La Costituzione stuprata
Ricevo e pubblico la lettera inviata da Barbara Benedettelli, responsabile nazionale politiche sociali del Movimento per l’Italia (Mpi), al presidente della Repubbblica Giorgio Napolitano all’indomani dello stupro al parco della Caffarella a Roma.

Caro presidente Napolitano,
ancora stupri, ancora violenza, ancora ragazzi le vittime, questa volta appena adolescenti. Piccoli esseri umani condannati a un dolore devastante, senza possibilità di sconti, nè di patteggiamenti. I “domiciliari” di questi giovani saranno una vera prigione di sofferenza indicibile. La sensazione che ho, che abbiamo, è quella di una discesa inesorabile verso una fine. Mi perdoni l’ironia, ma il 2012 è alle porte! Caro Presidente, Lei per Eluana non ha considerato l’urgenza. Non se la prenda per questo mio paragone, è inevitabile, quella morte mi ha profondamente scossa, come è accaduto a milioni di italiani, Lei compreso. Io credo che in quel caso la Costituzione è stata intepretata, e la legge invece è entrata in una crisi senza pari.La “legge” ha perso il “senso” lungo il suo tormentato cammino, ogni giorno viene calpestata, sminuita, avvilita, sopraffatta, negata, interpretata e quindi spogliata della sua unicità. Pochi la riconoscono ancora come garante del bene comune. E fuori intanto regna il caos. Questo nostro mondo è capovolto o siamo noi che camminiamo sulle mani? Ancora stupri, ancora dolore, ancora una morte silenziosa, quella dell’anima, della mente, dell’immaginazione di quei ragazzini, quei piccoli uomini e donne del domani devastati e calpestati, violati nel corpo e nella loro interiorità. Neanche a occhi aperti saranno in grado, per lungo tempo, di cacciare l’immagine di quel giorno di San Valentino che si è fissato per sempre nelle loro viscere. Doveva essere il giorno dell’amore è diventato il giorno del terrore. Dell’odio. Mentre io festeggiavo con la mia famiglia, e forse anche Lei, con la sua amata signora, quei ragazzini pativano le pene dell’inferno.
Che male sento dentro di me per ciò che accade agli innocenti. Ma Lei non si sente un magone dentro quando legge sui giornali di questi fatti? Non Le viene la stessa voglia che viene a me di piangere e poi subito dopo di reagire, di trovare il modo di fermare tutto questo? Non pensa a chi ama? Non si immedesima?
Non è emergenza nazionale questa presidente? L’art.77 non va subito applicato? Io la Costituzione la difendo anche in questo caso. La libertà altrui è inviolabile, ma la prima libertà che va tutelata è quella degli innocenti, e chi nega questa libertà deve essere consapevole di perdere la propria nello stesso istante. Mi dica. Non è necessario un provvedimento urgente e immediato in grado di cominciare a diventare un vero deterrente per questi delitti terribili? Non è ora che chi del male fa una ragione di vita certo di ottenere l’impunità, cominci ad avere paura? Non siamo noi cittadini per bene, onesti, rispettosi delle leggi, del valore della vita, della Costituzione che Lei tanto difende, a dover vivere nel terrore. Sono i malvagi. Non importa se sono clandestini o no. Non importa se sono stranieri o no. Non importa se sono capaci o incapaci di intendere e volere. Non importa se sono alcolizzati, drogati, o malati mentali. Non importa se vengono da zone di degrado, se sono meno fortunati di noi, se a loro volta hanno subito violenza da piccoli (io conosco tante persone che pur avendo subito violenza da piccole, o da grandi, oggi sono migliori di chiunque altro). Non importa perchè lo fanno. L’azione conta e il suo risultato. Sono delinquenti. Sono persone cattive. Individui che non hanno rispetto per la vita propria e tanto meno per quella altrui. Gente che vive sopra la legge e sopra ogni Costituzione. Bestie feroci.
Mi dica Presidente, lei starebbe nella stessa gabbia con un animale in calore o uno assetato di sangue? Una bestia inferocita, non addomesticata nè addomesticabile, che non vede l’ora di sfogare i suoi più brutali istinti? Sono certa di no. Neanche noi, signor Presidente. Noi abbiamo paura. E ci rivolgiamo a Lei che è sceso in piazza per difendere la Costituzione. Adesso scenda in piazza per difendere i suoi figli. I figli di questa Nazione di cui è Presidente.
Noi vogliamo la libertà di vivere, la libertà dalla paura, la libertà di poter celebrare il nostro dono più grande, l’amore, quello che oggi chiediamo a Lei di mostrarci con un atto che solo un padre premuroso compirebbe: proteggere fino in fondo i propri figli e punire con severità e coerenza quelli che sbagliano.Barbara Benedettelli
Responsabile nazionale politiche sociali MPI
Grazie Barbara per tutto quello che fai e per il grande impegno che ci metti in questa battaglia a sostegno della pena certa e indiscutibile. Una battaglia che, ti assicuro, è la stessa che combattiamo ogni giorno in milioni, stanchi di vedere calpestati i nostri diritti e la nostra sicurezza da uno Stato che con le sue assurde leggi tutela e garantisce sempre di più delinquenti, stupratori e assassini, diventandone silenziosamente complice. (do.mal.)
Ma andiamo per ordine. Qualche giorno fa mi è stato chiesto cosa ne pensassi del decreto sicurezza emanato dal governo. Posso dire che qualcosa è stato fatto, ma è ancora troppo poco. In sintesi il dl governativo prevede le ronde composte da ex agenti in congedo; niente più domiciliari agli stupratori e quindi arresto cautelare in carcere; patrocinio gratuito per assicurare una più adeguata assistenza legale alle vittime delle violenze sessuali; 2.500 agenti in più e stanziamento di fondi per 100 milioni di euro per rafforzare il sistema di controllo e di presidio del territorio; ergastolo in caso di omicidio commesso in occasione di violenza sessuale, atti sessuali con un minorenne, violenza sessuale di gruppo e atti persecutori; il nuovo reato di stalking; videosorveglianza più diffusa ed estensione da due a sei mesi del tempo di permanenza nei Centri di identificazione e espulsione (Cie).
Il secondo argomento che merita approfondimento e il Partito democratico o, almeno, quel che ne resta dopo la rottura del suo leader Walter Veltroni, legittimato dalle pseudo-primarie dell’ottobre 2007 e buttato giù dalla torre dai suoi stessi compagni all’indomani dell’ecatombe sarda. Veltroni doveva essere l’agnello sacrificale di un partito nato già morto e così è stato. Un film magistralmente diretto e interpretato da Baffino D’Alema. Era già tutto previsto, canterebbe Riccardo Cocciante. Tanto che già 


