La ‘ndrangheta? Basta saperci convivere

Alle ultime elezioni è stato il primo cittadino più votato d’Italia con oltre il 70% delle preferenze, la scorsa settimana un sondaggio Ekma gli ha consegnato lo scettro di sindaco più amato d’Italia. Attualmente è vicepresidente dell’Anci, l’associazione nazionale Comuni italiani. Giuseppe Scopelliti non fa il sindaco a Bolzano o Trento, sarebbe fin troppo facile, bensì a Reggio Calabria, ridente cittadina calabrese famosa per i Bronzi, il mare, il sole, il bergamotto, ma anche per la disoccupazione e la criminalità organizzata, che a queste latitudini si chiama ‘ndrangheta.

La ‘ndrangheta appunto. Intervenendo a Napoli in occasione della festa nazionale dell’Mpa, alla domanda se Reggio Calabria, sulla sicurezza, batte Napoli, Scopelliti ha assicurao che, ‘ndrangheta a parte, Reggio Calabria è fra le città più sicure del Paese.

«Napoli e Reggio Calabria – ha detto il sindaco reggino – sono città molto diverse, Reggio ha i problemi di una città media ma è fra le più sicure d’Italia, al di là della ‘ndrangheta: questo è importante anche nella logica dello sviluppo turistico di un territorio. Da noi si può camminare per strada a qualsiasi ora, di giorno e di notte»

Si può essere d’accordo o meno, ma Scopelliti ha detto una sacrosanta verità: ‘ndrangheta a parte Reggio è una città sicura. Un paradosso? Forse, ma la realtà è proprio questa. A fronte di una massicia presenza mafiosa, a Reggio Calabria sono praticamente inesistenti gli episodi di microcriminalità, non ci sono stranieri che stuprano le donne per strada, scippi e rapine sono episodi rari, dei tossici armati di taglierino pronti a derubare il malcapitato di turno, nemmeno l’ombra.

Proprio oggi l’Eurispes ha reso noti i risultati di una ricerca sulla qualità della vita, che ha coinvolto un campione di oltre 1000 cittadini residenti a Reggio Calabria. Per 6 reggini su 10 si vive meglio. Ben oltre la maggioranza ha mostrato una percezione positiva con il 58,5% che ha affermato la città che è molto (14,3%) e un po’ (44,2%) migliorata, contro un 19,8% che dichiara che Reggio è un po’ (13%) e molto (6,8%) peggiorata. La restante parte del campione, circa il 20%, è concorde nel ritenere che non ci sono stati cambiamenti degni di nota negli ultimi anni, essendo dell’avviso che la qualità della vita sia rimasta invariata (leggi l’articolo completo sul blog di Massimo Calabrò).

È vero, a Reggio Calabria c’è la ‘ndragnheta, ma che volete farci, bisogna anche saperci convivere. O come disse un sindaco molto amato dai reggini:

«con certa gente qualche volte bisogna anche andare a prendersi un caffè»

Rassegnazione? Connivenza? No, puro e semplice realismo. La ‘ndrangheta in Calabria, come la mafia in Sicilia, è una piaga che è sempre esistita e continuerà ad esistere. Altra cosa, invece, è la mentalità mafiosa, la cosidetta mafiosità, che tra i reggini è un virus assai diffuso. Dove per mafiosità s’intende arroganza, prepotenza, spavalderia, superbia, strafottenza, inosservanza delle regole. Una mentalità becera che ti porta a chiedere il favore o cumpari per evitare di fare la fila alla posta o alla banca, che “autorizza” il reggino medio, o meglio, il “riggitano”, a lasciare la macchina in mezzo alla strada perché deve andare a comprare il giornale o prendere il caffè. E guai a dirgli che è in torto.

È indubbio che in questi anni Scopelliti a Reggio Calabria ha saputo lavorare, riuscendo a fare reinnamorare i reggini della città e restituendo loro quel senso di appartenenza che in tanti avevano smarrito. Un’impresa alla quale, probabilmente, solo lui ci credeva. Diverso è cambiare la mentalità di certa gente. Una missione quasi impossibile, per la quale forse non bastano gli anni e neppure le generazioni che passano. (do.mal.)

Foto gentilmente concessa da Peppe Caridi

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  1. #1 di Antonino Monteleone il 22 settembre, 2008 - 5:18 pm

    La devi smettere con questa stronzata!

  2. #2 di Claudio Cordova il 22 settembre, 2008 - 5:32 pm

    L’articolo è, come sempre, ben scritto.
    Io però non ho la minima intenzione di convivere con la ‘ndrangheta. E l’unico motivo per il quale non me ne sono andato da Reggio è, paradossalmente, proprio la ‘ndrangheta. Non ho voglia di abbandonare la nave mentre sta affondando, ho voglia invece, con i mezzi a mia disposizione, di tentare di vincere una battaglia impossibile.
    Per intenderci, la frase di Falcone “la mafia è fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un inizio e avrà anche una fine” è una favola. Le mafie non avranno mai fine, perchè i primi mafiosi sono i cittadini medi, gli uomini della strada.
    Sono d’accordo, infatti, quando parli di mafiosità. Quella mentalità che io definisco sub-mafiosa: quella di farsi i cazzi propri, quella che “u cumpari i me cumpari è puru me cumpari”, quella che attanaglia quasi tutti a Reggio, anche le persone perbene, quelli che non hanno mai commesso un reato e mai ne commetteranno, quelli che vogliono solo andare a letto tranquilli la sera.
    Ecco, io preferisco impiegare un po’ di più a prendere sonno, ma differenziarmi da questo tipo di mentalità che detesto.

