Poste Italiane in ritardo anche sulla storia

Esattamente a distanza di 100 anni, grazie a Poste Italiane, apprendiamo che il catastrofico terremoto del 1908 colpì solo la città di Messina, Reggio Calabria non venne neppure sfiorata. La scena che mi viene in mente è più o meno quella del Titanic: mentre fuori il transatlantico affondava e tutti si accalcavano per mettersi in salvo, dentro l’orchestra continuava a sunare come se niente fosse.

L’incidente di Poste Italiane è presto spiegato, ma prima fatemi dire che le cose, ovviamente, andarono in modo completamente diverso, così come riportano tutte le cronache dell’epoca. Erano le 5:21 del mattino di lunedì 28 dicembre 1908 quando una forte scossa di terremoto (7,2 magnitudo della scala Richter – 10° della scala Mercalli), con epicentro nello Stretto tra la Sicilia e la Calabria, rase al suolo Reggio, Messina e i centri limitrofi, provocando circa 100.000 vittime e distruggendo gran parte del patrimonio edilizio e urbanistico delle due città. Il sisma fu seguito da un maremoto violentissimo, con onde alte tra i 6 e i 10 metri, che causò con ogni probabilità il maggior numero di vittime perché la gente, uscita di casa per timore dei crolli, si era riversata proprio sulle spiagge.

Ecco come “La Domenica del Corriere” riportò la cronaca di quel tragico evento nell’edizione del gennaio 1909. In un passaggio si legge:

«Che spaventosa, che immane catastrofe! Forse la più grande di quante le cronache dei secoli andati ricordino. Lo stesso terremoto di Lisbona, come quello di Messina del febbraio 1783, produssero un numero di vittime di gran lunga inferiore. Da Rosarno a Porto Santo, vale a dire per una estensione di novanta chilometri lungo la costa calabrese con Reggio quasi al centro, e dal Faro a poco oltre Messina – che fu centro del terremoto – lungo la costa dell’isola dei Vespri è tutto strage, desolazione, sangue. I morti che pareva dovessero essere mille, duemila, diecimila salirono via via a cifre terribilmente fantastiche». (scarica qui l’articolo completo in pdf)

Ed eccoci alla perla di Poste Italiane.

Guardate con attenzione il francobollo commemorativo che sarà emesso il prossimo 4 novembre. La parte superiore del valore bollato reca la dicitura: “1098 Terremoto di Messina”. E Reggio che fine ha fatto? Forse una gaffe. Assolutamente no. La vignetta del francobollo, infatti, raffigura, in modo stilizzato, una veduta dall’alto di Messina con lo Stretto e, solo sullo sfondo, Reggio Calabria, con alcuni cerchi concentrici che rappresentano le onde sismiche causate dal terremoto.

Permettetemi di dire che più che una gaffe, quella di Poste Italiane è un autentico atto di ignoranza che offende chi ha pagato un enorme tributo di sangue al sisma del 1908. E non è un caso che c’è già chi invita a boicottare il francobollo della beffa. (do.mal.)

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  1. #1 di mari il 31 ottobre, 2008 - 2:35 pm

    dico solo una parola: VERGOGNA!!!

  1. www.LiberaReggio.org » Archivio » » La settimana della ReggioSfera

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