Facciamoli marcire in carcere

Dopo Ferdinando Carretta, che ha assassinato padre, madre e fratello, nelle scorse settimane sono tornati in libertà Pietro Maso, che ha ucciso i suoi genitori, l’ex Nar Francesca Mambro, tra i responsabili della strage di Bologna, e prima ancora Gianni Guido, uno dei massacratori del Circeo. Prossimamente sarà il turno di Erika De Nardo e Omar Favaro, i fidanzatini omicidi di Novi Ligure.
Tutti questi “signori” hanno già in cassaforte un lavoro sicuro, interviste in esclusiva (che significa un bel gruzzolo di soldini) e libri pronti da dare alle stampe (che vuol dire altri bei soldi), dove raccontano le loro “eroiche” gesta come fossero bibbie da tramandare ai posteri. Insomma, è gente che può tranquillamente campare di rendita per il resto della loro insignificante esistenza. A che prezzo? Appena qualche anno di carcere, vitto e alloggio a spese degli italiani ovviamente.

Tra indulto (che riduce di tre anni le pene di molti reati tra cui l’omicidio), liberazione anticipata, semilibertà, libertà condizionale e affidamento in prova ai servizi sociali, la pena da scontare in carcere si tramuta nè più nè meno in un soggiorno-vacanza Valtur, dove si può fare teatro oppure giocare a calcio o a pallavolo. Tutto a spese dei contribuenti. Un Pietro Maso qualsiasi, ad esempio, è costato alla società circa 300 euro al giorno. Dati alla mano, chi non ha colpa, cioè gli italiani, hanno pagato il soggiorno di questo assassino circa 1.700.000 euro, oltre 3 miliardi delle vecchie lire.

Detto questo, c’è da chiedersi: come mai in Italia tutti si preoccupano delle porcherie che fa Berlusconi e nessuno scende in piazza per protestare contro un sistema giudiziario che garantisce l’impunità ad assassini e terroristi? Possibile che nessuno s’indigna sapendo che gente come Francesca Mambro o Ferdinando Carretta, sono a piede libero?

Eppure, secondo un’indagine, il 66% degli italiani si dichiara decisamente in disaccordo con il vecchio (e condiviso da tanti giuristi) principio del “meglio un colpevole libero che un innocente in galera”, preferendo al contrario rinchiudere in prigione quanti più criminali – veri o potenziali – possibile. Non a caso quasi un terzo (31%) è d’accordo nel proporre l’introduzione della pena di morte per delitti particolarmente gravi.

Sinceramente mi verrebbe da dire anche a me “sì” alla pena di morte. Ma pensandoci bene, che senso avrebbe? Il rischio sarebbe quello di trasformare questi assassini in protagonisti, quasi dei martiri. Alla sedia elettrica o all’iniezione letale, molto meglio il carcere a vita. Ma quello vero e soprattutto senza privileggi: cella austera, brandina e bagno. Stop. Si abbattono anche i costi che gravano sulla testa degli italiani.

E per favore, non venitemi a parlare di pietà e rispetto dei diritti umani. Non credo che bestie del genere sappiamo cosa significhi la parola pietà. Se non per loro. (do.mal.)

votami-su-oknotizie

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  1. #1 di teresa il 24 ottobre, 2008 - 8:41 am

    VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    SIAMO PROPRIO IL PAESE DEI BALOCCHI!!!!!!!!!!!!!

  2. #2 di RITa il 24 ottobre, 2008 - 8:55 am

    E farli lavorare ???
    Mi spiego saranno condannati, pericolosi, pazzi ecc. ecc. ma non sono infermi, quindi ti porto la “fabbrica” in galera, e tu devi produrre (non mi interessa cosa, ma ad esempio pezzi di fanali, berettini, scarponi, occhiali ecc.ecc. insomma oggetti di uso comune e di facile manovrabilità ) , chi lavora mangia e si lava con l’acqua calda gli altri no…………
    E se le celle sono troppo poche si mettono cmq dentro i detenuti (anche se in numero maggiore) le loro vittime stanno in celle di circa 40 x 40 x 200 e sono celle eterne…………………….
    A altro piccolo particolare, dovrebbero finire dentro anche tanti senatori e parlamentari ( e non a portare la loro solidarietà)

  3. #3 di italica il 24 ottobre, 2008 - 9:03 am

    Tutti gli italiani abbiamo capito che i delinquenti “prosperano” prima, durante, dopo e sempre. Come mai non lo hanno capito i legislatori e i magistrati? Siamo cretini noi che non sappiamo capire le ragioni umanitarie degli stragisti o sono i governanti che se ne fregano perché a loro non capiterà mai niente e nemmeno ai magistrati.

