Il Lonfo metasemantico

La metasemantica è una tecnica letteraria utilizzata da Fosco Maraini nella sua raccolta di poesie “Gnosi delle fànfole” del 1978. Si tratta di una forma di composizione che affida al suono delle parole, meglio se assolutamente prive di senso, il compito di trasmettere a chi legge delle emozioni che è libero di riempire dei propri contenuti o, meglio, dei contenuti che gli stessi suoni evocano nella sua coscienza.
Una tra le più belle composizioni di Fosco Maraini è oggi diventata un cavallo di battaglia del grande Gigi Proietti.

Eccola:

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.

È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.

Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;

e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

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  1. #1 di Antonino Monteleone il 26 ottobre, 2008 - 11:17 am

    Spero non si sia trattato della tua solita, virulenta, propensione alla purificazione dei testi:

    e quasi quasi in segno di sberdazzi
    gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
    t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

    “sMerdazzi”, non sberdazzi.

    buona domenica

    am

  2. #2 di Domenico Malara il 26 ottobre, 2008 - 11:47 am

    Noto che fai uso del tuo solito spirito critico, sempre e comunque, anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Sarà il “morbo di Travaglio” che ti pervade e inizia a produrre i suoi effetti negativi.
    Bastava fare un semplice riscontro con la composizione originale (cioè quella che ho riportato nel post) per accorgenti che i versi riportati sono corretti. E’ invece Gigi Proietti che nella sua interpretazione sostituisce “sberdazzi” con “smerdazzi”.
    Anzi, per essere puntigliosi al capello (visto che fai così tanto il professorino), nel verso “fa lègica busìa, fa gisbuto”, Proietti aggiunge una “e” congiunzione e il verso diventa “fa lègica busìa e fa gisbuto”.
    Ma se ancora non sei convinto, ti ivito a rileggere e riascoltare la composizione di Fosco Maraini su lavoce.net (http://www.lavoce.net/Ascolta/Poesie/lonfo.html).
    Mi dispiace, ma stavolta hai fatto una bella figura di “smerdazzi” ops “sberdazzi”…

  3. #3 di Mattia il 17 aprile, 2009 - 6:46 pm

    Mi sembra tutto così normale…in fondo se qualcuno mi sbernecchia….io l’accazzo.Ma l’accazzo di brutto.

  4. #4 di il 28 aprile, 2010 - 9:44 pm

    Cos’è?? Sciccia e strunda, rastia, rulsa ma non biuca, se la vedi sbonza come un frullo al ghino, e stunda acqua ad ogni sbullo. Bronda si imbigna sul mare e dillunga ad ogni prìstio, s’allanda e si sbruchìa al sorgere di ogni alcàla. Se hai una spusta, stangra prendila e scuglia come se fosse la prima speglia… ma mai saprai cosè…

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