The winner is… Barack Obama!

Stanotte Barack Obama sarà ufficialmente il 44esimo presidente degli Stati Uniti. Il nostro Trapattoni direbbe «non dire gatto se non ce l’hai nel sacco», ma al di là delle dichiarazioni di facciata e dei sondaggisti (che volete anche loro tengono famiglia e devono pur campare) che danno John McCain in recupero sul senatore nero dell’Illinois, gli americani hanno già deciso chi sarà il prossimo inquilino della Casa Bianca.

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Di fatto Obama è diventato il nuovo presidente degli Stati Uniti il 3 giugno 2008, quando ha ottenuto il quorum necessario per la nomination democratica, battendo a sopresa, alle elezioni primarie del Partito Democratico, l’ex first lady e senatrice dello stato di New York Hillary Clinton (ritenuta dai sondaggi la grande favorita della vigilia).

Per fortuna i Democratici americani sono tutt’altra cosa rispetto ai Democratici italiani, così come Obama non è assolutamente l’equivalente del nostro Uolter Veltroni, anche se qualcuno vorrebbe farcelo credere. Cercare di spiegare le differenze tra Repubblicani e Democratici americani, prendendo ad esempio la Destra e la Sinistra italiana e quanto di più fuorviante possa esistere.

Rispetto all’Italia, infatti, dove gli schieramenti contrapposti esistono solo per eliminarsi a vicenda, nella politica americana democratici e repubblicani si discostano di poco. Per questo motivo un americano può stare tranquillo che governi l’uno o l’altro, faranno sempre l’interesse del popolo.

È nascosto proprio in questa differenza il fascino che Obama inizia a riscuotere anche nella destra italiana. La prima a rimanere stregata dal senatore nero è stata il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini («Il mio punto di riferimento è quello che sta facendo Obama in America»), poi è stata la volta di Sandro Bondi («Vedo molte analogie tra Obama e Berlusconi») e Franco Frattini («È vero hanno punti in comune soprattutto nel modo di comunicare»). Anche Paolo Guzzanti ha rivelato di aver fatto il tifo per McCain, ma di tenere adesso per Obama («Sono di destra e sto per Obama, anche se brinderò lo stesso se dovesse vincere l’Old Boy»).

In rete è nato addirittura il sito “Il PdL per Obama su iniziativa di un gruppo di parlamentari del Popolo delle Libertà:

«… abbiamo aderito a questa iniziativa perché non sono rimasti indifferenti alla proposta riformista, modernizzatrice e di forte innovazione politica e sociale di Obama. Alla sua passione, al suo carisma che può davvero rappresentare una svolta storica per gli Stati Uniti d’America».

In questo senso mi sembra molto interessante la riflessione di Giuseppe De Bellis che spiega il perché Barack Obama affascina la destra:

«Obama affascina la destra perché se c’è una certezza è che lui non è di sinistra. Lo dicono le sue idee, i fatti, la sua campagna elettorale. Ovvio che la sinistra italiana, perennemente a caccia di una legittimazione internazionale, abbia tentato di appropriarsene. Ovvio e però diabolicamente perverso, perché Obama non c’entra con loro. C’entra con un nuovo prototipo di leader bipartisan, forse nopartisan».

Più chiaro di così…

E poi permettetemi una divagazione personale. Un nero alla Casa Bianca è quello che ogni juventino si sognerebbe. Un’accoppiata assolutamente vincente! (do.mal.)

votami-su-oknotizie

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  1. #1 di Antonino Monteleone il 4 novembre, 2008 - 4:20 pm

    Ti spiace se io e Barack ci tocchiamo le palle?

    am

  2. #2 di Federico Minniti il 4 novembre, 2008 - 5:41 pm

    C’è anche tanta gente che nel PdL tifa per McCain…

    Comunque sull’aspetto mediatico secondo me è il più “berlusconiano” tra i candidati alla presidenza americana mai esistiti, per il resto credo che dovrà dimostrare che non è solo un grande comunicatore, ma un buon amministratore, quello che sta cercando di fare (?) il povero Silvio in Italia da un pò di anni. Strano a dirsi visto l’anagrafe più vicina a quella di McCain che ad Obama.

    @ Antonino
    Non ti toccare troppo!

  3. #3 di vittoriodelfo il 4 novembre, 2008 - 6:32 pm

    Se vogliamo imperniare l ermeneutica delle elezioni americani sugli schemi ideologici italici bisognerebbe dire che entrambi sono candidati di “centro-destra”.
    Obama è accusato di essere liberal . non certo socialista (bestemmia negli States) nè socialdemocratico. quindi ha poco a che fare con il “loro” PD.

