Archivio

Archive for 7 Gennaio, 2009

La mafia che uccide i giornalisti

7 Gennaio, 2009 Domenico Malara 3 commenti

Ma ne è valsa veramente la pena? Mi faccio sempre questa domanda quando penso a gente come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Beppe Alfano.

Dicono che dopo la morte di Falcone e Borsellino niente è più come prima. Ma cosa non è più come prima? La mafia, come la ‘ndrangheta e la camorra, continuano a esistere e ad essere più potenti di prima. Forse sono cambiate le facce, Riina e Provenzano non ci sono più, ma al posto loro ce ne sono degli altri, forse anche più spietati. È un po’ ciò che diceva Leonardo Sciascia: cambia tutto per non cambiare niente.

Oggi a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, si ricorda Beppe Alfano, un coraggioso giornalista siciliano ucciso dalla mafia l’8 gennaio 1993. Giusto, giustissimo, un atto dignitoso per non dimenticare il suo sacrificio, come quello di tanti altri giornalisti e magistrati. Ma credo che anche qui valga la regola del “prevenire è meglio che curare”. E allora, più che commemorare i morti si dovrebbe pensare a tutelare i vivi, gente come Roberto Saviano o Lirio Abbate. Giornalisti che sono eroi in terra e non se ne sente proprio il bisogno che lo siano anche in cielo.

Per i primi e per i secondi ecco un documentario che dovrebbe fare riflettere:

Ed ecco chi era e perché è stato uccisio Beppe Alfano:

Uccidete quel cane sciolto
di Carlo Lucarelli

Sono le 22 e 30 dell’8 gennaio 1993. In via Marconi, a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, accostata al marciapiede c’è una Renault rossa. È ferma da un po’, come se fosse parcheggiata, ma ha il motore acceso, che romba, su di giri. Dallo scappamento, nel freddo di quella notte d’inverno esce una nuvola di gas di scarico che l’ha quasi avvolta, come se avesse preso fuoco. Arriva il 113 e gli agenti vedono che dentro l’auto c’è un uomo, che sembra essersi addormentato contro il sedile, e col piede sta premendo l’acceleratore. Ma quell’uomo non dorme. Quell’uomo è morto, gli hanno sparato in testa tre colpi di pistola.

Continua a leggere…