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Archive for Febbraio 2009

La Costituzione stuprata

28 Febbraio, 2009 Domenico Malara 13 commenti

Ricevo e pubblico la lettera inviata da Barbara Benedettelli, responsabile nazionale politiche sociali del Movimento per l’Italia (Mpi), al presidente della Repubbblica Giorgio Napolitano all’indomani dello stupro al parco della Caffarella a Roma.

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Caro presidente Napolitano,

ancora stupri, ancora violenza, ancora ragazzi le vittime, questa volta appena adolescenti. Piccoli esseri umani condannati a un dolore devastante, senza possibilità di sconti, nè di patteggiamenti. I “domiciliari” di questi giovani saranno una vera prigione di sofferenza indicibile. La sensazione che ho, che abbiamo, è quella di una discesa inesorabile verso una fine. Mi perdoni l’ironia, ma il 2012 è alle porte! Caro Presidente, Lei per Eluana non ha considerato l’urgenza. Non se la prenda per questo mio paragone, è inevitabile, quella morte mi ha profondamente scossa, come è accaduto a milioni di italiani, Lei compreso. Io credo che in quel caso la Costituzione è stata intepretata, e la legge invece è entrata in una crisi senza pari.La “legge” ha perso il “senso” lungo il suo tormentato cammino, ogni giorno viene calpestata, sminuita, avvilita, sopraffatta, negata, interpretata e quindi spogliata della sua unicità. Pochi la riconoscono ancora come garante del bene comune. E fuori intanto regna il caos. Questo nostro mondo è capovolto o siamo noi che camminiamo sulle mani? Ancora stupri, ancora dolore, ancora una morte silenziosa, quella dell’anima, della mente, dell’immaginazione di quei ragazzini, quei piccoli uomini e donne del domani devastati e calpestati, violati nel corpo e nella loro interiorità. Neanche a occhi aperti saranno in grado, per lungo tempo, di cacciare l’immagine di quel giorno di San Valentino che si è fissato per sempre nelle loro viscere. Doveva essere il giorno dell’amore è diventato il giorno del terrore. Dell’odio. Mentre io festeggiavo con la mia famiglia, e forse anche Lei, con la sua amata signora, quei ragazzini pativano le pene dell’inferno.
Che male sento dentro di me per ciò che accade agli innocenti. Ma Lei non si sente un magone dentro quando legge sui giornali di questi fatti? Non Le viene la stessa voglia che viene a me di piangere e poi subito dopo di reagire, di trovare il modo di fermare tutto questo? Non pensa a chi ama? Non si immedesima?
Non è emergenza nazionale questa presidente? L’art.77 non va subito applicato? Io la Costituzione la difendo anche in questo caso. La libertà altrui è inviolabile, ma la prima libertà che va tutelata è quella degli innocenti, e chi nega questa libertà deve essere consapevole di perdere la propria nello stesso istante.
Mi dica. Non è necessario un provvedimento urgente e immediato in grado di cominciare a diventare un vero deterrente per questi delitti terribili? Non è ora che chi del male fa una ragione di vita certo di ottenere l’impunità, cominci ad avere paura? Non siamo noi cittadini per bene, onesti, rispettosi delle leggi, del valore della vita, della Costituzione che Lei tanto difende, a dover vivere nel terrore. Sono i malvagi. Non importa se sono clandestini o no. Non importa se sono stranieri o no. Non importa se sono capaci o incapaci di intendere e volere. Non importa se sono alcolizzati, drogati, o malati mentali. Non importa se vengono da zone di degrado, se sono meno fortunati di noi, se a loro volta hanno subito violenza da piccoli (io conosco tante persone che pur avendo subito violenza da piccole, o da grandi, oggi sono migliori di chiunque altro). Non importa perchè lo fanno. L’azione conta e il suo risultato. Sono delinquenti. Sono persone cattive. Individui che non hanno rispetto per la vita propria e tanto meno per quella altrui. Gente che vive sopra la legge e sopra ogni Costituzione. Bestie feroci.
Mi dica Presidente, lei starebbe nella stessa gabbia con un animale in calore o uno assetato di sangue? Una bestia inferocita, non addomesticata nè addomesticabile, che non vede l’ora di sfogare i suoi più brutali istinti? Sono certa di no. Neanche noi, signor Presidente. Noi abbiamo paura. E ci rivolgiamo a Lei che è sceso in piazza per difendere la Costituzione. Adesso scenda in piazza per difendere i suoi figli. I figli di questa Nazione di cui è Presidente.
Noi vogliamo la libertà di vivere, la libertà dalla paura, la libertà di poter celebrare il nostro dono più grande, l’amore, quello che oggi chiediamo a Lei di mostrarci con un atto che solo un padre premuroso compirebbe: proteggere fino in fondo i propri figli e punire con severità e coerenza quelli che sbagliano.

Barbara Benedettelli
Responsabile nazionale politiche sociali MPI

Grazie Barbara per tutto quello che fai e per il grande impegno che ci metti in questa battaglia a sostegno della pena certa e indiscutibile. Una battaglia che, ti assicuro, è la stessa che combattiamo ogni giorno in milioni, stanchi di vedere calpestati i nostri diritti e la nostra sicurezza da uno Stato che con le sue assurde leggi tutela e garantisce sempre di più delinquenti, stupratori e assassini, diventandone silenziosamente complice. (do.mal.)