  4. #4 di Federico Minniti il 5 novembre, 2008 - 11:33 am

    Vittoria a “mani basse”. Senza toccarsi però…

  5. #5 di paolo manzelli il 6 novembre, 2008 - 11:57 am

    Barack Obama : leader of the CREATIVE CLASS.
    L’ idea e la prassi di sviluppo della “CREATIVE CLASS” e’ stata l’ artefice della vitttoria di barack Obama da oggi 05/NOV/08 e’ divenuto Presidente degli USA .
    La “Creative Class” e’ infatti la nuova classe dirigente fatta di gente che antepone le emozioni alla pura razionalita e che pertanto sa gestire le conoscenze in una ampia condivisione dei saperi.
    La “Creative Class” si basa sulla capacita di fare rete e di coordinare persone aventi comuni interessi sociali ed economici in maniera abile per gestire il flussi di informazione condivisa, lavorando sia come lavoratori non dipendenti, che di manager ed imprenditori delle conoscenze innovativa.
    Di conseguenza la vittoria odierna di Barack Obama in USA, non e’ direttamente imputabile alle gerarchie di partito ovvero ad una coalizione di gruppi di potere , ma alla capacita di realizzare “down-top” una nuova concezione del lavoro fondata su un nuovo proficuo rapporto contemporaneo tra lavoro materiale di tipo industriale ed il lavoro immateriale , guidato della ricerca scientifica e le varie forme di arte, nell’ insieme capaci di essere comunicate “on line”, proprio in quanto scienza ed umanesimo vengono finalizzate ad un nuova tipologia dello sviluppo globale della societa’ della conoscenza. Il fattore cruciale della formazione della nuova “Creative Class” consiste nella capacita di organizzare il lavoro non piu come lavoro dipendente in modo che ciascun lavoratore , manager ovvero imprenditore possa esprimere la propria “virtualità intelligente” in una aperta condivisione basata su una comunicazione sempre piu’ interattiva e concordata sulla base della sottoscrizione di identiche ed identificabili finalita’ evolutive di un comune sviluppo economico e sociale.
    Purtroppo viviamo in un paese l’ Italia, ingessato dalla politica di chi non si vuol mai fare da parte , che per mantenere privilegi e strutture di potere gerarchizzate , ha preferito basare l’ economia sulla precarietà e su nuovi e coercitivi rapporti di basso sfruttamento dei lavoratori della conoscenza .
    Attualmente in pochi ,come noi di EGOCREANET http://www.egocreanet.it e amici di EGOCREANET , abbiamo assunto volutamente una nuova identita e cosciente di appartenenza alla Classe Creativa , capace di auto-organizzazione interattiva, proprio in quanto fondata sul libero lavoro creativo, condiviso tramite la aggregazione in rete, anziche sull’ appoggio di istituzioni tradizionali e di qualsiasi apporto di indole gerarchica. E ‘ pertanto evidente la mia e la nostra felicita e speranza che la Leadership di Barack Obama in USA possa essere un buon auspicio per realizzare anche nella nostra Italia un profondo cambiamento , come propone con grande saggezza e lungimiranza il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano .
    Paolo Manzelli 05/NOV/2008 Firenze. pmanzelli@gmail.com

  6. #6 di Pietro il 7 novembre, 2008 - 6:18 pm

    Visto che il tuo blog ha in sottotitolo una frase del grande Montanelli ti incollo qui questo pezzo:

    Negli ultimi suoi anni Montanelli si distinse per la posizione profondamente critica assunta nei confronti del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, il suo ex editore, ritenuto antidemocratico, propenso alla menzogna[12], autore di un progetto politico che, diversamente da come veniva descritto, con la destra non aveva niente a che fare. Intendeva mettere in guardia gli italiani, ricordando la pericolosità di un nuovo “uomo della provvidenza” capace di risolvere tutti i problemi, facendo notare, riferendosi a Benito Mussolini, che ne aveva già conosciuto uno in passato e che gli era bastato.

    Ecco perchè Obama non ha niente a che fare con la destra Berlusconiana. Perchè quella non è destra.

  7. #7 di Domenico Malara il 7 novembre, 2008 - 11:53 pm

    @Pietro
    E’ vero, Obama non ha niente a che fare con la destra Berlusconiana. Men che meno con la sinistra Veltroniana…

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