Home > Musica > Fenomeno Brunori, un dandy calabrese che amava la Fenech

Fenomeno Brunori, un dandy calabrese che amava la Fenech

Segnatevi questo nome: Dario Brunori, cantautore per professione, imprenditore (mancato) per necessità. Vivamente consigliato a tutti i nostalgici degli anni Ottanta e ai trentenni afflitti dal mutuo e dall’euribor. Più in generale a tutti quelli che alle discese ardite, ai gesuiti euclidei o alle contropartite considerevoli preferiscono i Super Santos, le canzoni attorno a un falò, Pertini, Bearzot, Edwige Fenech, la Panda e persino Novella 2000.

Evocare senza citare esplicitamente. Una capacità descrittiva attraverso immagini che testimonia tutto il talento di Dario Brunori, cantautore cosentino, rivelatosi come uno dei migliori prodotti discografici degli ultimi anni, vincitore nel 2009 del prestigioso Premio Ciampi per il miglior disco d’esordio con Volume Uno, prodotto dall’etichetta indipendente Pippola Music.

Si diceva di Brunori cantautore per professione e imprenditore per necessità. Non è un caso che il suo progetto si chiama “Brunosi Sas”, così come l’azienda di famiglia che Dario, rientrato in Calabria dopo la morte del padre, si è ritrovato a dover portare avanti. Le sue canzoni nascono proprio dal dolore di questa perdita e come antidoto al lavoro di imprenditore che non sembra proprio essere nelle sue corde. E così, accanto alla vera “Brunori Sas”, nasce una piccola impresa di produzione e commercializzazione di canzoni autentiche e lievemente malinconiche, di cui Dario Brunori, artigiano delle sette note, ne è il rappresentante legale, nonché socio accomandatario. Soci accomandanti sono invece Simona Marrazzo (voce, cori e percussioni), Mirko Onofrio (sax, flauto e flauto basso), Dario Della Rossa (tastiere, diamonica e banchetto) e Massimo Palermo (batteria).

Volume Uno è un disco così immediato da non avere bisogno di spiegazioni articolate. Basta premere play. Nove brani nati spontaneamente da chitarra e voce, da ascoltare tutte d’un fiato. Canzoni che hanno lo stesso effetto di un caffè Lavazza: più le mandi giù, più ti tirano su! A cominciare dal doo-wop di Guardia ’82 (da cui è estratto il bel video realizzato da Giacomo Triglia), ritratto adolescenziale di un giovane Dario che trascorre le sue estati a Guardia Piemontese tra castelli di sabbia, primi amori e canzoni suonate attorno a un falò, con un piccolo omaggio, nel finale, a Claudio Baglioni (“…la paura e la voglia di fare l’amore / il 31 di agosto / c’è una storia che nasce / e un’estate che muore”). O l’accattivante Italian dandy, parodia bonaria al cliché dell’artista maledetto, in cui Brunori fa emergere con raffinata eleganza l’erotismo adolescenziale, con riferimenti ad una delle attrici cult degli anni Ottanta (“…chiuso nel mio bagno, amavo Edwige Fenech”) e un ritornello che ti entra dentro e non ti lascia più.

Quella di Brunori è una poetica che nasce dal quotidiano, leggera come una boccata d’aria. E così nell’album si ritrovano piccoli gioielli come la rabbiosa Nanà, in cui Dario racconta le prime esperienze di vita vissuta; Come stai, inno dei trentenni di oggi alle prese con il mutuo e con una società in cui “il calcio è l’unica religione del mondo”; Paolo, storia di un uomo alla ricerca di una donna “da portare in giro con la Panda”. C’è poi L’imprenditore che deve fare i salti mortali per arrivare a fine mese e si sfoga col rock; per concludere con le dolci Di così e Stella d’argento, omaggio a Gino Santercole.

I testi di Brunori sfruttano i registri dell’immaginazione, evocati con grande maestria da un mondo di rimandi e citazioni, in cui ognuno riesce a rispecchiarsi. Un caleidoscopio di colori e ricordi che si fissano nella mente e ti riportano indietro nel tempo, talmente veri da dover fare a pugni con una nostalgia “che mangia la pancia”.

Inevitabile percepire in Dario Brunori gli echi di un grande come Rino Gaetano, vuoi per la voce roca, per l’ironia o per un pizzico di non-sense che si ritrova nei suoi testi. Ma già al secondo ascolto resta ben poco di Gaetano e viene fuori tutta la personalità di un ispiratissimo Dario Brunori. Uno che, per dirla con il grande Piero Ciampi: “…ha tutte le carte in regola per essere un artista”. (do.mal.)


Categorie: Musica
  1. 21 settembre, 2010 alle 2:23 pm | #1

    Mi ha realmente attratta la comprensione del vostro articolo. informerò del vostro sito Internet ai miei amici di Facebook. Grazie ancora. Continuate cosi!

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: