E adesso pagateci tutti

Senza soldi non si canta messa e così anche “Ammazzateci tutti” batte cassa, pena l’estinzione. Il movimento antimafia calabrese, nato all’indomani dell’omicidio del vice presidente del Consiglio regionale Franco Fortugno, in una lettera aperta rivolta alla Nazione («Cari italiani, care italiane», parte proprio così la missiva, neppure fosse il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica) chiede «un piccolo grande gesto di solidarietà» per garantirne la sopravvivenza. Un piccolo gesto di solidarietà che tradotto in soldoni è quantificabile in circa 30 mila euro «che – si legge ancora nella lettera a firma di Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti – basterebbero per farci riprendere fiato e metterci in condizione di fissare obiettivi di medio-lungo termine». In sostanza, i ragazzi cuor di leone di “Ammazzateci tutti” chiedono ai cari italiani e alle care italiane di diventare i loro “azionisti”.

Al di là della richiesta di pecunia, quello che colpisce di più sono alcuni passaggi della lettera strappalacrime di Pecora & Co. Ad esempio questo: «Per essere davvero liberi non ci siamo mai voluti legare a nessun carrozzone, nè politico nè imprenditoriale…  Pensate come sarebbe stato fin troppo conveniente e facile per noi sceglierci uno o più “mecenate”, anche i meno peggiori e, nel portare silenziosamente acqua al loro mulino, ottenerne laute ricompense in termini economico-logistici (apertura sedi, pubbliche relazioni con gente che conta, produzione di gadget, pianificazione di campagne pubblicitarie, ecc..). Ma abbiamo fatto la scelta di essere come gli straccioni di Valmy, abbiamo scelto di combattere contro mostri pieni di soldi e di potere…»

Un passaggio che puzza quanto meno di ambiguità, visto che proprio il leader del movimento, Aldo Pecora, in un’intervista rilasciata nel maggio 2007 al periodico “IlTribuno” dichiara che già dopo un anno dalla costituzione del movimento «qualcuno è entrato in politica attivamente… Io ero già in un partito, che era quello di Franco Fortugno (La Margherita), già prima del 16 ottobre quando è stato ucciso». Chiaro no? Se non lo è abbastanza continuate nella lettura dell’intervista, quando Pecora ammette di aver sostenuto la candidatura, sempre nella Margherita, della vedova Fortugno: «Era un messaggio che bisognava dare a chi aveva ucciso suo marito». E ancora, parlando del suo percoso, Pecora dice: «Io avevo già avuto una esperienza politica pregressa con i Ds ma me ne sono andato, con tutto che ero responsabile scuola provinciale. Anche perché, essendo politicamente figlio di nessuno, non avevo nè padre nè madre dirigenti di partito nei Ds, (anzi mio padre viene dalla Dc e io partivo dal movimento studentesco, già dal liceo ero attivo nei movimenti), quando sono arrivato ai Ds mi sono reso conto che non si poteva lavorare perché c’era un “tappo”; quindi ho detto: arrivederci e grazie, non mi faccio usare da nessuno…  Poi Franco mi ha voluto nella Margherita».
Ora, non vogliamo credere che Antonio Aprile, giornalista de “Il Tribuno” si sia inventato di sana pianta l’intervista nè che abbia frainteso o riportato in modo scorretto ciò che il suo intervistato ha dichiarato. Appare dunque evidente che Pecora libero politicamente non lo è proprio. Anche il resto del movimento non è da meno, basta guardare lo striscione (foto in alto) che i ragazzi di Locri esibiscono ad ogni piè sospinto, con tanto di addobbo floreale… Quanto meno ci viene il dubbio, confermato anche dalle parole di Pecora, che molti dei giovani antimafia hanno utilizzato “Ammazzateci tutti” quale trampolino di lancio per entrare nel mondo della politica che conta.

Nella loro lettera alla Nazione i ragazzi di “Ammazzateci tutti” dicono di avere «diverse migliaia di euro di debiti contratti (anche personalmente) nell’organizzazione delle nostre iniziative (sostenute solo parzialmente dalle poche istituzioni alle quali ci siamo rivolti). Senza contare il fatto che ormai i nostri ragazzi stanno devolvendo interamente alla causa le loro paghette settimanali in ricariche telefoniche e fotocopie». Adesso, non vogliamo fare i conti in tasca a Pecora & Co. ma basta andare a sfogliare il Bur Calabria per leggere che il primo meeting nazionale giovani antimafia denominato “Legalitàlia”, tenutosi nel 2007 a Reggio Calabria, è stato finanziato dalla Regione con qualcosa come 15 mila euro (Decreto n. 12182 del 13 agosto 2007). Saranno anche iniziative “sostenute solo parzialmente”, ma 30 milioni delle vecchie lire, solo per dire quanto è brutta la mafia non mi pare che siano pochi. Solo per citare uno dei tanti contributi ricevuti dai ragazzi di Locri in questi anni. E poi, se è vero come sostiene Pecora che gli adepti di “Ammazzateci tutti” sono circa 8000 in tutta Italia, basterebbe autotassarsi di 10 euro a testa per andare ben oltre i 30 mila euro richiesti ai cari italiani e alle care italiane.