  4. #4 di Marco il 24 ottobre, 2008 - 9:31 am

    Tutti si occupano di Berlusconi e nessuno protesta per Erika e Omar o la Mambro? Perchè Berlusconi ci governa e le sue azioni ricadono su noi e i nostri figli. Se Erika e Omar si rifanno una vita o la Mambro esce dal carcere non interessa nessuno, a meno delle persone direttamente interessate alle vicende. E poi, ricorda l’art. 27 della Costituzione: Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

  5. #5 di Antonino Monteleone il 24 ottobre, 2008 - 10:09 am

    Ogni tanto potrai usare lo stesso titolo quando (?) parlerai di mafiosi.
    Guardando, senza occhiali, quello che hai ad un palmo dal naso.

    Tipo perché non marciscono in carcere Nino e Carmelo Iamonte da poco scarcerati?

    am

  6. #6 di Domenico Malara il 24 ottobre, 2008 - 10:40 am

    Rispondo ad Antonino:

    A parlare di mafiosi e ‘ndranghetisti ci riesci benissimo tu, quindi sarei solo ripetitivo. Ovviamente il “Facciamoli marcire in carcere” era riferito a tutti coloro che, grazie alla legislazione italiana e allo “spettacolare” art. 27 della Costituzione, possono godere di privilegi a spese della gente onesta.
    E’ chiaro che tra questi ci sono anche mafiosi e ‘ndranghetisti. Potrei, ad esempio, nominarti il figlio di Riina, che oggi passeggia tranquillamente per le strade di Palermo, ma sai meglio di me che la lista sarebbe lunghissima…

    A Marco
    che cita l’art. 27 della Costituzione, gli chiedo: perché dobbiamo avere pietà e umanità nei confronti di assassini che hanno spezzato vite innocenti. Credo che già concedergli di vivere in carcere fino alla loro morte naturale, sia un nel gesto di umanità. E anche di rispetto per la gente che ha subito lutti tremendi per mano di queste bestie che oggi sono in libertà. In ogni caso Marco, prova a spiegare le tue tesi, ad esempio, ai parenti delle vittime della strage di Bologna. Poi fammi sapere…

  7. #7 di Marco il 24 ottobre, 2008 - 11:10 am

    Domenico, permettimi di dire che scrivi a sentimento, mentre dovresti cercare di usare di più la ragione. Viviamo in un Paese lassista, in cui le regole esistono solo per gli elettori e non per gli eletti. Esiste una Costituzione che viene regolarmente stuprata da chi ci governa. Anch’io farei marcire in carcere i responsabili di certi reati ma bisogna sempre fare i conti con quell’articolo della Costituzione che prevede il reinserimento nella società del condannato dopo rieducazione. E inoltre non dimenticare che in carcere i premi per la buona condotta sono utili a mantere un pò ordine. Dobbiamo, a mio avviso, protestare per leggi come l’indulto che scarcerano criminali prima del tempo con conseguenze spesso tragiche (vedi il mio post ‘indulto colposo’). Ai parenti delle vittime vorrei ricordare che non devono scaricare la loro rabbia contro la Mambro, ma contro lo Stato che continua a proteggere segreti relativi a quegli anni e ai rapporti tra i servizi segreti deviati, l’Olp, la massoneria e le istituzioni nei traffici illegali di armi che in quegli anni sono stati all’origine di altri misteri ancora irrisolti (scomparsa di Toni e De Palo, Moby Prince, Ilaria Alpi). E devono prendersela con gli uomini che in quegli anni governavano e che hanno certamente molto da dire e svelare all’opinione pubblica. Parlo di Cossiga e Andreotti. Oggi invece questi uomini li lasciamo sedere in Parlamento, parlare della Grambassi o leggere la Bibbia in tv. Ecco, se la prendano con le istituzioni e col segreto di Stato che ancora vige su certi fatti invece di indignarsi per la Mambro che, a mio avviso, è stata usata come capro espiatorio per proteggere personalità ben più importanti.