  3. #3 di peppecaridi il 22 settembre, 2008 - 7:30 pm

    Come non essere d’accordo, caro Domenico.
    La ‘ndrangheta è una piaga tanto della nostra società quanto di altre realtà che nonostante un così pesante fardello si sono sviluppate ed evolute più velocemente rispetto al mezzogiorno d’Italia.
    La mafia esiste al nord, esiste all’estero (basti pensare al Giappone, o agli Stati Uniti d’America, o ancora e soprattutto ai Paesi dell’Est Europeo, Lettonia, Estonia, Lituania ed Ucraina in primis) eppure in queste aree nonostante la “mano pesante” della criminalità organizzata il territorio ha visto un boom di sviluppo, una crescita dei posti di lavoro, un incremento delle attività, del turismo, degli introiti.

    Il problema del sud evidentemente è un altro.
    E’ la mentalità di piangersi addosso, di non voler lavorare o darsi da fare, la mentalità per cui la ‘ndrangheta diventa conveniente perchè è l’alibi che ci consente di lamentarci “a ragione” e quindi di non rimboccarci le maniche ed essere intraprendenti e, perchè no, imprenditori.

    Adesso il Sindaco Scopelliti viene criticato dai Comunisti in modo molto pesante per alcune dichiarazioni che sono, nei confronti della ‘ndrangheta, ben più cattive rispetto a quelle del suo amato predecessore Italo Falcomatà, che ha dichiarato proprio quello che hai riportato, caro Domenico: non avere il timore reverenziale di scrivere nome e cognome. L’ha detto proprio Italo Falcomatà. Lo so, quasi tutti capiranno, ma non aver paura comunque di scrivere nome e cognome, il passato è passato e non c’è motivo di dover creare miti o leggende. Dopotutto, in questo caso, aveva pienamente ragione.

    Sul fatto che Reggio sia una città sicura, una delle più sicure del Paese, non creo che si possa sindacare. E’ anzi vergognoso che abbiano chiesto al Sindaco se Reggio dal punto di vista della sicurezza assomiglia a Napoli! Anzi, il Sindaco è stato fin troppo benevolo nella risposta.
    Reggio non ha nulla a che vedere con il capoluogo campano anche perchè è una città media mentre Napoli è una metropoli.

    Forse anche per colpa (o, paradossalmente, in questo caso “merito”) della ‘ndrangheta, a Reggio non esiste la microcriminalità che è devastante per i cittadini in moltissime altre città del Paese, soprattutto al nord.

  4. #4 di federicominniti il 22 settembre, 2008 - 10:16 pm

    Grande pezzo, grandi citazioni! (mi riferisco a quello di Falcomatà!!) Mi è davvero piaciuto, tanto.
    Ciao.

  5. #5 di mascal il 23 settembre, 2008 - 8:18 am

  6. #6 di administrator il 23 settembre, 2008 - 11:55 am

    Grazie a tutti per i commenti postati finora. Evidentemente l’argomento è di quelli che prende e non lascia indifferenti.
    Grazie a Nino Monteleone, anche se da lui mi aspettavo, non solo una critica, ma anche il suo punto di vista, che peraltro conosco bene, ma che forse gradirebbero conoscere anche coloro che leggono questo post.
    Apprezzo lo spirito costruttivo di Claudio Cordova e rispondo al suo contributo con il commento che ho lasciato sul suo blog (claudiocordova.wordpress.com/2008/09/23/il-direttore-risponde/).
    Condivido in pieno quando afferma Peppe Caridi, evidentemente non sono l’unico fesso che conserva un po’ di sano realismo.
    Grazie anche Federico Minniti per la fiducia e benvenuto anche a lui nel club degli inguaribili realisti.
    A Massimo Calabrò dico grazie per il contributo “storico” che ha postato nel suo blog, che potrà servire a chi ha la memoria corta per ricordare cos’era e come si viveva a Reggio negli anni Ottanta. (do.mal.)

  7. #7 di Antonino Monteleone il 23 settembre, 2008 - 2:46 pm

    Visto che Domenico ha preso l’abitudine, come altri commentatori, di darsi e, ancora peggio, dare patenti, è bene tentare di chiudere questo cerchio (circo?) di affermazioni che oscillano (le eccezioni ci sono) tra la vigliaccheria, l’accidia, la distrazione fraudolenta e la pura ignoranza.

    La sindrome di Don Abbondio continua a mietere vittime. E di questo non posso che prenderne atto.

    Veniamo al pezzo.

    Non si amministra Reggio Calabria aldilà della ‘ndrangheta. Non si sposta un mattone, non si pianta un chiodo, non si asfalta una strada, aldilà della ‘ndrangheta.

    Quindi l’affermazione di Scopelliti sarebbe grave se pronunciata da un comune cittadino. Da parte di un sindaco fa accapponare la pelle.