La lettera di “Ammazzateci tutti” si conclude con uno slogan a effetto («Diventate nostri “azionisti”, almeno noi cercheremo di non fare la fine di Parmalat e Alitalia») e con un appello dal chiaro impatto emotivo: «Il 16 ottobre prossimo è il terzo anniversario dell’omicidio Fortugno e quindi della nostra “nascita”. Se entro questa data non dovessimo riuscire a sanare ogni passivo saremo costretti a staccarci la spina da soli, archiviando prematuramente questa bellissima esperienza». Una minaccia o una lusinga?

Dimenticavo. Sul suo blog Aldo Pecora scrive: «Chi non si indigna non vale niente». Che dire? Hai proprio ragione Aldo… (do.mal.)

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  1. #1 di Antonino Monteleone il 24 settembre, 2008 - 3:01 pm

    Aspetto che tu faccia un elenco degli ‘ndranghetisti con i quali convivi!

  2. #2 di mascal il 24 settembre, 2008 - 3:09 pm

    Io sinceramente credo ancora nella buona fede e nella spontaneità di Pecora e company

  3. #3 di Domenico Malara il 24 settembre, 2008 - 3:28 pm

    Caro Nino, sai benissimo che non convivo con ‘ndranghetisti, ma qualora dovesse succedere sarai il primo a sapere nome e cognome. Come al solito da te mi aspettavo un commento più interessate e dal quale prendere spunto per uno scambio di opinioni più costruttivo.
    Massimo, invece, mi da la possibilità di fare una puntualizzazione. Anche io voglio credere alla buona fede di Pecora e Co. e infatti non ho messo in dubbio la bonta del movimento, anche se dal mio punto di vista resta tale e non servirà a combattere la ‘ndrangheta. Ho solo rilevato delle ambiguità che, leggendo la lettera di “Ammazzateci tutti” appaiono evidenti. Ambiguità che non sono frutto di mie ipotesi, ma sono certificate dalle dichiarazioni rilasciate al “Tribuno” dallo stesso Pecora. E poi permettetemi di diffidare sempre di chi si erge a moralizzatore. Ciao. (do.mal.)

  4. #4 di Antonino Monteleone il 25 settembre, 2008 - 1:10 am

    Io continuo a diffidare sempre dei teorici dei “professionisti dell’antimafia”.

  5. #5 di Gianluca Nucera il 25 settembre, 2008 - 5:18 pm

    non conosco Domenico Malara, ma conosco i ragazzi di Ammazzateci tutti, ragazzi da cui Malara dovrebbe imparare a VIVERE.
    Hanno dato per primi speranze a tutti noi, si battono non per dire “che la mafia fa schifo” come dici tu, ma producendo davvero legalità giornalmente. Legalitàlia a Reggio è stata una cosa grandiosa, tutte e due le edizioni, come può testimoniare Antonino Monteleone che tra l’altro ha partecipato ad uno dei dibattiti.

    Malara tu invece cosa facevi nel frattempo? Continuavi a cercare di cambiare le cose d’avanti ad un pc??

    Luca Nucera

  6. #6 di Domenico Barbaro il 25 settembre, 2008 - 9:21 pm

    Solo per chiarezza pubblico alcuni dati PUBBLICI.
    Sfido chi ha criticato a smentire punto per punto.

    DB

    P.S.
    Ti risulta che Aldo Pecora sia iscritto a qualche partito? Che io sappia i Ds e la Margherita non esistono più, e mi pare difficile che Aldo possa essere iscritto al partito dei tuoi amiconi Peppe Bova e Nicola Adamo.

    Ormai la storia di Aldo Pecora la conoscono pure le pietre. Ma evidentemente ci sono delle teste anche più dure di queste.

    P.s.bis
    Bravo Monteleone

    ***************

    Il 2 giugno 2006 Ammazzateci Tutti promuove ed organizza un “presidio di legalità” con oltre 500 persone presso il ristorante “Al Valantain” in località Santa Trada di Villa San Giovanni, costretto a chiudere dopo innumerevoli attentati, tentativi di estorsione e minacce di morte, ed i cui titolari, la famiglia Mazza, sono costretti ad emigrare all’estero per tentare di rifarsi una vita.