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Luca era gay come Walter era segretario

25 Febbraio, 2009 Domenico Malara 5 commenti

In questa settimana o quasi che sono mancato dalle pagine di questo blog ne sono successe di cose. Il governo ha varato il decreto antistupri, Enrico Mentana è stato trombato da Mediaset, Povia (vero vincitore di Sanremo) ha finalmente potuto raccontare la storia di sto povero Luca, Oreste Lionello e Candido Cannavò sono morti e anche il Partito democratico non si sente tanto bene.

polizia-locale_10924Ma andiamo per ordine. Qualche giorno fa mi è stato chiesto cosa ne pensassi del decreto sicurezza emanato dal governo. Posso dire che qualcosa è stato fatto, ma è ancora troppo poco. In sintesi il dl governativo prevede le ronde composte da ex agenti in congedo; niente più domiciliari agli stupratori e quindi arresto cautelare in carcere; patrocinio gratuito per assicurare una più adeguata assistenza legale alle vittime delle violenze sessuali; 2.500 agenti in più e stanziamento di fondi per 100 milioni di euro per rafforzare il sistema di controllo e di presidio del territorio; ergastolo in caso di omicidio commesso in occasione di violenza sessuale, atti sessuali con un minorenne, violenza sessuale di gruppo e atti persecutori; il nuovo reato di stalking; videosorveglianza più diffusa ed estensione da due a sei mesi del tempo di permanenza nei Centri di identificazione e espulsione (Cie).

Personalmente non credo che le tanto discusse ronde possano risolvere il problema stupri, quando invece avrei visto più efficace un provvedimento che arginasse il flusso migratorio di quegli stranieri, in modo particolare quelli dell’Est europeo, che arrivano nel nostro Paese esclusivamente per delinquere. Era preferibile, come a più riprese sostengo, il blocco temporaneo del trattato di Schengen, tanto più che questo è previsto in caso di ordine pubblico. Ma più in generale, considerato che gli stupratori non sono solo stranieri (anche se questi rappresentano lo zoccolo duro), l’istituzione della castrazione chimica. Ci sarebbe poi il solito discorso sulla certezza della pena e sulla concezione di carcere, non come luogo di villegiatura spesato dai contribuenti, ma come autentica istituzione punitiva, dove chi delinque ci pensa due volte prima di rientrarci.

La sicurezza è un argomento troppo importante, sul quale il centrodestra ha costruito quasi tutta la sua campagna elettorale, compresa quello per l’elezione del sindaco di Roma. Non è pensabile che il grido di giustizia e sicurezza che arriva dalla gente, si esaurisca in un decreto legge che fa acqua da tutte le parti. Un provvedimento che è più un palliativo che una cura vera e propria all’avanzare dell’onda criminale.

dalema_veltroniIl secondo argomento che merita approfondimento e il Partito democratico o, almeno, quel che ne resta dopo la rottura del suo leader  Walter Veltroni, legittimato dalle pseudo-primarie dell’ottobre 2007 e buttato giù dalla torre dai suoi stessi compagni all’indomani dell’ecatombe sarda. Veltroni doveva essere l’agnello sacrificale di un partito nato già morto e così è stato. Un film magistralmente diretto e interpretato da Baffino D’Alema. Era già tutto previsto, canterebbe Riccardo Cocciante. Tanto che già lo scorso 5 settembre su questo blog scrivevo:

In attesa che la “Walterloo” si abbatta sul Pd, quel vecchio volpone d’un Massimo sfodera pian piano gli artigli, in un classico giochetto da gatto col topo, che alla fine vedrà soccombente il dormiente Walter Veltroni. Un copione già visto, che ha come prim’attore Baffino che, col solito sorrisetto ironico, sottolinea chi è realmente il padrone della sinistra…

Capitolo Veltroni chiuso, archiviato e messo in cantina. Già immagino il caro vecchio Walter cosa avrà pensato: avanti il prossimo gli lascio il posto mio. Povero diavolo che pena mi fa… E in questo caso il diavolo, anche se non veste Prada, ha le sembianze di Dario Franceschini. Quando si dice il nuovo che avanza… e che cercano di venderlo per buono. L’ex Dc allevato da Zaccagnini e più recentemente ex braccio destro dell’Obama de noantri avrà il compito di guidare il corteo funebre piddino fino al prossimo Congresso di ottobre.

A fronte della solita propaganda antiberlusconia, ripresa dal “nuovo” Pd dopo che per un attimo Veltroni l’aveva messo da parte, c’è da dire che almeno una cosa buona in questi primi giorni di reggenza, Franceschini l’ha fatta: chiamare nella sua segreteria il sindaco di Torino Sergio Chiamaprino. Un politico eccellente, un personaggio per certi versi scomodo anche all’interno del suo stesso partito, uno che non ha negato possibili alleanze con la Lega. Nonostante tutto, dispiace per Franceschini e Chiamparino, ma l’identikit del leader ideale per il Pd è esattamente quello ha tracciato “Il Giornale”: laico, sociale e antifascista. In una sola parola (anzi due): Gianfranco Fini. In fin dei conti la politica non è l’arte del possibile? Se poi c’è di mezzo l’ex figlioccio di Giorgio Almirante (vai a crescere figli!), cresciuto fra busti del Duce, camicie nere e l’orbace delle divise da gerarca fascista, la politica è anche l’arte dell’impossibile.

