E…lezioni americane di democrazia

obama

Tutto secondo previsioni. E anche di più. Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Il 44esimo della storia degli Usa e il primo nero (o quasi) ad abitare la Casa Bianca. I giornali potevano uscire con la notizia anche con un giorno d’anticipo. Sarebbe cambiato qualche numero, ma nulla di più.

E mentre l’America festeggia in Italia imperversa il festival dell’assurdo. Con molti esponenti del Pd che brindano a una vittoria con la quale loro (per fortuna di Obama) non c’entrano proprio niente. Da queste parti ancora non hanno capito che, a parte il nome, il Partito Democratico americano è tutt’altra cosa rispetto a quello italiano. Qualcuno lo faccia presente anche all’Obama de Trastevere Uolter Weltroni, e gli comunichi che Yes we can non è la stessa cosa di Se po’ fa’.

La riflessione più equilibrata la fa Mario Adinolfi (candidato alle primarie del Pd “vinte” da Veltroni) sul suo blog:

«La lezione, ora, applichiamola all’Italia. E Obama non mette in crisi Berlusconi. Apre piuttosto una questione dentro il Pd»

A proposito. Che fine ha fatto l’antiamericanismo di stampo italico? Svanito nel giro di una notte. Mah! Un altro dei tanti misteri italiani. Forse sarebbe il caso di avvertire Carlo Lucarelli.

McCain

In questa affascinante competizione una grande lezione di stile e di vera democrazia ce l’ha regalata lo sconfitto John McCain:

«Ho telefonato al senatore Obama per congratularmi. La sua è stata una vittoria chiara. Ho avuto il privilegio e l’onore di congratularmi di persona»

«l’uomo che era il mio avversario e che ora sarà il mio presidente»

«Questa è un’elezione storica, riconosco il significato speciale che ha per gli afroamericani, per l’orgoglio speciale che devono provare stanotte. Ho sempre ritenuto che l’America offra opportunità a chiunque abbia la capacità e la volontà di coglierle e anche il senatore Obama la vede così. Ma entrambi riconosciamo che anche se abbiamo percorso una lunga strada dalle vecchie ingiustizie che un tempo macchiarono la nostra reputazione, il loro ricordo ha ancora il potere di ferire. Invito tutti gli americani che mi hanno sostenuto a unirsi a me non solo nel congratularsi con Obama ma nell’offrire al prossimo presidente la nostra buona volontà e il più grande sforzo per unirci. Quali che siano le nostre differenze, siamo tutti americani»

Prima di scimmiottare o attribuirsi vittorie che non gli appartengono, credo che i politici italiani (tutti, senza distinzione di colore) dovrebbero imparare molto da questa grande lezione di democrazia a stelle e strisce. (do.mal.)

votami-su-oknotizie

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  1. #1 di Marco il 5 novembre, 2008 - 2:26 pm

    Non vedo dove sia questa ‘grande lezione di democrazia’. Due candidati che si sono affrontati lealmente e alla fine la gente ha scelto uno solo. Avviene anche in Italia e in altri paesi del mondo.

  2. #2 di Federico Minniti il 5 novembre, 2008 - 10:09 pm

    Concordo su quando domandi che fine hanno fatto gli antiamericani italiani. Quelli che vedevano in George W. Bush (che non è uno stinco di santo!) l’incarnazione del Belzebù e l’America come il regime nascosto più potente ed eversivo della galassia.

    Oggi sono gli stessi sostenitori di Obama, kefiah al collo, confusi dai politicante italiano che lo spaccia per un ex DS (per non dire peggio un ex comunista). Tale politicante è il Barack de Trastevere (mi hai copiato la citazione. Eheheheheh!).

    @ Marco
    Il fascino delle elezioni americane è sublime. Prova ne è che uno stato in preda ad una crisi finanziaria simile al ’29 e con due guerre sul groppone è lì in fila per ore per esperimere la sua suprema volontà democratica.
    Il meccanismo è uguale anche in Italia, lo stile qualsiasi cosa ne pensino gli antiamericani, oggi “Democratici” del giorno dopo, è nettamente diverso.

  3. #3 di Neclord il 6 novembre, 2008 - 5:23 pm

    He did it. Il miracolo americano, il presidente giovane e di colore, il 66% dei giovani americani tra i 18 e i 29 anni che ha votato per lui. E’ un successo straordinario e una speranza per il mondo (e per questo paese di mafiosi e fascisti).

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