    Un giornalista figlio di questo territorio che ribadisca ad ogni occasione utile questo concetto vile, ignobile di una necessaria (“bisogna”) convivenza, offende la dignità di tutte quelle persone, giornalisti compresi, che del contrasto alla ‘ndrangheta hanno fatto una ragione di vita. O una causa di morte.

    Mentre è lecito strumentalizzare una maldestra, altrettanto grave, dichiarazione di un morto (che quindi non può replicare), è doveroso – paragonando le dichiarazioni di due ex sindaci – ricordare che quella di Scopelliti tende ad ignorare il fenomeno. Mentre Falcomatà tentò di spiegare una necessaria mediazione proprio nella zona grigia della mafiosità.

    Ed è questa l’unica parte dell’assunto di Domenico che posso condividere. Ma solo nell’ottica di una necessaria offensiva nei riguardi di un atteggiamento, la mafiosità appunto, che ricordo essere pur sempre un effetto.

    Della ben peggiore vera e propria mafia. Occupiamoci delle cause. Non degli effetti.

    I microcriminali non fanno parte della massoneria deviata, non hanno il potere di eleggere nessuno, non si aggiudicano gli appalti, non mettono in piedi strutture aziendali estorisive e d’usura.

    Ecco perché ritenerci fortunati se una “fimmina” cammina tranquilla alle 4 di notte è sbagliato alla luce del fatto che – ogni tanto (5 volte in due mesi) – un localino, una panetteria, una rosticceria, salta per aria.

    I commenti

    Peppe Caridi

    Scopelliti non è accusato dai “comunisti” ma da chiunque abbia almeno 10 neuroni funzionanti.
    Nomi e cognomi li ho sempre fatti e ribadisco che le dichiarazioni (sfido Malara a trovare un virgolettato) di Italo Falcomatà mi indignano tanto quanto quelle di Giuseppe Scopelliti.

    Quello stesso sindaco che ha preso la segreteria in prestito da Gioacchino Campolo. Lo stesso coinvolto nello scandalo sepolto del “falso attentato” a Palazzo San Giorgio (cfr. Interrogazione parlamentare On. Laratta (2005) – Calabria Ora (Luglio 2007)

    Lo stesso che non si è accorto che un suo ufficio ha finanziato un cantiere navale della cosca De Stefano ed una salumeria della cosca Labate.

    Reggio non è Napoli, per fortuna.

    Ma questo non basta a farci sorridere della merda che, fuori dal Lungomare, ci circonda.

    Massimo Calabrò

    Potrei dirti che le parole di quel pezzo sono false. Che è tutta “una montatura per screditare una città che tenta di crescere”.

    Utilizzando le parole di Giuseppe Scopelliti nei confronti del famoso pezzo di Curzio Maltese su Repubblica che descriveva la stesse cose con qualche minchiata.

    O potrei tirare fuori il Corsera del 2008. Che ci parla dei rapporti allegri tra Sindaco e noti evasori fiscali.

    Questo gioco non è conveniente, per chi deve bacchettare come “pseudo” ogni opinone critica circostanziata. Parlando di “giovani politicanti, presunti sociologi, associazioni di moralisti e moralizzatori”.

    Mi riservo di approfondire sul mio spazio quanto sopra detto. Sperando che chi può faccia tesoro delle mie parole. Anzi di alcuni “fatti”.

    Buona Giornata e Buon Lavoro

  8. #8 di mascal il 23 settembre, 2008 - 4:45 pm

    Caro Nino, non mischiare sacro e profano. Ti assicuro, visto che le ho lette, che le cronache dell’epoca erano tutte dello stesso tono. Ho preso Repubblica non a caso. Perchè tra tutti i quotidiani nazionali online è quello che ha l’archivio più antico. Il Corriere si ferma al 92. Solo per questo motivo. Ma, ripeto, tutti i giornali dell’epoca scrivevano le stesse cose.
    I “giovani politicanti”, “presunti sociologi” ed “associazioni di moralisti e moralizzatori” corrispondono a soggetti ben precisi. Coloro i quali in questi anni hanno pontificato senza avere la patente per farlo. E mi fermo qui.
    Altra cosa. A te non sarà sfuggito un elemento. La notizia che ha scatenato questi commenti era di agenzia. E, come ben sai, una cosa è sentire un discorso completo, un ragionamento globale, altra è estrapolare solo un frase dallo stesso contesto.
    In ultimo, a proposito di patenti, anche da te citate, diciamo che anche tu ne hai date parecchie. Solo due esempi che ci hanno fatto sorridere: al Michele blu eyes, ha dato la patente di fornitore di accrediti, ed il più bello della Calabria lo hai definito, a mo di presa in giro, eroico.
    A presto, con la stima di sempre

