Dieci, cento, mille Roberto Saviano

Il mio amico Peppe Careri mi perdonerà se prendo in prestito il titolo del suo post per dire ciò che penso di Roberto Saviano ed esprimere la mia gratitudine per il suo grande coraggio. Ha ragione Peppe quando dice che regioni come Campania, Calabria e Sicilia avrebbero bisogno di dieci, cento, mille Saviano. Quello che manca, però, è proprio il coraggio di Roberto.

Stanotte sono intervenuto ad “Onorevole Dj”, la trasmissione di Rtl 102.5 condotta dal mio amico Pierluigi Diaco. Si parlava appunto del caso Saviano e di Gomorra. Pierluigi mi ha chiesto come mai anche in Calabria non c’è un Saviano che denuncia gli orrori della ‘ndrangheta. A questa domanda ho risposto con la più cruda e semplice verità: perché nessuno ha il coraggio di farlo.

È vero, ci vorrebbero dieci, cento, mille Saviano, ma a che prezzo? Credo che Roberto non si è pentito di ciò che ha fatto, ma forse ci ripenserebbe cento volte prima di pubblicare un altro Gomorra. Forse anche lui, sulla sua pelle, si è reso conto che probabilmente non ne vale la pena, soprattutto quando ti accorgi che vivi in uno Stato che tutela più gli assassini (vedi Carretta o Maso) e i terroristi (leggi Sofri, Mambro, Petrella) che gente come Saviano.

Ci vorrebbero dieci, cento, mille Saviano, ma non cambierebbe ugualmente nulla. Guardate Falcone, Borsellino, Impastato. Cos’è cambiato? Niente. Tra qualche tempo i casalesi torneranno liberi, così come sono tornati liberi tanti boss mafiosi.

Se davvero Roberto Saviano decidesse di lasciare l’Italia per costruirsi una nuova vita lontano da qui, chi potrebbe dargli torto? Forse qualcuno già lo accusa di vigliaccheria. Ma a questo prezzo meglio un vigliacco vivo che un eroe morto. La storia insegna. Forza Roberto. (do.mal.)

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  1. #1 di Anonimo Spavaldo il 16 ottobre, 2008 - 12:47 pm

    “nessuno ha il coraggio di farlo”
    .
    “Credo che Roberto non si è pentito di ciò che ha fatto, ma forse ci ripenserebbe cento volte prima di pubblicare un altro Gomorra.”
    .
    “probabilmente non ne vale la pena, soprattutto quando ti accorgi che vivi in uno Stato che tutela più gli assassini ”
    _______________

    Lo Stato di cui parli è lo stesso che DA SEMPRE convive e tratta con le associazioni mafiose.

    Lo stesso Stato che ha tolto la scorta a Pino Masciari.

    Lo stesso che al massimo trova gli autori materiali delle stragi, ma che dei MANDANTI se ne sbatte ******.

  2. #2 di bagnaroto il 16 ottobre, 2008 - 1:54 pm

    Ciò che più rattrista, caro Domenico, non è tanto il fatto che i mafiosi ci sono e ci saranno ancora per molto tempo, ma è quell’aurea di superuomini che nell’immaginario collettivo continua ad essere accostata alle figure di boss e picciotti. E’ questa la loro vera forza, è l’ammirazione silente, a volte inconscia, di un popolo cresciuto nella mitologia dell’uomo d’onore che in quanto tale merita rispetto e venerazione. Una mitologia che consente a questi criminali di non sentirsi tali, ma uomini giusti e forti. E’ la loro linfa vitale. E’ il vero parodosso sociale contro cui Saviano si è voluto scagliare.
    La lezione che ciascuno di noi deve apprendere dall’autore di Gomorra è che non si tratta più di uomini d’onore, ma di criminali senza scrupoli, capaci di avvelenare fin’anche la loro stessa terra e quindi i loro figli pur di fare affari. Insomma, gente da disonorare di cui non è più possibile subirne, sia pure privatamente e incosciamente, il fascino.
    Per sostenere la nobile causa di Saviano, pertanto, non c’è bisogno di emularne le gesta eroiche. Basterebbe che ciascuno di noi, nel suo piccolo, all’interno della propria famiglia, tra gli amici, sul posto di lavoro, contribuisse ad alimentare questa nuova cultura, questa nuova mitologia: quella del non rispetto e del disonore, quella cultura, cioé, che porta ad identificare questi personaggi semplicemente per quello che sono.
    E’ questa rivoluzione culturale la nostra unica speranza, poiché e’ innanzitutto nella nostra stessa testa che deve finire l’epoca dei compari e dei comparaggi. O no?

