La dolce euchessina purgata da Santoro

Non ci volevo credere, fin quando non ho visto la prima puntata di Annozero. È proprio vero, se la sono trombata. Anzi se la sono purgata. Ci mancherà la dolce euchessina Beatrice Borromeo, nipote di Marta Marzotto, cognata di Lapo Elkann, ex di Tommaso Buti e attuale di Pierre Casiraghi. Ci mancherà questo distillato di giornalismo purissimo, questa Oriana Fallaci intrappolata nel corpo di una velina (vedasi video allegato). Ci mancheranno le sue lezioni di morale condite di indignazione e qualunquismo, ci mancherà l’aria da imbronciata e la esse sifulina (leggasi zeppola) che fanno tanto radical-chic.
La dolce euchessina ad Annozero aveva il gravoso compito di rappresentare la rabbia dei giovani italiani, era il simbolo di un’intera generazione. E ora? Niente paura, ora ce la ritroveremo a Radio 105. A fare cosa? «A raccontare un Paese che è ormai una giungla – dice lei in un’intervista a La Stampa -, tra mafie, crescente razzismo e crisi Alitalia. Farò piccole inchieste e interviste». Aridaglie!

E visto che c’è, l’Oriana Fallaci de’ noantri non disdegna giudizi e consigli a destra, e soprattutto a sinistra. Annozero? «L’unico vero programma d’informazione». E l’oracolo Michele? «Santoro è l’unico ad avere la schiena dritta. La sua onestà viene scambiata per faziosità. La stessa cosa vale anche per Travaglio». Certo che definire Santoro uno con la schiena dritta ce ne vuole. Magari con un po’ di scoliosi a sinistra, già va meglio.
E arriviamo a Vespa e al suo Porta a Porta: «Ridicolo e privo di qualsiasi dignità». Va un po’ meglio Matrix: «Mentana è simpatico e arguto. Tenta di barcamenarsi e di fare la trasmissioni più indipendente della sua azienda, ma non va mai troppo fuori dalle linee. Ma questo è il problema di tutta l’informazione tv». Basta così? Macchè. E Ballarò dove lo mettiamo? «È sulla linea di Porta a Porta, ma in maniera meno evidente. Floris deve avere più coraggio». Così parlò nostra signora del giornalismo.

A questo punto la domanda è: perché la dolce euchessina è stata purgata da Annozero? A giudicare dalle sue parole probabilmente o non l’ha capito neppure lei oppure sta tentando di farci una supercazzola: «In tanti hanno cercato di far sembrare che Santoro mi abbia epurato o che io mi sia data alla bella vita: la verità è che vorrei costruirmi una mia professionalità per poi eventualmente tornare a lavorare con lui quando avrò di più da offrire». Brava, ben detto. E poi le chiamano “gnocche senza cervello”. Ma come si permettono! (do.mal.)

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  1. #1 di Antonino Monteleone il 26 settembre, 2008 - 7:33 pm

    Quando ho letto è proprio vero se la sono trombata ho pensato che, ad uno come te, non era sfuggito questo articolo

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=248959

    in cui si parla di


    (…)
    Dove nasca il timore di non scriverlo è un mistero, perché seppur «famoso quasi come Vespa» lui, e «giovanissima» con «volto angelico» lei, non c’è fumo di reato in tal faccenda: sì, 57 anni Santoro e 23 la Borromeo, però adulti e consenzienti ambedue. O forse perché il duro e puro Santoro rischia di imparentarsi con la Fiat, essendo la bella e giovane Beatrice sorella della moglie di John Elkann? O più semplicemente, essendo il giornalista conduttore assai temuto nel suo ambiente, dev’essere scattato il riflesso del non andarsi a cercar rogne.

    Tant’è che un paparazzo da combattimento, Massimo Scarfone, da un mese va girando per settimanali e quotidiani della capitale cercando di vendere «un vero scoop», foto notturne che documentano la verosimile passione tra la bella giovane e il giornalista stagionato, senza riuscire a venderle.

    (…)

    Ma tanto era una chiacchiera.
    E tu sei un giornalista tutto d’un pezzo.
    Veniamo invece ad un passaggio antipatico. Che ti spianerà la strada verso “Il Giornale”.

    Certo che per definire Santoro uno con la schiena dritta….

    Se mi usi la cortesia di argomentare validamente questa perla di argomento te ne sarei sinceramente grato.

    Ah proposito di giornalismo spiegaci il tuo umore ballerino:

    un giorno scrivi che

    Il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, ne ha fatto una battaglia personale, sbandierando ai quattro venti e annunciando in pompa magna la sua “cura di cavallo” che avrebbe ridotto drasticamente i privilegi della casta calabrese. Peccato, però, che nonostante la sua voglia di austerità, Bova abbia fatto passare in vergognoso silenzio l’emendamento alla manovra finanziaria regionale che ha aumentato lo stipendio dei capigruppo consiliari di oltre 1.300 euro al mese.