  9. #9 di peppecaridi il 23 settembre, 2008 - 7:37 pm

    Caro Antonino,
    come ben sai sull’argomento ci siamo confrontati più volte (anche se purtroppo in modo abbastanza superficiale) e non la pensiamo proprio allo stesso modo.
    La cosa importante che voglio sottolineare subito è però che la nostra discrasia di pensiero non dipende dal fatto che abbiamo interessi diversi, oppure “amicizie” da difendere o “rancori” da sanare.
    Affrontiamo quello che è un problema da due punti di vista differenti, con delle opinioni in comune e altre in disaccordo, ma solo alla luce di alcune idee, di alcuni valori, di alcuni obiettivi, senza secondi fini o interessi secondari. E questo è l’importante perchè evidenzia il BELLO di questo dibattito sano, pulito e costruttivo.
    Io, come te, come Domenico, come Claudio, come Massimo e tutti quelli che stanno commentando quest’interessantissima discussione che è nata dall’articolo che ha un titolo senza dubbio provocatorio e cioè: “La ‘ndrangheta? Basta saperci convivere”.
    Il fatto che esista la ‘ndrangheta e che sia un problema serio per il territorio di Reggio così come di tutto il mezzogiorno d’Italia (chiamasi ‘ndrangheta in Calabria, mafia in Sicilia, camorra in Campania o sacra corona unita in Puglia poco importa) è fuori da ogni dubbio: nessuno si sognerebbe di dire altrimenti e non mi risulta che il sindaco abbia detto che la ‘ndrangheta sia un bene, anzi, anche lui ha sottolineato la gravità del problema.
    Qui il punto è successivo, il nodo della discussione si sviluppa dopo. Diamo per scontata la presenza della ‘ndrangheta e la sua malefica forza opprimente sulla città. Siamo tutti d’accordo su questo. E allora ? Che facciamo ? Ci piangiamo addosso ? Ci lamentiamo per tutta la vita di questo fatto, rimanendo con le mani in mano? Scappiamo dalla nostra terra e andiamo a costruirci una nuova vita altrove ? Smettiamo di progettare e sperare per il futuro della nostra terra, abbandonandola al suo destino per colpa delle cosche ?
    No, caro Antonino. Io non ci sto. Io non gliela voglio dare vinta. Comportarsi in quel modo, comportarci in quel modo, vuol dire dargliela vinta ai mafiosi, vuol dire essere loro succubi.
    Non credo sia questo il modo giusto per affrontare il problema. Piuttosto meglio progredire, progettare, svilupparsi, crescere, avere fede e speranza facendo come se la ‘ndrangheta non esistesse.
    Sì, hai capito bene: facciamo finta di nulla.
    Non sono d’accordo quando dici che non si amministra Reggio aldilà della ‘ndrangheta, che non si sposta un mattone, non si pianta un chiodo, non si asfalta una strada, aldilà della ‘ndrangheta. Si può fare eccome. Conosco personlmente alcune realtà sane e pulite che lavorano in modo attivo spostando mattoni, piantando chiodi, asfaltando strade (ovviamente sono, come i tuoi, riferimenti metaforici) facendo crescere la città senza alcuna connivenza mafiosa.
    Reggio si può amministrare anche aldilà della ‘ndrangheta come aldilà della mafia si può amministrare Palermo e aldilà della camorra si può amministrare, se si vuole, Napoli.
    Aldilà della mafia si sono amministrati gli Stati Uniti d’America, s’è amministrato il Giappone, i paesi dell’est Europeo che dopo il crollo del muro di Berlino in questi 20 anni hanno avuto un boom economico paragonabile a quello del nostro dopoguerra nonostante l’opprimente presenza della mafia. Si può crescere lo stesso, ci si può sviluppare comunque, nonostante la presenza della mafia.
    Con questo non voglio dire che bisogna far finta di niente nel senso di subire e sopportarli. So già che mi risponderai che è assurdo che io dica di far finta di nulla perchè vorrebbe dire essere succubi dei mafiosi. Ma in realtà non è così, ti anticipo. Voglio dire, invece, che bisogna far finta di niente nel senso di continuare dritti per la propria strada nonostante le difficoltà che la criminalità organizzata ci impone. E si può fare, con voglia, impegno e fede si può fare. Come fanno ovunque.
    La mafia non esiste solo a Reggio. Non esiste solo al sud. Esiste in molte aree del mondo che non sono arretrate come il sud. Quindi il problema principale del sud non è certo la ‘ndrangheta, bensì è la mentalità della gente che vede nella mafia un alibi per non far nulla, per evitare di darsi da fare.
    La mafia è il capo espiatorio di tutta la nostra arretratezza. Non che non abbia colpe. Ma il problema è un altro, perchè altri popoli ci dimostrano che si può crescere, e non poco, nonostante il fardello della mafia. E’ un fatto, Nino, non è una mia opinione.
    Dovremmo avere una scossa di orgoglio e dignità a vedere giapponesi, estoni e ucraini che riescono a farsi strada nonostante la mafia mentre noi rimaniamo indietro perchè tiriamo a campare, perchè ci piace così, ci accontentiamo di poco e ci piace l’assistenzialismo.
    Non vogliamo il federalismo ? Vogliamo che tutto rimanga così com’è ? In Calabria abbiamo detto NO con l’82% delle preferenze ad un referendum che ci proponeva una SVOLTA AMMINISTRATIVA totale … quell’82% vuol dire che a noi piace l’assistenzialismo del nord, che a noi va tutto bene così!!!
    Ed è questo che è davvero scandaloso.
    La mafia bisogna combatterla. Ma è a mio avviso inutile ergersi a paladini della giustizia in solitaria, con poche armi e con pochi strumenti per farlo. Deve essere lo stato a combattere la mafia, come purtroppo in Italia avvenne solo in un’unica e isolata fase storica (il fascismo, io non mi vergogno di farli i nomi e i cognomi) oggi tanto vituperata e criticata. Deve essere lo stato a combattere la mafia perchè è l’unica forza che ha le possibilità di opporsi al regime criminoso delle ‘ndrine.
    Al tempo stesso mentre lo stato deve combattere le mafie con la forza, i cittadini devono combatterle con la cultura. La cultura di intraprendenza e imprenditoria, di sviluppo economico e di crescita sociale e intellettuale. Uno sviluppo che non può prescindere dalla ‘ndrangheta, e che dobbiamo perseguire comunque.
    Non mi sembra, in merito al riferimento fatto sulle dichiarazioni di Falcomatà, che Domenico abbia voluto “strumentalizzare” le sue parole. Innanzitutto mi pare banale dirti che possiamo commentare, citare e giudicare eccome le frasi delle persone purtroppo defunte, soprattutto se avevano in vita un’importanza istituzionale rilevante, senza alcun problema: se dovessimo preoccparci del fatto che non può rispondere un morto allora sarebbe inutile continuare a star qui a parlare di qualsiasi cosa.
    Venendo alle dichirazioni di Scopelliti, non mi sembra assolutamente vero che il nostro amato Sindaco abbia voluto ignorare il problema. Anzi, ha detto esattamente quello che hai detto tu, e cioè che Reggio non è Napoli. Gli hanno chiesto se fossero due città che dal punto di vista della sicurezza si assomigliano. E lui ha giustamente risposto per le rime, perchè Reggio con Napoli grazie a Dio non ha nulla a che vedere!
    Ha anche sottolineato “a parte la ‘ndrangheta”, comunque dimostrando di conoscere bene il problema. Inoltre il fatto che non esiste microcriminalità è un fatto altamente positivo, è importante eccome, è da sottolineare ed è da vantarsene. Perchè se a Reggio si può camminare e uscire la sera e la notte, anche da soli, anche le ragazze, senza alcun problema (al contrario della stragrande maggioranza delle altre città Italiane) è un bene soprattutto per la strada di sviluppo che ha intrapreso la nostra Reggio, e cioè quella del turismo.
    Non si respira certo un clima di terrore o di piombo tra le strade, bensì (e tu che vivi la città lo sai bene) di armonia, accoglienza, calore, affetto: un clima ideale per accogliere il turista che arriva a Reggio (e infatti i risultati si stanno vedendo).
    :)
    Bye!