Infine una piccola nota per Povia, il vincitore morale del Festival di Sanremo, e di quel povero Luca che gay era e gay, voleva o non voleva, doveva rimanerlo, almeno a sentire Grillini & Co. Anche Walter era segretario del Pd, ma a lui nessuno ha fatto storie. Come la mettiamo? (do.mal.)

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I Bronzi di Riace nel paese di Giufà

18 Febbraio, 2009 Domenico Malara 4 commenti

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I Bronzi di Riace in esposizione alla Maddalena in occasione del prossimo G8. È l’ultima idea di Silvio Berlusconi.

Spazio subito il campo da qualsiasi dubbio: sono di Reggio Calabria, città dei Bronzi, e sono assolutamente d’accordo con l’emigrazione temporanea delle due statue. Lo ero nel 2004, quando l’allora governatore della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, ne propose la clonazione per inviarli alle Olimpiadi di Atene; lo sono ora che la proposta arriva da Berlusconi.

Questione di coerenza, ma anche assoluta convinzione che questo è l’unico modo per valorizzare le due statue bronzee, fino ad oggi chiuse a prendere polvere nel museo nazionale di Reggio Calabria, a disposizione di qualche turista tedesco che di tanto in tanto decide di andare a visitarli.

Nel 2004 un’intera città si ribellò, sindaco in testa, e dei due Bronzi ad Atene, anzi delle copie (si trattava infatti di cloni) non se ne fece nulla. Si disse allora che le due preziose sculture dovevano essere valorizzate in loco, dovevano essere i turisti ad andare a visitarle al Museo nazionale di Reggio Calabria e non le statue a girare il mondo per fare bella mostra di sè.

Si parlò di turismo culturale, di progetti e iniziative volte alla valorizzazione delle sculture. Belle parole e nobili intenzioni, rimaste però a prendere polvere insieme ai due Bronzi nelle stanze deserte del museo reggino.

Oggi la videnda si ripete e ancora una volta si assiste alla divertente diatriba tra i favorevoli e i contrari. A fomentare il coro dei “no” è la Cgil di Reggio Calabria con il suo segretario Francesco Alì, mentre il sindaco Giuseppe Scopelliti sembra meno risoluto e più possibilista rispetto al 2004. D’altronde Berlusconi non è Chiaravallori e al premier è difficile dire no.

Sui Bronzi si spacca anche il sindacato. A favore dell’esposizione delle statue al G8 è, infatti, la Uil Calabria: «I Bronzi di Riace alla Maddalena? Finiamola con questo localismo con l’anello al naso!» è la netta presa di posizione del segretario regionale Roberto Castagna, che mi sento di condividere completamente.

Proprio così, perché per capire le ragioni del “no” bisogna prima capire i reggini, o meglio i riggitani. Davvero una brutta razza. Gente che oltre all’invidia e alla superbia coltiva anche la gelosia, in questo caso per qualcosa che neppure gli appartiene, visto che i Bronzi di Riace sono due capolavori d’arte patrimonio dell’umanità.

Ma per capire meglio chi sono i riggitani basta rileggere quel grande genio di Nicola Giunta.

Ufficialmente i motivi addotti dal fronte del “no” riguardano la pericolosità del trasporto a causa della fragilità delle due statue. Motivazione assurda e che sa tanto di presa in giro. Basti pensare, come ha fatto rilevare anche Vittorio Sgarbi, che Salvatore Settis,  direttore della Normale di Pisa e notissimo archeologo, ha organizzato una mostra della scultura a Mantova dove sono state fatte arrivare opere molto più fragili dei Bronzi di Riace, Così come è altrettanto noto che lo stesso Satrapo danzante, che è rimasto come i Bronzi sottacqua per oltre 2.500 anni, fa il giro del mondo senza alcun problema.

Di contro, le vere motivazioni vanno ricercate nel provincialismo che ha sempre contraddistinto e continua a contraddistinguere le regioni del Sud e tra queste la Calabria e ancora di più Reggio. Provincialismo che si traduce in invidia, superbia, vittimismo e parassitismo. Fin quando persisterà questo atteggiamento mentale, il Sud non riuscirà mai a risollevarsi e continuerà sempre ad addebitare il suo isolamento alle regioni del Nord. Quando invece sono gli stessi meridionali a isolarsi dal resto d’Italia. La vicenda dei Bronzi di Riace insegna. (do.mal.)

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Categories: Cronaca, Italia, Politica

L’Italia agli italiani

16 Febbraio, 2009 Domenico Malara 18 commenti

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Ancora stupri, ancora una volta immigrati. Una bella risposta agli inguaribili difensori degli stranieri, ai parlamentari che si preoccupano dei delinquenti rumeni, ai sostenitori del volemosebbene. Una bella risposta per coloro (pochi per la verità) che commentando i miei precedenti post, mi hanno etichettato come xenofobo e intollerante.