  8. #8 di RITA il 24 ottobre, 2008 - 12:53 pm

    Marco ti chiedo scusa se entro in una conversazione tra te e Domenico, ma dal mio punto di vista ormai tralasciando i terroristi di dx e sx che possono anche essere stati “indottrinati” o “pressati” a fare delle stragi (li metto al livello di quei integralisti che si fanno esplodere per avere il paradiso e le vergini…………), si mollano fuori sulle spalle dei cittadini “belve” che NON avevano nessun perchè per uccidere……………… E se hanno avuto un momento, come dicono gli avvocati quando li diffendono ??, in cui non erano in grado di intendere e volere, chi mi assicura che non succeda di nuovo ???
    Ieri sera al tg2 (notizia data naturalmente dopo una mezzora buona di politici vari ed eventuali) uno, parlava la mamma, ha fatto BEN DUE ANNI EFFETTIVI DI GALERA, dopo aver ammazzato la compagna di 28 anni e sai perchè ? aspettava un bambino………………………………
    Ora io se fossi la mamma di quella ragazza lo aspetterei con la macchina fuori dal carcere, e lo investirei……………… Cosa possono farmi per un incidente stradale ?? Magari pensi che io abbia fatto apposta, ma io dirò di no, e con la legge attuale meglio 10 colpevoli fuori che un innocente dentro , molto probabilmente la passerei liscia…………………

  9. #9 di michele marino il 24 ottobre, 2008 - 2:12 pm

    Perché scendere in piazza per qualcosa anziché qualcos’altro?
    Questioni di priorità.

  10. #10 di Marco il 24 ottobre, 2008 - 3:21 pm

    Rita, il vantaggio di discutere sul blog è proprio quello di aprire la conversazione ad altri. Credo che Domenico sia d’accordo con me. I tuoi dubbi sono più che legittimi. Sono dell’opinione che il processo debba essere più breve e le pene più sicure, ma il nostro è un Paese tradizionalmente garantista quindi non mi aspetto che cambi molto su questo versante. Quello che vorrei è che le parole indulto, grazia o amnistia siano cancellate dal vocabolario del politico e soprattutto che personaggi che abbiano o abbiano avuto a che fare con la Giustizia non possano allo stesso tempo legiferare.

  11. #11 di Domenico Malara il 24 ottobre, 2008 - 3:40 pm

    Assolutamente d’accordo con te Marco. Hai ragione quando dici che l’Italia è un Paese garantista, ma attenzione a non confondere il garantismo col perdonismo. Chi ha sbagliato deve pagare, ma deve farlo a spese sue, non a spese della gente onesta. Il carcere non può essere una luogo di villeggiatura mantenuto con i soldi degli italiani, ma un posto duro, dove riflettere e maledire gli errori che hai commesso.
    Stesso discorso vale per i politici, anche se starei attento a distinguere chi ruba e chi uccide. Il politico che ruba non dovrebbe più mettere piede in Parlamento, ma anche un assassino che uccide non può e non deve avere più niente a che fare con la società civile.
    Il problema è l’eccessivo numero di detenuti? Bene, che si costruiscano altre carceri o che si riaprino quello che sono state chiuse. Come ad esempio in Sardegna. Uno Stato che concede la libertà a un Pietro Maso dopo soli 17 anni dall’omicidio che ha compiuto, è semplicemente uno Stato complice di quel criminale.
    MI fa piacere che ne sia venuta fuori una discussione costruttiva e appassionata, su un problema che, com’era prevedibile, scuote la coscienza di molti.

  12. #12 di Massimo Calabrò il 24 ottobre, 2008 - 10:09 pm

    Analizziamo la cosa anche dal punto di vista pratico, e su questo non parto prevenuto ma stimolo la riflessione. Chi vorrebbe come collega di lavoro, magari nella stessa stanza, Pietro Maso?
    Oppure, per riportare un fatto di cronaca cittadina, hanno fatto bene i residenti di una cooperativa che hanno scritto al Sindaco di non assegnare un appartamento della cooperativa ad una famiglia rom? Voi l’avreste voluto un rom/nomade/zingaro vicino di casa?