  10. #10 di Francesco Biacca il 25 settembre, 2008 - 11:26 am

    mi chiedo: ma come si può anche solo pensare che la ndrangheta sia un fenomeno con il quale convivere? COME?

    Proprio non riesco a capire la vostra logica sinceramente. A me pare una follìa assurda, come daltronde mi fa la stessa impressione il voler difendere a spada tratta l’autore di tale obrobrio parlato.

    Presumo voi siate “giornalisti” – sebbene di giornalisti, questo paese, non vede da almeno cento anni circa – anche consideato il vostro punto di vista di asserviti. Asserviti si, perchè nel momento stesso in cui difendete quelle parole, dette così tanto per dare fiato alla bocca, dimenticate pezzi importanti di vita della vostra città:

    1. la città è più sicura dal 1988 ad oggi non certo per merito dello stato, ma solo perchè si vede che hanno trovato un accordo;
    2. in città non è possibile aprire un’attività commerciale o imprenditoriale a meno di non venire in contatto con “certi personaggi”;
    3. c’è gente che c’è morta per via della ndrangeta, c’è gente che ha perso tutto grazie a loro e alla non-protezione dello stato: rispettateli!
    4. c’è da distinguere tra il fenomeno violento-criminale e la cutura. Culturalmente parlando 9 reggini su 10 sono ndranghetisti senza un briciolo di senso civio. E lo sono perchè si affidano ai compari per raggiungere i loro obiettivi; lo sono perchè esiste sempre l’ “amico” che ti leva dai guai; lo sono perchè frequentano posti notoriamente appartenenti alle famiglie, dando loro la possibilità di riciclare denaro e poi si riempiono la bocca del concetto di “lotta contro la mafia”.

    Ci vorrebbe molta più coerenza e saggezza, piuttosto che la dilagante ipocrisia di una città che sta vivendo un declino pauroso – non tanto sotto l’aspetto estetico (punto saliente del programma del sindaco) quando nella coscienza civica.

  11. #11 di Domenico Malara il 25 settembre, 2008 - 11:59 am

    Grazie Francesco per il contributo alla discussione. Devo dire che dai quattro punti che hai evidenziato nel tuo commento, anche tu confermi l’assunto secondo cui con la ‘ndrangheta bisogna saperci convivere.
    In ogni caso ripeto anche a te quello che ho scritto in altri commenti. Dire che con la ‘ndrangheta bisogna saperci convivere non significa rassegnarsi o essere conniventi, ma semplicemente essere realisti. Chi non lo è, evidentemente ignora il fenomeno. Che dobbiamo fare? Fasciarci la testa, lamentarci sempre, dire che tutto non va bene e che è uno schifo perché c’è la mafia? No, assoluamente. Io preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno e dire che, a parte la ‘ndrangheta, oggi Reggio è una città nuova, che è cresciuta e che inizia ad avere una coscienza civica.
    Ciao, Domenico M.