Anche la Juventus sembra aver alzato bandiera bianca, pareggiando nel pomeriggio, per 1-1, contro la Sampdoria. Ad onor del vero, la Juve ha colpito ben 3 legni, due con Nedved ed uno con Del Piero, ma è andata sotto trafitta in contropiede sull’asse Cassano-Pazzini. Per la Juve ha pareggiato il conto Amauri, tornato al gol dopo 5 partite. La squadra di Ranieri si trova a 9 punti dall’Inter.

In seconda posizione il posto del Milan, in discesa, è stato riguadagnato dalla Juve, che ha espugnato Catania con un po’ di fortuna (clamoroso il liscio di Terlizzi, che ha consentito a Poulsen di siglare l’1-2 al 93′) e tanto cuore: per oltre 80′ gli uomini di Ranieri hanno giocato in dieci, causa la stupida espulsione rimediata da Iaquinta. Due gialli nel giro di un minuto, uno subito dopo il gol dello 0-1, per essersi tolto la maglia nell’esultanza, e l’altra per un fallo inutile a centrocampo. La Juventus è così rimasta sulla scia dell’Inter, a -7 dalla vetta, e adesso aspetta il derby di domenica prossima tra Inter e Milan, nella speranza di poter recuperare qualcosa in classifica. Nel dopo gara, Ranieri non le ha mandate a dire a Mourinho, evidenziando con toni decisi che alimentare le tensioni non fa bene al campionato.










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