  3. #3 di Anonimo Spavaldo il 16 ottobre, 2008 - 2:08 pm

    “E’ questa rivoluzione culturale la nostra unica speranza, poiché e’ innanzitutto nella nostra stessa testa che deve finire l’epoca dei compari e dei comparaggi. O no?”

    E no !
    Adesso ci serve l’epoca di NON NE VALE L PENA.
    CONVIENE ABITUARSI E RICAVARNE IL MAGGIOR PROFITTO POSSIBILE.

    Vero Domal?

  4. #4 di Marco il 16 ottobre, 2008 - 4:53 pm

    Domenico,
    Falcone, Borsellino e Impastatato non hanno cambiato nulla perchè sono stati uccisi e non hanno potuto continuare la loro opera. In particolare i giudici di Palermo, insieme a Chinnici e Dalla Chiesa, sono stati uccisi perchè avevano iniziato ad indagare sui colletti bianchi, andando a ficcare il naso nei loro conti bancari e nei loro uffici. Perchè la mafia è lì, e non in un casolare diroccato nella periferia di Corleone. Falcone e Borsellino l’avevano capito e per questo sono stati eliminati. Loro, insieme a Peppino Impastato hanno lasciato un grande insegnamento e purtroppo solo questo. Tu e Diaco vi domandate perchè. Vi rispondo io. Perchè le responsabilità sono ai piani alti, sono all’interno dei gangli dello Stato. E come diceva Sciascia, ‘Lo Stato non può processare se stesso’. E noi cosa facciamo? Parliamo di rom, prostituzione, esercito nelle strade e tornelli a Palazzo Chigi. Della mafia dei potenti non parliamo ma oggi è viva più che mai e lo vediamo ogni giorno. La Forleo e De Magistris sono i moderni Falcone e Borsellino. Indagavano i poteri forti e sono stati trasferiti perchè il ‘trasferimento per incompatibilità ambientale’ è il tritolo dei giorni nostri. Pino Maniaci di Telejato è il moderno Peppino Impastato. Tu e Diaco lo conoscete? Cuffaro è in Parlamento nonostante offendesse il lavoro di Falcone da vivo e sia oggi condannato per favoreggiamento a mafiosi. Dell’Utri è in Parlamento nonostante una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Andreotti è ospite di Porta a Porta e siede in Senato nonostante sia stato un mafioso almeno fino al 1980. Questo è il Sistema che gli eroi morti combattevano. Dì a Diaco che parlasse di questo dalla sua radio invece di andare in tv a parlare di graffiti sui muri con dj Francesco.

  5. #5 di Neclord il 16 ottobre, 2008 - 8:45 pm

    http://tv.repubblica.it/copertina/saviano-fatti-i-fatti-tuoi/25227?video

    Spiegate a queste “persone” chi è Saviano, perchè io onestamente sono sconcertato dopo aver visto questo filmato.

  6. #6 di Federico Minniti il 17 ottobre, 2008 - 10:46 am

    Sconcertante questo video…”è una pedina in mano allo Stato”…

  7. #7 di Anonimo Spavaldo il 17 ottobre, 2008 - 11:45 am

    ”è una pedina in mano allo Stato”

    questo dubbio è venuto anche a me.

    ma non per denigrare Saviano.
    Del resto sappiamo cosa ne fa lo Stato dei personaggi scomodi.
    Li usa….e li getta.

  8. #8 di Chiara il 21 gennaio, 2009 - 8:28 pm

    Sai che ti dico? secondo me non è vero che nessuno ha il coraggio…
    io ho solo 16 anni, ma ho le idee chiare sul mio futuro…vogliodiventare una giornalista sulla mafia in Sicilia…e lo farò…chissà che tra qualche anno qualcuno non scriverà l’articolo su come la mafia si accanirà su di me…ti dico questo…
    “IO NON HO PAURA”…io ci credo…e la morte di falcone e borsellino non sono invane…

  9. #9 di Vincenzo il 8 settembre, 2010 - 1:37 pm

    Con tutta l’ammirazione per Saviano e sempre ringraziandolo, vorrei chiedergli:
    Se in Iran avessero condannato a morte un uomo per aver pianificato e partecipato alla uccisione della moglie, si sarebbe dato ugualmente tanto da fare?

  1. Né martiri, né eroi « L’Impiccione Viaggiatore
  2. La mafia che uccide i giornalisti « Il blog di Domenico Malara

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