, 2009 - 3:18 pm

    @Domenico Malara
    Ma Anna Tatangelo ha cantato una canzone con parole positive. Assolutamente non si può mettere a confronto con la canzone di povia. Non ci si può appellare alla libertà di espressione con una canzone il cui testo è inequivocabilmente discriminatorio nei confronti degli omosessuali. ma ti sembra?! E’ come dire meglio essere di pelle bianca che nera…La libertà di espressione sconfina un pò tanto in un concetto anarchico, dove tutti senza se e senza ma possono esprimere opinioni di dubbia civiltà.

  18. #18 di Mario il 24 febbraio, 2009 - 3:56 pm

    Povia dice che non è omofobo…ma è ancora piu grave che i fatti e le parole dimostrano tutto il contrario. Durante l’ultima esibizione ha esposto vari cartelli e uno di questi è rappresentativo: “Meglio la serenità della felicità”: vuol dire che è meglio vivere da eterosessuali che appagare la natura gay ed essere felici?! Rai 1, che è il canale più importante della televisione di stato, ha permesso al cantautore di proporre il suo messaggio intollerante ed è questa la cosa piu’ grave!
    @Francesco
    L’omosessualità non è una deviazione ma un orientamento sessuale naturale come viene definito dall’ organizzazione mondiale della sanità.

  19. #19 di pippo il 24 maggio, 2010 - 11:01 pm

    mai lette tante cazzate tutte in una volta.. cresci malara.

  1. Povia insiste: “Luca era gay”. Dubbi anche sul piccione « Il blog di Beppe Amato

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