    Il 24 settembre a tua firma sulla Gazzetta del Sud, giornale che si distingue per le sue invettive contro il potere, che Giuseppe Bova è un uomo concreto e ogni volta che può, e che glielo consentono, questa concretezza la trasferisce nella sua azione politica. È stato così per i voucher formativi recentemente istituiti dal Consiglio regionale per i giovani studenti calabrese, e vorrebbe che fosse altrettanto per quell’affascinante idea che culla da sempre e che porta il nome di Arena metropolitana dello Stretto.

    Beh prendessi qualche lezione dalla Borromeo, per cominciare, non sarebbe mica male…

    Braghe in sù… non è difficile!

    am

  2. #2 di mascal il 26 settembre, 2008 - 8:13 pm

    Con la definizione “l’Oriana Fallaci de’ noantri” hai colto nel segno. Completamente d’accordo su tutto. Beh, diciamo che anche da noi ci sono questi tipi. Dopo un mese di lavoro (gavetta no eh..) già a sputare sentenze.

  3. #3 di Domenico Malara il 26 settembre, 2008 - 9:12 pm

    Caro Antonino, anche io credevo che tu fossi molto più sveglio ma evidentemente ti ho sopravvalutato. Veniamo ai fatti contestatimi. Per quanto riguarda Bova confermo sia il post sul Blog che il pezzo sul giornale per il quale scrivo, per il semplice motivo che l’uno non smentisce l’altro, nè ci sono contraddizioni. Bova ha sbandierato ai quattro venti l’abbattimento dei costi della politica e con i soldi risparmiati ha potuto istituire e finanziare i voucher formativi per gli studenti calabresi. Qui il presidente del Consiglio regionale ha dimostrato di essere concreto. Ma è anche vero che Bova, pur abbattendo i costi della politica e istituendo i voucher, ha fatto passare in vergognoso silenzio l’emendamento che ha aumentato lo stipendio dei capigruppo consiliari di oltre 1.300 euro al mese. Ergo: chi è in contraddizione non sono io ma Bova.
    Su Santoro e la Borromeo la notizia non mi era affatto sfuggita e gira già da qualche mese sui giornali, tant’è vero che anche tu dici che Scarfone da un mese cerca di vendere il suo “scoop”. Quindi ad essere distratto mi sembra che sei tu. In ogni caso non era questa la notizia che mi interessava evidenziare nel mio post. Bensì il fatto che ci sono giornalisti “con le palle” che sono a spasso, mentre gente come la Borromeo prima e la Granbassi ora, che di giornalismo hanno davvero poco a che vedere, lavorano in Rai e in trasmissioni di un certo rilievo come Annozero. Che poi la Borromeo se la faccia con Santoro a me non mi frega una cosiddetta “cippa lippa”. Al contrario, visto che tu ti indigni tanto su tutto e su tutti, pensavo che t’indignassi anche per questo. Invece niente, Santoro, Travaglio e Ruotolo non si toccano. Guai, potrebbero inquisirti per lesa maestà.
    E veniamo all’ultima precisazione. Santoro con la schiena dritta non ce lo vedo proprio, così come non ci vedo Vespa, Mentana o Floris, solo per citare i più autorevoli. La differenza è che qualcuno la schiena la piega a sinistra e altri a destra. Altri ancora basculano sia a destra che a sinistra. Non credo che Santoro sia esente da questo artificio di equilibrismo politico, nè che io abbia scritto che Vespa è uno con la schiena dritta. Non mi sembra.
    Non credo, infine, che la Borromeo debba insegnarmi niente o darmi lezioni. Tutt’altro. Forse potrebbe imparare lei da me cosa significa “farsi il mazzo” per diventare giornalista quando non hai due tette come curriculum.
    Stavolta hai pisciato un pochino fuori dal vaso. Con la stima di sempre. Domenico M.

  4. #4 di Antonino Monteleone il 27 settembre, 2008 - 3:12 am

    La premessa della tua risposta mi ricorda i comunicati stampa di quell’amico di Mandalà. Di Forza Italia. Quello che ora fa il Presidente del Senato. Lo schifo…là…Schifani ecco, non mi veniva in mente!
    Apriva così ogni comunicato/minchiata che usava per disinformare e difendere il “padrone” Silvio.
    Comunque, visto che da buon rincoglionito (hai scritto che “pensavi che fossi più sveglio”)ho “pisciato fuori dal vaso”, fammi almeno finire di sgrullare il mio gentil membro e permettimi di segnalare ai lettori del tuo blog, quello che ho messo in evidenza.
    Due – ripeto – evidenti incoerenze.

    Quella di Bova.

    Sono stato il primo a battere la notizia dell’approvazione dell’emendamento “aumenta stipendi” dei capigruppo consiliari ed ho colto più di una occasione per rammentare questa incoerenza al “moralizzatore del giorno prima”.

    La tua. Di Domenico Malara.

    E’ in contraddizione Bova?
    E allora perché scrivi il 24 settembre che “è un uomo concreto e ogni volta che può, e che glielo consentono, questa concretezza la trasferisce nella sua azione politica”.

