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Archive for Giugno 2009

Ma non era Silvio il burlone gaffeur?

17 Giugno, 2009 Domenico Malara 9 commenti

Ma non era Berlusconi il burlone per antonomasia? Quello che non mancava occasione per combinarne ogni volta una delle sue davanti alle telecamere? Quello che metteva a disagio gli italiani all’estero e dava un’immagine vergognosa del nostro Paese?
Bene, guardate cosa combina Barack Obama durante un’intervista. Ovviamente, per lui nessuno scandalo, solo qualche risata:

Durante un’intervista alla tv Cnbc, il presidente Usa uccide l’insetto molesto con un colpo secco. Prima aveva provato ad allontanarlo con le buone maniere agitando il braccio: «Ehi, vattene». Ma alla provocazione del giornalista John Harwood («È la mosca più testarda che abbia mai visto»), Obama decide di farla finita e fa secco l’animale al primo colpo.

Non contento, indica ai cameraman la mosca morta per terra: «Volete filmarla?». E l’operatore obbedisce al presidente.

Ovviamente tutto finisce con una risata. Non oso neppure immagginare cosa sarebbe successo se al posto di Obama ci fosse stato il Berlusca… (do.mal.)

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Zappadu “guardone”, Sant’Oro censore

12 Giugno, 2009 Domenico Malara 9 commenti

santoro

Chi l’avrebbe mai detto. Il paladino dell’informazione libera, il Masaniello de noantri sempre sul piede di guerra e pronto a scendere in piazza per combattere la censura, il martire dell’editto bulgaro, sì, insomma, quello lì, Michele Sant’Oro da Annozero, è riuscito a censurare persino se stesso. Anzi ha fatto di più: ha censurato il fotoreporter Antonello Zappadu. Il personaggio del momento, quello delle migliaia di foto scattate a Villa Certosa, colui che ha ripreso i festini del Berlusca e ha immortalato l’ex premier ceco Mirek Topolanek col gentil membro a penzoloni. Ebbene sì, quel Michele di un Sant’oro, pur avendo tra le mani un’intervista esclusiva di Zappadu, l’unica concessa alle televisioni, ha preferito cestinarla. Il motivo? Non è dato saperlo.

Certo, la notizia di un Sant’Oro censore potrà sembrare incredibile a tutti coloro che pendono dalle labbra dell’oracolo salernitano e da quelle della sua cricca di compagni di merenda, da Travaglio a Ruotolo, un po’ di meno per chi ha capito ormai da tempo che razza di personaggio è costui.

zappaduA raccontare come sono andati i fatti, in esclusiva per Fuorionda News e Malarablog, è Salvatore Zappadu, fratello di Antonello, che ne cura i rapporti con la stampa:

«L’intervista – racconta Salvatore – richiesta in maniera pressante e con la garanzia dell’esclusiva, era stata registrata, in oltre un ora di domande e risposte, ad Olbia lunedì 1 giugno e, per questioni di par condicio, era stata programmata per l’ultima puntata di Annozero, quella appunto andata in onda giovedì 11 giugno. Il giornalista del programma, Corrado Formigli, nel frattempo aveva composto il servizio in 7,30 minuti, programmati per la messa in onda. La decisione del direttore Santoro, giustificata come dimenticanza per via della diretta, appare non solo una censura nei confronti di un fotoreporter pesantemente preso di mira dal potere berlusconiano, ma un presente non di poco conto verso colui che, piaccia o no, detiene ancora il potere mediatico nel sistema televisivo italiano. Santoro compreso».

Questo è quanto ci ha riferito telefonicamente il fratello di Antonello Zappadu. Probabilmente anche il fotoreporter più discusso del momento, aveva creduto, come in tanti d’altronde, al fantomatico giornalismo duro e puro del signor Sant’Oro. La cosa più divertente, però, è la ridicola la giustificazione di Sant’Oro che dice di essersi dimenticato di mandare in onda l’intervista a causa della diretta. Ma come, tu giornalista d’assalto, che hai in esclusiva il personaggio del momento, ti dimentichi di mandarlo in onda? Caro “Michele chi?” hai due possibilità: o passi per coglione o passi per censore. A te la scelta. E che scelta… (do.mal.)

