Fate l’amore non inquinate la terra

Leggetela bene perché la notizia è di quelle davvero sfiziose. Come se non bastassero i sermoni su inquinamento, effetto serra, buco dell’ozono, elettrosmog e chi più ne ha più ne metta, i predicatori dell’ambiente adesso si avventurano in consigli di carattere erotico-sessuale-amoroso. Proprio così, perché dopo avercela menata con l’agricoltura biologica, etica ed ecologica, con i peperoni del contadino e la melanzana antiglobalizzazione, dopo averci ammonito dal tirare lo sciaquone per rispettare la natura, evitando così di disperdere le nostre produzioni fisiologiche (!), adesso i paladini dell’arcobaleno provano a darci anche dei precetti su come, dove e quando copulare per non inquinare l’ambiente.

Non ci credete? Bene, se avete un po’ di dimistichezza con lo spagnolo, andate sul portale messicano di Greenpeace e leggete bene cosa prescrivono i dieci comandamenti dell’amore verde. La prima regola è quella di spegnere la luce per evitare inutili consumi di energia elettrica, aspettando al buio la compagna o il compagno al rientro dal lavoro. Ovviamente, anche se nel decalogo non c’è scritto, state attenti alle sorprese e comunicate sempre al parner di essere rientrati. Non si sa mai. Sempre in tema di risparmio energetico, è molto più romantico, propedeutico all’amore ed ecologico cenare a luce di candela ma, per non infrangere la regola numero uno, è importante acquistare candele di cera d’api e paraffina, non quelle a base di petrolio.

La seconda regola è in qualche modo legata alla prima. Per concludere al meglio la romantica cenetta a lume di candela, il massimo sarebbe deliziare il proprio partner con della buona frutta afrodisiaca, come potrebbero essere fragole, mirtilli e more, lamponi e ciliege. Ci avete provato ma il fuoco della passione non si accesso? Prendetevela col vostro fruttivendolo, evidentemente la frutta che vi ha venduto era transgenica o, se preferite, geneticamente modificata. La prossima volta sarebbe bene dire a cosa vi serve per non fare cattive figure con il partner.

Terzo comandamento dell’amore verde. Se proprio non sapete come spendere il vostro stipendo, una cena a base di ostriche e champagne in riva al mare è l’ideale ed è anche un ottimo afrodisiaco. Ma attenzione perché il ristoratore potrebbe rivelarsi peggio del fruttivendolo. Le ostriche, infatti, sono bioindicatori delle condizioni delle acque, perché accumulano inquinamento. Per una cena a base di molluschi, dunque, Greenpeace consiglia di verificare che questi provengano da mari puliti e non dalle acque delle grandi città costiere.

Finalmente il dopo cena, sempre che il compagno o la compagna nel frattempo non vi abbia lasciato. Le regole dalla quarta alla sesta si possono tranquillamente riassumere in: lubrificanti e giocattoli erotici. I primi devono essere naturali o a base di acqua (La lengua siempre será un buen instrumento, superflua qualsiasi traduzione) evitando quelli a base di petrolio come la vasellina; per i “sex toys”, invece, è bene prediligere quelli in caucciù, pelle o lattice, evitando accuratamente oggetti o accessori di policloruro di vinile, in quanto il pvc genera diossina e furani. Certo, andate a spiegare tutto questo al vostro fornitore ufficiale di preservativi, vibratori, dildo e frustini vari. Magari dite che vi manda Greenpeace!

Quante volte c’è stato detto a tavola dalla mamma: “Non sprecare il cibo che ci sono milioni di bambini che muoiono di fame”? Beh, dopo aver fatto l’amore mettiamocci una mano sulla coscienza e pensiamo alle 500 milioni di persone che non hanno accesso all’acqua pulita e corrente. Così, dopo aver risparmiato sulla corrente elettrica, Greenpeace ci invita a risparmiare anche sull’acqua. Come? Faccendo la doccia insieme al nostro partner. Meglio ancora se il box è stretto, in quel caso risparmiermo anche spazio e soprattutto respiro, dovendolo trattenere.

Dopo la doccia finalmente a letto per il tanto sospirato riposo del guerriero. Un bel lettone comodo e confortevole. Ma attenzione perché dev’essere anche ecosostenibile. Sempre secondo Greenpeace, infatti, il letto deve avere la certificazione dell’FSC (Forest Stewardship Council), una ong internazionale che rilascia un marchio ecologico per identificare i prodotti contenenti legno ottenuto da foreste gestite secondo criteri di ecosostenibilità. Come la mettiamo? Vogliamo dormire comodi e confortevoli ma avere rimorsi di coscienza? Rischiando, peraltro, di vanificare tutti gli sforzi e i sacrifici fatti finora? Assolutamente no. E allora via anche con il letto di legno ecosostenibile.

L’ultimo precetto di Greenpeace è un antico cavallo di battaglia tanto caro al movimento pacifista: fate l’amore non fate la guerra. Come? Fate l’amore? E no, dopo tutto sto casino di nuovo l’amore proprio no. Meglio una bella litigata. (do.mal.)

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  1. #1 di yansel il 15 novembre, 2008 - 5:22 pm

    molto interesante

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