I fatti. A Roma una coppia di fidanzatini è stata aggredita da due stranieri, probabilmente dell’Est europeo, con la ragazza stuprata da entrambi e costretta a un rapporto orale. A Milano, invece, una studentessa sudamericana ha subito una violenza sessuale da parte di un uomo, che la stessa ha descritto come nordafricano. Stesso episodio a Bologna, dove un clandestino tunisino è stato arrestato per violenza sessuale su una 15enne.

Adesso mi piacerebbe leggere i commenti di chi si è mostrato tollerante verso queste bestie, di chi è ancora convinto che gli immigrati nel nostro Paese, sono una risorsa e non un problema. Di chi ha bisogno di dati e statistiche per convincersi che in Italia la criminalità e l’insicurezza sono aumentate in maniera esponenziale da quando tutta la feccia dell’Est Europa è libera di entrare a casa nostra.

Per quanto mi riguarda confermo quanto già detto nei post precedenti: l’Italia agli italiani. E per favore non venitemi a parlare di inclusione, dialogo, interculturalità, accoglienza. Tutte stronzate, almeno con un certo tipo di stranieri. L’unico dialogo possibile è quello di rimandarli a casa o, ancora meglio, non farli proprio entrare nel nostro Paese.

Finalmente anche la politica si muove e ancora una volta le uniche proposte serie le fa la Lega. La prima è contenuta nell’emendamento al decreto sicurezza, riguardo l’esclusione della possibilità di concedere gli arresti domiciliari a chi è accusato di stupro; la seconda proposta è una raccolta firme a favore della castrazione chimica, ipotesi peraltro già avanzata dalla Lega negli anni passati. La speranza è che almeno stavolta se ne faccia qualcosa.

Proposte che mi trovano d’accordo, anche se a queste aggiungerei anche la temporanea sospensione del trattato di Schengen, secondo quanto è previsto dall’art. 2 dello stesso, “per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale”.

Qualcuno potrebbe obiettare che non tutti gli stranieri sono violenti, non tutti stuprano, anzi molti di questi sono delle brave persone che arrivano in Italia solo per lavorare. Vero, ma quando è “guerra” è “guerra” per tutti. Una guerra apertamente dichiarata da loro al nostro Paese che li ha accolti senza sè e senza ma.

È vero che la violenza produce sempre violenza, ma questo succede soprattutto quando ci sono leggi che tutelano più i delinquenti che le persone oneste. Certo, le aggressioni e i raid punitivi nei confronti degli stranieri non sono giustificati, ma non si può neppure condannare la rabbia della gente che dopo appena 48 ore si ritrova gli stupratori di nuovo a piede libero. Così come non si può condannare la mamma della 15enne stuprata a Roma quando dice: «O fanno giustizia o me la faccio da sola».

Io sto con questa gente, altri preferiscono stare dalla parte degli stupratori. (do.mal.)

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Lamentarsi a qualcosa serve. Vero Mourinho?

16 Febbraio, 2009 Domenico Malara 2 commenti

di Ivano Bova per Malarablog

Inter-Milan

Campionato congelato. L’Inter batte il Milan nel derby, quello decisivo, per 2-1, nonostante l’ottima prestazione della squadra di Ancelotti. I rossoneri hanno di che recriminare, ma resta il fatto che i cugini volano a +11 in classifica. La partita ha regalato sorprese fin dalla consegna delle formazioni. Nell’Inter infatti, Maicon, in dubbio fino all’ultimo, si è presentato regolarmente in campo, facendo la differenza. Il brasiliano ha pennellato un assist perfetto, dalla fascia destra, per Adriano, che però non ha colpito al meglio di testa, ed ha messo in rete aiutandosi con un braccio. Viziato il vantaggio dell’Inter, bello il secondo gol di Stankovic: Ibrahimovic, eludendo l’intervento di Kaladeze, ha servito alla perfezione il serbo, che al volo non ha lasciato scampo ad Abbiati. Sotto di due gol alla fine del primo tempo, il Milan ha reagito nella ripresa, spinta dagli spunti di un ottimo Ronaldinho. Proprio da una magia del brasiliano, è nato il gol che ha permesso al Milan di accorciare le distanze con Pato. Ancelotti, nel dopo gara, ha parlato di «un rigore doppio» negato al Milan, per un evidente fallo in area su Inzaghi, ammettendo però che «11 punti di distacco sono davvero troppi». Quella del tecnico rossonero, è sembrata quasi una dichiarazione di resa, perché in questo momento sembra chiaro che solo l’Inter, con un suicidio, potrebbe perdere lo scudetto.

SERIEA F.C Juventus vs U.C. SAMPDORIAAnche la Juventus sembra aver alzato bandiera bianca, pareggiando nel pomeriggio, per 1-1, contro la Sampdoria. Ad onor del vero, la Juve ha colpito ben 3 legni, due con Nedved ed uno con Del Piero, ma è andata sotto trafitta in contropiede sull’asse Cassano-Pazzini. Per la Juve ha pareggiato il conto Amauri, tornato al gol dopo 5 partite. La squadra di Ranieri si trova a 9 punti dall’Inter.

In zona Champions, il rocambolesco pareggio per 3-3 tra Genoa e Fiorentina, ha purtroppo segnato in negativo la domenica. I tifosi del Genoa, inferociti per l’incredibile rimonta (da 3-0 a 3-3) dei viola, hanno accusato Rizzoli di aver convalidato il gol del 3-3, segnato con qualche secondo di ritardo rispetto al recupero stabilito. In campo i giocatori del Genoa hanno accerchiato l’arbitro inveendo contro la terna. Gli animi si sono surriscaldati anche sugli spalti, ed i tifosi hanno asserragliato prima la terna e poi l’autobus della Fiorentina. Nella fuga dallo stadio, il mezzo ha investito un tifoso del Genoa, ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale San Martino di Genova. Una vicenda assurda, soprattutto perché l’arbitraggio di Rizzoli non è parso per nulla negativo. Una punizione esemplare meriterebbero i giocatori del Genoa, che si sono lasciato andare, nel finale, ad un’inutile ed isterica sceneggiata.

Per il resto, la 24° è stata la giornata dei pareggi, ben sette su dieci partite. Tra questi, il quinto pari consecutivo del Torino, ed il quarto di Chievo e Reggina. Gli amaranto hanno sprecato una buona opportunità, pareggiando per 0-0 al Granillo un noioso match contro il Palermo. La salvezza, per la Reggina, dista adesso 5 punti, ma lo spirito mostrato in casa contro i rosanero non è piaciuto: contro una squadra che di certo non era venuta a Reggio per disputare la gara della vita, gli uomini di Orlandi sono parsi poco determinati. La speranza è che, nel prossimo turno a Catania, torni, tra le file degli amaranto, il “furore di San Siro”, necessario in ogni occasione per una squadra che davvero vuole giocarsela fino all’ultima giornata.

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Eluana è stata uccisa. Giustizia è fatta!

10 Febbraio, 2009 Domenico Malara 39 commenti

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Eluana Englaro è morta. Così volevano, così è stato. In queste ultime settimane si è parlato di vita e di morte allo stesso modo di come si discuterebbe al mercato di zucchine e patate, in una una “battaglia” che ha avuto poco di morale e troppo di politica. È sembrato quasi di assistere ad una partita di calcio, con i tifosi di una squadra e dell’altra a contendersi il trofeo, in una disputa che alla fine, com’era prevedibile, ha visto tutti perdenti.

Non faccio troppi giri di parole: Eluana è stata uccisa. Le sono stati negati acqua e cibo. Le è stata negata la vita. È stata condannata a morte da una sentenza della Cassazione. Tutto questo nella civilissima Italia, una nazione che all’art. 27 della Costituzione ripudia la pena di morte.

Eluana era una ragazza che seppur condannata nel suo letto d’ospedale, respirava da sola, viveva, la mattina quando si svegliava apriva gli occhi, per richiuderli la sera per addormentarsi. È vero, vederla in quello stato vegetativo era incredibilmente straziante, ma non era certo un buon motivo per condannarla a morte.

In questi giorni mi hanno colpito le parole di Enzo Jannacci, un ottimo medico prima ancora che un bravo cantante, che, pur dichiarandosi apertamente ateo, ha invocato nel caso di Eluana un intervento divino. «A un mio figlio in coma, anche senza speranza, non toglierei mai la vita, mi basterebbe un suo battito di ciglia per impedirmi qualunque iniziativa».

Adesso piange Beppino Englaro, il papà di Eluana, ma nei giorni scorsi non si è fermato neppure di fronte alla drammatica lettera inviatagli da Bob Schindler, il padre di Terri Schiavo, che ha assistito impotente davanti al martirio della figlia, pervicacemente voluto dal marito di lei ansioso si sbarazzarsene:

Caro Signor Englaro,

Mi presento: sono Bob Schindler, il padre di Terri (Schindler) Schiavo.

Malgrado noi veniamo da due continenti diversi con differenti culture, abbiamo molte cose in comune. Entrambi siamo padri ed entrambi abbiamo avuto dallo stesso Dio il dono dei figli. Nel mio caso tre. La nascita di Sua figlia e di mia figlia Terri non sono solo accadute, sono state un atto di Dio.

Mi ricordo di quando mia figlia Terri era bambina e di come ero orgoglioso dei commenti della gente su quanto fosse carina. Fui altrettanto orgoglioso quando fece i primi passi e disse le sue prime parole. Lo stesso orgoglio mi ha accompagnato per tutta la sua adolescenza fino a quando è diventata una persona adulta.

Entrambi abbiamo una figlia che ha sofferto gravi danni cerebrali e io so molto bene quali profondi effetti questo può causare alla persona colpita e alla sua famiglia. Entrambi abbiamo fatto esperienza della stessa disgrazia e dello stesso dolore. Tuttavia, vi è una differenza. Sua figlia è ancora viva, la mia non più. Lei ha ancora il controllo sul futuro di Eluana, io non ho potuto far nulla per Terri.

Quando mia figlia Terri subì il trauma cerebrale, le promisi che le avrei fatto avere le cure appropriate. Ho fallito. Ho combattuto senza successo i tribunali e suo marito per poter intervenire nel suo trattamento e riportarla a casa. Ciò non è accaduto e oggi io sono afflitto per il mio fallimento, perché ha portato alla sua morte.

La mia famiglia e io siamo addolorati per la perdita di Terri e io in particolare lo sono per il modo in cui lei è stata messa a morte. È morta per fame e sete.

Questo tipo di morte è crudele e barbarico. I sostenitori dell’eutanasia Le diranno che far morire di fame e di sete una persona con danni cerebrali non causa dolore. Sono stato testimone di questo tipo di esecuzione e posso dire che è falso. È di gran lunga la morte più dolorosa che un essere umano possa sperimentare. Questa è la ragione per cui accade sempre nella più stretta riservatezza, al riparo di testimoni e cineprese.

Se Lei ha intenzione di fare questo a Sua figlia, Le consiglio di prepararsi a come soffrirà. Verrà ridotta a pelle e ossa. Gli occhi usciranno dalle orbite. I suoi denti diventeranno sporgenti in un modo abnorme e i suoi zigomi si ingrandiranno. Non c’è bisogno che Le dica altro, sua figlia soffrirà in un modo incredibile.

Mia figlia sembrava un detenuto di quelli che si vedono nei documentari sui campi di sterminio nazisti. Negli ultimissimi giorni della sua vita, quando chiesi che i media potessero essere testimoni della sua morte, mi fu negato. Non voglio che nessun altro muoia in questo modo.

Dio ha dato a Lei e a me la responsabilità di insegnare principi morali ai nostri figli e di tenerli fuori dalla cattiva strada. Far morire di fame e di sete Sua figlia è lontano da ciò che Dio desidera.

Bob Schindler Sr

Ecco come è morta Eluana: soffrendo, come un detenuto in un campo di sterminio nazista!

Da cattolico e da sostenitore del diritto alla vita, in questo momento di dolore e rabbia mi sento di condividere in pieno il pensiero della Chiesa«Che il Signore l’accolga e perdoni chi l’ha portata a questo punto». (do.mal.)

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Juve e Reggina con un cuore grande così

9 Febbraio, 2009 Domenico Malara 3 commenti

di Ivano Bova per Malarablog

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Sulle montagne russe. Anche la ventitreesima giornata conferma l’impressione che il campionato in corso è tra i più strani e aperti degli ultimi anni. Ad ogni turno corrisponde una sorpresa, e ad ogni sorpresa uno stravolgimento in classifica.

Questa volta lo stop è toccato al Milan, fresco della vittoria per 0-3 all’Olimpico di Roma contro la Lazio. Sabato è stata una serata da dimenticare per i rossoneri: merito di una Reggina determinata oltre ogni aspettativa, capace addirittura di sfiorare con Corradi, nell’ultimo istante del recupero, il gol della vittoria. Gli amaranto, dopo il pareggio per 2-2 contro la Roma, si sono ripetuti in una gara ancor più difficile. Contro Kakà, Ronaldinho, Pato e Beckam (quella dell’inglese è stata la peggiore gara sin qui disputata in Italia), gli uomini di Orlandi hanno innalzato una diga insormontabile, con giocatori come Santos, Valdez e Lanzaro sugli scudi. Sul palco di San Siro, però, il protagonista assoluto è stato Di Gennaro, capace di ribaltare l’azione e di sfruttare le sponde di Corradi: da una di queste è nato il gol del momentaneo vantaggio amaranto, realizzato dal giovane talento di scuola Milan.

Il pareggio per 1-1 è stato più che meritato, anche se nel dopo partita Ancelotti ha recriminato per un gol annullato a Seedorf, proseguendo sulla falsariga del tecnico dell’Inter Mourinho. Il portoghese nel pomeriggio aveva criticato aspramente l’arbitro Morganti, nonostante la rotonda vittoria dei nerazzurri a Lecce (0-3 il risultato finale): se i toni del tecnico rossonero, però, sono stati pacati, Mourinho ha addirittura parlato di “episodi strani” che si sarebbero verificati, ai danni dell’Inter, nelle ultime giornate.

poulsenIn seconda posizione il posto del Milan, in discesa, è stato riguadagnato dalla Juve, che ha espugnato Catania con un po’ di fortuna (clamoroso il liscio di Terlizzi, che ha consentito a Poulsen di siglare l’1-2 al 93′) e tanto cuore: per oltre 80′ gli uomini di Ranieri hanno giocato in dieci, causa la stupida espulsione rimediata da Iaquinta. Due gialli nel giro di un minuto, uno subito dopo il gol dello 0-1, per essersi tolto la maglia nell’esultanza, e l’altra per un fallo inutile a centrocampo. La Juventus è così rimasta sulla scia dell’Inter, a -7 dalla vetta, e adesso aspetta il derby di domenica prossima tra Inter e Milan, nella speranza di poter recuperare qualcosa in classifica. Nel dopo gara, Ranieri non le ha mandate a dire a Mourinho, evidenziando con toni decisi che alimentare le tensioni non fa bene al campionato.

La squadra che continua imperterrita la risalita è la Roma, adesso a un solo punto dalla zona Champions, quel quarto posto occupato dalla Fiorentina. Ieri, la squadra di Spalletti ha offerto una prova d’alta scuola, funzionando come un’orchestra: tre gol al Genoa, uno più bello dell’altro. Il primo è stato da manuale del calcio: De Rossi, velocissimo, ha “bruciato” 50 metri di campo e servito Vucinic, che al volo non ha lasciato scampo a Rubinho.

In coda, oltre alla Reggina, anche Torino e Chievo, pareggiando nello scontro diretto, hanno accorciato su Bologna e Lecce sconfitte, portandosi a -3 dalla salvezza. La Reggina è invece a -6, e se il distacco appare difficile da colmare, lo spirito messo in campo nelle ultime due esibizioni lascia ben sperare i tifosi reggini: per alimentare i sogni di salvezza la vittoria sul Palermo, ospite domenica al Granillo, diventa adesso obbligatoria.

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Luci e ombre del volontariato

di Demetrio Calafiore per Malarablog

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La quotidianità porta a documentarsi su situazioni o nuove terminologie spesso ignorate, o peggio ancora, considerate come una trovata pubblicitaria. In altri casi però, siamo chiamati in prima persona a essere i protagonisti di situazioni che, portano a scopi ben diversi da quelli che dovrebbero essere.

È il tanto discusso mondo del volontariato, ma quali sono tutte quelle attività connesse e come ci si comporta in ambito sociale?

Nel 1991 il Parlamento ha approvato la “Legge quadro sul volontariato”. Da allora sono nati moltissimi sodalizi che vedono impegnate 21 mila associazioni e oltre 800 mila operatori tra volontari e dipendenti. Tutte iscritte nel registro regionale delle associazioni, che ne controlla le attività attraverso esercitazioni, corsi di formazione etc.

Il 2001 è stato proclamato dall’Onu “Anno internazionale del volontariato”, un passo in avanti dopo alcuni tragici eventi che hanno segnato il secolo scorso e che hanno visto in prima linea, schiere di soccorritori e aiuti umanitari volontari.

I settori operativi vanno dall’assistenza sociale a quella soci- sanitaria, dalla beneficenza all’istruzione e alla formazione, dalla tutela del territorio alla promozione e alla valorizzazione dell’ambiente, della cultura, delle cose di interesse storico ed artistico, dallo sport dilettantistico alla ricerca scientifica.

Le esigenze sono davvero molteplici per il bisogno collettivo, anche se c’è da fare una sostanziale diversificazione tra volontari e dipendenti all’interno di un associazione. Là dove i volontari molto spesso danno l’anima, a volte, purtroppo, vengono anche strumentalizzati e convinti con idee di tipo lavorativo e remunerativo. Ci sono poi i dipendenti, professionisti o normali impiegati. Da un lato è un bene che siano presenti all’interno dell’apparato organizzativo, per arricchire anche il bagaglio professionale e culturale degli operatori, ma dall’altro troppo spesso si creano situazioni burocratiche e amministrative paradossali, che mettono continuamente in discussione i rapporti con gli altri volontari e con le istituzioni, che gli stessi, il più delle volte rappresentano.

Di fronte a queste realtà, ritengo che i volontari devono inventare nuovi ruoli all’interno delle associazioni, consolidando quanto hanno costruito ma cercando anche nuove strategie.

Nel campo della Protezione civile, dal 1993 ad oggi, si è registrato un incremento del volontariato pari al 54%. Spesso questo viene etichettato come quello che in determinate situazioni (concerti musicali, partite di calcio, processioni religiose, etc.) presta la sua opera dietro retribuzioni o compensi. Questo non è affatto vero. Al volontario, infatti, spetta solo ed esclusivamente, un rimborso forfettario per le spese realmente sostenute in casi di servizio espletati (alluvioni, terremoti, sbarchi di clandestini etc.), dove viene messa in discussione l’incolumità e la tutela delle popolazioni.

È sbagliato, dunque, pensare che fare il volontario significa avere un lavoro sicuro. Il volontariato dev’essere una passione, un atto dovuto verso chi ha bisogno.

Ma ci sono anche dei problemi da affrontare, uno su tutti è il dialogo con la classe politica e dirigente. Le attività di volontariato devono infatti essere svolte in collaborazione con tutte le istituzioni e queste ultime fanno sempre di tutto per ostacolare chi esce fuori dagli schemi legislativi.

Interloquire è diverso dall’essere ostili verso le istituzioni o essere aggressivi verso il volontariato, di fronte alle resistenze, bisogna cercare di superarle con la comprensione che spesso manca e con modifiche dell’apparato organizzativo.

A mio parere l’attuale legge quadro sul volontariato (L. 266/91) dev’essere revisionata e modificata, apportando cambiamenti chiarificatori ma anche delle limitazioni. Trovo inutile che un associazione, solo per accedere ad un progetto finanziato da un ente, ricorre ad essere presente in più settori operativi, dove magari altre associazioni sono molto più preparate professionalmente. Ne scaturisce l’egoismo e l’antipatia tra associazioni e operatori.

A volte non serve indossare una divisa o iscriversi nella più nominata associazione per rendere migliore il volontario. Serve uno spirito di partecipazione e di aggregazione sociale, serve umiltà ma allo stesso tempo occorre sinergia tra le associazioni per realizzare nel migliore dei modi gli scopi sociali prefissati.

Per tutte queste situazioni, il volontariato è sicuramente un mondo sconosciuto e troppo spesso ignorato.

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Amy Macdonal e Tiziano Ferro nel nuovo videocast

7 Febbraio, 2009 Domenico Malara 2 commenti

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Questa settimana nella sezione videocast potete trovare:

Amy Mcdonald – This is the life
The Ting Tings – Be the one
Morrissey – I’m throwing my arms around paris
Baustelle – Un romantico a Milano
Crash test dummies – Mmm mmm mmm mmm
Luca Carboni ft. R. Sinigaglia – Ho visto anche degli zingari felici
Tiziano Ferro – Il regalo più grande
Biagio Antonacci – Aprila
Negrita – Radio conga
Raf – Non è mai un errore

Buon videoascolto!

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La giornata tipo della Juventus

6 Febbraio, 2009 Domenico Malara 11 commenti

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Venerdì, vigilia del campionato di calcio, non poteva mancare l’ennesima giornata tipo. Stavolta tocca alla Juventus, anche se la più cliccata e apprezzata resta sempre la giornata tipo dell’Inter.

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ore 8.00: Del Piero esce dal bagno, saluta l’uccellino e va all’allenamento.

ore 8.10: Giovinco fa colazione mangiando i cheerios col latte perchè lo faranno crescere. O almeno così ha visto in tv.

ore 8.30: un certo Tiago, trattenuto fuori dai campi di allenamento dichiara: sono un calciatore!

ore 8.35: Ranieri chiama in raccolta la squadra, ma tutti continuano a palleggiare per i fatti loro.

ore 8.40: Ranieri comincia ad avere tic di spalle e occhi e si accorge che aveva parlato in inglese, richiama tutti in italiano.

ore 8.41: Blanc chiama Collina il quale accortosi della voce diversa da quella di Moggi, riattacca subito.

ore 9.00: Poulsen prova il novo schema provocando in continuazione il preparatore atletico.

ore 9.15: Giovinco si allena sui colpi di testa salendo sui trampoli.

ore 9.30: Tiago cerca di scavalcare i cancelli richiamando l’attenzione di Ranieri, il quale si volta.

ore 9.35: Chiellini fa 100 palleggi col naso.

ore 10.00: il polso di Trezeguet si incrina mentre faceva capire al pubblico che voleva andare via.

ore 10.15: Nedved viene colto da malesseri cardiaci, gli impiantano un pace-maker.

ore 10.50: Tiago riesce a scavalcare e viene arrestato.

ore 10.52: Ranieri ha un brivido di freddo… no, è il solito tic.

ore 11.00: Molinaro si allena sui cross… il primo colpisce il carabiniere che arrestrava Tiago, che ora è di nuovo libero!

ore 11.03: Secondo cross di Molinaro, palla sugli spalti, Ranieri rabbrividisce… no, è il solito tic.

ore 11.15: Legrottaglie prova una nuova parrucca.

ore 12.00: Chiellini arriva a 2000 palleggi col naso.

ore 12.15: Tiago cerca di avvicinare Poulsen e gli chiede come ha fatto ad entrare.

ore 12.30: Poulsen dà una testata a Tiago.

ore 13.00: Amauri, Legrottaglie e Nedved goliardicamente controllano chi ce l’ha più lungo… il capello!

ore 13.15: l’uccellino di Del Piero trova la stada dei campi di allenamento e rilascia un escremento a forma di stella sulla maglia del fuoriclasse… ecco la terza stella tanto agognata!

ore 18.00: Dopo la pausa pranzo Tiago scavalca ma sul più bello viene colpito da un cross di Molinaro.

ore 18.30: Legrottaglie si aggiusta le sopracciglia.

ore 18.50: Ranieri rabbrividendo, dichiara la fine delle ostilità.

ore 18.55: Legrottaglie corre dal parrucchiere per le meches.

ore 18.59: Giovinco continua in fisioterapia con le trazioni per recuperare qualche centimetro.

ore 19.05: Tiago riesce ad entrare, in tempo per la doccia gratis.

ore 19.15: Del Piero sotto la doccia tiene stretto l’uccellino, Trezeguet anche… e farà una tripletta per onorare il suo nome!

ore 19.30: Del Piero in conferenza stampa viene mandato via al decimo: «Comunque, comunque…».

ore 20.00: al ritorno a casa Giovinco trova un gruppo di facinorosi del Torino e uno di questi gli rifila un pugno in testa stile Bud Spencer…

ore 21.00: Legrottaglie si depila prima di andare a letto.

ore 22.00: Del Piero dà la buonanotte al suo uccellino, Ranieri dopo l’ultimo brivido si addormenta, Tiago colmo di lividi rimarrà sveglio tutta la notte per continuare a fare quello che fa tutte le sere… Cercare di conquistare il posto in squadra.

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