  13. #13 di Dott. B.Gotto il 25 ottobre, 2008 - 1:37 pm

    “Voi l’avreste voluto un rom/nomade/zingaro vicino di casa?”
    Su questa puttanata vergognosa neanche mi soffermo….
    (ho già dedicato un post sul mio blog -La razza-)

    Vorrei chiederti, Domenico Il giustiziere:

    perchè continui a indignarti per gli esecutori materiali,
    e neanche ACCENNI ai mandanti e ai depistaggi mirati a nascondere le responsabilità politiche?

    (poi è normale che uno XENOFOBA come Calabrò tira in ballo quegli zingari schifosi puzzolenti,maleducati,ladri,stupratori,ricchioni)

    e inoltre,
    vi siete mai chiesti perchè Renato Curcio ( ideologo delle BR ) sia ancora in carcere ed altri truci omicidi come ad esempio Savasta ( altri nomi ora non mi sovvengono, ma sono diversi in queste condizioni ) abbiano avuto condanne ben più lievi ?

  14. #14 di Dott. B.Gotto il 25 ottobre, 2008 - 2:54 pm

    proposta di legge di iniziativa popolare per : ‘L’ABOLIZIONE DEL SEGRETO DI STATO NEI DELITTI DI STRAGE E TERRORISMO’. Consegnata all’On. Francesco Cossiga, allora Presidente del Senato, il 25 LUGLIO 1984, corredata da circa 100.000 firme, la legge deve ancora essere discussa dal nostro Parlamento.

  15. #15 di Le Favà il 26 ottobre, 2008 - 3:23 pm

    Ho ponderato bene prima di dare una risposta a questo tuo post. Lo trovo giusto nelle sue parti, e a volte leggermente tendente ad un umore di massa. Trovo condivisibile il fatto che certi soggetti, da te per altro menzionati, dovrebbero rimanere in carcere per lungo tempo, o per lo meno gli anni che gli sono stati inflitti. Il fatto è che in Italia negli anni passati, la vita in carcere era tormentata, ovvero si causavano sommosse e quanto altro. Da quel giorno, con una legge che porta il nome del suo ideatore, si è scelto di fatto il concetto di “buona condotta.” Ovvero, il se ti comporti bene ogni anno ti vendono tolti tot mesi dalla pena finale. Questo ha portato a una fine delle sommosse in carcere, i quali ora si comportano “bene” per una futura uscita anticipata. Da prendere anche in considerazione che in Italia, il carcere viene anche considerato come forma “correttiva” dell’individuo, che dopo aver scontato la sua pena, viene reinserito nel mondo cosiddetto “libero”.
    Ancora però non riesco a capire come si possa dare tutta la colpa ai magistrati. Il potere legislativo non è in mano a loro, ovviamente e giustamente, loro hanno solo quello giuridico (seppure di questi tempi, i legislatori sembrano voler surrogarsi anche quello giudiziario…), ovvero applicano la legge. Certo la legge viene pure interpretata, ma non si può troppo allargare la manica della legge, e quindi si agisce su un piano delimitato. Il problema allora non è il giudice, ma chi fa le leggi. Se le leggi portano al pantano, non è colpa di chi usa (il giudice) ma di chi le fa (il legislatore). Poichè se il giudice non applica la legge, va contro la legge stessa. Come ognuno di noi.
    L’indulto, votato dalla quasi totalità del parlamento(tranne Italia dei Valori e Lega Nord e pochi altri), riportava lo sconto di 3 anni per infrazioni alla legge, che non si dovevano toccare. Omicidi, stupri (se non sbaglio, correggetemi in caso). Salvando poi quelle poche persone che erano dentro per Falsi in bilancio (ce ne erano poche, che non dicano poi appunto per svuotare le carceri…). Insomma. Non è come si voglia far credere che è il giudice di sua iniziativa, ma la legge che lo consente. Poi non so, con Maso in teoria se non usciva in questi giorni, sarebbe uscito l’anno prossimo o quello dopo, sempre appunto per il fatto della buona condotta.
    Il problema appunto è la legge, mai come in questi anni cambiata e usata per salvare i pochi rispetto ai tanti.
    Io da laico cristiano, non me la sento di puntare il dito per un voler la pena di morte, vi è sempre l’indeterminazione. E se fosse innocente? Morirei nel sentire che uno è morto per uno sbaglio tecnico, o di percorso. E poi non la vedo come questa punizione massima. Insomma, la privazione della Libertà (ergastolo) totale, la vedo come la miglior cosa. Ma dipende appunto da fatto a fatto. E comunque morirei lo stesso nell’uccidere una persona. Chi sono io per volerlo?