    Il 9 agosto del 2006 promuove ed organizza a Campo Calabro una manifestazione pubblica per il quindicesimo anniversario dall’assassinio del Sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Antonino Scopelliti.

    L’11 novembre 2006 i ragazzi del Movimento sono tra i promotori ed i soci fondatori di una nuova organizzazione di associazioni, movimenti, espressioni del mondo delle cooperative, della Scuola, dell’Università, della Chiesa e dell’imprenditoria, la “Rete per la Calabria”, presentata ufficialmente in un Convegno tenutosi presso l’Auditorium Lamberti di Reggio Calabria il 5 gennaio 2007, con la partecipazione di diverse personalità calabresi tra i relatori.

    Il 17 febbraio 2007 Ammazzateci tutti ha convocato ed auto-organizzato a Reggio Calabria “Mafie: consenso negato”, portando in piazza oltre 5.000 ragazzi provenienti da tutto lo Stivale. La manifestazione, rifacendosi alle parole del giudice Paolo Borsellino (”Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”), ha visto la partecipazione di familiari di vittime di ‘ndrangheta e Cosa Nostra accanto alle mamme dei ragazzi vittime di “lupara bianca”. La giornata è stata investita dell’Alto patronato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

    Il 30 maggio 2007 Ammazzateci Tutti, acquisita personalità giuridica, ha presentato formale richiesta di costituzione di parte civile nel processo contro i presunti mandanti ed esecutori del delitto Fortugno. Il movimento è l’unica organizzazione “non istituzionale” ad aver avanzato tale istanza, accanto alla Regione Calabria, alla Provincia di Reggio Calabria ed al Comune di Locri.
    Nello stesso mese il Movimento, assieme alla figlia del magistrato Antonino Scopelliti, Rosanna, ha avviato la fase costituente di una Fondazione intitolata al compianto sostituto Procuratore di Cassazione.
    Essendo nata su iniziativa quasi esclusivamente di giovani, la Fondazione è stata di riflesso organizzata secondo un’impostazione snella, soprattutto in virtù del fatto che la propria azione è rivolta alla formazione umana e professionale degli studenti di età scolare ed universitaria. La Fondazione, ispirata altresì nel proprio Statuto ai valori della fratellanza e della solidarietà, offre gratuitamente assistenza alle vittime di mafia, e/o i loro familiari, sia sotto l’aspetto psicologico, sia sotto l’aspetto legale.

    Il 9, 10 ed 11 agosto 2007, in occasione del sedicesimo anniversario dall’assassinio del giudice Antonino Scopelliti, Ammazzateci tutti assieme alla Fondazione Antonino Scopelliti ha promosso ed organizzato a Reggio Calabria “Legalitàlia”, il primo meeting nazionale dei giovani antimafia, ospitando a Reggio Calabria una platea di quasi 300 giovani delegati di associazioni e movimenti giovanili italiani ed alcuni tra i massimi esperti italiani in materia di mafie tra giornalisti, magistrati ed operatori sociali.

    L’8 ottobre 2007 Ammazzateci Tutti approda ufficialmente in Lombardia. Il coordinamento lombardo viene presentato ufficialmente a Busto Arsizio (VA) alla presenza del Procuratore Generale di Torino, Giancarlo Caselli.

    Dal gennaio 2008 il Movimento, oltre a sostenere con ogni mezzo possibile i testimoni di giustizia come Pino Masciari, sta promuovendo inoltre numerose azioni di carattere legislativo in materia di lotta e contrasto alla criminalità organizzata, quali ad esempio l’accelerazione dei processi di mafia, costantemente a rischio prescrizione.
    Al tempo stesso il Movimento si è schierato e mobilitato pubblicamente a sostegno di numerosi magistrati antimafia ed operatori delle forze dell’ordine delle maggiori città del Mezzogiorno.

    Il 23 maggio 2008 oltre mille studenti hanno affollato l’Auditorium “Versace” di Reggio Calabria in occasione del sedicesimo anniversario dalla Strage di Capaci, nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la sua compagna e tre uomini della scorta.
    Alla manifestazione, organizzata dalla Fondazione ‘Antonino Scopelliti’ e dal Movimento ‘Ammazzateci Tutti’, ha preso parte, tra gli altri, il nuovo Procuratore Capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone.

    Oggi Ammazzateci tutti è un movimento antimafia nazionale, con coordinamenti periferici, oltre che in tutte cinque le provincie calabresi, anche in Sicilia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto.