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Povero Pd, gli pisciano addosso e dicono che piove

8 Giugno, 2009 Domenico Malara 20 commenti

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Per fortuna che ci sono i numeri. Proprio così, perché stando alle parole e ai proclami, Silvio Berlusconi, e quindi il Popolo delle Libertà, in questa tornata elettorale avrebbe dovuto toccare la soglia del 45%, mentre a sentire Dario Francescini le Europee sarebbero state il fine corsa per il governo in carica. Anzi, avrebbero sancito la resurrezione del Partito democratico. Sta di fatto che Silvio è rimasto al di sotto delle sue previsioni e Lazzaro-Pd, invece di rialzarsi e camminare, continua beatamente a dormire.

Ma torniamo ai numeri che, alla fine della fiera, sono ciò che affettivamente conta. Il pallottoliere elettoreale dice che il Pdl si è assestato attorno al 35%, mentre il Pd si ferma al 26%, ben 9 punti percentuali di distacco. Se si confronta il dato con le ultime elezioni politiche, si ha pressappoco un dato speculare. Nel 2008, infatti, la coalizione di centrodestra (Pdl-Lega-Mpa) ottenne il 46,8%, mentre quella di centrosinistra (Pd-Idv) si attestò al 37,5%. Se nel confronto col dato odierno si scorpora, per quanto riguarda il centrodestra il dato della Lega (10,3%) e dell’Mpa (2,2%, ma va tenuto conto che a queste Europee il partito di Lombardo ha formato un cartello elettorale con La Destra e i Pensionati) si comprende bene come il Pdl ha confermato esattamente il dato del 2008. Diversamente il Pd, togliendo i voti di Italia dei Valori (8%), rispetto alle passate politiche è sotto di almeno 3 punti percentuali.

Se dunque si tiene conto dei numeri il quadro risulta essere pressappoco questo: stabile il Pdl, in discesa il Pd, boom di Lega e Italia dei Valori e definitivo tracollo dei comunisti (Prc-Pdci e Sinistra e Libertà). Tutto il resto è noia. O meglio, chiacchiere da bar dello sport.

Viene da ridere, quindi, quando senti parlare Franceschini e tutto il resto del centrosinistra, di una clamorosa sconfitta per Berlusca, senza però fare  un minimo di autocritica e pensare che loro sono rimasti letteralmente con le pezze al culo. Così come non dicono che Italia dei Valori ha rosicato proprio al Pd qualcosa come il 6% dei consensi (nelle passate Europee il partito di Di Pietro si era fermato al 2,1%). Come si ricorderà, dopo le disastrose Politiche del 2008 il povero Veltroni fu messo alle corde e al suo posto è stato chiamato Franceschini quale salvatore della patria. Oggi Walter si prende la sua bella rivincita: se il compagno Dario poteva fare peggio, c’è riuscito!

berlusconi_cornaE veniamo al Pdl. Berlusconi aveva detto che sarebbe arrivato al 45%, si è fermato “solo” al 35%. Di contro c’è una Lega che ha fatto il botto, raddoppiando i consensi delle precedenti europee. Messi insieme questi due dati, anche il peggior cieco che non vuole vedere comprende bene che la coalizione di governo (Pdl-Lega) conferma il dato (45-46%) delle Politiche dello scorso anno.

Se a tutto ciò si aggiunge che, notoriamente, in qualsiasi Paese chi governa viene sempre punito dal responso delle urne, ancora di più che c’è di mezzo una crisi economica che impone misure anche impopolari, si comprende bene che per Berlusconi e company ne sono usciti alla grande.

Morale della favola: ancora una volta ha avuto ragione “papi” Silvio. Il partito del gossip, che ha fatto del Noemigate la sua campagna elettorale, ha visto  rivoltarsi contro come un boomerang la sua arma antiberlusconiana.  Chiaro segno che ste stronzate non attecchiscono e finiscono per essere il migliore spot elettorale per Berlusca. Probabilmente agli italiani interessano di più i problemi del Paese anziché i pettegolezzi da portinaia di Franceschini, Sant’Oro e company. Esattamente quello che ancora non riescono a comprendere i signori della politica. (do.mal.)

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