L’Unità spara a Brunetta ma poi precisa: la pistola era caricata a salve!

La chiamano satira. Una pistola puntata contro il ministro anti-fannulloni Renato Brunetta e un titolo che ne giustificherebbe l’esecuzione: “Guerre giuste”. Non sapendo più come collocarsi dopo la fusione di Ds e Margherita, l’Unità, lo storico quotidiano di sinistra, sta pensando seriamente di diventare l’organo ufficiale delle Brigate Rosse. La vignetta di Mauro Biani, pubblicata sull’inserto del lunedì Emme del giornale diretto da Concita De Gregorio, ne è la dimostrazione. Dispiace perché Emme è anche piacevole e divertente da sfogliare e personalmente ne sono un assiduo lettore.

Ma la satira è sacra, soprattutto se è di sinistra. In quel caso tutto è lecito e tutto è permesso. Per la sinistra, ad esempio, è satira anche quella di Sabina Guzzanti che parla di «diavoloni frocissimi e attivissimi che aspettano Benedetto XVI all’inferno» o quella di Vauro su Il Manifesto che in occasione del family day in una vignetta dice: «Oggi sarà pieno di preti, dici che è meglio se lasciamo a casa i bambini?».

Dopo la bufera abbattutasi su l’Unità, il vignettista di Emme, che sostiene di avere avuto un passato di militanza nei gruppi di nonviolenza (militanza armata, forse), taglia corto è dice: «La satira ha un suo linguaggio, ho parlato del disagio sociale dilagante». E no caro Biani, è vero che la satira ha un suo linguaggio ma deve criticare, non può offendere. Tu sei andato anche oltre, istigando all’assassinio. Non male per un nonviolento! O forse la tua pistola era caricata a salve?

E come si giustifica l’Unità? Condannando la vignetta? Macchè, meglio tirare in ballo le parole di Bossi: «La direzione dell’Unità esprime sorpresa per le reazioni suscitate dalla vignetta negli stessi ambienti che hanno sempre giustificato e tollerato gli espliciti riferimenti all’uso delle armi fatti da un autorevole esponente della maggioranza di governo, Umberto Bossi, in contesti non satirici ma evidentemente politici». Come dire: Bossi ha detto una grande cazzata, noi spariamone una più grossa!

Ricordo, infine, che l’Unità, insieme ad altri organi di stampa della sinistra (Liberazione, il Manifesto), non perde occasione per incitare alla pace, condannare le guerre, mettere in guardia il Paese dall’avanzata violenta di un nuovo regime fascista. E poi che fa? Invita qualche testa calda a giustiziare un ministro della Repubblica. Complimenti! (do.mal.)

Invito a leggere il post di Marco Panattoni

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  1. #1 di uccio il 30 settembre, 2008 - 1:30 pm

    “La satira ha un suo linguaggio ma deve criticare, non può offendere”.

    Chi te lo ha detto? Gasparri?

    La satira è “un atto di rifiuto e come tale non può che essere acceso”. La satira è “una controaggressione che risponde allo smacco del Potere con uno sghignazzo che non può essere elegante”. La satira è “nata per mettere il re in mutande”. Per questo “il linguaggio della satira non può che essere virulento, sfacciato, insultante”

    Cosi’ Dante nella Divina Commedia colloca nel girone infernale dei simoniaci Papa Bonifacio VIII ed altri ecclesiastici per aver fatto commercio di beni sacri, condannandoli a restare a testa in giù mentre il fuoco brucia loro le piante dei piedi.

    Aristofane ti dice niente? Sai qualcosa di commedia greca?

  2. #2 di uccio il 30 settembre, 2008 - 1:36 pm

    ops…..ho fatto la battuta su Gasparri, ma o appena scoperto che non vale…..
    è proprio lui ce si è lamentato di questa VIGNETTA.

    MA SI PREOCCUPANO DELLE VIGNETTE……….
    (questa si ce è una brutta piaga…..)

    Ps: perchè non vai a prenderti un caffè con qualche disegnatore satirico?
    In fondo è brava gente.
    Al massimo ti disegna una pistola puntata….
    NON TI PUNTA UNA PISTOLA E TI DISEGNA PER TERRA!

  3. #3 di Marco il 1 ottobre, 2008 - 5:17 pm

    In Italia la satira non è accettata nè compresa. Basta vedere la fine che ha fatto Luttazzi, il più grande autore satirico italiano.
    Ho letto il post di Marco Panattoni: non è altro che lo sfogo volgare di qualcuno ancora troppo legato alle ideologie.

  4. #4 di Sound il 17 ottobre, 2009 - 5:08 pm

    Ciao a tutti!
    Questa vignetta è proprio bella ! Complimenti! Anche il disegno.
    Ma rimango sorpreso dal commento che dice che è una vignetta violenta e senza freni, etc… Ma cosa diavolo stai dicendo?! Mica istiga alla violenza, è un’osservazione troppo ingenua la tua! E’ semplicemente la reazione comicamente esagerata da parte del personaggio che risponde a quell’odio morboso di Brunetta nei confronti dei “fannulloni”. Infatti risponde spropositatamente ma tutto ciò ha lo scopo di deridere lo stesso Brunetta. Inoltre sono proprio lui e i suoi colleghi i destinatari della “giustizia arbitraria” da parte del personaggio, perchè proprio loro i fannulloni! Non c’è alcuna istigazione alla violenza, non è quest’ultima il fulcro, lo scopo della satira di questa vignetta!

  5. #5 di Sound il 17 ottobre, 2009 - 5:14 pm

    In ultimo voglio sottolineare che il personaggio della vignetta è chiaramente ironico nel suo parlare e nel suo agire! Inoltre, stiamo attenti, è una sorta di racconto letterario della reazione di un personaggio ad una situazione, uno stimolo, è un fatto singolo narrato, non è la comunicazione di uno stato d’animo pericoloso!

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