    Credo di aver finito. Sui discorsi su rom e similari non mi metto a discorrere, anche lì è un fatto di legge e non di nazionalità. E rispondo in modo sarcastico al fatto di voler un Pietro Maso vicino a me.

    Non mi sentirei sicuro, questo è vero, magari però è solo pregiudizio. Non so, devo provarlo. Non ho mai avuto questa possibilità. Però potrei lo stesso pensare che se un vicino a me, non paga le tasse, e lo so. Ecco, con lui forse lo stesso non ci starei vicino. Perchè grazie a lui, io pago di più. E devo rinunciare a qualcosa. Grazie a lui. E sinceramente lo sputtanerei. Semplice.

  16. #16 di Joseph il 11 dicembre, 2008 - 1:30 pm

    Tutto giusto, condivido. Tuttavia, nel caso Mambro, sei talmente preda del tuo giusto furore giustizialista che sembri parecchio disposto ad accettare pedissequamente una giurisprudenza apertamente pilotata a fini politici. Vero che Francesca (e il suo consorte Giusva, di cui non parli) dovrebbero scontare i molti omicidi commessi. Ma mi sembra frettoloso affibiar loro la strage di Bologna. Non solo perché, al contrario di altre contestazioni, si sono sempre dichiarati estranei al fatto. Ma soprattutto perché è talmente evidente il nesso tra detta strage e quella di Ustica, che la precedette di un mese. Ustica fu un errore da coprire (volevano ammazzare Gheddafi, e invece tirarono giù un aereo passeggeri, causa intervento di una parte dei nostri Servizi), Bologna fu la vendetta dei Servizi stranieri (CIA, Mossad, francesi?), un ammonimento a comportarsi meglio in futuro.

  17. #17 di angelocaduto il 2 gennaio, 2009 - 12:22 am

    il carcere peggiora i criminali.questo è tutto.

  18. #18 di Domenico Malara il 2 gennaio, 2009 - 1:42 pm

    Visto che il carcere li peggiora, allora rimettiamoli in libertà o per quel poco tempo che passano dentro concediamogli ogni comforti. Se invece il carcere fosse davvero un luogo di punizione, servirebbe a far riflettere i delinquenti se rischiare di tornarci o meno. Ma putroppo in Italia non è così, e ad essere tutelati sono sempre i criminali e non la povera gente…

  19. #19 di Roberto il 6 febbraio, 2009 - 8:55 am

    Questo articolo dimostra solo l’ignoranza del suo autore e la mancanza di conoscenza della realtà.
    E’ basato solo su luoghi comuni e ignoranza, appunto.

  20. #20 di luigina il 23 aprile, 2009 - 10:11 pm

    Di fronte a queste tragedie, frutto di menti diaboliche è dura esprimere un pensiero nei confronti di tutte le vittime (i due colpevoli e rispettivi familiari)…giudicare? Preferisco di no, non per vigliaccheria, ma perchè penso che la vita porterà i due ragazzi a giudicare sè stessi e sopportare il peso di ciò che sono stati capaci. Questo sarà la loro condanna eterna, che andrà oltre come peso e significato di quella umana espressa in un tribunale.

  21. #21 di dani il 6 giugno, 2009 - 8:57 pm

    ma scherzi? sai cosa vuol dire stare dentro?

  1. Amanda Knox nel Paese delle meraviglie « Il blog di Domenico Malara
  2. In Brasile i terroristi li chiamano rifugiati politici « Il blog di Domenico Malara

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