    L’impegno maggiore dei ragazzi è mero volontariato sociale, e si concretizza in assemblee, conferenze e confronti nelle scuole di tutta Italia.
    Sin dai primi mesi del 2006, infatti, i rappresentanti del Movimento sono stati protagonisti di centinaia di assemblee ed incontri in diverse località d’Italia, specialmente nelle Istituzioni scolastiche, per promuovere e sensibilizzare i giovani rispetto la cultura della legalità e l’antimafia sociale.
    Agli incontri, assieme ai rappresentanti del Movimento hanno preso parte numerose personalità del mondo della cultura, della magistratura, dell’imprenditoria, del giornalismo e del panorama politico nazionale.
    I ragazzi e le ragazze del Movimento sono stati altresì ospiti di diverse trasmissioni televisive e radiofoniche della Rai e delle reti televisive e radiofoniche private sia nazionali che regionali, dove sono stati individuati come interlocutori credibili di una nuova Calabria che vuole cambiare e sta già cambiando.

  7. #7 di vittoriodelfo il 26 settembre, 2008 - 3:06 pm

    La provenienza politica di Aldo Pecora ( molto diversa dalla mia) è stata sempre nota a tutti. Aver sostenuto le proprie ragioni, in un primo momento, sotto la bandiera della Margherita è altrettanto noto.
    Non è legata da assioma invece la convinzione ( mia e di tanti altri) che il movimento ha raccolto ragazzi liberi da condizionamenti politici ; sicuramente tra di loro ci sono anche ragazzi di Azione Giovani o della sinistra giovanile .

    Grave,invece, sarebbe stato per Aldo Pecora ,e per il movimento che rappresenta, accettare la candidatura alle politiche che , si dice, sarebbe stata proposta ma ritirata per limiti costituzionali ( l’età).
    Ad ogni modo, invito i ragazzi ad andare avanti. magari spendendo un pò meno.
    Grazie a domenico per l ospitalità
    Vittorio Siclari

  8. #8 di Mistya il 26 settembre, 2008 - 10:46 pm

    MALARA!
    sei un grande, ci volevano articoli come questi, hai la mia mail.. hai il mio blog. Perfavore contattami.. ho una storia da raccontarti :-)

  9. #9 di Domenico Barbaro il 27 settembre, 2008 - 6:37 am

    Che marciume umano….
    Se questa è la Calabria, o comunque una sua rappresentazione, i rendo conto di quanto Gomorra sia vicina.

    Roberto Saviano è un eroe, a casa sua invece è considerato un infame.
    Stesso film lo si sta girando ad Aldo, Rosanna ed i loro ragazzi.
    Speriamo solo di non vedere gli stessi titoli di coda…

    La futura classe dirigente della locride è rovinata e persa in partenza. Men che meno la Piana di Gioia. Mi rassicura gran parte di quella reggina (vedi Monteleone, Siclari, Castorina, Minniti), capace ed obiettiva.

    Per i vari (?) manipulite, sidernese, locrese, mistya ed affini, provo solo pena:
    invece di vivere di luce riflessa dedita al rigurgito di critiche asettiche ed anonime nei confronti di ragazzi come voi, cercate di farci vedere cosa avete fatto voi. O cosa state facendo.
    GRAZIE

  10. #10 di ser il 27 settembre, 2008 - 1:11 pm

    sesto – non commettere atti impuri
    settimo – non rubare

  11. #11 di federicominniti il 28 settembre, 2008 - 11:46 am

    @Domenica Barbaro
    “La futura classe dirigente della locride è rovinata e persa in partenza. Men che meno la Piana di Gioia”.
    Questo è quando si dice credere (e combattere?) sul e per il territorio.

  12. #12 di Domenico Barbaro il 28 settembre, 2008 - 2:20 pm

    Federico, condividi o no?

  13. #13 di federicominniti il 29 settembre, 2008 - 12:47 pm

    Credo che tanto si debba fare soprattutto in quelle zone da te citate. Ma sinceramente non credo nel “disfattismo” generalizzato,tutto qua.

    Non credi?

  14. #14 di Domenico Barbaro il 30 settembre, 2008 - 1:34 pm

    Federeco secondo me basterebbe che le migliori forze si concentrassero sul da fare e non dilaniarsi dietro false ideologie o invidiuzze da cortile.
    Il mio non è disfattismo, è che vedendo il trattamento riservato a Pecora ed altri ragazzi in gamba mi rendo conto che siamo ancora molto lontani dal resto d’Italia.
    Cioè, Pecora sarà anche un po’ troppo “presenzialista”, però a mio avviso se lo può almeno permettere: ha un bel cervello, delle buone idee, la necessaria dose di irriverenza, e sa essere diretto. Al contrario di molti amministratori che non sanno neanche mettere in fila quattro parole di senso compiuto in italiano.
    Mi chiedo perchè giovani come lui, Monteleone ed altri che sono praticamente nati leaders, anzichè essere ammirati dai loro cocittadini e coetanei, siano invece quasi odiati.
    Dobbiamo ragionare su queste cose, e capirne il perchè.

    Ciao
    D

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