  12. #12 di Cheyco il 25 settembre, 2008 - 12:20 pm

    Capitano quei giorni in cui ti senti uno schifo e questo, per me, è uno di quelli.
    Sarà il tempo!
    Ma, certamente, contribuisce leggere questi commenti che ti rabbuiano ancora di più l’animo.
    Oh Domenico, il fatto che con la ‘ndrangheta bisogna saperci convivere ne giustifica la sua esistenza.
    Te ne rendi conto o no?
    Oppure che la migliore arma per combattere la mafia è ignorarla.
    Ma vi siete bevuti il cervello?
    Non devono essere solamente Scopelliti o Falcomatà a sconfiggere, o tentare di farlo, la mafia.
    Deve essere la gente comune nel complesso, quella che chiamano: “la società civile”.
    La società civile non si può permettere di “ignorare”, non deve “saperci convivere”. Non deve accettare il compromesso.
    Lo può affermare Falcomatà, San Pietro e anche il Papa, ma resta sempre un abominio.
    Non ti vuoi piangere addosso, e cosa significa?
    Raccontare i fatti significa piangersi addosso?
    Informare su quali siano le collusioni, le “amicizie”, le infiltrazioni significa lamentarsi sempre?
    “…la criminalizzata organizzata esiste da sempre e continuerà a esistere.”
    Per questo bisogna ignorare? Facciamoci i “cazziceddhi” nostri che “campamu cent’anni”!

    Mi fa schifo e terrore questo atteggiamento egoista.

    A te non preoccupa la mafia ma la “mafiosità”. Tra gli aggettivi che hai inserito, io aggiungerei anche: egoismo, sottomissione (al potente di turno), ignoranza.
    Attento perchè dal tuo commento emergono tutti questi aggettivi!
    A proposito, io voglio essere un don Chisciotte e combattere anche contro quelli come te.
    La pazzia è il modo di vedere il mondo con occhi diversi, non offuscati dalle idee e dai condizionamenti sociali.
    Riporto un estratto dal Don Chisciotte di Guccini:
    “Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
    perchè il “male” ed il “potere” hanno un aspetto così tetro?
    Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità,
    farmi umile e accettare che sia questa la realtà?
    Il “potere” è l’immondizia della storia degli umani
    e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
    sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte:
    siamo i “Grandi della Mancha”,
    Sancho Panza… e Don Chisciotte !”

    a presto, Cheyco (il commento si riferisce al commento che D.M. ha inserito sul blog di Monteleone!)

  13. #13 di antoniomorelli85 il 25 settembre, 2008 - 4:29 pm

  14. #14 di federicominniti il 25 settembre, 2008 - 6:46 pm

    Leggo commenti di gente terrorizzata ed attonita di fronte ad un commento ad un’agenzia. Sinceramente leggo, tanta troppa, strumentalizzazione “politica” della vicenda.

    Leggo pagelle su collusi e contenti, egoisti e conniventi. Sinceramente leggo, tanta troppa, convinzione che la ‘ndrangheta sia ciò che un film dipinge o un programma televisivo descrive.

    Ammutinamenti a parte, nei fatti chi scrive è “travaglianamente” coinvolto.

    Con stima,
    Federico

  15. #15 di peppecaridi il 25 settembre, 2008 - 7:46 pm

    A proposito della mafiosità di cui parlava Claudio …
    Caro Claudio, sono d’accordissimo con te per quanto riguarda la mentalità sub-mafiosa che purtroppo è uno dei mali principali della nostra città, ma proprio per questo motivo non concordo con te quando scrivi quest’articolo ( http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=23247 ) sul Presidente Foti perchè lui cerca di combattere quotidianamente quel tipo di mentalità che a noi non piace tanto.

    Come ha detto anche Ciccio Casciano sulle colonne di RegginaNews, allo stadio è successo che 10 ultras sprovvisti di biglietto volevano entrare “aggratis”. Foti gli ha detto che senza biglietto non entrano, e loro l’hanno minacciato, ma lui ha resistito.

    Più mentalità sub-mafiosa di così …

    Succede che allora altri ultras per “solidarietà” escono dallo stadio e quando, dopo il pareggio della Reggina, i delinquentelli sprovvisti di biglietto riescono ad entrare (manca ancora mezzora alla fine della partita ! ) chissà come in curva, partono le contestazioni.

    Contestazioni che, dal punto di vista mediatico (come ha giustamente fatto la Gazzetta del Sud) sarebbe stato meglio ignorare completamente, perchè valgono meno di zero, perchè sono causate da un retroterra culturale degradato, perchè provengono da quella mentalità sub-mafiosa che tanto critichiamo e soprattutto perchè tutto il resto dello stadio se n’è dissociato con fischi e urli contro quegli pseudo-tifosi che sono gli ultras.