    Il tuo compito, ti ricordo, è offrire un servizio. Ma al lettore di Gazzetta del Sud. Non ad uno dei principali inserzionisti attraverso la pubblicità istituzionale. Tra i compiti del tuo servizio, al lettore, e non “servizietto” all’azionista c’era quello di evidenziare la sua incoerenza.

    Ergo – visto che gradisci il latino – sei stato distratto.

    Eppure il post sul blog dove ricordi il suo “vergognoso silenzio” è di appena 12 giorni prima.

    La lezione di Beatrice?
    Non dire oggi che le fa schifo Vespa e finirci a lavorare domani.

    Cosa significa farsi il mazzo per diventare giornalista? Io lo so.
    Altri l’hanno capito prima e meglio di me e li pago io.

    Ah, questo lo chiedo a Massimo:
    quanto tempo deve passare prima che uno possa liberamente esprimere un giudizio sul pessimo livello della qualità della stampa in questa città?
    Se chiedo all’Ordine dei Giornalisti lo sanno?

    Con la stima di sempre, verso entrambi.
    am

  5. #5 di claudiocordova il 27 settembre, 2008 - 10:33 am

    Fatemi fare un po’ il democristiano, và.

    1) Che la Borromeo non sia una cima, giornalisticamente parlando,mi sembra pacifico.

    2) L’affermazione (adesso corretta) sulla stessa Borromeo di Domenico non è piaciuta nemmeno a me, gliel’ho detto privatamente e non ho difficoltà a ripeterlo qui. Purtuttavia forse non è il caso, per entrambe le parti, di fare una crociata pro o contro.

    “Chissenefrega”, diceva Totò.

    3) Quanto alla coerenza di Peppe Bova preferirei sorvolare. Mi interessa di più quella di Domenico Malara: dico una bugia se affermo che su Gazzetta del Sud, certe cose si “devono” scrivere? Non credo.
    Se si vuole scrivere su determinate testate bisogna convivere (non ricominciamo, per favore) con certe dinamiche. C’è chi lo accetta e chi no. Io, per esempio, non lo accetterei, c’è invece chi, per motivi che non deve spiegare a noi, lo accetta.
    Come sempre la vita è fatta di scelte. Non ho la presunzione di considerare me stesso un grand’uomo e chi invece continua a scrivere su determinate testate un poveretto.

    P.S. Dato che qui vi stimate tutti, colgo l’occasione per dissociarmi. :D

  6. #6 di Redazione il 27 settembre, 2008 - 5:11 pm

    “Forse potrebbe imparare lei da me cosa significa “farsi il mazzo” per diventare giornalista quando non hai due tette come curriculum”.
    Te la quoto questa frase. E’ troppo vera. Quando ho iniziato la trafila per diventare giornalista – anche se secondo me ci nasci dentro con la voglia della verità – non avrei mai e poi mai pensato che la mia testa, la mia volontà e la mia (volendo) intelligenza, un giorno avrebbero dovuto amaramente fare i conti con minigonne striminzite, tettine vedo non vedo, occhiate e sorrisini ammiccanti. Tutto questo non l’avevo messo in conto. E invece purtroppo anche quella è concorrenza (sleale). In un mondo di falchi e avvoltoi, se hai buone idee ma non hai la fi**, è molto più dura.
    Che io me ne sia sceso a Casal di Principe per vedere con i miei occhi come stavano le cose, ad esempio, non frega un ca**o a nessuno se prima di me dal direttore entra una che sorridendo dice “toc toc, direttore posso disturbarla un momentino?”. E magari ha un cervello buono solo a capire come comportarsi in redazione per apparire meglio, quando io penso solo al mio lavoro, alla mia penna e a come trovare una notizia.
    Beh, questo è uno dei motivi per cui ho pingobacckato il tuo post e non me ne pento. Sono perfettamente d’accordo con te.
    Emilio

  7. #7 di mariov il 2 ottobre, 2008 - 1:04 pm

    il problema è diffuso anche in altre reti. Pensate a La7, in grave crisi economica, che “strapaga” Lilli Gruber per “8 e mezzo” (ormai inguardabile dopo l’abbandono di Ferrara e dell’Armeni), la quale poteva benissimo stare a casa senza lavorare, campando di rendita (pensione europarlamentare, diritti editoriali sui libri e pensione Rai) e la stessa trasmissione “Exit” condotta da Ilaria D’Amico (già contrattualizzata abbastanza bene con SKY Sport).
    Morale della favola: con quei due stipendi, LA7 poteva benissimo far lavorare almeno 10/15 giornalisti precari. Il problema sono i format giornalistici autonomi che comprendono in qualche misura anche AnnoZero. Si tratta di un’entità quasi autonoma gestita da Michele Santoro, nella fattispecie, che chiama chi vuole lui a collaborare. Per correttezza di informazione, lo stesso metodo lo adottano anche a Porta a Porta.
    In atto c’è una grande discussione sul problema editoria in fase di approfondimenti e di mezzo, purtroppo ci andiamo noi “precari” sempre più “free lance”.

  1. Benvenuta Granbassi. Alla memoria di Beatrice Borromeo « EF’s Blog

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