    Ciao :)

  16. #16 di Massimo Vespia il 26 settembre, 2008 - 11:05 am

    Caro Domenico,
    questa volta non posso essere d’accordo con quanto scrivi.
    La soluzione “convivere con la ‘ndrangheta” mi sembra troppo facile e comoda: un atto di pilatismo esecrabile che non serve a nulla ..specie a quella parte politica che vorrebbe il rilancio della “Reggio, città turistica”.
    Ci vuole più coraggio ad ammettere che la ‘ndrangheta è presente nella nostra città in maniera fin troppo evidente e che magari bisognerebbe cominciare ad opporsi seriamente a questo deleterio e pericoloso fenomeno.
    A tal proposito, mi torna in mente un servizio giornalistico risalente a qualche anno addietro: gli anziani seduti al bar della piazza principale di Corleone che alla domanda del cronista sull’arresto di Riina, rispondevano in modo serafico “E chi è stu’ Riina? Quali mafia, e mafia, ‘a mafia nun esisti!”.
    Siamo ancora troppo giovani per far finta di non vedere e per non combattere.
    Con affetto: Massimo

  17. #17 di Salvatore Abbrasciaglia il 13 gennaio, 2009 - 8:58 pm

    Io sono un semplicissimo maggiordomo, e lavoro presso la casa di un nobile toscano ( anche se di origini austroungariche), residente nell’alto comasco: il barone Leopoldo Pistelleng de Pistellenghy, tra l’altro ex piduista ( anche se all’orecchio; ossia come lo erano pure Giulio Andreotti, Francesco Cossiga, e Bettino Craxi, ovviamente insieme ad Henry Kissinger, Augusto PInochet e Jorge Rafael Videla; non all’orecchio, notoriamente, invece, lo eran i porci nazimafiosissimi Silvio Berlusconi, Fabrizio Cicchitto, Maurizio Costanzo, Michele Sindona, ect ect, but we know all that), che vide nascere Fininvest, anzi, Ma..f..ininvest, grazie a un mare di soldi malavitosissimi, via P2 stessa, e che ora, schifatissimo da quella cultura pregnantissima di nazifascismo e mafia, si sta’ rivelando sul web, fonte preziosissima e meravigliosa, per tutti i migliori e grandissimi antiBerlusconiani in tutto il mondo. Fatta qs premessa, debbo dire che qui, dal Barone, vediamo via satellite, tantissime televisioni di tutto il mondo. Egli guarda, ovviamente, specialmente, quelle americane. Aver visto alla Cbc television, che Israele ha ammazzato ormai, gia’ 400 bambini in soli dieci giorni, cosi’ come che ne ha mutilati altri 220, di certo mi ha fatto impazzire dall’amarezza, schifo assoluto, sdegno e rabbia. Detto tutto questo, non sto’ ora, qui, parteggiando per nessuno di qs due contendenti ( incluso quello dei padroni di questo pianeta, gli ebrei), infatti, mi fan impazzire dal nervoso e preoccupazione, anche gli animaleschi di Hamas, che han ricevuto i terreni di Gaza, gratis, da Israele, per fini umanitarii, civili e sociali, e che apposta di sfruttarli a detti scopi, li han usati per scavarci tunnel, ficcarci dentro razzi assassini, che avevano ovvio scopo, poi, di uccidere altrettanti bimbi ebrei. Fatto sta, comunque, che al momento, i 400 bambini uccisi son palestinesi, e che qs e’ degno del piu’ schifoso lurido cane selvaggio pazzo che era Re Erode, che 2008 anni fa, non esito’ affatto a far sgozzare la gola di migliaia di neonati, per cercare di uccidere Gesu’ il Nazareno, allorche’ ancora in fascie. Detto tutto cio’, ora pero’, vorrei affrontare qui, il vero punto. Io non sono affatto antisemita. Mai stato, mai, chiunque mi conosce lo sa’ bene, se mai anzi. Mi reputo antifascistissimo, infatti, proprio per quello che fu l’Olocausto. So’ pero’ che gli ebrei amano fare della spietatezza, un culto. Vi sono degli ebrei, nella finanza italiana, che a cavallo tra gli anni 90 e quelli di qs attuale decennio di inizio 2000, han ” suicidato”, han forzato alla morte tantissime persone. Decine e decine, via, solite loro assassinissime, trame massoniche. Parlo degli ebrei della mafiosissima e filonazifascistissima Banca Leonardo, ad esempio, ma non solo. Uno di questi e’ l’assassino criminale snob da vomito Michele Milla, ovviamente, ex Banca Leonardo stessa. Egli costrinse all’impiccagione, in grandissimo uomo, chiamato Ubaldo Gaggio, e poi, fece lo stesso con diversi altri dipendenti che, sempre egli, disumanissimamente dittaturava e non sopportava, in quanto non sempre ingoianti, i suoi odiosissimi escrementi puzzoni, in silenzio. Googlate Banca Leonardo suicidi e leggerete cose da incubo assoluto. Era, qs snobbino figlio di papuzzo capriccioso viscido, supportato in cio’, infatti proprio dal satanistissimo padre Gainluigi Milla, come anche dallo zio cocainomane folle, Marco Milla ( gran riciclatore di danaro mafioso via Cofgiest) e dal perverso maniaco sessuale corruttorissimo, Attilio Ventura ( non per niente ora, in consiglio Mafiaset Nazistset Mediaset; gli antichi irlandesi usavano dire ” alla fine, tutti i porci, si ritrovano sempre nel porcile”: quando parliamo del porco ladrone Attilio Ventura e di Camorraset Ndrangaset Mediaset, direi che piu’ azzeccato detto, non si potrebbe applicare). Dietro ancora il criminale fighettino Michele Milla ( coinvolto tra l’altro in insider tradings a palate: Pirelli Cornig, Bnl, Elsag Bailey, Drs Finmeccanica, oltre che in un mare di insider dealings prue), l’assetato di sangue di morti fatti “suicidare”, il killer invisibile Gianluigi Milla, il cocainomane idiota Michele Milla, e il traviato bisessuale Attilio Ventura, vi era, ovviamente pure, il piu’ potente di tutti questi, l’altrettanto crudelissimo e spietatissimo, ferocemente similsanguinario Alberto Milla di Banca Euromobiliare. Ex sottoposto di qs sanguinario massone Alberto Milla di Banca Euromobiliare, era il cosidetto “camorrista di Piazza Affari” Francesco Perilli di Equita sim, ex puzzona Euromobiliare sim stessa ( corruttorissimo Francesco Perilli di Equita sim, che era insieme al succhiasangue di morti Alberto Milla di Banca Euromobiliare, prima che detto broker preferito dai Casalesi, il Francesco Perilli in questione, fosse cacciato dal gruppo Euromobiliare e creasse ora qs filondarnghetara Equita sim). Qs Mafioso di Piazza Affari, Francesco Perilli di Equita sim e’ un verme che ricicla danari, ben appunto, camorristici, a tonnellate, e che usa, poi, la Camorra stessa, per distruggere la vita privata di suoi eventuali concorrenti piu’ temibili in Borsa. Io penso che o le cose si dicono nella totalita’ o e’ inutile cercare di battersi affinche’ piu’ trasparenza e democrazia, si imponga nin qs mondo, o, tanto piu’ , in Italia ( in posizioni tipo l’ottantesimo posto, e dietro a altri paesi tipo la Botswana, la Giordania, e l’Albania, per quel che riguarda, la lotta alla corruzione, il riciclaggio di danari criminali, la liberta’ di stampa, la liberta’ economica, la qualita’ della democrazia, ect ect; che ci facciamo ancora nel g7? e’ ormai un assoluto mistero, per quanto intriso di comica assoluta, ormai). Il criminale puzzone snob Michele Milla e’ stato cacciato da Banca Leonardo. Il satanista perverso Gianluigi Milla e’ stato cacciato da Banca Leonardo. Il cocainomane simildeficiente Marco Milla, manco fu voluto in Banca Leonardo. Il perverso omosessuale e, si dice pure pedofilo, Attilio Ventura ( nazista ma ebreo, roba da lobotizzati assoluti) e’ stato cacciato da Banca Leonardo. Il re di tutti qs, ilcrudelissimo e spietato complottardo similcriminale Alberto Milla e il mega riciclatore di danaro mafioso, camorrista e ndranghetaro Francesco Perilli di Equita sim, son pero’ ancora li, e in un mio prossimo posts scrivero’ anche della corruzione assoluta e degli abusi di mercato che venivono posti in essere dal fascista malavitosissimo Francesco Perilli di Equita sim, ex Euromobiliare sim, and the nazifascist mason dirty Xuxluxclanist Daniel Hegglin of Morgan Stanley. E scrivero’ anche dello schifoso corrottissimo viscido Michele Calzolari di Centrosim ( mezzo massone e mezzo dell’Opus Dei, che biscia strisciante, waglio’), a capo della cupola similmafiosissima, spesso pure assassina, di Assosim stessa. Vidi tutto cio’ con i miei occhi, ai tempi, durante gli anni 90, allorche’ collaboravo col gruppo Iccrea ( da cui fui mandato via perche’ ero non Berlusconiano e da li passai a far da maggiordomo al Barone a cui tanto devo, il mio attuale datore di lavoro, Baron d’onor Leopoldo Pistelleng de Pistellenghy, di Cernobbio, Como). E ne scrivero’. Ebrei, io son antifascista specie per quel che vi fece il pazzo Adolf Hitler, ma ultimamente, ad Adolf Hitler, assomigliate proprio voi, e a me, Salvatore Abbrasciaglia, dalle vs liste complottarde, “suicidanti” e killer, dovete vedere di depennarmi, subito. So’ che invece, forse, mi ci metterete ora, ancor di piu’, ma allora meglio morto giovane, ma facendo sapere al mondo delle porcherie spezza vite che fate, via vs assassine massonerie varie, che succube of you for ever and ever.
    Salvatore Abbrasciaglia
    Cernobbio Como
    fiero maggiordomo della casa del
    Baron d’onor
    Leopoldo Pistelleng de Pistellenghy
    salvatoreabbrasciaglia@rocketmail.com
    Ps mi scuso per eventuali errori, ma sono un mero maggiordomino ( ma ex funzionario di Icrea, da qui la mia enorme rabbia’; cacciato da sti assassini mafiosi solo perche’ ero non Berlusconiano, ma vaf…………va’ ) e ora ho il pollo sul fuoco e devo correre, se lo faccio bruciato, poi, il Barone….

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